censure inammissibili

Per discutere, di tutto un po' sulle nostre materie / Discussions of a general nature on our topics

Moderatori: Guido5, Novelli, Lambertini

finis poloniae

Messaggioda Geusillo Limonio » venerdì 23 marzo 2007, 19:39

Fine, Mi sono divertito a leggere tutti gli insulti. E ora ce n'è uno che passa alle minacce di ripercussioni legali. Poiché è lecito difendere la propria salute mentale dalle follie, questo è l'ultimo messaggio che scrivo, e - tranquilli, vi lascerò in pace tutti, voi Monsignor Della Casa, il Danesi e Crollalanza. Prima di congedarmi, vogliate gradire un altro saggio della scienza araldica del suddetto. Sono certo che vi procurerà molta gioia, visto che è così apprezzata, e particolarmente adatta per i beginners. Anzi suggerite all'esimio di pubblicare un dizionario d'araldica, perché il Camajani è introvabile. Sarà di sicuro un ottimo acqusito per la scienza. Propongo anche di sottoporre le difinizioni all'Accademia Internazionale di araldica, che potrebbe anche istituire un premio ad personam. In effetti da tempo uno studioso di araldica non ci sorprendeva così tanto.
Ecco dunque il saggio promesso. Auguri a tutti.

«Prima del decreto del 1929 la forma dello scudo e della corona era lasciato al libero arbitrio». (QUESTA NON è PROPRIO ARALDICA, MA TEOLOGIA, PERò è DIVERTENTE LO STESSO!)

«A proposito dello stemma della Provincia di Milano. Ho notato un errore in uno dei due elementi esterni. Infatti, mentre l’elemento esterno posto in decusse sotto lo scudo, i due rami di alloro e di quercia, sono correttamente entrambi onusti di frutti, la corona che timbralo scudo porta anch’essa i due rami di quercia e di alloro onusti di frutti. La norma, invece, vorrebbe fossero al naturale!» (C.! DA DENUNCIA ALLA CORTE DELL'AJA!)

«Dunque, non la leonessa ma il leone rampante, vale a dire ritto come se stesse arrampicandosi, rivolto a destra araldicamente, ma a sinistra di chi guarda. Se fosse rivolto verso destra, sempre da chi guarda e araldicamente a sinistra, vorrebbe dire che il leone sta fuggendo. Dio ce ne scampi!» (SAPEVATE CHE TUTTE LE FOGURE RIVOLTATE STANNO FUGGENDO? DAI FATE UN FORUM APPOSITO!)

ALBERO L’albero generico significa concordia nella patria, nell’esercito e nella famiglia. Questo perché i rami provengono da un unico tronco.

ANIMALI Sono le figure più nobili del blasone. Il loro colore araldico è il più possibile simile al loro colore naturale. (STATISTICAMENTE INECCEPIBILE: QUEGLI STUPIDI DELLA MORAVIA CHE HANNO UN'AQUILA A SCACCHI! CHE FESSI!)

AZZURRO Essendo il colore del cielo simbolizza tutte le idee più alte: fermezzaincorruttibile e la gloria. Ciceronesi vestiva spesso d’azzurro per far comprendere che i suoi pensieri erano alti. Eginardolasciò scritto che Carlo Magnosi vestiva alla francese, cioè con un saio azzurro. In Italia fu distintivo dei Guelfi. (DAI CICERONE D'AZZURRO VESTITO COME BERLUSCONI E UNO STüCK DI GRANDE LETTERATURA COMICA: CHE MERAVIGLIA!)

BIANCO Lo si sostituisce generalmente con l’argento. Si trovano di questo colore pezze araldiche, fiori, animali, ecc. Era il colore di parte Guelfa. (SIII?)

CIMATO Messo sulla cima. (POFFARRE!)

LUNA Se piena significa buona amicizia e benignità; per i suoi cambiamenti notturni è identificata come segno di incostanza nella sfortuna, ma anche come fortezza d’animo nella sventura per la sua luce che vince sulle tenebre La si chiama luna quando è piena. Quando ha le corna rivolta verso il capo, è chiamata montante.

VERDE E’ il colore che simboleggia la vittoria, l’onore, la cortesia, la civiltà, l’allegrezza, l’abbondanza e l’amicizia. Fu il colore dei Ghibellini. (Sììì?) Rappresenta anche la speranza. Il motivo? Semplice. Perché allude ai campi primaverili di colore verde, appunto. E ciò fa sperare in una copiosa messe. ( O CHI CI AVEVA PENSATO?!)
Avatar utente
Geusillo Limonio
 
Messaggi: 112
Iscritto il: mercoledì 4 ottobre 2006, 10:30

Messaggioda San Celestino » venerdì 23 marzo 2007, 19:54

xxx
Ultima modifica di San Celestino il martedì 17 novembre 2015, 3:04, modificato 1 volta in totale.
Se in vita non date un po' di voi agl'altri non rimarrà nulla di voi che valga la pena di vivere!
San Celestino
 
Messaggi: 480
Iscritto il: mercoledì 29 ottobre 2003, 17:12
Località: Roma

Messaggioda Cottoneum » venerdì 23 marzo 2007, 20:01

Signor Limonio, ancora una volta, per quanto le sue definizioni possano esser corrette, il tono è davvero supponente e arrogante. Immotivatamente arrogante.
E completamente inutile ai fini del miglioramento. Lei così insulta solo delle persone e basta. Bit e bit sprecati.
Avatar utente
Cottoneum
 
Messaggi: 826
Iscritto il: sabato 30 ottobre 2004, 23:15
Località: Milano

Messaggioda StefanoM » venerdì 23 marzo 2007, 20:29

Ogni commento dovrebbe essere costruttivo, privo di presunzione. In questo forum cerchiamo tutti di collaborare in maniera costruttiva per arrivare a risultati scentificamente apprezzabili per il bene di tutti. Nessuno può pretendere di conoscere tutto. Ammettere la propria ignoranza è una vitù non una pecca.

Cordialità
StefanoM
Avatar utente
StefanoM
 
Messaggi: 414
Iscritto il: venerdì 14 ottobre 2005, 15:17
Località: Sulmona

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » venerdì 23 marzo 2007, 20:30

Inoltre lasciatemi notare ancora una volta il cattivo gusto nell'aprire topic esclusivamente per polemizzare con qualcuno. :roll:
Immagine
Avatar utente
Alessio Bruno Bedini
Moderatore Genealogia, Manifestazioni e Bibliografia
 
Messaggi: 7469
Iscritto il: martedì 21 settembre 2004, 21:47
Località: Cittadino del Mondo

Messaggioda SIMO » venerdì 23 marzo 2007, 21:16

Apprendo con piacere che l'utente Geusillo (l'antico appellativo di signore mi pare proprio inadeguato) ha deciso di non oltraggiare ulteriormente gli utenti di questo forum con il suo linguaggio aspro, ineducato e rancoroso e spero che non si ripresenti a Noi sotto altro pseudonimo...
Nel salutarla, visto che è persona "così colta" le rammento un antica massima:
Videre nostra mala non possumus, alii simul delinquunt, censores sumus
Simone Bravi

Socio fondatore A.I.O.C.
Socio I.A.G.I.

*** NEMO ME IMPUNE LACESSIT ***
Avatar utente
SIMO
 
Messaggi: 89
Iscritto il: martedì 13 marzo 2007, 22:34
Località: Bergamo (BG)

Re: censure inammissibili

Messaggioda pierfe » venerdì 23 marzo 2007, 22:12

Geusillo Limonio ha scritto:Le mie comunicazioni sono state interrotte tre volte. Ritengo che si tratti di una censura inammissibile. Ho spiegato dettagliatamente ai moderatori le mie ragioni per pm, ma nessuno ha mostrato la benché minima disponibilità al dialogo. Il pregiudizio e l'ipocrisia che governano il forum, mi inducono a ritirare il mio accredito, summo cum gaudio immagino dei delicati orecchi dei frequentatori: ai quali le critiche a scritti squalificati sotto ogni riguardo, suonano "inutili", "offensive", "non costruttive" etc., mentre l'elegante prosa del Danesi, che infioretta le sue mail di "calci nel sedere" e "masturbazioni intellettuali" sembra appropriata. Se lo IAGi preferisce discutere di araldica e di "masturbazioni intellettuali" coll'esperto della materia, sig. Danesi, buon pro gli faccia.
Adieu!


Ho completa fiducia dei moderatori del forum che operano nell'interesse della ricerca, ma che sono solo degli amanti delle materie che trattiamo, e ciascuno con diversa formazione culturale.
Sicuramente se sono state eseguite delle censure sono convinto (sino a dimostrazione di prova contraria) che sono state fatte al solo scopo di evitare inutili polemiche che portavano a sicure offese (abbiamo già alle spalle esempi di questo tipo di caduta di stile che non vogliamo ripetere).
Su questo forum si può scrivere di tutto e su tutto, ma evitando offese alle persone, si può criticare una pubblicazione, ma se qualcuno lo vuole fare deve farlo con metodologia accademica, indicando le fonti e dimostrando educatamente perchè lo studio meriti di essere buttato nel pattume, e sopratutto, dimenticavo, FIRMANDOSI CON IL PROPRIO NOME E COGNOME in modo che venga dato il giusto peso al contenuto delle sue affermazioni.
Io credo che esista sempre un modo educato per esprimere opinioni che minino alla base o distruggano del tutto le affermazioni di qualcun altro.

Sono quasi 25 anni che mi occupo di queste materie (fra l’altro, per quello che può valere, ho anche una tesi di laurea specifica in araldica, “I simboli araldici in geografia”, che molti per la trattazione possono considerare innovativa; per me l’araldica non è morta ma è un linguaggio vivente e in formazione e tutti gli araldi del mondo, quelli che con l’autorità dello Stato fanno araldica tutti i giorni, hanno un pensiero simile al mio).
Ci tengo a precisare per onestà che il mio relatore non era e non è un esperto di araldica, perchè in Italia non esiste ancora l’insegnamento di questa materia all’UNIVERSITA’con un corso specifico (quei pochi che si vedono o si sono visti nelle università sono sempre legati ad altre materie).
Ed esiste nel mondo un solo Master Universitario (50 crediti) che tratta in modo approfondito l’araldica.
Questo vuol dire che tutti quelli che si occupano di araldica in Italia sono solo, anche se validi, dei DILLETTANTI in quanto non hanno una formazione prettamente araldica che gli sia stata impartita all’università, avendo dovuto approfondire questa materia da soli, e con fonti e pensieri diversi.
Nella mia tesi potevano esserci le più grandi castronerie d’araldica, ma nessuno sarebbe stato in grado di accorgersene! Se questa è l’UNIVERSITA’ cosa dobbiamo pensare degli studi dillettantistici?
Nel mondo non esiste nessuna organizzazione accademica nel senso propriamente universitario del termine, questo non vuol dire che non esistano organizzazioni private di altissimo livello scientifico come la benemerita Accademia Internazionale di Araldica, la quale ammette non solo studiosi della materia (cosa troppo generica da definire) ma anche altri tipi di persone legate in qualche modo all’araldica (araldi, disegnatori ecc...)
Questo è detto perchè in araldica ciascuno rappresenta più o meno se stesso, alcuni degli scienziati (chiamiamoli araldisti?) copiano le teorie dei “grandi” del passato e di oggi (adoro Pastoreau e il Dr Robert Watt), altri si accodano, molti vegetano come molti docenti all’università che per tutta la vita perfezionano solamente la propria tesi di laurea.

Non vorrei sembrar polemico perchè il mio pensiero sulle cognizioni araldiche di Giacomo Danesi, è vicinissimo a GEUSILLO LIMONIO, ma lo ho espresso proprio allo stesso Danesi in toni e modi totalmente diversi.

In questi ultimi 25 anni che mi occupo – ogni giorno sempre con maggior disgusto – di queste materie ho sempre cercato di salvare quello che è salvabile, e sebbene il più delle volte abbia perso il mio tempo, in qualche caso raro sono stato ripagato dal successo ottenendo che la persona abbia voluto mettersi sulla giusta strada.
Non ho apprezzato affatto il degenerare di questa polemica che proprio per i toni si allontana da una possibile discussione scientifica volta solo a chiarire ai lettori gli errori o le assurdità contenute negli opuscoli del Danesi per insegnare loro qualcosa.

Chi è GIACOMO DANESI?
Non è un araldista, non è un studioso della materia e non mi risulta che lui si presenti come tale, se lo facesse si renderebbe ridicolo da solo, al contrario sono convinto che Danesi conosca bene i suoi limiti culturali sulla materia araldica.
Per quanto sono a conoscenza egli è un giornalista che cerca di divulgare l'araldica con opuscoli destinati al pubblico locale di qualche comune del bresciano; intento apprezzabile se fatto da un giornalista.
Queste pubblicazioni risultano comunque interessanti per coloro che non conoscono nulla di questa materia anche perchè contengono moltissimi aneddoti relativi alla piccola storia dei paesi che tratta, aggiungendo qualche nota di colore sulla storia burocratica della concessione dello stemma, concludendo ahimè con un pessimo dizionario araldico, perchè non essendo in grado di farlo da solo l'ha copiato – come fanno tanti che si occupano di araldica - da “famosi” araldisti del passato, che vivevano fuori dal mondo.
Ad esempio i di Crollanza avevano difficoltà di comunicazione se paragonate ad oggi, e il loro metodo di ricerca era in linea con quello dell’epoca, quindi senza le conoscenze di ricerca di oggi non potevano fare di più... non dimentichiamo che la classe sociale che si occupava di araldica a quell’epoca includeva gente che amava sognare cosa è l'araldica più che vedere con mano cosa veramente è stata nella realtà di tutti tempi (troppo grande sarebbe stata la delusione)...
Ma quelle opere che hanno fatto la nostra storia, hanno anche il “pregio” di essere comprese con difficoltà e sopratutto la “fortuna” di non essere più attuali.
Non dimentichiamo che l’araldica è diventata spesso sogno più che realtà, e sono pochi quelli che stanno con i piedi per terra come, per fare un nome italiano, Alessandro Savorelli, che ha opere realmente encomiabili.

Del resto cosa può fare un giornalista come Danesi che ha lo scopo di entrare nelle case di tutti per farsi leggere da tutta la famiglia?
Questo tipo di pubblicazione è quello che anticamente poteva essere il bollettino parrocchiale, anche se non è detto con scherno, ma con intento pedagogico: io sono un Exallievo di Don Bosco, e proprio il Santo mi ha insegnato che vale la pena entrare modestamente in tutte le case per fare cultura, sì, quella con la “c” minuscola, perchè con il tempo possa poi diventare con la “C” maiuscola.
Non credo che Danesi abbia altre ambizioni da quelle che ho scritto.

Detto questo il signor GEUSILLO LIMONIO del quale io conosco la vera identità (posso dire che è veramente un grande della materia araldica in Italia e che ha tanto da insegnare) proprio per questa ragione è cordialmente invitato da me ad aiutare questo forum – che è dato a disposizione di tutti anche dallo IAGI, ma non esprime univocamente il pensiero dell’IAGI o della sua dirigenza – di modo che i suoi frequentatori possano imparare qualcosa di più su questa tanto discussa materia... cosa ne pensa?
Pier Felice degli Uberti
Pier Felice degli Uberti
Sine virtute nulla nobilitas
pierfe
Presidente IAGI
 
Messaggi: 2407
Iscritto il: domenica 12 gennaio 2003, 2:11
Località: Bologna

Messaggioda Reginella » sabato 24 marzo 2007, 11:12

Est modus in rebus.
Una premessa:
io sono l'ultima degli utenti di questo forum, con nessuna conoscenza di araldica e pochissime d'altro genere, assolutamente estranea a qualsivoglia aspetto del mondo araldico ufficiale quindi il mio pensiero non rappresenta nient'altro che il mio povero pensiero e questo Forum e i suoi moderatori o Presidenti non hanno responsabilità alcuna per le mie opinioni.
Ma l'Araldica nasce dall'esigenza di riconoscere i diversi cavalieri che si presentavano, secondo regole ben precise di onore e lealtà, ad una tenzone leale per antonomasia:
cosa può insegnare in proposito chi nasconde la propria identità per sferrare un attacco senza nemmeno sfidare secondo le regole l'avversario?
I simboli, che tra l'altro rappresentano l'oggetto di studio dell'araldica, hanno significato finchè rappresentano un contenuto:
di onore, di lealtà, di correttezza, di coraggio, di generosità.
Se i simboli non sono altro che un vuoto involucro di sterili richiami mnemonici, se per chi li guarda o studia non rappresentano più con la loro forma una sostanza viva di qualità e virtù peculiari di un nobile modo di essere allora non sono più nulla.
E allora l'araldica è morta.
MCM

"Non ristare!"
“SINT VT SVNT AVT NON SINT”
Avatar utente
Reginella
 
Messaggi: 916
Iscritto il: lunedì 2 ottobre 2006, 14:27
Località: Modena

Messaggioda M.Brivio » sabato 24 marzo 2007, 16:42

Io aggiungerei che, senza voler entrare nel merito di questa "accesa" questione, non capisco perchè tanta rabbia e tanta volgaritàper semplici divergenze di opinione: insomma, è abbastanza naturale che ci siano punti di disaccordo, le persone non possono condividere sempre stesse opinioni, uguali punti di vista. Quindi considero esagerata la foga e il disappunto di Geusillo Limonio per l'argomento di cui stiamo parlando: non voglio certamente ridurre l'importanza dell'Araldica, ma perchè scannarsi per questo? Mi pare che su argomenti culturali ci si possa confrontare, discutere, anche con una certa forza, a volte, ma perchè scadere nel volgare, nell'offensivo? Nessuno mi pare abbia subito qualche torto, quindi certe frasi, ma più in generale i sentimenti che fuoriescono dal discorso, li trovo inadeguati.
Spero di non aver tediato nessuno oltremodo, e ripeto, non voglio entrare nel merito della questione,
cordialmente,
Marco Brivio
M.Brivio
 
Messaggi: 665
Iscritto il: sabato 23 dicembre 2006, 17:29

Messaggioda pierfe » sabato 24 marzo 2007, 19:21

M.Brivio ha scritto:Io aggiungerei che, senza voler entrare nel merito di questa "accesa" questione, non capisco perchè tanta rabbia e tanta volgaritàper semplici divergenze di opinione: insomma, è abbastanza naturale che ci siano punti di disaccordo, le persone non possono condividere sempre stesse opinioni, uguali punti di vista. Quindi considero esagerata la foga e il disappunto di Geusillo Limonio per l'argomento di cui stiamo parlando: non voglio certamente ridurre l'importanza dell'Araldica, ma perchè scannarsi per questo? Mi pare che su argomenti culturali ci si possa confrontare, discutere, anche con una certa forza, a volte, ma perchè scadere nel volgare, nell'offensivo? Nessuno mi pare abbia subito qualche torto, quindi certe frasi, ma più in generale i sentimenti che fuoriescono dal discorso, li trovo inadeguati.
Spero di non aver tediato nessuno oltremodo, e ripeto, non voglio entrare nel merito della questione,
cordialmente,
Marco Brivio


Mi creda, io capisco molto bene il motivo per cui Geusillo Limonio è intervenuto in modo un po' rude su alcune piccole pubblicazioni, e lo giustifico.
Quando una persona si sforza dando l'anima per portare una scienza ad un livello accademico si può infuriare anche in modo teatrale, modo che non può essere compreso da chi vive l'araldica come semplice passatempo.
Inoltre una persona che si infuria come Geusillo Limonio dimostra a chi conosce la materia una pulizia mentale veramente unica e per questo encomiabile.
Questo episodio mi fa tornare alla mente un fatto della mia adolescenza, quando ad una conferenza per i 500 anni della Chiesa di San Domenico a Casale Monferrato (è la chiesa dove trovano sepoltura i Paleologi di Monferrato) senza educazione con l'irruenza della mia giovane età interruppi l'oratore, che era il più quotato scrittore di storia del Monferrato degli anni '70, il quale rimase stupito del mio pesante attacco e si giustificò dicendo che dopo una giornata di lavoro visitando decine di pazienti chiedeva scusa a me ragazzino di 17 anni e all'uditorio per non avere la mente fresca e quindi sbagliare le date e i personaggi storici di cui trattava.
Allora ero un ragazzino che poteva essere distrutto dal peso culturale dello storico locale, io contavo solo per me stesso e i miei articoli erano solo sul giornale locale... ma quel grande uomo che oggi considero uno dei miei maestri di vita, al contrario mi propose di pubblicare con lui un manoscritto inedito che avevo scoperto in biblioteca, ovvero una Cronica scritta nel 1493 da un allora ignoto autore del Monferrato.
Dal mio primo libro che fu presentato proprio da quel medico che avevo offeso pesantemente, nacque una amicizia che durò sino alla recente fine della sua vita, e l'insegnamento che bisogna sempre cercare delle soluzioni positive e dare delle giustificazioni prima di uccidere definitivamente qualcuno.
Pier Felice degli Uberti
Pier Felice degli Uberti
Sine virtute nulla nobilitas
pierfe
Presidente IAGI
 
Messaggi: 2407
Iscritto il: domenica 12 gennaio 2003, 2:11
Località: Bologna

Messaggioda Reginella » sabato 24 marzo 2007, 19:25

Non trovo nesso tra i due casi:
nel suo caso era il ragazzino inesperto ad offendere l'uomo di cultura superiore, che da persona superiore si è comportata.
Qui pare che sia esattamente il contrario.
Ma a visto il parere del padrone di casa, considero chiusa per quanto mi riguarda la questione.
MCM

"Non ristare!"
“SINT VT SVNT AVT NON SINT”
Avatar utente
Reginella
 
Messaggi: 916
Iscritto il: lunedì 2 ottobre 2006, 14:27
Località: Modena

Messaggioda pierfe » sabato 24 marzo 2007, 19:34

Reginella ha scritto:Est modus in rebus.
Una premessa:
io sono l'ultima degli utenti di questo forum, con nessuna conoscenza di araldica e pochissime d'altro genere, assolutamente estranea a qualsivoglia aspetto del mondo araldico ufficiale quindi il mio pensiero non rappresenta nient'altro che il mio povero pensiero e questo Forum e i suoi moderatori o Presidenti non hanno responsabilità alcuna per le mie opinioni.
Ma l'Araldica nasce dall'esigenza di riconoscere i diversi cavalieri che si presentavano, secondo regole ben precise di onore e lealtà, ad una tenzone leale per antonomasia:
cosa può insegnare in proposito chi nasconde la propria identità per sferrare un attacco senza nemmeno sfidare secondo le regole l'avversario?
I simboli, che tra l'altro rappresentano l'oggetto di studio dell'araldica, hanno significato finchè rappresentano un contenuto:
di onore, di lealtà, di correttezza, di coraggio, di generosità.
Se i simboli non sono altro che un vuoto involucro di sterili richiami mnemonici, se per chi li guarda o studia non rappresentano più con la loro forma una sostanza viva di qualità e virtù peculiari di un nobile modo di essere allora non sono più nulla.
E allora l'araldica è morta.


L'araldica non è morta ma è viva... non certo in Italia, dove si è fermi al tempi del Manno (di cui non condivido il modo di blasonare).
Attorno a noi in qualche Paese del mondo ad esempio in Canada, in Sudafrica, in Scozia, in Inghilterra e in Irlanda è vitale proprio perchè è praticata ogni giorno dagli uffici araldici.
Mi creda l'araldica ha poco a che fare col romanticismo e non è un fatto di contenuti simbolici e bei sentimenti. Anch'io amo come le bellissime favole i testi dei di Crollalanza, così pure il dizionario di Piero Guelfi Camaiani, o di Felice Tribolati, e non voglio andare avanti a citare autori del passato e ahimè anche di oggi.
Ma bisogna ricordare che l'araldica aveva quando era praticata lo scopo primario dell'identificazione, e tutto quello che è stato costruito attorno ad essa dai tanti sognatori che se ne sono occupati ha poco a che fare con questa materia, e molto di più con la mitologia.
Non pensi che voglio fare polemica proprio con lei che era amica di uno dei miei più grandi amici, anche lui un magnifico sognatore che è stato senza saperlo uno dei precursori e dei padri di tutto quello che lei vede oggi realizzato attorno a noi.
Pier Felice degli Uberti
Pier Felice degli Uberti
Sine virtute nulla nobilitas
pierfe
Presidente IAGI
 
Messaggi: 2407
Iscritto il: domenica 12 gennaio 2003, 2:11
Località: Bologna

Re: censure inammissibili

Messaggioda Franz Joseph von Trotta » sabato 24 marzo 2007, 19:57

pierfe ha scritto:
Geusillo Limonio ha scritto:Le mie comunicazioni sono state interrotte tre volte. Ritengo che si tratti di una censura inammissibile. Ho spiegato dettagliatamente ai moderatori le mie ragioni per pm, ma nessuno ha mostrato la benché minima disponibilità al dialogo. Il pregiudizio e l'ipocrisia che governano il forum, mi inducono a ritirare il mio accredito, summo cum gaudio immagino dei delicati orecchi dei frequentatori: ai quali le critiche a scritti squalificati sotto ogni riguardo, suonano "inutili", "offensive", "non costruttive" etc., mentre l'elegante prosa del Danesi, che infioretta le sue mail di "calci nel sedere" e "masturbazioni intellettuali" sembra appropriata. Se lo IAGi preferisce discutere di araldica e di "masturbazioni intellettuali" coll'esperto della materia, sig. Danesi, buon pro gli faccia.
Adieu!


Ho completa fiducia dei moderatori del forum che operano nell'interesse della ricerca, ma che sono solo degli amanti delle materie che trattiamo, e ciascuno con diversa formazione culturale.
Sicuramente se sono state eseguite delle censure sono convinto (sino a dimostrazione di prova contraria) che sono state fatte al solo scopo di evitare inutili polemiche che portavano a sicure offese (abbiamo già alle spalle esempi di questo tipo di caduta di stile che non vogliamo ripetere).
Su questo forum si può scrivere di tutto e su tutto, ma evitando offese alle persone, si può criticare una pubblicazione, ma se qualcuno lo vuole fare deve farlo con metodologia accademica, indicando le fonti e dimostrando educatamente perchè lo studio meriti di essere buttato nel pattume, e sopratutto, dimenticavo, FIRMANDOSI CON IL PROPRIO NOME E COGNOME in modo che venga dato il giusto peso al contenuto delle sue affermazioni.
Io credo che esista sempre un modo educato per esprimere opinioni che minino alla base o distruggano del tutto le affermazioni di qualcun altro.

Sono quasi 25 anni che mi occupo di queste materie (fra l’altro, per quello che può valere, ho anche una tesi di laurea specifica in araldica, “I simboli araldici in geografia”, che molti per la trattazione possono considerare innovativa; per me l’araldica non è morta ma è un linguaggio vivente e in formazione e tutti gli araldi del mondo, quelli che con l’autorità dello Stato fanno araldica tutti i giorni, hanno un pensiero simile al mio).
Ci tengo a precisare per onestà che il mio relatore non era e non è un esperto di araldica, perchè in Italia non esiste ancora l’insegnamento di questa materia all’UNIVERSITA’con un corso specifico (quei pochi che si vedono o si sono visti nelle università sono sempre legati ad altre materie).
Ed esiste nel mondo un solo Master Universitario (50 crediti) che tratta in modo approfondito l’araldica.
Questo vuol dire che tutti quelli che si occupano di araldica in Italia sono solo, anche se validi, dei DILLETTANTI in quanto non hanno una formazione prettamente araldica che gli sia stata impartita all’università, avendo dovuto approfondire questa materia da soli, e con fonti e pensieri diversi.
Nella mia tesi potevano esserci le più grandi castronerie d’araldica, ma nessuno sarebbe stato in grado di accorgersene! Se questa è l’UNIVERSITA’ cosa dobbiamo pensare degli studi dillettantistici?
Nel mondo non esiste nessuna organizzazione accademica nel senso propriamente universitario del termine, questo non vuol dire che non esistano organizzazioni private di altissimo livello scientifico come la benemerita Accademia Internazionale di Araldica, la quale ammette non solo studiosi della materia (cosa troppo generica da definire) ma anche altri tipi di persone legate in qualche modo all’araldica (araldi, disegnatori ecc...)
Questo è detto perchè in araldica ciascuno rappresenta più o meno se stesso, alcuni degli scienziati (chiamiamoli araldisti?) copiano le teorie dei “grandi” del passato e di oggi (adoro Pastoreau e il Dr Robert Watt), altri si accodano, molti vegetano come molti docenti all’università che per tutta la vita perfezionano solamente la propria tesi di laurea.

Non vorrei sembrar polemico perchè il mio pensiero sulle cognizioni araldiche di Giacomo Danesi, è vicinissimo a GEUSILLO LIMONIO, ma lo ho espresso proprio allo stesso Danesi in toni e modi totalmente diversi.

In questi ultimi 25 anni che mi occupo – ogni giorno sempre con maggior disgusto – di queste materie ho sempre cercato di salvare quello che è salvabile, e sebbene il più delle volte abbia perso il mio tempo, in qualche caso raro sono stato ripagato dal successo ottenendo che la persona abbia voluto mettersi sulla giusta strada.
Non ho apprezzato affatto il degenerare di questa polemica che proprio per i toni si allontana da una possibile discussione scientifica volta solo a chiarire ai lettori gli errori o le assurdità contenute negli opuscoli del Danesi per insegnare loro qualcosa.

Chi è GIACOMO DANESI?
Non è un araldista, non è un studioso della materia e non mi risulta che lui si presenti come tale, se lo facesse si renderebbe ridicolo da solo, al contrario sono convinto che Danesi conosca bene i suoi limiti culturali sulla materia araldica.
Per quanto sono a conoscenza egli è un giornalista che cerca di divulgare l'araldica con opuscoli destinati al pubblico locale di qualche comune del bresciano; intento apprezzabile se fatto da un giornalista.
Queste pubblicazioni risultano comunque interessanti per coloro che non conoscono nulla di questa materia anche perchè contengono moltissimi aneddoti relativi alla piccola storia dei paesi che tratta, aggiungendo qualche nota di colore sulla storia burocratica della concessione dello stemma, concludendo ahimè con un pessimo dizionario araldico, perchè non essendo in grado di farlo da solo l'ha copiato – come fanno tanti che si occupano di araldica - da “famosi” araldisti del passato, che vivevano fuori dal mondo.
Ad esempio i di Crollanza avevano difficoltà di comunicazione se paragonate ad oggi, e il loro metodo di ricerca era in linea con quello dell’epoca, quindi senza le conoscenze di ricerca di oggi non potevano fare di più... non dimentichiamo che la classe sociale che si occupava di araldica a quell’epoca includeva gente che amava sognare cosa è l'araldica più che vedere con mano cosa veramente è stata nella realtà di tutti tempi (troppo grande sarebbe stata la delusione)...
Ma quelle opere che hanno fatto la nostra storia, hanno anche il “pregio” di essere comprese con difficoltà e sopratutto la “fortuna” di non essere più attuali.
Non dimentichiamo che l’araldica è diventata spesso sogno più che realtà, e sono pochi quelli che stanno con i piedi per terra come, per fare un nome italiano, Alessandro Savorelli, che ha opere realmente encomiabili.

Del resto cosa può fare un giornalista come Danesi che ha lo scopo di entrare nelle case di tutti per farsi leggere da tutta la famiglia?
Questo tipo di pubblicazione è quello che anticamente poteva essere il bollettino parrocchiale, anche se non è detto con scherno, ma con intento pedagogico: io sono un Exallievo di Don Bosco, e proprio il Santo mi ha insegnato che vale la pena entrare modestamente in tutte le case per fare cultura, sì, quella con la “c” minuscola, perchè con il tempo possa poi diventare con la “C” maiuscola.
Non credo che Danesi abbia altre ambizioni da quelle che ho scritto.

Detto questo il signor GEUSILLO LIMONIO del quale io conosco la vera identità (posso dire che è veramente un grande della materia araldica in Italia e che ha tanto da insegnare) proprio per questa ragione è cordialmente invitato da me ad aiutare questo forum – che è dato a disposizione di tutti anche dallo IAGI, ma non esprime univocamente il pensiero dell’IAGI o della sua dirigenza – di modo che i suoi frequentatori possano imparare qualcosa di più su questa tanto discussa materia... cosa ne pensa?
Pier Felice degli Uberti


Caro Degli Uberti,

ho molto apprezzato questo Suo lungo intervento: ha rimesso la barra al centro, con osservazioni equanimi disinnescando il corto circuito della bagarre, cieca, ostinata, senza comunicazione, fine a se stessa.

Lei ha fatto un'analisi dello stato della nostra disciplina, lucida, assolutamente corretta e condivisibile che contiene tutte le ragioni del trambusto, analisi che da molto non vedevo così ben espressa. Gli spunti di riflessione che mi ha offerto il leggerLa sono molti ed anche il disincanto che Lei, con molta leggerezza fa trasparire, mi accomuna al Suo sentire.

Ultimo ma non ultimo l'ho apprezzata ancor più perchè con cognizione di causa e sapendo, Lei con serenità, semplicità e libertà, senza ipocrisia ha onorato la Verità.
Chapeau.
FJVT
«Ich bin das Wilde, Dumpfe, das man schlug,
Das man erschlagen, weil es fremd und stumm…»
G. Kolmar
Avatar utente
Franz Joseph von Trotta
 
Messaggi: 1664
Iscritto il: martedì 2 dicembre 2003, 13:57

Messaggioda Reginella » sabato 24 marzo 2007, 20:44

Caro Presidente,
una precisazione: nel mio messaggio da Lei citato la morte dell'araldica era una ipotesi conseguente ai ragionamenti espressi, non certo una affermazione.
Per il resto non mi intendo di araldica e probabilmente ho soltanto poche idee romantiche e fuori moda al riguardo, ma una cosa è certa:
non intendo rimanere nella casa (nemmeno telematica e virtuale) di chi tollera io sia offesa impunemente ed in modo volgare da qualcuno dei suoi ospiti che si diletta, dall'alto della sua sapienza, a mandare messaggi privati anonimi di una maleducazione fenomenale.
ArrivederLa.
MCM

"Non ristare!"
“SINT VT SVNT AVT NON SINT”
Avatar utente
Reginella
 
Messaggi: 916
Iscritto il: lunedì 2 ottobre 2006, 14:27
Località: Modena

Messaggioda danti73 » sabato 24 marzo 2007, 23:23

In passato sul forum ci sono state altre persone che hanno tenuto un atteggiamento simile a quello del signor Limonio. Il risultato finale è stato l'allontanamento della persona, su invito oppure di propria volontà. Il signor Limonio ha scelto la seconda opzione ma è addirittura giustificato e invitato a tornare. Due pesi e due misure? E' giusto che Reginella, sempre umile ed educata, si debba sentire a disagio nel forum?
Il signor Limonio sarà anche uno dei più grandi cultori di araldica ma se questa è la maniera di manifestarlo non credo possa insegnare niente di buono a nessuno. Non avete mai avuto dei professori che per il loro modo sbagliato di presentare la propria matera vi hanno fatto odiare ciò che studiato in privato o con persone diverse sia invece risultato affascinante?
Non facit nobilem atrium plenum fumosis imaginibus
danti73
 
Messaggi: 365
Iscritto il: sabato 4 dicembre 2004, 16:42
Località: torino

PrecedenteProssimo

Torna a Piazza Principale / Main Square



Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 15 ospiti