Moderatori: Guido5, Novelli, Lambertini






Geusillo Limonio ha scritto:Le mie comunicazioni sono state interrotte tre volte. Ritengo che si tratti di una censura inammissibile. Ho spiegato dettagliatamente ai moderatori le mie ragioni per pm, ma nessuno ha mostrato la benché minima disponibilità al dialogo. Il pregiudizio e l'ipocrisia che governano il forum, mi inducono a ritirare il mio accredito, summo cum gaudio immagino dei delicati orecchi dei frequentatori: ai quali le critiche a scritti squalificati sotto ogni riguardo, suonano "inutili", "offensive", "non costruttive" etc., mentre l'elegante prosa del Danesi, che infioretta le sue mail di "calci nel sedere" e "masturbazioni intellettuali" sembra appropriata. Se lo IAGi preferisce discutere di araldica e di "masturbazioni intellettuali" coll'esperto della materia, sig. Danesi, buon pro gli faccia.
Adieu!

M.Brivio ha scritto:Io aggiungerei che, senza voler entrare nel merito di questa "accesa" questione, non capisco perchè tanta rabbia e tanta volgaritàper semplici divergenze di opinione: insomma, è abbastanza naturale che ci siano punti di disaccordo, le persone non possono condividere sempre stesse opinioni, uguali punti di vista. Quindi considero esagerata la foga e il disappunto di Geusillo Limonio per l'argomento di cui stiamo parlando: non voglio certamente ridurre l'importanza dell'Araldica, ma perchè scannarsi per questo? Mi pare che su argomenti culturali ci si possa confrontare, discutere, anche con una certa forza, a volte, ma perchè scadere nel volgare, nell'offensivo? Nessuno mi pare abbia subito qualche torto, quindi certe frasi, ma più in generale i sentimenti che fuoriescono dal discorso, li trovo inadeguati.
Spero di non aver tediato nessuno oltremodo, e ripeto, non voglio entrare nel merito della questione,
cordialmente,
Marco Brivio

Reginella ha scritto:Est modus in rebus.
Una premessa:
io sono l'ultima degli utenti di questo forum, con nessuna conoscenza di araldica e pochissime d'altro genere, assolutamente estranea a qualsivoglia aspetto del mondo araldico ufficiale quindi il mio pensiero non rappresenta nient'altro che il mio povero pensiero e questo Forum e i suoi moderatori o Presidenti non hanno responsabilità alcuna per le mie opinioni.
Ma l'Araldica nasce dall'esigenza di riconoscere i diversi cavalieri che si presentavano, secondo regole ben precise di onore e lealtà, ad una tenzone leale per antonomasia:
cosa può insegnare in proposito chi nasconde la propria identità per sferrare un attacco senza nemmeno sfidare secondo le regole l'avversario?
I simboli, che tra l'altro rappresentano l'oggetto di studio dell'araldica, hanno significato finchè rappresentano un contenuto:
di onore, di lealtà, di correttezza, di coraggio, di generosità.
Se i simboli non sono altro che un vuoto involucro di sterili richiami mnemonici, se per chi li guarda o studia non rappresentano più con la loro forma una sostanza viva di qualità e virtù peculiari di un nobile modo di essere allora non sono più nulla.
E allora l'araldica è morta.
pierfe ha scritto:Geusillo Limonio ha scritto:Le mie comunicazioni sono state interrotte tre volte. Ritengo che si tratti di una censura inammissibile. Ho spiegato dettagliatamente ai moderatori le mie ragioni per pm, ma nessuno ha mostrato la benché minima disponibilità al dialogo. Il pregiudizio e l'ipocrisia che governano il forum, mi inducono a ritirare il mio accredito, summo cum gaudio immagino dei delicati orecchi dei frequentatori: ai quali le critiche a scritti squalificati sotto ogni riguardo, suonano "inutili", "offensive", "non costruttive" etc., mentre l'elegante prosa del Danesi, che infioretta le sue mail di "calci nel sedere" e "masturbazioni intellettuali" sembra appropriata. Se lo IAGi preferisce discutere di araldica e di "masturbazioni intellettuali" coll'esperto della materia, sig. Danesi, buon pro gli faccia.
Adieu!
Ho completa fiducia dei moderatori del forum che operano nell'interesse della ricerca, ma che sono solo degli amanti delle materie che trattiamo, e ciascuno con diversa formazione culturale.
Sicuramente se sono state eseguite delle censure sono convinto (sino a dimostrazione di prova contraria) che sono state fatte al solo scopo di evitare inutili polemiche che portavano a sicure offese (abbiamo già alle spalle esempi di questo tipo di caduta di stile che non vogliamo ripetere).
Su questo forum si può scrivere di tutto e su tutto, ma evitando offese alle persone, si può criticare una pubblicazione, ma se qualcuno lo vuole fare deve farlo con metodologia accademica, indicando le fonti e dimostrando educatamente perchè lo studio meriti di essere buttato nel pattume, e sopratutto, dimenticavo, FIRMANDOSI CON IL PROPRIO NOME E COGNOME in modo che venga dato il giusto peso al contenuto delle sue affermazioni.
Io credo che esista sempre un modo educato per esprimere opinioni che minino alla base o distruggano del tutto le affermazioni di qualcun altro.
Sono quasi 25 anni che mi occupo di queste materie (fra l’altro, per quello che può valere, ho anche una tesi di laurea specifica in araldica, “I simboli araldici in geografia”, che molti per la trattazione possono considerare innovativa; per me l’araldica non è morta ma è un linguaggio vivente e in formazione e tutti gli araldi del mondo, quelli che con l’autorità dello Stato fanno araldica tutti i giorni, hanno un pensiero simile al mio).
Ci tengo a precisare per onestà che il mio relatore non era e non è un esperto di araldica, perchè in Italia non esiste ancora l’insegnamento di questa materia all’UNIVERSITA’con un corso specifico (quei pochi che si vedono o si sono visti nelle università sono sempre legati ad altre materie).
Ed esiste nel mondo un solo Master Universitario (50 crediti) che tratta in modo approfondito l’araldica.
Questo vuol dire che tutti quelli che si occupano di araldica in Italia sono solo, anche se validi, dei DILLETTANTI in quanto non hanno una formazione prettamente araldica che gli sia stata impartita all’università, avendo dovuto approfondire questa materia da soli, e con fonti e pensieri diversi.
Nella mia tesi potevano esserci le più grandi castronerie d’araldica, ma nessuno sarebbe stato in grado di accorgersene! Se questa è l’UNIVERSITA’ cosa dobbiamo pensare degli studi dillettantistici?
Nel mondo non esiste nessuna organizzazione accademica nel senso propriamente universitario del termine, questo non vuol dire che non esistano organizzazioni private di altissimo livello scientifico come la benemerita Accademia Internazionale di Araldica, la quale ammette non solo studiosi della materia (cosa troppo generica da definire) ma anche altri tipi di persone legate in qualche modo all’araldica (araldi, disegnatori ecc...)
Questo è detto perchè in araldica ciascuno rappresenta più o meno se stesso, alcuni degli scienziati (chiamiamoli araldisti?) copiano le teorie dei “grandi” del passato e di oggi (adoro Pastoreau e il Dr Robert Watt), altri si accodano, molti vegetano come molti docenti all’università che per tutta la vita perfezionano solamente la propria tesi di laurea.
Non vorrei sembrar polemico perchè il mio pensiero sulle cognizioni araldiche di Giacomo Danesi, è vicinissimo a GEUSILLO LIMONIO, ma lo ho espresso proprio allo stesso Danesi in toni e modi totalmente diversi.
In questi ultimi 25 anni che mi occupo – ogni giorno sempre con maggior disgusto – di queste materie ho sempre cercato di salvare quello che è salvabile, e sebbene il più delle volte abbia perso il mio tempo, in qualche caso raro sono stato ripagato dal successo ottenendo che la persona abbia voluto mettersi sulla giusta strada.
Non ho apprezzato affatto il degenerare di questa polemica che proprio per i toni si allontana da una possibile discussione scientifica volta solo a chiarire ai lettori gli errori o le assurdità contenute negli opuscoli del Danesi per insegnare loro qualcosa.
Chi è GIACOMO DANESI?
Non è un araldista, non è un studioso della materia e non mi risulta che lui si presenti come tale, se lo facesse si renderebbe ridicolo da solo, al contrario sono convinto che Danesi conosca bene i suoi limiti culturali sulla materia araldica.
Per quanto sono a conoscenza egli è un giornalista che cerca di divulgare l'araldica con opuscoli destinati al pubblico locale di qualche comune del bresciano; intento apprezzabile se fatto da un giornalista.
Queste pubblicazioni risultano comunque interessanti per coloro che non conoscono nulla di questa materia anche perchè contengono moltissimi aneddoti relativi alla piccola storia dei paesi che tratta, aggiungendo qualche nota di colore sulla storia burocratica della concessione dello stemma, concludendo ahimè con un pessimo dizionario araldico, perchè non essendo in grado di farlo da solo l'ha copiato – come fanno tanti che si occupano di araldica - da “famosi” araldisti del passato, che vivevano fuori dal mondo.
Ad esempio i di Crollanza avevano difficoltà di comunicazione se paragonate ad oggi, e il loro metodo di ricerca era in linea con quello dell’epoca, quindi senza le conoscenze di ricerca di oggi non potevano fare di più... non dimentichiamo che la classe sociale che si occupava di araldica a quell’epoca includeva gente che amava sognare cosa è l'araldica più che vedere con mano cosa veramente è stata nella realtà di tutti tempi (troppo grande sarebbe stata la delusione)...
Ma quelle opere che hanno fatto la nostra storia, hanno anche il “pregio” di essere comprese con difficoltà e sopratutto la “fortuna” di non essere più attuali.
Non dimentichiamo che l’araldica è diventata spesso sogno più che realtà, e sono pochi quelli che stanno con i piedi per terra come, per fare un nome italiano, Alessandro Savorelli, che ha opere realmente encomiabili.
Del resto cosa può fare un giornalista come Danesi che ha lo scopo di entrare nelle case di tutti per farsi leggere da tutta la famiglia?
Questo tipo di pubblicazione è quello che anticamente poteva essere il bollettino parrocchiale, anche se non è detto con scherno, ma con intento pedagogico: io sono un Exallievo di Don Bosco, e proprio il Santo mi ha insegnato che vale la pena entrare modestamente in tutte le case per fare cultura, sì, quella con la “c” minuscola, perchè con il tempo possa poi diventare con la “C” maiuscola.
Non credo che Danesi abbia altre ambizioni da quelle che ho scritto.
Detto questo il signor GEUSILLO LIMONIO del quale io conosco la vera identità (posso dire che è veramente un grande della materia araldica in Italia e che ha tanto da insegnare) proprio per questa ragione è cordialmente invitato da me ad aiutare questo forum – che è dato a disposizione di tutti anche dallo IAGI, ma non esprime univocamente il pensiero dell’IAGI o della sua dirigenza – di modo che i suoi frequentatori possano imparare qualcosa di più su questa tanto discussa materia... cosa ne pensa?
Pier Felice degli Uberti


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