Giornate di Primavera del F.A.I. a Gioiosa Jonica

Manifestazioni ed eventi di organizzazioni in Italia e nel mondo/Demonstrations and events of organizations in Italy and in the world

Moderatori: Novelli, Lambertini, Alessio Bruno Bedini

Giornate di Primavera del F.A.I. a Gioiosa Jonica

Messaggioda da Fiore » mercoledì 21 marzo 2007, 22:23

Sabato 24 e Domenica 25 marzo prossimi si terranno a Gioiosa Jonica (RC) le tradizionali “Giornate di Primavera del F.A.I.”.
Quest’anno, la neonata delegazione della Locride ha scelto l’antico marchesato dei Caracciolo per aprire un itinerario di visita che comprende quattro beni di solito solo parzialmente visitabili.
Questo il titolo della manifestazione:


DAL NANIGLIO ALLA MOTTA: ARCHEOLOGIA STORIA ED ARTE
A GIOIOSA JONICA

Itinerario:

Bene N° 1: Villa Romana del Naniglio (scelta tra le 30 chicche del FAI, tra 500 siti in tutt’Italia)

Bene N° 2: Castello Feudale

Bene N° 3: Chiesa della Confraternita di Maria SS. Addolorata

Bene N° 4: Palazzo Amaduri

In particolare, per gli interessi degli utenti del forum, segnalo a tutti il bene N° 2, ovvero il Castello Feudale (fondato nel XIII sec., con rifacimenti del XVI e del XVII)
Percorso di visita:
Porta Falsa, Ruderi della Fortezza, Fossato-giardino.
All’interno del Palazzo marchesale, nelle ex carceri (diventate da qualche anno Salone degli stemmi) e nelle sale del piano nobile si terrà una Mostra artistico-documentaria, progettata dalla sottoscritta, dal titolo:
“Feudatari, dinastie, personaggi, prigionieri tra le vetuste mura. Sette secoli nel Castello medievale di Gioiosa Jonica”
realizzata a cura della Consulta delle Associazioni del Comune di Gioiosa Jonica (Circolo di Studi Storici “Le Calabrie” - Edizioni Corab - Istituto Bruzio di Studi Antichi ed Alto medievali).
Saranno illustrati in dodici pannelli, con l’ausilio di alberi genealogici, stemmi, e successioni feudali, ritratti, documenti ed altro le famiglie ed i feudatari che si sono alternate fin dal XIII sec. nel possesso del castello del feudo di Ragusia prima, di Motta Gioiosa poi. Per la prima volta si formulerà una prima lettura delle strutture murarie superstiti della fortezza e del Palazzo marchesale. saranno esposti anche dipinti, stemmi, fotografie ed altro materiale.

L’ingresso è libero e gratuito. Sabato mattina aperto per le Scuole (bisogna prenotare al Liceo di Gioiosa, allo 0964-51119 oppure via e-mail liceo.gioiosaionica@libero.it); il pomeriggio aperto dalle 15.00 per tutti; la Domenica aperto ininterrottamente dalle 9,00 alle 19,00.
I visitatori saranno guidati dagli apprendisti ciceroni, alunni del Liceo Scientifico di Gioiosa Jonica e dall’Istituto Tecnico per il Turismo di Marina di Gioiosa Jonica.

Vi invito a venire a Gioiosa: sarà anche un’occasione per conoscerci

Saluti
Marilisa Morrone
Ultima modifica di da Fiore il mercoledì 21 marzo 2007, 23:18, modificato 1 volta in totale.
da Fiore
 
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 21 marzo 2007, 22:26

Molto interessante davvero, carissima Marilisa.

Tantissimi complimenti e auguri per la vostra bella manifestazione.

Scusa se il vecchio frate è... monotematico, ma puoi dirci due parole su quali saranno gli stemmi lì visibili?

Bene :D vale
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Messaggioda da Fiore » mercoledì 21 marzo 2007, 22:52

Gli stemmi oggi visibili sono due in pietra, gli altri sono dipinti nelle sale del palazzo baronale. Si tratta di uno stemma Caracciolo Pisquizi del XVI sec. scolpito su un piccolo blocco, ma è un pezzo erratico e non sappiamo dove fosse collocato; di un altro stemma Caracciolo Pisquizi del XVII sec. (databile intorno al 1680), inquartato con quello dei Caracciolo Rossi, collocato in chiave sul portale delle carceri criminali. Purtroppo lo stemma principale, quello marmoreo situato sull'ingresso principale, è stato trafugato nel 1989; era datato 1678.
Nella sala principale del piano nobile si trova un fregio databile alla fine del sec. XIX con gli stemmi dei più recenti proprietari del Castello (lo comprarono dagli ultimi Caracciolo di Arena nel 1871), i Pellicano Barletta; sono medaglioni in cui si alternano l'arma dei Pellicano con quella Barletta, legati da ghirlande. Nella cosiddetta sala verde il soffitto di tavole è dipinto con finti cassettoni al centro dei quali vi è sempre l'arma Pellicano, così come nella sala rossa ce ne sono altri due Barletta e Pellicano. Nel salone ricavato al piano rialzato, nelle ex carceri civili, vi sono vari stemmi d'alleanza dipinti recentemente.
Molte sorprese potrebbero venire da uno scavo della fortezza, dove sotto i crolli seicenteschi potrebbero saltare fuori gli stemmi Carafa della prima metà del cinquecento, poichè in quell'epoca furono eseguiti grandi lavori da Giovanni Battista e non credo che il marchese di Castelvetere abbia tralasciato di sigillare con l'arma di famiglia il rinnovato castello.
Nella mostra saranno esposte le riproduzioni anche dello stemma trafugato e di tanti altri stemmi Caracciolo dal XVI al XIX sec. tratti da documenti, altari, quadri, argenterie etc.
M.
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 21 marzo 2007, 22:58

Grazie, carissima: sembrava già di :wink: essere lì!

In :P particolare:
da Fiore ha scritto:Molte sorprese potrebbero venire da uno scavo della fortezza, dove sotto i crolli seicenteschi potrebbero saltare fuori gli stemmi Carafa della prima metà del cinquecento, poichè in quell'epoca furono eseguiti grandi lavori da Giovanni Battista e non credo che il marchese di Castelvetere abbia tralasciato di sigillare con l'arma di famiglia il rinnovato castello.

Il "butto" :wink: della fortezza è stato ritrovato?

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Messaggioda da Fiore » mercoledì 21 marzo 2007, 23:11

Purtroppo tutta l'area non è stata mai scavata: dopo la distruzione quasi totale dell'interno (furono superstiti il perimetro murario e le torri), avvenuta con i terremoti del 1638 e successivi, la fortezza fu trasformata da Francesco Maria Caracciolo III marchese di Gioiosa, in giardino, e collegata da un ponte in muratura, in sostituzione di quello levatoio, al palazzo situato al di là del fossato. Tale è rimasta fino a noi. La cisterna e il silos per granaglie, che avrebbero potuto costituire il butto principale, purtroppo ci sono già pervenuti :cry: vuoti e non so chi :twisted: li abbia svuotati.

Ciao
M.
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 21 marzo 2007, 23:17

Peccato. :(

In effetti dal XVII secolo a oggi un "butto" aveva :? ben poche speranze di riuscire a sopravvivere...

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Messaggioda Alessio Bruno Bedini » giovedì 22 marzo 2007, 0:40

Complimenti vivissimi per l'ottima iniziativa :wink:
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