Curiositá: Onorificenze e nobilta' personale

Per discutere sugli ordini cavallereschi e le onorificenze/ Discussions on orders of chivalry and honours

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Messaggioda Valentino » giovedì 8 marzo 2007, 14:18

....dal Ruolo Generale SMOM 1997:

14/05/1990 Balì Gran Croce di Onore e Devozione
Cossiga S.E. l'On. Senatore Francesco
già Gran Croce di Grazia Magistrale il 09/04/1984;

19/11/1991 Gran Croce di Grazia Magistrale
Scalfaro S.E. il Presidente Oscar Luigi
già Cavaliere di Grazia Magistrale il 20/12/1950.

.....

cordialmente
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Messaggioda nicolad72 » giovedì 8 marzo 2007, 14:23

Valentino ha scritto:19/11/1991 Gran Croce di Grazia Magistrale
Scalfaro S.E. il Presidente Oscar Luigi
già Cavaliere di Grazia Magistrale il 20/12/1950.


Scàlfaro aveva la grazia magistrale in quanto già ascritto alla nobiltà anche se non generosa, ma credo che sia stato promosso all'Onore e Devozione con il rango di Balì... così almeno riferisce il sito internet del Senatore di diritto e a vita.
Ultima modifica di nicolad72 il giovedì 8 marzo 2007, 14:34, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda Valentino » giovedì 8 marzo 2007, 14:31

.... sempre dal Ruolo Generale del 1997:

22/06/1949 Gran Croce di Grazia Magistrale
Andreotti l'On. Sen Giulio
già Cavaliere di Grazia Magistrale il 14/02/1948....

oggi i gradi rivestiti saranno sicuramente di classe superiore, ma sono interssanti le date.....

saluti
Ultima modifica di Valentino il sabato 12 giugno 2010, 11:20, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda T.G.Cravarezza » giovedì 8 marzo 2007, 17:05

nicolad72 ha scritto:A mio giudizio bisogna preliminarmente chiarire un punto.
Reputo che vi sia una differenza di stato, giuridicamente rilevante, tra condizione nobiliare e condizione more nobilium. Mentre la prima, deve sempre risultare espressamente da un atto promanante da una autorità sovrana, la seconda, così come è intuibile dalla stessa semantica della locuzione, si può acquisire godendo di un particolare status.
L'ascrizione alla religione melitense come Grazia Magistrale indubbiamente conferisce lo status more nobilium ma la condizione nobiliare è tutt'altra cosa.

Per chiarire meglio il concetto vi faccio un esempio. Uno dei modi di acquisto della nobiltà a titolo originario è l'Usucapione (... ebbene si la nobiltà si può anche usucapire). Basta(...va?) che per tre generazione gli appartenenti ad una famiglia conducessero una esistenza more nobilium per potere petire alla legittima autorità sovrana il riconoscimento del loro status (sul punto si veda - su due piedi non ricordo con esatteza - la voce Nobiltà o sul Novissimo Digesto Italiano o sull'Enciclopedia del Diritto).

Quindi il more nobilium della Grazia Magistrale è (era) titolo valido per potere petire eventualmente e sussistendone le prescritte condizioni il riconoscimento di nobiltà che comunque deve risultare sempre ed espressamente da un formale atto sovrano.

Gli stralci dei documenti riportati da Luca Marcarini mi sembra che si collochino in questa direzione.

In conclusione una cosa è la condizione nobiliare un'altra il more nobilium. Da quanto mi risulta l'ascritto ai ruoli di Grazia Magistrale è un gentiluomo cattolico che gode pienamente e legittimamente uno stato "simile alla nobiltà" ma non è nobile fintanto che tale stato non gli venga riconosciuto formalmente con un atto promanante da una legittima autorità sovrana.

Come sempre questa è la mia opinione, ogni argomento contrario sarà ed è benvenuto.

Saluti a tutti!


Condivido appieno la tesi del gentile Nicolad72. A mio avviso, il Sovrano non crea nobiltà, ma semplicemente certifica lo status nobiliare. Non voglio essere frainteso, ma, secondo me, non si diventa nobili da un giorno all'altro. E' la vita di generazioni in generazioni more nobilium che porta una famiglia ad essere considerata nobile, al di là delle eventuali concessioni sovrane. A quel punto è normale che il Sovrano conceda al capo famiglia un titolo, ma tale concessione, per me, non è una "creazione di nobiltà", ma la certificazione di una nobiltà preesistente.
Quindi, una persona che ha tra i suoi ascendenti generali, politici, governatori, sindaci, magistrati, uomini di chiesa et similia che hanno servito lo Stato e la Chiesa, hanno fatto parte di Ordini Cavallereschi importanti et cetera, a mio avviso, è una persona nobile, di una nobiltà che deve essere accertata e certificata da un'autorità sovrana per poter godere degli effetti pubblici e ufficiali dello status nobiliare, ma che, ufficiosamente e sostanzialmente, è già presente.
Essere quindi investiti cavalieri dello SMOM o di altri illustri e prestigiosi ordini, è un primo passo verso quella vita more nobilium che, mantenuta e accresciuta di generazione in generazione, può portare alla considerazione sostanziale di nobiltà. Senza contare che già essere accettati in tali ordini dovrebbe presupporre una vita more nobilium, anche per i ceti non propriamente nobiliari
Ci tengo naturalmente a ripetere a scanso di equivoci che senza un atto ufficiale sovrano, formalmente, nessuno può definirsi nobile. Tutto ciò che ho scritto precedentemente è solamente un mio punto di vista e, soprattutto, deve essere considerato dal lato sostanziale e ufficioso e non da quello formale e ufficiale.
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Messaggioda San Celestino » giovedì 8 marzo 2007, 17:18

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Messaggioda MMT » giovedì 8 marzo 2007, 17:19

Condivido appieno la tesi del gentile Nicolad72. A mio avviso, il Sovrano non crea nobiltà, ma semplicemente certifica lo status nobiliare. Non voglio essere frainteso, ma, secondo me, non si diventa nobili da un giorno all'altro. E' la vita di generazioni in generazioni more nobilium che porta una famiglia ad essere considerata nobile, al di là delle eventuali concessioni sovrane. A quel punto è normale che il Sovrano conceda al capo famiglia un titolo, ma tale concessione, per me, non è una "creazione di nobiltà", ma la certificazione di una nobiltà preesistente.


Questo, Tomaso, può andare bene come discorso nell'ambito del riconoscimento nobiliare del SMOM. Anche perchè non sono certo mancati nel corso della storia persone nobilitate da sovreni per loro particolari doti o altro.

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Messaggioda San Celestino » giovedì 8 marzo 2007, 17:22

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Messaggioda nicolad72 » giovedì 8 marzo 2007, 17:27

Francesco Francesconi ha scritto:PS anche il grande Gianni Agnelli fu gentilmente invitato a far parte del noto circolo della caccia dove è risaputo che per diventarne soci bisogna avere una nobiltà puù che riconosciuta. Ma signori! qui parliamo di "Gianni Agnelli!!" e non credo che nessuno si scandalizzi se un personaggio di simile importanza venga invitato a far parte di un circolo o di un ordine di soli nobili!


Ma me risulta che gli Agnelli godano di nobiltà! (e mi pare anche vetusta) magari sbaglio... ma non direi.
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Messaggioda MMT » giovedì 8 marzo 2007, 17:29

Questa non l'avevo mai sentita, per la verità!
Potrebbe essere più preciso?

Io so che al nonno dell'avvocato venne proposto un titolo nobiliare che lui rifiutò.

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Messaggioda nicolad72 » giovedì 8 marzo 2007, 17:32

Stavolta parlo (o forse è più corretto dire blatero) per sentito dire... ma con i dovuti benefici di inventario, tal asserzione è fortemente radicata in me... frugando nella mia memoria forse mi par di ricordare di avere appreso la notizia da un documentario dell'istituto luce...

sto facendo delle ricerce...
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Messaggioda nicolad72 » giovedì 8 marzo 2007, 17:41

temo di aver detto una boiata...
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Messaggioda Gian » giovedì 8 marzo 2007, 19:34

mi sembra che gli Agnelli non godessero di nobiltà, ma al massimo di "distinta civiltà". E' pur vero che si sono sposati con donne della più alta aristocrazia, quindi almeno un po' di sangue blù glielo dovremo pur riconoscere non credete? :D
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Messaggioda T.G.Cravarezza » giovedì 8 marzo 2007, 19:47

Michele Tuccimei di Sezze ha scritto:
Condivido appieno la tesi del gentile Nicolad72. A mio avviso, il Sovrano non crea nobiltà, ma semplicemente certifica lo status nobiliare. Non voglio essere frainteso, ma, secondo me, non si diventa nobili da un giorno all'altro. E' la vita di generazioni in generazioni more nobilium che porta una famiglia ad essere considerata nobile, al di là delle eventuali concessioni sovrane. A quel punto è normale che il Sovrano conceda al capo famiglia un titolo, ma tale concessione, per me, non è una "creazione di nobiltà", ma la certificazione di una nobiltà preesistente.


Questo, Tomaso, può andare bene come discorso nell'ambito del riconoscimento nobiliare del SMOM. Anche perchè non sono certo mancati nel corso della storia persone nobilitate da sovreni per loro particolari doti o altro.

Michele.

Ma ci mancherebbe, il conferimento di un titolo nobiliare ad un personaggio che grazie alle sue doti ha protato lustro e vantaggi al Sovrano ed allo Stato, penso sia più che normale. Anche se, comunque, per portare lustro e vantaggi allo stato, molto probabilmente, avrebbe dovuto ricoprire un incarico abbastanza elevato (ufficiale, magistrato, diplomatico, politico...), quindi una sorta di distinta civiltà già ci poteva essere nell'accesso a tali impieghi. Nessuna famiglia nasce nobile, ha bisogno di un capostipite che abbia compiuto qualche atto utile al titolo o, almeno, a incominciare la sua vita more nobilium.
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Messaggioda Gian » giovedì 8 marzo 2007, 19:50

mi viene una curiosità...ma il Caravaggio era cavaliere di Malta? ed era nobile?
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Messaggioda San Celestino » giovedì 8 marzo 2007, 22:10

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