da Antesterione » venerdì 23 febbraio 2007, 21:49
Condivido pienamente le sue riflessioni, aggiungendo che nell'italia preunitaria è riduttivo identificare la realtà meridionale come "contadina". Il settentrione italiano (Val Padana in primis) era caratterizzato proprio da deboli economie rurali, contadine. La differenza di ricchezza tra il meridione ed il nord era notevole, ed al momento dell'unificazione, il grosso delle ricchezze nazionali, proveniva proprio dal meridione.
Alcuni storici ed economisti vedono proprio nell'unificazione e nella cattiva gestione dei patrimoni meridionali, il sorgere della "Questione meridionale". Trentino, terre della Valle Padana, Piemonte e così molte altre regioni ancor oggi hanno un sub-strato di cultura contadina notevole, che si rispecchiano in quei piccoli micro-cosmi fatti anch'essi di dialetti, tradizioni, costumi ecc. Ad attestazione di una civiltà "anche" contadina, ma non certo come identità "nazionale", lì dove vi erano realtà regionali e culturali preunitarie ancora troppo forti.
Condivido ancora le sue riflessioni in merito alle civiltà marinare. Dal mio canto, percepisco l'italia come realtà con più anime, di cui una "culturale" (incontro della latinità e della grecità, oltre all'enorme patrimonio culturale del paese), una marinara/mediterranea e un'altra infine, contadina. Ma quasi tutte queste anime hanno trovato espressione nella maggior parte delle regioni italiane.
Infine, la giovane età della nostra Italia come nazione, comporta l'assenza di un'identità nazionale vera e propria, e questo è il primo limite (oltre che una ricchezza per certi versi) che sta alla base del lento processo di unificazione culturale del paese. Trovo tuttavia sempre riduttivo e non troppo storico, indicare nel Sud, l'anima "contadina", del nostro paese. Un cliché più che una verità storica.
Certamente una frattura economica e culturale c'è, c'è stata ed ha avuto una precisa ragione d'essere, ma l'analisi di questo problema, dovrebbe essere ricercata altrove, a mio avviso.
Rileggendo bene la citazione del Veneziani inoltre, rilevo come identificare il Risorgimento come qualcosa di esclusivamente settentrionale ed incompatibile con il Meridione (tanto da comportarne l'esclusione, come fosse una realtà non passibile di evoluzione), sia sostanzialmente un errore. In quella frase c'è già evidenziato il problema, ma implicitamente.
A l'heure où le mal a si souvent droit de cité parmi les hommes, et jusque dans les plus hautes institutions, le réveil de la vocation chevaleresque est une urgence, à laquelle le ciel n'a jamais tardé à répondre. P. Philippe-Emmanuel RAUSIS o.p.