Gran Maestri dell'O.E.S.S.G.

Per discutere sugli ordini cavallereschi e le onorificenze/ Discussions on orders of chivalry and honours

Moderatori: Novelli, Lambertini, Mario Volpe, Tilius, nicolad72

Messaggioda Cronista di Livonia » martedì 20 febbraio 2007, 13:04

Egregio Signor Antesterione,

vedo che non ci capiamo, io non ho mai negato l'esistenza di Cavalieri del Santo Sepolcro prima del 1848, sarei stato folle a farlo citando testi che li documentano (questo mi fa supporre che lei non abbia mai letto i testi che ho citato, sbaglio ?), quello che ho negato, e si evince chiaramente dal mio precedente messaggio, è la continuità (esistenza senza interruzioni) di un'Ordine cavalleresco del Santo Sepolcro dal 1114 ad oggi.
Inoltre molti dei documenti che lei riporta sono citati e commentati nell'opera del Prof. Bascapè, quindi, con il dovuto rispetto, non aggiungono molto a quanto finora detto

Le pongo alcune domande ed osservazioni
1. Era un vero "Ordine" quello costituito dai cavalieri del Santo Sepolcro nel 1114 ? Tenga presente che essere armati per la difesa del Santo Sepolcro non basta a costituire un Ordine, anche perchè il Santo Sepolcro, Chiesa madre del Patriarcato latino di Gerusalemme, aveva senz'altro propietà o rendite feudali con le quali si armavano cavalieri come obbligo feudale. E' sicuro che la regola agostiniana si applicasse ad un'Ordine militare ?

2. Ha il testo della Bolla di Alessandro VI ? interessante, sarò rimasto indietro con le ricerche, ma mi risultava fosse "introvabile" negli Archivi vaticani. Può produrne il testo integrale ?

3. La facoltà di armare cavalieri del Santo Sepolcro, dotati di privilegi, propria del Custode di Terra Santa non crea un Ordine del Santo Sepolcro, così come la facoltà di armare cavalieri dello Speron d'Oro da parte di Pontefici, Imperatori, Università, Grandi Famiglie, ecc ecc non creava un Ordine dello Speron d'Oro. La cavalleria aurata è una nobile ed antica tradizione da cui trae origine il secondo Ordine cavalleresco pontificio, ma questo come Ordine vero e proprio è una creazione relativamente recente, non crede ?

4. Gli storici delle Crociate riescono a trovare traccia dei pur modesti gesti d'arme dei piccoli Ordini di San Lazzaro e San Tommaso di Canterbury, sembrano invece mancare le gesta eroiche di questo enorme e ricchissimo Ordine del Santo Sepolcro che in qualcuno dei suoi 2088 chiostri avrà pur conservanto un elenco di dette gesta, ne ha copia ?

5. Non dubito dell'esistenza di un Ordine del Santo Sepolcro indipendente almeno fino al 1489, ma era militare ? forse, ma non sembrerebbe lo sia stato sempre, certo potrei sbagliare (e con me illustri storici), ma ne ha prova ? Inoltre può negare il suo assorbimento (pur contestato da suoi appartenenti) da parte del SMOM ?

Per ora temo solo di vedere sempre più confermata la "disperata necessità" che proprio non comprendo, l'Ordine è illustre e vanta un'antica e nobile tradizione, non si tratta di adombrare la verità, ma di cercare di chiarirla. Il SMOM nasce come Ospedale e ne va _fiero_, SS. Maurizio e Lazzaro idem ed ha subito decadenza e temporanea fusione e non ne fa mistero, non vedo come l'assenza di un "braccio armato" nell'Ordine del Santo Sepolcro per alcuni secoli (ed il suo temporaneo confluire nel SMOM con interruzione della sua realtà come Ordine indipendente) sminuisca la gloria di un Ordine illustre come l'OESSG, si tratta di realtà storiche, così come la fine dei Templari, la cacciata del SMOM da Malta, la fine dello Stato teutonico sul Baltico ecc ecc.
Cordiali saluti,

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Messaggioda Antesterione » martedì 20 febbraio 2007, 18:14

Nei testi, scelti piuttosto rapidamente, che ho precedentemente riportato, vi era in alcuni casi riportata la parola "militare", o era menzionato l'Ordine affiancandolo a quello del Tempio e dei Giovanniti, mi pareva che potessero quantomeno indurre il sospetto che non fosse poi così evidente questa mancanza di prove sulla natura dell'Ordine, considerando che trattasi sovente di bolle, e credo che un pontefice del tempo sapesse esattamente a chi stesse rivolgendo le sue parole (perché dare istruzioni nel 1642 al Guardiano di Terra Santa in merito al "Habitus militaris SSmi Sepulchri"...). Mi pareva che i piccoli brani riportati, che sono stati estratti da copie del testo integrale dal sottoscritto, potessero quantomeno chiarire il fatto che si potesse ancora dire qualcosa in merito a queste questioni.
Di documenti, ce ne sono tanti altri, che sono attualmente oggetto di studio. La parentesi nel Sovrano Ordine di S. Giovanni fu relativamente breve ed una bolla ripristinò l'autonomia dell'Ordine del Santo Sepolcro (se così non fosse non vedo perché fare riferimento al passato dell'Ordine nei documenti della riforma piana, credo che la citazione pocanzi fornita fosse piuttosto esemplare e nei limiti di un forum di appassionati, anche sufficiente). Il continuo accostare l'Ordine di Santo Sepolcro a quello di altri ordini equestri è un chiaro segno, così come le esplicite autorizzazioni concesse al Guardiano di Terra Santa. Credevo che quei brevi accenni fossero sufficienti a ritenere di dover adottare quantomeno una prudenza nel fare certe affermazioni. Ovviamente non si possono applicare rigidi metodi storiografici moderni per una realtà che dev'essere studiata lungo quasi un millennio di storia, inevitabilmente sarà necessaria un po' di comprensione e deduzione, così come un'analisi dei così differenti periodi storici che la realtà in oggetto attraversò (cosa che ho accennato anche nei precedenti interventi).
I testi che lei cita sono stati letti, il fatto che si possa condividere o meno alcuni contenuti o meglio, il modo in cui sono interpretati alcuni documenti, resta assolutamente nelle mie possibilità, così come resta nelle mie possibilità giungere a conclusioni più prudenti, possibilità di cui mi avvalgo, ritenendo, che la lettura diretta dei documenti mi fornisca spunti di riflessione ulteriori e ben più validi ).
Resto dunque assolutamnete del parere che l'OESSG non è "creazione" recente e su questo punto, non trovo convincenti riscontri in alcun testo consultato, ancor più nei documenti che ho il piacere di poter consultare. Il termine "creazione" l'ha usato lei, se non ci siamo intesi è forse per una differente interpretazione filologica del vocabolo in questione.
Chiudo qui il mio apporto alla discussione per un semplice motivo, il confronto è piacevole, ma diventa spiacevole dover vedere inquadrati i propri interventi nei limiti di una "disperata necessità", probabilmente per limiti di sensibilità personale. Se è convinto delle sue idee, me ne compiaccio e quantomeno condivido le sue ultime espressioni in merito alla natura illustre dell'Ordine. Per quanto mi riguarda, non devo convincerla, tuttavia, spero che la ricerca storica non si fermi mai e che arrivi a poter emettere giudizi libera da clichés e pregiudizi legati a precise contingenze.

Nota: Per alcuni documenti in merito alla fusione e successiva separazione dell'Ordine del S.Sepolcro e dell'Ordine di S. Giovanni di Gerusalemme veda:
Bolla di Alessandro VI del 1497(Pastoralis officii cura) (secondo le mie fonti, avendo il documento trascritto, Arch. Segreti della Santa Sede, Bollario di Alessandro VI, n.832, f. 10 )
Bolla di Papa Leone X del 1513(Arch. Vat. Reg. Later. Leonis X, vol 1287, f.76).
Nota II: Per quanto riguarda la continuità, dal momento che un Ordine non viene soppresso e che vi sono delle Fons honorum che possono garantire investiture, non ritengo che si possa parlare di "interruzioni". Anche la fusione dell'Ordine non è la fine dello stesso, poiché il GranMaestro giovannita assunse da allora anche un titolo, a riprova del fatto che quel che si fondeva era una realtà ben precisa, canonicamente e giuridicamente indipendente. Inoltre, dichiarando nulla una bolla (dalla medesima suprema autorità spirituale, un pontefice), si fa recuperare quell'autonomia all'istituzione, che ebbe come "limite" nel tempo, forse proprio la sua caratteristica peculiare, il legame essenziale con Gerusalemme, rimasto tutt'oggi invariato, tranne che per la estesa e ad oggi comune possibilità di ricevere l'ambita investitura anche nelle Luogotenenze del proprio territorio.
Ancor più avvallata la continuità, ripeto, dai testi della riforma "piana", poiché mai si parla di "rinascita", "ricostituzione" o usando termini che indichino una fine ed un nuovo inizio. Non trovando riscontro in alcun documento di questo momento X di chiusura e riapertura, con tanti altri confratelli, ritengo che la dignità equestre sia quella originaria e con essa, i privilegi ed i benefici spirituali di questa realtà, d'altronde richiamati anche nel diploma di attestazione e negli statuti, approvati dalla Santa Sede.
A l'heure où le mal a si souvent droit de cité parmi les hommes, et jusque dans les plus hautes institutions, le réveil de la vocation chevaleresque est une urgence, à laquelle le ciel n'a jamais tardé à répondre. P. Philippe-Emmanuel RAUSIS o.p.
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Messaggioda cassinelli » martedì 20 febbraio 2007, 23:32

Gentili Esperti,

l'OESSG, all'interno del proprio Sito ufficiale, ha una sezione "Cenni storici" che forse può essere di aiuto.

http://www.vatican.va/roman_curia/institutions_connected/oessh/subindex.html

Grazie per i contributi che state fornendo!


Alessio Cassinelli
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Messaggioda Cronista di Livonia » mercoledì 21 febbraio 2007, 11:22

Gentile Signor Cassinelli,

La ringrazio per l'interessante suggerimento.
Cordiali saluti


Gentile Antesterione,

ringrazio per l'interessante confronto. Concordo sulla mancanza della necessità di convincerci l'un l'altro, è stato comunque un confronto interessante e ricco di spunti, direi che abbiamo scritto a sufficienza per chiunque abbia interesse all'argomento.
Confermandole la mia stima per l'illustre Ordine del Santo Sepolcro le invio cordiali saluti,

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