fra' Eusanio da Ocre ha scritto:...non meravigliamoci più di tanto di
questi vessilli e di
questi cannoni, cari amici...
Siamo in pieno '700, epoca della quale ci sono rimasti stemmi prelatizi ancor peggio "arricchiti" di questo: abusi che portarono, in seguito, alle giuste "strette di freno" che conosciamo.
Certamente la contiguità "fisica" del prelato con la Curia romana fece sì che, stavolta, gli eccessi venissero un pochino

a limitarsi... ma disubbidire del tutto alle mode è difficile!
Bene

valete
Credo che l’interpretazione di fra Eusanio da Ocre sia quella giusta: nel passato di Michelangelo - Innocenzo XIII, non ci fu mai niente di bellicoso.
O forse l’incisore avrà utilizzato come modello lo stemma di altri membri della famiglia che, al contrario di Michelangelo, si dedicarono con impegno alla carriera delle armi, aggiungendovi semplicemente il cappello cardinalizio.
Alcuni zii di Innocenzo XIII, infatti furono celebri condottieri: il grande Torquato, che si distinse nella Guerra dei Trent’Anni ed il cui nome è ricordato anche dal Manzoni nei “Promessi Sposi”, ed i suoi fratelli Appio, che fu Capitano degli Arcieri e Cavallerizzo Maggiore di casa Farnese, e Innocenzo, detto “Il Marte di Praga” perché seppe conservare alla casa d’Austria questa città e fu Maestro Generale delle Milizie della Chiesa.
Anche due fratelli di Innocenzo XIII, Francesco Ignazio e Appio, abbracciarono la carriera delle armi.
Cordialmente,
Andrea Conti
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FULGOR NON TERRET