Professore vs Docente

Per discutere, di tutto un po' sulle nostre materie / Discussions of a general nature on our topics

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Messaggioda aristarco » sabato 3 febbraio 2007, 14:47

quando un tizio si autonomina e si scrive, in particolare su siti internet, prof., senza essere nemmeno laureato, commette due errori. Non è prof. perchè non insegna, e non può essere prof. perché non laureato.


Ben detto!
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Messaggioda Aesculapius » sabato 3 febbraio 2007, 21:13

Cari amici,
è con passione che rispondo e controbbatto alle vostre argomentazioni e capirete bene, non per salvaguardare un titolo o una posizione in mio possesso.
Trovo, e permettetemelo, assurdo che si possa chiamare professore un insegnante di una scuola secondaria mentre non si possa appellare allo stesso modo, o per lo meno non poteva fino a qualche tempo fa, un ricercatore universitario che è la base della piramide gerarchica dell'accademia (quindi oltre la scuola secondaria) che termina con il titolo di professore ordinario.
E' come se si potesse definire ufficiale chi possiede il grado piu' alto dei sottufficiali e non colui che copre il rango piu' basso degli ufficiali... spero che l'esempio proposto riesca a verbalizzare il mio pensiero che è alla fine anche un pensiero di ordine di "importanza sociale" (mi sia concesso di esprimerlo in un consesso in cui si parla e si argomenta di nobiltà). Il tipo di cultura che un professore universitario è tenuto a diffondere è di grado assai piu' alto del tipo di cultura che diffonde un insegnante di scuola secondaria: non fosse altro che il professore universitario alla fine del suo percorso didattico crea dei suoi simili, l'insegnante liceale no! (vogliamo paragonare il tutto allo jus "nobilitandi" ?)

Saluti
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Messaggioda Elassar » sabato 3 febbraio 2007, 21:49

Gentile Sig. Aesculapius, comprendo perfettamente il suo stato d'animo, ma probabilmente il motivo del perché un ricercatore (senza incarichi di docenza) non sia un "professore", a differenza di un docente di scuola superiore, deriva dalla disciplina che il legislatore adottò allorché introdusse la figura del ricercatore: nell'idea della legge, invero, il ricercatore non avrebbe dovuto occuparsi di didattica (in quanto riservata ad associati ed ordinari), ma solamente di ricerca.
Che poi oggi la situazione di fatto possa far apparire paradossale quanto da lei detto, è frutto probabilmente della degenerazione del sistema.
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Messaggioda Aesculapius » sabato 3 febbraio 2007, 22:30

Signor Elassar,
credo che la situazione attuale sia frutto non di una degenerazione ma di una presa d'atto assolutamente necessaria e diretta conseguenza della "bontà del mio pensiero": i ricercatori attualmente sono "professori aggregati".

Con questo termino i miei interventi sull'argomento poichè ho già espresso ampiamente i miei pareri a riguardo.

Grazie per lo scambio di sapere, intelligenza e sensibilità.

Antonio Russo
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Messaggioda aristarco » martedì 6 febbraio 2007, 15:18

Egregio dott. Russo,
ragione del mio quesito è l'abuso che, altrove, qualcuno sta perpetrando - scientemente e con inaudita protervia - della qualifica di professore.
Questo soggetto (di cui mi sono ripromesso di non declinare le generalità, per non dare ulteriore soddisfazione al suo ben noto narcisismo), pur non essendo in possesso di laurea, giustifica la pretesa di essere stilato professore, o addirittura, "chiarissimo professore", adducendo il fatto di avere sostenuto un periodo di docenza nell'ambito di alcuni corsi di aggiornamento organizzati da un'associazione di categoria. E' ben poco per potersi dire professore, nulla per poter essere detto "chiarissimo professore".
Apprezzo chi sa riconoscere i propri limiti e, con franchezza e sincerità, evita che altri gli attribuiscano titoli e qualifiche che non gli spettano.
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Messaggioda Elassar » martedì 6 febbraio 2007, 20:08

aristarco ha scritto:Questo soggetto (di cui mi sono ripromesso di non declinare le generalità, per non dare ulteriore soddisfazione al suo ben noto narcisismo), pur non essendo in possesso di laurea, giustifica la pretesa di essere stilato professore, o addirittura, "chiarissimo professore", adducendo il fatto di avere sostenuto un periodo di docenza nell'ambito di alcuni corsi di aggiornamento organizzati da un'associazione di categoria.

Sapesse quante ne conosco di persone nella stessa posizione di questo signore!

Apprezzo chi sa riconoscere i propri limiti e, con franchezza e sincerità, evita che altri gli attribuiscano titoli e qualifiche che non gli spettano.

Giustissimo!


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Messaggioda cassinelli » lunedì 18 giugno 2007, 23:02

Buongiorno!

Chi sono i "professori incaricati" di università?

Hanno diritto al titolo e alla qualifica di "professore"?

E una volta cesssato l'incarico, tale qualifica rimane?

Grazie!
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Messaggioda GM Pd'A » martedì 19 giugno 2007, 11:37

Mi sembra che sia rimasta confusione.

"Docente" non è un titolo, è solo un vocabolo che significa " che insegna,insegnante".

"Professore" è un titolo che spetta per sempre a tutti coloro che siano o siano stati di ruolo presso la scuola media inferiore o superiore e presso l'Università,nonchè a coloro che abbiano avuto la "libera docenza" (è stata da tempo abolita, ma rimangono coloro che l'hanno avuta) spetta "pro tempore" a coloro i quali siano titolari, anche se non di ruolo , di un insegnamento presso la scuola media o l'università.

Per i concorsi universitari non è richiesta la laurea: anche se molto pochi, vi sono professori ordinari e associati,vincitori di regolare concorso, che non sono laureati,ma sono professori a pieno titolo.

Anche nella Scuola Media vi sono professori di ruolo a pieno titolo non laureati, per esempio nelle materie tecniche o musicali.

Fuori da queste norme si incorre nel reato di abuso di titolo.

Cordialità.

GM Pd'A'
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Messaggioda Elassar » martedì 19 giugno 2007, 19:10

GM Pd'A ha scritto:Fuori da queste norme si incorre nel reato di abuso di titolo.


In effetti, l'art. 43 comma 1 lett. a) d. lgt. 507/1999 ha depenalizzato il reato di usurpazione di titoli o onori: oggi, chi utilizza indebitamente, tra l'altro, un titolo accademico non è più soggetto a sanzione penale (nella specie, multa da £200.000 a £ 2.000.000), ma solamente a sanzione amministrativa pecuniara da € 154 a € 929, oltre alla sanzione accessoria della pubblicazione del provvedimento sanzionatorio.
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