Cognome dei figli: scelgono i genitori

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Cognome dei figli: scelgono i genitori

Messaggioda lalberogenealogico » giovedì 18 gennaio 2007, 1:08

Dal sito Ansa - 17.01.2007 13:05

http://www.ansa.it/opencms/export/site/ ... 20547.html

ROMA - Sul disegno di legge che da' la possibilita' di trasmettere ai figli anche il cognome della madre e' stata sconfitta, in commissione Giustizia del Senato, la linea proposta dal governo di imporre ai figli sia il cognome della madre sia quello del padre. Facendo scegliere ai coniugi il loro ordine. Nella commissione di Palazzo Madama infatti e' passato l'emendamento del relatore che da' la possibilita' ai genitori coniugati di scegliere quale cognome trasmettere alla prole: se quello del padre, oppure quello della madre, oppure quello di tutti e due ''nell'ordine da questi concordato''.

Nella precedente seduta di Commissione il ministro per la Famiglia Rosy Bindi si era strenuamente opposto a questa tesi osservando che se si fosse lasciata liberta' di scelta ''si sarebbe sempre optato per il cognome paterno'' vanificando cosi' il reale obiettivo di questa legge. ''Sarebbe come se la montagna - aveva dichiarato - avesse partorito un topolino...''. Subito dopo la votazione dell'emendamento del relatore, Rosy Bindi ha lasciato l'aula della commissione senza fare commenti. Sta proseguendo ora l'esame del terzo articolo del testo.


BINDI A CASTELLI: NESSUNA SCONFITTA SU DDL COGNOME
''Davvero non si capisce perche' il senatore Castelli parli di sconfitta del Governo sul ddl in materia di cognomi''. E' quanto ha detto il ministero per le Politiche della Famiglia spiegando che ''in Commissione Giustizia del Senato, infatti, nel confronto sono stati recepiti molti contenuti degli emendamenti presentati dal governo, frutto del lavoro della Commissione istituita dal Ministro delle politiche per la famiglia Rosy Bindi, insieme ai rappresentati del ministero della Giustizia e delle Pari Opportunita'''. In Commissione, e' detto in una nota, e' di ''fatto passata l'impostazione del Governo che supera ogni discriminazione all'interno della famiglia, sia tra uomo e donna che tra i figli nati dentro o fuori del matrimonio. Si abbandona finalmente la vecchia e penalizzante distinzione tra 'figli legittimi' e 'figli naturali'''. Si tratta, afferma il ministero di un ''elemento di civilta' giuridica che adegua il nostro diritto di famiglia ai principi della Carta costituzionale e alle indicazioni presenti nelle risoluzioni dell'Onu in materia. Sull'attribuzione del doppio cognome il Governo prende atto della decisione della Commissione di lasciare ai genitori la facolta' di scegliere se attribuire al figlio entrambi i loro cognomi o solo quello di uno dei due. Ma resta convinto che si tratti di un passo troppo timido. Con questa soluzione infatti la parte piu' debole, quasi sempre la donna, continuera' a subire scelte altrui''. Il ministro Bindi, che ha lasciato la Commissione al termine del suo intervento per altri impegni istituzionali, si riserva di ''ribadire il punto di vista del Governo sia nella discussione in aula al Senato, sia nel successivo esame alla Camera dei Deputati''.


FINOCCHIARO: SCOMPARE IL TERMINE 'FIGLI NATURALI'
La Commissione Giustizia del Senato ha votato un emendamento al disegno di legge sul cognome delle madri che impedisce di continuare ad usare il termine ''figli naturali'' per differenziarli da quelli ''legittimi''. Se il testo verra' approvato dal parlamento infatti i figli potranno dividersi solo in due categorie: quelli nati nel matrimonio e quelli nati fuori del matrimonio. La decisione e' accolta con entusiasmo dal presidente dei senatori dell'Ulivo, Anna Finocchiaro: ''Oggi e' stata presa una decisione oserei dire epocale perche' non si potra' piu' parlare di figli legittimi o illegittimi o naturali, ma solo di figli nati nel matrimonio o di figli nati fuori dal matrimonio. E' un fatto molto importante che mi vede profondamente d'accordo''.

Per quanto riguarda invece la decisione, presa sempre in Commissione, di lasciare ai genitori la scelta su quale cognome trasmettere ai propri figli, anziche' rendere obbligatorio il doppio cognome cosi' come voleva il governo, Anna Finocchiaro minimizza la divisione nella maggioranza: ''Il ministro per la Famiglia Rosy Bindi, che e' persona di grande sensibilita' e intelligenza politica, rendendosi conto di quale fosse l'orientamento della Commissione ha deciso di rinunciare ai propri emendamenti'' che prevedevano l'obbligo di trasmissione per i coniugi sia del cognome della madre, sia di quello del padre.


Che ne pensate?

Gaetano Petrillo
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Messaggioda Mic » giovedì 18 gennaio 2007, 10:10

L'ennesimo colpo dato alla famiglia tradizionale.
L'ennesimo terreno di scontro tra genitori sempre più spesso divisi dalle cose della vita.
L'ennesimo motivo di discussione di politici inutili e per lo più fannulloni (lo dico in modo bipartisan).
La famiglia fondata sul matrimonio è in coma profondo, vive da circa un anno un'agonia infinita.
Tra Pacs, affido condiviso e cognomi veramente non ne resta più molto.
Il matrimonio è diventato solo un'abitudine per far contente le mamme e per far comprare tanti bei regali alle nonne.
Mi stupisco che la Chiesa non sia scesa in campo in modo devastante e mi rammarico che oramai al di là del Tevere si assista quasi impotenti allo sfacelo della società.
Da quando sarà approvata la legge avranno tutti il doppio cognome e saranno tutti un pò più "nobili" :roll:
Questo è il Governo che gli italiani hanno votato che piaccia o no
Saluti
Michele
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Messaggioda Franz Joseph von Trotta » giovedì 18 gennaio 2007, 14:18

Mi pare una legge che, se entrerà in vigore, sarà fonte di molta confusione, soprattutto liti tra coniugi - già ci si accapiglia con "mi piace Carlo, no cara, a me Filippo" - e parenti tutti (ma vi immaginate i nonni?), oltrechè porre fine al senso dei lignaggi allargati con cugini con cognomi del tutto differenti.

Non ho poi ben capito, ammettiamo che due persone nate dopo la sua entrata in vigore abbiano quindi il doppio cognome. Sposandosi a loro volta potranno dare ai propri eredi il gentilizio di entrambi - già doppio - producendo un elenco quadruplo e così alla generazione successiva potrebbro avere cognomi a otto :shock: ? Forse qualcosa non mi torna?

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Messaggioda T.G.Cravarezza » giovedì 18 gennaio 2007, 14:58

Mic ha scritto:L'ennesimo colpo dato alla famiglia tradizionale.
L'ennesimo terreno di scontro tra genitori sempre più spesso divisi dalle cose della vita.
L'ennesimo motivo di discussione di politici inutili e per lo più fannulloni (lo dico in modo bipartisan).
La famiglia fondata sul matrimonio è in coma profondo, vive da circa un anno un'agonia infinita.
Tra Pacs, affido condiviso e cognomi veramente non ne resta più molto.
Il matrimonio è diventato solo un'abitudine per far contente le mamme e per far comprare tanti bei regali alle nonne.
Mi stupisco che la Chiesa non sia scesa in campo in modo devastante e mi rammarico che oramai al di là del Tevere si assista quasi impotenti allo sfacelo della società.
Da quando sarà approvata la legge avranno tutti il doppio cognome e saranno tutti un pò più "nobili" :roll:
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Saluti
Michele


Concordo. Inoltre trovo anche che la quesitone sulla terminologia "figlio legittimo" e "figlio naturale" sia una vittoria di Pirro, in quanto cambiano solo i termini "fuori matrimonio" e "dentro matrimonio", ma non la sostanza: avrei mantenuto la precedente dicitura.
Riguardo i cognomi, ne abbiamo già discusso molto. L'attuale proposta è ancora peggio di quella che obbligava l'assunzione di entrambi i cognomi. Almeno con quella proposta c'era un minimo di ordine, adesso per una ricerca genealogica ci sarà da impazzire. Davvero assurdo.
Tomaso Giuseppe Cravarezza
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Messaggioda Tommaso NMS » giovedì 18 gennaio 2007, 16:56

Sempre più perplesso...
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Messaggioda Guido5 » giovedì 18 gennaio 2007, 18:03

Cari amici,
per conto mio penso che non finirò mai di ringraziare l’uso spagnolo. Domenica 8 marzo 1998 un ragazzo che aveva allora 16 anni mi ha mandato per e-mail questo messaggio: «Hello, we are from Barcelona. My mother is called also Canzuch for second surname [quello materno] and her name is Malvina. Do you think that we might be relatives?».
Non potete nemmeno immaginare cosa ha significato per me, tanto sul piano umano quanto per riuscire a mettere in ordine o inserire nel mio albero genealogico 200 e passa nomi.

Ciao a tutti!
Guido5
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Messaggioda lalberogenealogico » giovedì 18 gennaio 2007, 23:23

Spero di non far arrabbiare nessuno postando il mio parere riguardo a quanto accaduto. Ritengo che la tradizione debba essere rispettata e pertanto un figlio deve portare il cognome paterno, salvo casi eccezionali.

Se poi è desiderio di una coppia che il figlio abbia il doppio cognome mi sta anche bene. Ma spero che quella coppia sia 1 su 1.000.000. Immaginate un Italia piena di figli con doppio cognome? Non oso pensare al gran casino che potrebbe crearsi.

Gaetano Petrillo
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Messaggioda Fabrizio Druda » venerdì 19 gennaio 2007, 0:07

Un plauso caloroso a quei legislatori che hanno permesso agli italiani di poter scegliere con quale cognome potranno morire di fame i loro figli.
Grazie con il cuore gonfio di profonda rabbia.
Tra mio nonno classe 1893 e me classe 1965........, ma cosa è successo.........
Fabrizio Druda
 

Messaggioda AndreaSperelli » venerdì 19 gennaio 2007, 1:44

Franz Joseph von Trotta ha scritto:Mi pare una legge che, se entrerà in vigore, sarà fonte di molta confusione, soprattutto liti tra coniugi - già ci si accapiglia con "mi piace Carlo, no cara, a me Filippo" - e parenti tutti (ma vi immaginate i nonni?), oltrechè porre fine al senso dei lignaggi allargati con cugini con cognomi del tutto differenti.

Non ho poi ben capito, ammettiamo che due persone nate dopo la sua entrata in vigore abbiano quindi il doppio cognome. Sposandosi a loro volta potranno dare ai propri eredi il gentilizio di entrambi - già doppio - producendo un elenco quadruplo e così alla generazione successiva potrebbro avere cognomi a otto :shock: ? Forse qualcosa non mi torna?

FJ


E’ importante mettere un po’ di chiarezza su questo decreto, innanzi tutto non è ancora stato approvato definitivamente, dunque non può considerarsi una vera e propria legge. Nel caso che questo decreto diventi legge sarà possibile dare al proprio figlio il cognome del padre o quello della madre o entrambi. Nel caso i coniugi non entrino in accordo verranno assegnati entrambe i cognomi in ordine alfabetico. Un'altra novità è che non esisteranno più i figli legittimi o illegittimi, ma si parlerà di figli nati dal matrimonio o fuori dal matrimonio. Infine nel caso in cui una persona (sia uomo che donna) che ha ricevuto entrambe i cognomi dei genitori si sposa, nel momento in cui concepisce un figlio potrà “passare” solo uno dei due cognomi per ovvie ragioni (altrimenti tra 100 anni ci sarebbero cognomi chilometrici). Credo anche io che tutto questo porterebbe a una notevole confusione, basti pensare che in Basile è tipico trovare individui con cognomi totalmente diversi da quelli del proprio bisnonno proprio in virtù di una legge simile a questa.

Cordiali saluti,
A. Sperelli
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Messaggioda Paolo Arreghini di Trevi » venerdì 19 gennaio 2007, 19:18

Esatto. Conosco molto bene il Brasile, dove ho conosciuto un fenomeno assurdo: fratelli che portano cognomi diversi!
Per me si tratta di un provvedimento destinato solo a generare confusione. Mi interessa piuttosto l'aspetto araldico del problema.
Negli anni '80 conobbi una famiglia di altissimo lignaggio che si stava estinguendo in quanto l'ultimo erede, ormai anziano, aveva avuto tre figlie femmine. Il marito di una di queste, avendo un figlio maschio, si era interessato in Comune affinché il proprio figlio potesse prendere il cognome della Madre e garantire così la sopravvivenza della Dinastia. Il Comune rifiutò drasticamente la proposta. Ora il problema sarebbe facilmente risolto, ma si rischia un'altra conseguenza: il proliferare improvviso di proposte araldico-commerciali legate ad acquisizioni di titoli tramite rigiri di parentela. La "nobiltà", nel senso di portare un titolo, è quella cosa su cui gran parte della gente comune ironizza a volte gratuitamente se non volgarmente.
Gli stessi che deridono stemmi e titoli, però, sarebbero i primi pronti a cambiare atteggiamento davanti alla prospettiva di una coroncina da mettere sul biglietto da visita....
Ultima modifica di Paolo Arreghini di Trevi il venerdì 19 gennaio 2007, 19:20, modificato 1 volta in totale.
Pecunia si uti scis, ancilla est. Si nescis, domina
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....cognomi....

Messaggioda renatocampofreda » venerdì 19 gennaio 2007, 19:20

Sono d'accordo con Guido 5.Basterebbe seguire l' uso spagnolo che permette ai figli di usare anche il cognome materno.in questo modo in caso di omonimia ci si potrebbe orientare,rendendo visibile anche la madre. Andare oltre creerebbe una gran confusione.Non ci sarebbero più le Famiglie,i cugini ,figli di fratelli ,potrebbero avere cognomi diversi,e tra qualche anno chi volesse fare una ricerca genealogica,si troverebbe a dover dipanare una matassa imbrogliata. Saluti.
Renato Campofreda
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Messaggioda MMT » venerdì 19 gennaio 2007, 20:16

Scusate ma io sono dell'idea che ogni nazione, ogni paese, ogni Stato, debba rimanere nelle proprie tradizioni, senza stravolgere la vita dei propri cittadini.


Cordiali saluti,
Michele M. Tuccimei
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Messaggioda Tommaso NMS » sabato 20 gennaio 2007, 4:03

Paolo Arreghini di Trevi ha scritto:Gli stessi che deridono stemmi e titoli, però, sarebbero i primi pronti a cambiare atteggiamento davanti alla prospettiva di una coroncina da mettere sul biglietto da visita....


A prescindere dal fatto che ognuno è libero di mettere le coroncine che vuole sui biglietti da visita (c'è chi lo fa senza alcun legittimo diritto dal punto di vista araldico/genealogico), ritengo personalmente (salvo diverse disposizioni delle quali io non sia al corrente), che il diritto nobiliare rimanga quello che è: i titoli si trasmettono, salvo rare eccezioni, per discendenza maschile. No adozioni, No figli naturali (o fuori del matrimonio, a seconda), No passaggi automatici per via materna (salvo concessioni speciali, appunto).
Quindi il signor Rossi potrebbe anche chiamarsi Colonna di Paliano perché così si chiama sua nonna, ma se non è discendente per linea maschile ininterrotta del Colonna insignito dei titoli per primo, la cosa non ha importanza.
E potrà mettersi una coroncina sul biglietto da visita, tanto quanto se si chiamasse ancora Rossi e soprattutto tanto quanto potrebbe metterci sopra invece un pappagallo con le ali spiegate.

O mi sbaglio?
Tommaso
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Messaggioda Gian » sabato 20 gennaio 2007, 13:58

sinceramente non penso molto bene di questa proposta....per me solo un inutile fonte di ingarbugliamenti...dal punto di vista araldico-genealogico non ho i mezzi per farmi un'idea valida...
Gian
Semper ad majora - Eadem non eadem

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Messaggioda Guglielmo » sabato 20 gennaio 2007, 14:02

Al di là dei problemi araldici e genealogici di sicuro interesse per questo forum ma su cui io purtroppo poco mi posso esprimere... ma era tantobrutto lasciare le cose come stanno? Secondo me questa legge se entrasse in vigore non farebbe altro che creare un'enorme confusione... bah... sono molto perplesso...

PS: ma come già chiesto in precedenza poi i cognomi doppi uniti ad altri doppi che farebbero? Non possono certo sommarsi... altrimenti tra un po' al posto della carta di identità ci dovremmo portare dietro dele enciclopedie!!! :shock:
Guglielmo
 
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