Restituzione della dote

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

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Restituzione della dote

Messaggioda Messanensis » sabato 13 gennaio 2007, 22:07

Desidererei conoscere in quali occasioni la moglie poteva ottenere dal marito la restituzione della propria dote. Negli atti questa persona compare come "moglie restitutaria" (Sicilia, prima metà del '600).
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Messaggioda Alessio Bruno Bedini » sabato 13 gennaio 2007, 23:07

Tempo fa lessi un interessante studio sul dotale nella Firenze del '400. La dote in genere era sempre e comunque restituita in caso di morte del marito prima di concepire eredi.
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Messaggioda Messanensis » sabato 13 gennaio 2007, 23:18

Questo lo sapevo. Io parlavo di restituzione di dote fatta proprio dal marito alla moglie (quindi con entrambi i coniugi in vita). Nel caso in questione la coppia aveva anche figli.
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Messaggioda Giovannimaria Ammassari » sabato 13 gennaio 2007, 23:29

Credo,se non erro, che uno dei motivi perchè la dote ritornasse ai genitori dotanti era l'assenza di figli, nati in costanza di legittimo matrimonio celebrato in faciem ecclesiae, secondo il Rito del Sacro Concilio di Trento, della Santa Romana Chiesa Cattolica.
Altro motivo se non ricordo male, era se il matrimonio non veniva contratto secondo le modalità su descritte, e nei tempi stabiliti dalle consuetudini locali.
Il tutto però era stabilito prima nei cosidetti Capitoli Matrimoniali stipulati in forma privata e poi rogati davanti al Notaio, insieme al vero e proprio Atto di consegna delle doti.
Inoltre, in ottemperanza alla Regia Prammatica del 30 dicembre 1617, sulle cui disposizioni il notaio provvedeva ad informare le parti, lo sposo in cambio della dote costituiva a favore della sposa, in forma di garanzia il dotario o antefato e, in aggiunta, i cosidetti giocali, consistenti in preziosi e collane di pietre dure, abiti completi di accessori e, tra questi, talvolta anche il vestito dell' affida. (consegna della sposa da parte della famiglia allo sposo)
cfr. L. Giustiniani, Nuova collezione delle prammatiche del Regno di Napoli, Napoli 1803, Tomo II, pp. 257-258
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Messaggioda Alessio Bruno Bedini » sabato 13 gennaio 2007, 23:31

Il caso non è comune. Occorrerebbe analizzare:

1) In cosa è consistita la "restituzione".

a) Soldi?
b) Beni immobili?
c) Dotale nel senso stretto (asciugamani, lenzuoli)?

2) Il tempo della restituzione:

a) dopo molti anni di matrimonio?
b) dopo poco tempo?
c) il matrimonio non era stato ancora consumato?

3) Il modo della restituzione:

a) con allontanamento della sposa?
b) La sposa è rimasta sotto il tetto coniugale?

4) Il perche della restituzione:

a) Litigio con separazione?
b) Altro motivo che al momento ignoriamo?


Ultimamente ho trovato a margine di alcune visite pastorale, vere e proprie pronunce di scomunica da partedel Vescovo per le coppie che vivevano separate pur essendo sposate..

Dunque il problema di un eventuale separazione potrebbe avere anche altri riscontri oltre questo.
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Messaggioda Messanensis » domenica 14 gennaio 2007, 8:56

Alessio Bruno Bedini ha scritto:Il caso non è comune. Occorrerebbe analizzare:

1) In cosa è consistita la "restituzione".

a) Soldi?
b) Beni immobili?
c) Dotale nel senso stretto (asciugamani, lenzuoli)?

2) Il tempo della restituzione:

a) dopo molti anni di matrimonio?
b) dopo poco tempo?
c) il matrimonio non era stato ancora consumato?


Premetto che ho trovato solo una sintesi degli atti di restituzione (quelli integrali forse avrebbero potuto chiarire la situazione).
Il matrimonio avvenne nel 1629. Già un anno dopo, nel 1630, il marito restituì alla moglie 2 terreni apportati in dote e ciò "per cautela" della moglie. Nel 1637 restituì tutto il resto, cioè altri 2 luoghi, 300 onze di "roba sposalizia" dotata "alla tripolina" e 150 onze in contanti. Pochi mesi dopo, sempre nel 1637, ho trovato un altro atto con cui, per ordine del giudice, venivano stimati due terreni appartenenti al marito, su istanza della moglie.
Nel 1644 il marito vendeva altri due suoi terreni ad alcune persone. O forse ne simulava la vendita perchè queste stesse persone un paio di mesi dopo ne facevano permuta con la moglie, definita "restitutaria", la quale in cambio dava uno dei due terreni restituiti dal marito nel 1637.
Quest'ultima operazione mi fa sospettare che i motivi legali per cui il giudice acconsentì alla restituzione dotale non fossero quelli reali e che la moglie fece tale richiesta di restituzione per altri motivi (fiscali? ereditari?).

3) Il modo della restituzione:

a) con allontanamento della sposa?
b) La sposa è rimasta sotto il tetto coniugale?


Penso che sia rimasta sotto il tetto coniugale, in quanto dalla coppia continuarono a nascere numerosi figli.

4) Il perche della restituzione:

a) Litigio con separazione?
b) Altro motivo che al momento ignoriamo?


E' quello che vorrei scoprire! Vorrei sapere quali erano i motivi legali per cui la moglie poteva chiedere al marito la restituzione dotale.
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Messaggioda Alessio Bruno Bedini » domenica 14 gennaio 2007, 12:44

La faccenda è alquanto "strana" e non ho mai sentito nulla di simile. Credo comunque possiamo escludere una separazione se dalla coppia continuarono a nascere figli.

L'unica cosa che mi viene in mente è una sorta di "separazione dei beni" a fini fiscali. Ma come detto, per l'epoca, non ho mai sentito nulla di simile :wink:
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beni dotali

Messaggioda renatocampofreda » domenica 14 gennaio 2007, 13:04

Un saluto a tutti.Per quanto riguarda la dote,in genere veniva accesa un'ipoteca sui beni del marito,in base al valore della dote,che consisteva in beni corredali ,oro e argento lavorato,contanti,a favore della sposa,e lo sposo donava alla moglie quello che era detto" spillatico",come giustamente riferisce il Sig. Ammassari.L'ipoteca veniva rinnovata di volta in volta.Serviva questa pratica,per garantire la restituzione integrale della dote.Ho trovato un caso di restituzione dotale,ad una signora,che essendo rimasta vedova e senza figli, ri risposò ,consegnando la dote ,portata nelle prime nozze e restituitale nella casa del secondo marito(1829).Ho notato nei contratti dotali che ho,che si preferiva donare beni mobili ,alle figlie,riservando le proprietà ai maschi.Distinti saluti.Renato Campofreda.
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Re: beni dotali

Messaggioda Messanensis » domenica 14 gennaio 2007, 16:29

renatocampofreda ha scritto:Un saluto a tutti.Per quanto riguarda la dote,in genere veniva accesa un'ipoteca sui beni del marito,in base al valore della dote,che consisteva in beni corredali ,oro e argento lavorato,contanti,a favore della sposa,e lo sposo donava alla moglie quello che era detto" spillatico",come giustamente riferisce il Sig. Ammassari.L'ipoteca veniva rinnovata di volta in volta.Serviva questa pratica,per garantire la restituzione integrale della dote.Ho trovato un caso di restituzione dotale,ad una signora,che essendo rimasta vedova e senza figli, ri risposò ,consegnando la dote ,portata nelle prime nozze e restituitale nella casa del secondo marito(1829).


Era normale restituire la dote alla famiglia della moglie in caso di morte di uno dei due coniugi senza figli. Questo come vede è un caso ben diverso.
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