Moderatori: Guido5, Novelli, Lambertini
Fratg ha scritto:Gentili frequentatori del forum, facendo delle ricerche mi sono imbattuto nella carica di Sindaco dei nobili;
non essendo molto esperto in materia, chiedo a voi se potete darmi quante più informazioni possibili al riguardo;
Vi ringrazio anticipatamente....
Francesco
Fratg ha scritto:...nella carica di Sindaco dei nobili...




Fratg ha scritto:gentili signori, scusate innanzitutto la mancata tempestività della mia risposta, ho riscontrato questa carica che possedeva un avo calabrese (località è la calabria, esattamente la zona della piana di gioia tauro), il periodo però mi è ignoto (anche se suppongo sia del 1700), credo si tratti di una carica del regno delle 2 sicilie.
A quando sono riuscito a capire fino ad ora, quindi questo avo era inscritto ad una mastra nobile o sedile??
E se così fosse come posso scoprire se in quelle zone esisteva davvero un sedile e controllare se la mia famiglia ne fa parte?
Ringrazio tutti per le risposte concessemi
Francesco




aristarco ha scritto:Mi perdonerà Aristarco se controbatto chiedendo: il sindaco di una città non è forse il rappresentate di tale comunità?
Ciò che attualmente chiamiano "primo cittadino" è per antonomasia il "sindico" della comunità, ovvero il suo rappresentante, messo e nunzio, tanto per riproporre la terminologia che ho segnalato.
C'è una piccola differenza: il sindaco dei nobili non è il sindaco dell'intera comunità, ma è il rappresentante di una componente della società, la componente nobile. Inoltre, l'ufficio di sindaco è - almeno per quanto attiene l'Italia nord-occidentale - istituzione relativamente recente: in precedenza - e fino al XVI secolo inoltrato - all'apice dell'organismo comunale stava l'istituto consolare: i criteri di designazione dei consoli erano diversi di epoca in epoca e di zona in zona, così come le funzioni connesse erano sensibilmente dissimili da quelle dei sindaci di età moderna (per esempio, i consoli avevano competenze giudiziarie, in seguito demandate a magistrature locali). Successivamente, molte delle prerogative dei consoli - massime quelle di ordine amministrativo - passarono ai podestà o sindaci.
Ed invero, laddove vi erano dei patriziati o nobiltà civiche, non era scelto tra il primo ceto nobile?
Non necessariamente: la designazione all'ufficio di sindaco - in quanto rappresentante dell'intera comunità - era perlopiù connessa al censo, non all'appartenenza ad un determinato ceto.
Anche in questo caso, la conoscenza delle fonti del diritto locale (statuti, per esempio) indicherebbe i criteri di selezione delle cariche municipali, almeno di quelle apicali.
Tuttavia concordo affermando che sarebbe decisamente opportuno avere il contesto di tale carica, altrimenti le nostre risposte rimangono solo dei semplici esercizi di retorica.
La pregherei - cordialmente - di astenersi dal definire "semplici esercizi di retorica" anche le mie risposte: a differenza di qualche vaniloquente grafomane, che infesta altri contesti, esercitandosi nella pratica del non senso (altro che buon senso comune!) e in una sorta di "grammelot dialettico" (per esempio intrattenendo un interlocutore su materie complesse e certamente non conosciute, dilatando la discussione con amenità, reminisceze personali di scarso interesse, complimenti e via dicendo, per non rispondere affatto ai quesiti posti), s'è cercato - attraverso la storia semantica di un termine - di comprenderne gli usi. Non mi pare un esercizio di retorica.
.aristarco ha scritto:La pregherei - cordialmente - di astenersi dal definire "semplici esercizi di retorica" anche le mie risposte: a differenza di qualche vaniloquente grafomane, che infesta altri contesti, esercitandosi nella pratica del non senso (altro che buon senso comune!) e in una sorta di "grammelot dialettico" (per esempio intrattenendo un interlocutore su materie complesse e certamente non conosciute, dilatando la discussione con amenità, reminisceze personali di scarso interesse, complimenti e via dicendo, per non rispondere affatto ai quesiti posti), s'è cercato - attraverso la storia semantica di un termine - di comprenderne gli usi. Non mi pare un esercizio di retorica


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