batix89 ha scritto:Salve a tutti io cercavo informazioni sulla famiglia dei patrizi veneti Michiel.
In attesa qualche risposta vi ringrazio anticipatamente

Gentilissimo Batix89,
la famiglia Michiel è fra le più antiche di Venezia; essa infatti, appartiene alle ventiquattro famiglie “Tribunizie”, cioè a quelle dei “Tribuni” venetici che, secondo la tradizione, avrebbero eletto ad Eraclea, nel 697, il primo Doge della grande repubblica, Paoluccio Anafesto.
Queste antichissime casate si distinguevano in vari gruppi, le prime quattro sono dette “Evangeliste”: Corner, Bragadin, Bembo, Giustinian, che risultano firmatarie dell’atto di fondazione del monastero di San Giorgio Maggiore nel 725; seguono le dodici famiglie “Apostoliche”: Contarini, Badoer, Sanudo, Memmo, Morosini, Dandolo, Falier, MICHIEL – appunto – Gradenigo, Tiepolo, Polani e Barozzi; completano il gruppo le famiglie Salamoi, Zen, Zorzi, Soranzo, Dolfin, Baseggio, Querini e Zane.
Andrea da Mosto ne “I Dogi di Venezia nella vita pubblica e privata”, dice che “secondo i tardi genealogisti [la famiglia Michiel] deriverebbe dalla gente romana Anicia, da cui sarebbero pure derivati non solo i Pierleoni e i Frangipani, nobili romani, ma anche la casa imperiale di Asburgo”. Credo

che siamo di fronte a puri parti di fantasia. E' certo comunque che la famiglia acquisì tre volte il dogato fra il secolo XI ed il XII

e negli stessi anni contrasse parentele prestigiose

, con i Principi di Antiochia e con i Re di Ungheria.
EccoLe alcune notizie sui tre Dogi della famiglia, così come le ho reperite nel volume di Andrea da Mosto.
VITALE I Michiel fu eletto XXIII Doge nel 1096, alla morte di un altro Vitale (Falier).
Il primo dei Dogi della famiglia Michiel è noto soprattutto perché sotto il suo dogato avvenne la prima spedizione dei veneziani in Terrasanta (evento ricordato in un celebre dipinto di Paolo Veronese, in cui Pietro l’Eremita incita il Doge a prendere la croce). Dal suo matrimonio con Felicia, forse della famiglia Corner, si crede siano nati due figli, Michele e Giovanni, quest’ultimo capitano generale della spedizione veneziana in Terrasanta. Vitale I morì nel 1101 o 1102 e fu sepolto nell’atrio della basilica di San Marco.
Il secondo Doge della famiglia (il XXV) fu DOMENICO, uno dei tre figli di Giovanni (figlio a sua volta di Vitale I). Fu eletto al dogato nella primavera del 1118; come il padre, anche Domenico partecipò ad una Crociata, sconfiggendo ad Ascalona la flotta saracena e cooperando validamente alla conquista di Tiro. I due eventi sono dipinti nelle pareti della Sala dello Scrutinio nel Palazzo Ducale. Al ritorno conquistò Chio, Metone e Cefalonia.
La tradizione fa risalire all’iniziativa di Domenico Michiel, di far battere, durante l’assedio di Tiro, monete di rame – altrove si dice, di cuoio – il particolare stemma della famiglia.
Tanta era la stima di cui godette che, secondo alcuni cronisti gli sarebbe stato addirittura offerto il trono di Gerusalemme; è certo che al ritorno in patria gli sia stato offerto il trono di Sicilia e che l’Imperatore d’Oriente lo abbia insignito del titolo di “Protosevasto”. Abdicò al dogato nel 1130 e poco dopo morì. Fu sepolto nel monastero di San Giorgio Maggiore, ma la sua tomba fu distrutta dai monaci nel Cinquecento. Insorse allora Giambattista Michiel, lontano discendente di Domenico, per chiedere il ripristino del monumento che avvenne a seguito di un decreto del Senato del 19 luglio 1635: il nuovo monumento – su disegno di Baldassarre Longhena – col busto del Doge, sorge sopra la porta che immette nel coro; il Senato ordinò anche che una lapide ricordasse l’atto vandalico compiuto dai monaci ed il decreto di ripristino.
Dalla moglie, Victa, Domenico ebbe vari figli: Adelasia, che sposò Pietro Polani, che fu eletto doge alla morte di Domenico; Angela, che fu badessa nel monastero di San Lorenzo; Eleachin, che resse lo stato mentre il Doge era alla crociata; Vitale II, che fu pure lui Doge.
VITALE II fu eletto (XXVIII Doge) tra il febbraio ed il marzo 1156, e fu l’ultimo Doge ad essere eletto dall’assemblea popolare, alla sua morte, infatti, entrò in vigore un nuovo sistema elettorale, a suffragio ristretto. È famosa la sua partecipazione alla Lega Lombarda contro Federico Barbarossa. Nel corso del suo dogato, Venezia si emancipò completamente dall’Imperatore d’Oriente: a partire da lui le monete stesse porteranno impresso il volto del Doge, da una parte (e non più quello dell’Imperatore) ed il leone di San Marco dall’altra. Con l’Imperatore d’Oriente ingaggiò una guerra nel 1171. La flotta veneziana, decimata dalla peste, tornò ingloriosamente in patria senza aver combattuto. I veneziani insorsero contro il Doge accusandolo di tradimento; Vitale II, abbandonato da tutti, fu pugnalato a morte il 28 maggio 1172.
Secondo alcuni genealogisti, dal suo matrimonio con Maria (o Felice Maria), figlia di Boemondo, principe di Antiochia, avrebbe avuto numerosi figli: Leonardo, Conte di Osseto; Niccolò, che fu Conte di Arbe e che sposò Maria, figlia di Ladislao II Re di Ungheria e di Giuditta di Polonia; Domenico, Signore di Paro; Anna, che sposò Niccolò Giustiniani, e che è stata beatificata; Richelda, che sposò un Dandolo, e Agnese, che sposò un non meglio identificato Conte di Padova.
Spero di averLa aiutata.
Cordialmente
Andrea Conti
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FULGOR NON TERRET