Stemma da Gerace

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 6 dicembre 2006, 21:16

...ai dati la linea! :wink:

La figura della sega è troppo 8) "speciale" per essere casuale...

Bene :D vale
"Quando il mediocre plagia il maestro, ne copia anche gli errori"
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Messaggioda Alessio Bruno Bedini » mercoledì 6 dicembre 2006, 21:51

Per il cognome MITTIGA dalle pagine bianche risulta che nella provincia di Reggio Calabria ci sono 35 utenti di cui:
- Bovalino 11 utenti
- Locri 5 utenti
- Siderno 3 utenti
- Ardore 3 utenti
- Gioiosa Ionica 1 utenti

Invece per il quasi omonimo MITTICA risultano 88 user nella provincia di RC di cui:
- Bovalino 1
- Ardore 3 utenti
- Locri 19 utenti
- Siderno 12 utenti
- Gerace 17 utenti
- Gioiosa Ionica 20 utenti
- Marina Di Gioiosa Jonica 8 utenti

Dunque da questa analisi sembrerebbe che MITTIGA sia specifico di Bovalino. Ovviamente servirebbe una ricerca notarile .. parrocchiale non si puo perchè i registri partono dal 1736 ..
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Messaggioda Alessio Bruno Bedini » mercoledì 6 dicembre 2006, 22:00

Per quanto riguarda la storia della famiglia MITTIGA il primo volume di "Settecento calabrese" riporta solo quel poco segnalato da Marilisa.

Nel "Bollario dei vescovi di Gerace" invece mi sembra molto piu ampio lo spazio dedicato alla famiglia. Datemi il tempo di controllare :wink:
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Messaggioda Guido5 » mercoledì 6 dicembre 2006, 22:02

Caro fra' Eusanio,
credi che avrei usato il termine "parlante" se non avessi intravisto ... e intraudito il significato del cognome dello pseudoprete?

Ciao a tutti!
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 6 dicembre 2006, 22:05

...le infradito le usate voi :oops: laici quando andate in ispiaggia...

...noi :wink: gran sandali, e :P viandare col cavallo di San Francesco...

Bene :D vale
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Messaggioda da Fiore » mercoledì 6 dicembre 2006, 22:08

Ma caro Alessio, ovviamente l'ho già fatto io.

Il più antico personaggio della famiglia che ritrovo è suor Vincenza, terziaria francescana della terra di Bovalino; nel 1615 fonda la cappella di S. Giovanni Evangelista nella chiesa matrice di Bovalino, con riserva di giuspatronato ai discendenti di Giulio e Paolo Mittiga. Due anni dopo, fonda la cappella della SS. Trinità nella chiesa Matrice di Bovalino, al lato sinistro, riservando il giuspatronato a sé e ai discendenti. Dovrebbe essere sorella di Giulio e Paolo, il capostipite del ramo che arriva ai Capogreco.
Ecco il ramo che ci interessa, poi ci sono altri che discendono da Giulio, ma a noi non interessano:



a) Paolo Mittiga - Francesca Capogreco, figlia dell’UJD Giovanni Battista Capogreco, fondatore del beneficio di S. Giovanni Battista, S. Anna e S. Maria della Consolazione; matrimonio avvenuto verosimilmente tra la fine del XVI sec. e gli inizi del successivo.

b1) Diego Mittiga -.. X

c1) Giuseppe Mittiga, sacerdote; nel 1667 eletto canonico della Cattedrale; nel 1675 eletto maestro cerimoniere della cattedrale di Gerace; nel 1678 il padre lo presenta come rettore della cappella fondata dal bisnonno Capogreco, poi vi rinuncia nel 1686; nel 1683 rinuncia alla cappellania di S. Maria della Sanità nella chiesa di S. Nicola di Bovalino; nel 1689 lascia la dignità di Maestro cerimoniere per essere promosso a decano della Cattedrale. Nel 1682 restaura la chiesa dei SS. Quattro Coronati, la dota e le assegna il titolo di S. Giuseppe, riservando il giuspatronato per sè e per i discendenti della sorella Francesca; in questa occasione commissiona il quadro della Sacra Famiglia con lo stemma.
c2) Paolo Mittiga, chierico.
c3) Francesca – Annibale de Carlino.
d1) Antonio Mittiga de Carlino- protopapa nel suburbio di Gerace dal 1687
c4) Beatrice Mittiga ( morta nel periodo tra il 1695 e il 1729) - X Maviglia

d1) Giuseppe Maviglia, sacerdote, rettore della stessa cappella dello zio dal 1695 ( è presentato dalla madre), nonché della cappella di S. Giovanni Evangelista nella chiesa matrice di Bovalino, di giuspatronato della famiglia Mittiga dal 1615. Morì nel 1729.
d2) Francesca Maviglia (già morta nel 1742) – Stefano Capogreco (già morto nel 1730), matrimonio avvenuto nei primi anni del XVIII sec.

e1) Nicola Capogreco, sacerdote (nato nel 1707); rettore della stessa cappella dello zio e del prozio dal 1730 (è presentato dalla madre, figlia della fu Beatrice Mittiga).
e2) Baldassarre Capogreco, nato nel 1714.
e3) Carmelo Capogreco (nato nel 1715) - Marzia Arcano (nata nel 1725). Matrimonio del 1752.

n.d.r.: La ricostruzione della genealogia è tratta dalle bolle vescovili nel volume di von Lobstein, dalla consultazione del Regesto Vaticano della Calabria, di padre F. Russo e dal Catasto Onciario di Gerace del 1742, nel volume di V. Cataldo.

Saluti
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Messaggioda Guido5 » mercoledì 6 dicembre 2006, 22:10

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:...le infradito le usate voi :oops: laici quando andate in ispiaggia...

... e, per praticità, anche in Birmania, dove nei templi si entra soltanto a piedi assolutamente nudi.

Ciao a tutti!
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Messaggioda Alessio Bruno Bedini » mercoledì 6 dicembre 2006, 22:14

da Fiore ha scritto:n.d.r.: La ricostruzione della genealogia è tratta dalle bolle vescovili nel volume di von Lobstein, dalla consultazione del Regesto Vaticano della Calabria, di padre F. Russo e dal Catasto Onciario di Gerace del 1742, nel volume di V. Cataldo.


Manca solo la ricerca notarile allora :wink: ..
Ultima modifica di Alessio Bruno Bedini il mercoledì 6 dicembre 2006, 22:15, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 6 dicembre 2006, 22:14

Guido5 ha scritto:... e, per praticità, anche in Birmania, dove nei templi si entra soltanto a piedi assolutamente nudi.
Ciao a tutti!
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...ma così facendo si contravviene al dettato sacro di toccar terra...

Bene :shock: vale
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Messaggioda Alessio Bruno Bedini » mercoledì 6 dicembre 2006, 22:27

Altra novità: il secondo volume di "Settecento Calabrese" alla pagina 25 ci dice che :

«d. Antonio Sirleti il 17 febbraio 1689 sollecita al cardinal Cybo la sua nomina a Decano del capitolo di Gerace che gli viene contestata "con male arti" da Giuseppe Mittiga, vicario generale, che pretende di averla perchè "è dottore del collegio dei protonotari" » (lettere particolari 76 f. 195 olim 85)

Se Giuseppe Mittiga ottenne, come sappiamo, lui quel posto invece che il Sirleti vuol dire che aveva altrettanti "Santi in Paradiso" con i quali intratteneva corrispondenza.. che per l'appunto occorrerebbe trovare :wink:
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Messaggioda da Fiore » mercoledì 6 dicembre 2006, 22:38

Per questa notizia e per altre succulente che ho trovato tra i documenti vaticani, nel mio post di oggi pomeriggio lo avevo definito "potentissimo". Ma mi chiedo, perchè avrebbe inserito nel suo stemma l'arma parlante del suo predecessore falso prete?


Saluti
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Messaggioda Guido5 » mercoledì 6 dicembre 2006, 22:39

Cari amici,
calzari a parte - visto che "serra" in latino significa proprio sega e che fra le accezioni di "petra" ci sono anche rupe e roccia - mi sembra che il problema adesso sia di stabilire se lo stemma iniziale (o il IV quarto in quello della pianeta) sia dei Mittiga, con un eventuale riferimento alla chiesa di S. Maria di Monserrato, oppure del sedicente clerico seu presbitero Serrapetro il cui cognome è traducibile proprio in "catena rocciosa".

Ciao a tutti!
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Messaggioda Alessio Bruno Bedini » mercoledì 6 dicembre 2006, 22:48

Da buon genealogista, resto con i piedi a terra e per ora, per quanto sia intrigante, lascerei perdere la "pista castigliana".

Se Giacomo Oliva ci ha riferito di un quadro fatto fare da Giuseppe Mittiga con raffigurato il suo stemma.. c'è poco da aggiungere.. :wink:

Cercherei di verificare il legame tra lo stemma e la famiglia con altre fonti... e credo che le fonti romane a questo punto possano essere le uniche..
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Messaggioda da Fiore » mercoledì 6 dicembre 2006, 22:49

Non solo in Latino, anche in dialetto calabrese! Serra è la sega, e petra è la roccia o anche la collina rocciosa (mi vengono in mente Petra Castello o Petra di Liso). Serra è anche sinonimo di altura: ci sono tante località chiamate Serra, non i centri abitati di Serra S. Bruno o Serrastretta, ma anche Serra Grande, Serra Ammucciata etc.

Saluti
Marilisa
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Messaggioda da Fiore » mercoledì 6 dicembre 2006, 22:59

Che sia lo stemma di Giuseppe Mittiga mi sembra fuor di dubbio; bisogna vedere a questo punto se, some ipotizza Giacomo stesso, non sia uno stemma creato da lui, magari per la chiesa di S. Giuseppe da lui fondata, alla quale era destinato anche il quadro (la datazione dello stemma coincide). In questo caso ci sarà da ragionare sul perchè ha scelto proprio la sega, e allora l'ipotesi Serrapetro-Monserrato rientrerebbe in gioco.

Saluti
Marilisa
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