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Messanensis ha scritto:Vorrei sottoporre alla vostra attenzione un dubbio che ho riguardo l'utilizzo che si è fatto nel passato degli stemmi brisati. Esisteva una regola che fissava in quali circostanze si doveva utilizzare il proprio stemma brisato ed in quali invece si poteva far uso della propria arma "pura e piena"?
Per esempio ho notato che nella mia famiglia i miei ascendenti diretti su lapidi e palazzi facevano raffiguare lo stemma senza alcuna alterazione di sorta, mentre nei quadri si facevano effigiare con l'arma brisata. Esiste una spiegazione a ciò?
sebpasq ha scritto:Caro Rosario io credo che quello di cui tu parli sia un contrafiletto (di bastardigia?)
Inoltre volevo chiederti, che tu sappia, se il tuo stemma ha un significato particolare.
Messanensis ha scritto:sebpasq ha scritto:Caro Rosario io credo che quello di cui tu parli sia un contrafiletto (di bastardigia?)
Inoltre volevo chiederti, che tu sappia, se il tuo stemma ha un significato particolare.
Anche io penso che sia un contrafiletto, ma ritengo che sia in posizione abbassata (poichè non parte dal canton sinistro del capo ma da più in basso). Spero che a tal proposito il dott. degli Uberti possa venirmi in aiuto togliendo ogni dubbio.
Non credo comunque che sia una brisura di bastardigia perchè tutti i miei ascendenti diretti (almeno quelli fino ai quali sono risalito, cioè fino a fine sec. XV) risultano figli legittimi e naturali.
Riguardo il significato del mio stemma ti premetto che in quello originale è presente un braccio destro armato impugnante una lancia in atto di colpire un dragone, oltre la croce biforcata nel 4° cantone ed una cometa (invece della stella) nel 1°. Io ho azzardato un'interpretazione, non so quanto esatta. Ritengo che lo stemma possa rappresentare la lotta dei cavalieri gerosolimitani (oggi di Malta) contro i nemici del Cristianesimo (in particolare i Saraceni). Infatti il drago nella simbologia cristiana è il simbolo del male. Chiedo un parere ai frequentatori del forum su quanto possa essere valida questa mia interpretazione.
Rosario Basile
Messanensis ha scritto:...(omissis)...in Italia la brisura deve essere stata una pratica poco diffusa, ma nell'area della Sicilia orientale, da quanto ho potuto vedere, non era così rara e forse era legata al largo uso dei maggioraschi che si faceva in Sicilia. Come brisure ho riscontrato soprattutto la fascia in divisa centrata posta nel capo ed il filetto attraversante, oltre ad una certa variazione nel numero e nella disposizione delle figure, che comunque permettevano di riconoscere l'origine della varie famiglie.
Sotto il mio nickname può vedere lo stemma brisato della mia famiglia. Quella sbarra ridotta che sostiene il drago infilzato dalla lancia è un contrafiletto oppure è proprio una sbarra ridotta?
Rosario Basile
si arriva in cielofra' Eusanio da Ocre ha scritto:Innanzitutto, definirei la figura del suo stemma un filetto in sbarra diminuito e centrato (attenendomi al disegno che vedo nell'avatar).
Al di là del dato terminologico, il fenomeno da lei evidenziato negli stemmi gentilizi siciliani è effettivamente una costante per l'intera Regione, e per i periodi a cavallo dell'epoca barocca in particolare. Non parlerei però di brisura, tecnica araldica con cui si differenzia uno stesso stemma fra i suoi diversi utilizzatori.
Parlerei piuttosto (vista la costante diffusione della cosa) di una moda, valida per quella zona e quel periodo, che portava da una parte a sottilizzare le pezze (fasce, bande, pali, sbarre, ecc.) già presenti negli stemmi, e dall'altra a separare partizioni già presenti attraverso l'uso di filetti che ne seguissero l'andamento.

si arriva in cieloMessanensis ha scritto:Caro Frà Eusanio, ma uno stemma parzialmente modificato (in cui è ancora possibile identificare lo stemma originale) non è uno stemma brisato?
Mica sempre... dipende se si vuole avere l'intenzione di brisarlo!
Modificare uno stemma in maniera tale da non impedire il riconoscimento dello stemma "di base" non significa applicare una o più brisure, se ad adoperarlo è un membro della stessa famiglia?
Diciamo meglio che mettere una brisura ad uno stemma significa modificarlo quel tanto che basta per dare risalto personale a chi la usa, pur lasciando ben capire da che ceppo egli proviene.
Questa è l'intenzione di cui parlavamo: e ciò prescinde da come la brisura viene araldicamente eseguita.
E poi c'è da considerare il fatto che su lapidi e palazzi i miei antenati facevano uso dello stemma originale.
Quale? É uno di quelli che vediamo qui sopra?
Che senso avrebbe avuto allora far raffigurare sui ritratti uno stemma diverso?
si arriva in cielofra' Eusanio da Ocre ha scritto:Binari che portano ad un'altra conseguenza: non è detto che due stemmi simili sia l'uno la brisura dell'altro, se la similitudine dipende da fattori che nulla hanno a che fare con la predetta volontaria intenzione...
Le faccio un esempio banale: il Comune fittizio di Roccacannuccia, su cui signoreggiarono i Pincopallino, sceglie di adottarne lo stemma ma lo priva di un elemento secondario. Questo avviene non certo per brisura (i titolari sono ben diversi e slegati fra loro), ma per pigrizia mentale, o per imitazione formale, o per devoto omaggio storico, o perché così il Comune userà uno stemma molto simile a quello che già si vede scolpito o dipinto per mezzo paese...![]()
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