La brisura

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La brisura

Messaggioda Messanensis » venerdì 17 gennaio 2003, 20:44

Vorrei sottoporre alla vostra attenzione un dubbio che ho riguardo l'utilizzo che si è fatto nel passato degli stemmi brisati. Esisteva una regola che fissava in quali circostanze si doveva utilizzare il proprio stemma brisato ed in quali invece si poteva far uso della propria arma "pura e piena"?
Per esempio ho notato che nella mia famiglia i miei ascendenti diretti su lapidi e palazzi facevano raffiguare lo stemma senza alcuna alterazione di sorta, mentre nei quadri si facevano effigiare con l'arma brisata. Esiste una spiegazione a ciò?
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Re: La brisura

Messaggioda pierfe » domenica 19 gennaio 2003, 16:01

Messanensis ha scritto:Vorrei sottoporre alla vostra attenzione un dubbio che ho riguardo l'utilizzo che si è fatto nel passato degli stemmi brisati. Esisteva una regola che fissava in quali circostanze si doveva utilizzare il proprio stemma brisato ed in quali invece si poteva far uso della propria arma "pura e piena"?
Per esempio ho notato che nella mia famiglia i miei ascendenti diretti su lapidi e palazzi facevano raffiguare lo stemma senza alcuna alterazione di sorta, mentre nei quadri si facevano effigiare con l'arma brisata. Esiste una spiegazione a ciò?


In Italia l'uso di brisare uno stemma non era codificato dalla legge se non per la Casa Reale d'Italia. Difficilmente si fece uso di brisura se non nel caso di grandi famiglie. Ricordo solo a titolo di cronaca il caso di Carlo Emanuele I di Savoia che nel 1613 proibì che i naturali usassero le armi dei progenitori senza segno, barra o filo (brisare).
L'uso di brisare è praticato oggi particolarmente in Scozia dove tutte le persone della stessa famiglia hanno il proprio stemma personale (ovviamente brisato).
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Messaggioda Messanensis » lunedì 20 gennaio 2003, 18:23

Carissimo dott. degli Uberti,
la ringrazio della gentile risposta. In generale in Italia la brisura deve essere stata una pratica poco diffusa, ma nell'area della Sicilia orientale, da quanto ho potuto vedere, non era così rara e forse era legata al largo uso dei maggioraschi che si faceva in Sicilia. Come brisure ho riscontrato soprattutto la fascia in divisa centrata posta nel capo ed il filetto attraversante, oltre ad una certa variazione nel numero e nella disposizione delle figure, che comunque permettevano di riconoscere l'origine della varie famiglie.
Sotto il mio nickname può vedere lo stemma brisato della mia famiglia. Quella sbarra ridotta che sostiene il drago infilzato dalla lancia è un contrafiletto oppure è proprio una sbarra ridotta?
Rosario
Ultima modifica di Messanensis il martedì 14 novembre 2006, 20:09, modificato 2 volte in totale.
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Messaggioda sebpasq » martedì 21 gennaio 2003, 18:54

Caro Rosario io credo che quello di cui tu parli sia un contrafiletto (di bastardigia?)
Inoltre volevo chiederti, che tu sappia, se il tuo stemma ha un significato particolare.
Ciao.
sebpasq
 
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Messaggioda Messanensis » martedì 21 gennaio 2003, 22:19

sebpasq ha scritto:Caro Rosario io credo che quello di cui tu parli sia un contrafiletto (di bastardigia?)
Inoltre volevo chiederti, che tu sappia, se il tuo stemma ha un significato particolare.


Anche io penso che sia un contrafiletto, ma ritengo che sia in posizione abbassata (poichè non parte dal canton sinistro del capo ma da più in basso). Spero che a tal proposito il dott. degli Uberti possa venirmi in aiuto togliendo ogni dubbio.
Non credo comunque che sia una brisura di bastardigia perchè tutti i miei ascendenti diretti (almeno quelli fino ai quali sono risalito, cioè fino a fine sec. XV) risultano figli legittimi e naturali.
Riguardo il significato del mio stemma ti premetto che in quello originale è presente un braccio destro armato impugnante una lancia in atto di colpire un dragone, oltre la croce biforcata nel 4° cantone ed una cometa (invece della stella) nel 1°. Io ho azzardato un'interpretazione, non so quanto esatta. Ritengo che lo stemma possa rappresentare la lotta dei cavalieri gerosolimitani (oggi di Malta) contro i nemici del Cristianesimo (in particolare i Saraceni). Infatti il drago nella simbologia cristiana è il simbolo del male. Chiedo un parere ai frequentatori del forum su quanto possa essere valida questa mia interpretazione.
Rosario
Ultima modifica di Messanensis il lunedì 8 gennaio 2007, 16:50, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda pierfe » martedì 21 gennaio 2003, 23:24

Messanensis ha scritto:
sebpasq ha scritto:Caro Rosario io credo che quello di cui tu parli sia un contrafiletto (di bastardigia?)
Inoltre volevo chiederti, che tu sappia, se il tuo stemma ha un significato particolare.


Anche io penso che sia un contrafiletto, ma ritengo che sia in posizione abbassata (poichè non parte dal canton sinistro del capo ma da più in basso). Spero che a tal proposito il dott. degli Uberti possa venirmi in aiuto togliendo ogni dubbio.
Non credo comunque che sia una brisura di bastardigia perchè tutti i miei ascendenti diretti (almeno quelli fino ai quali sono risalito, cioè fino a fine sec. XV) risultano figli legittimi e naturali.
Riguardo il significato del mio stemma ti premetto che in quello originale è presente un braccio destro armato impugnante una lancia in atto di colpire un dragone, oltre la croce biforcata nel 4° cantone ed una cometa (invece della stella) nel 1°. Io ho azzardato un'interpretazione, non so quanto esatta. Ritengo che lo stemma possa rappresentare la lotta dei cavalieri gerosolimitani (oggi di Malta) contro i nemici del Cristianesimo (in particolare i Saraceni). Infatti il drago nella simbologia cristiana è il simbolo del male. Chiedo un parere ai frequentatori del forum su quanto possa essere valida questa mia interpretazione.
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Per dare una risposta certa avrei bisogno di vedere altre rappresentazioni dello stemma perchè quella dell'atavar è molto basata sul gusto dell'artista che l'ha realizzata. Se tutti gli stemmi sono così è un controfiletto... ma dalla rappresentazione di un solo stemma non voglio sbilanciarmi... In araldica nei secoli passati vi erano tante varianti proprio perchè non vi erano codificazioni legali rigorose.
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » venerdì 6 febbraio 2004, 20:04

Messanensis ha scritto:...(omissis)...in Italia la brisura deve essere stata una pratica poco diffusa, ma nell'area della Sicilia orientale, da quanto ho potuto vedere, non era così rara e forse era legata al largo uso dei maggioraschi che si faceva in Sicilia. Come brisure ho riscontrato soprattutto la fascia in divisa centrata posta nel capo ed il filetto attraversante, oltre ad una certa variazione nel numero e nella disposizione delle figure, che comunque permettevano di riconoscere l'origine della varie famiglie.
Sotto il mio nickname può vedere lo stemma brisato della mia famiglia. Quella sbarra ridotta che sostiene il drago infilzato dalla lancia è un contrafiletto oppure è proprio una sbarra ridotta?
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Caro Rosario,
il quesito è vetusto, ma spero che un (sia pur :oops: tardivo) breve ragionamento possa essere ancora gradito.

Innanzitutto, definirei la figura del suo stemma un filetto in sbarra diminuito e centrato (attenendomi al disegno che vedo nell'avatar).

Al di là del dato terminologico, il fenomeno da lei evidenziato negli stemmi gentilizi siciliani è effettivamente una costante per l'intera Regione, e per i periodi a cavallo dell'epoca barocca in particolare. Non parlerei però di brisura, tecnica araldica con cui si differenzia uno stesso stemma fra i suoi diversi utilizzatori.

Parlerei piuttosto (vista la costante diffusione della cosa) di una moda, valida per quella zona e quel periodo, che portava da una parte a sottilizzare le pezze (fasce, bande, pali, sbarre, ecc.) già presenti negli stemmi, e dall'altra a separare partizioni già presenti attraverso l'uso di filetti che ne seguissero l'andamento.

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Messaggioda Messanensis » domenica 15 febbraio 2004, 10:52

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:Innanzitutto, definirei la figura del suo stemma un filetto in sbarra diminuito e centrato (attenendomi al disegno che vedo nell'avatar).


Carissimo Frà Eusanio,
la ringrazio moltissimo per la risposta, che ho gradito molto!
Ho chiesto al gentile Sig. Cravarezza di inserire le immagini degli altri 5 stemmi, tre dei quali risalgono al 1760 circa (come quello riportato nell'avatar) e due al 1800 circa.
Confrontando le varie immagini si potrà capire meglio.

Al di là del dato terminologico, il fenomeno da lei evidenziato negli stemmi gentilizi siciliani è effettivamente una costante per l'intera Regione, e per i periodi a cavallo dell'epoca barocca in particolare. Non parlerei però di brisura, tecnica araldica con cui si differenzia uno stesso stemma fra i suoi diversi utilizzatori.

Parlerei piuttosto (vista la costante diffusione della cosa) di una moda, valida per quella zona e quel periodo, che portava da una parte a sottilizzare le pezze (fasce, bande, pali, sbarre, ecc.) già presenti negli stemmi, e dall'altra a separare partizioni già presenti attraverso l'uso di filetti che ne seguissero l'andamento.


Non sono troppo convinto che la brisura in Sicilia si usasse soltanto per moda, senza una reale volontà a differenziare i vari rami della famiglia.
Piuttosto secondo me si faceva un uso della brisura senza attenersi a delle regole precise e dunque in maniera piuttosto "fantasiosa".
Inoltre c'erano famiglie che erano meno propense a modificare il proprio stemma ed altre per le quali si riscontrano diverse varianti (brisure) oppure stemmi completamente diversi.

Per esempio i Rajneri portavano " d'oro, al leone di nero, ed il capo d'azzurro, a tre stelle d'oro ", mentre il ramo di S. Lucia del Mela adottò " d'azzurro con un sole d'oro, figurato di rosso, tramontante nel mare al naturale movente dalla punta ", pur appartenendo alla medesima famiglia.
Altri due esempi si possono trarre dagli stemmi che inserirà il Sig. Cravarezza:
1) In uno di essi lo stemma Basile ("brisato") si trova partito con quello della famiglia Compagna, che è uno " spaccato d'oro e di nero, al leone dell'uno nell'altro ", lo stesso che portavano tutti i Compagna a Messina da tempo antichissimo (sec. XIII), e lo stesso che continuò ad usare il ramo passato in Calabria nel sec. XVII e che portano gli attuali rappresentanti.
2) Nello stemma inquartato Basile, De Gregorio, Crisafi, Cocuzza si nota che lo stemma dei Crisafi (ramo cadetto dei Crisafi nobili messinesi, conti di Terranova, ecc. ecc., ed esattamente il ramo dei Baroni di Lando) del blasone originale conserva soltanto il leone. Viceversa lo stemma De Gregorio è sempre il solito " partito, innestato, merlato d'argento e di nero di sei pezzi ", pur trattandosi, anche in questo caso, di un ramo cadetto dimorante in S. Lucia. Lo stemma Cocuzza appare invece brisato "d'azzurro, a tre monti uniti, sormontati ciascuno da una zucca (cocuzza), il tutto al naturale". Da notare che nella raffigurazione esisteva una divisa centrata d'oro posta nel capo (che i restauratori della tela hanno eliminato!) e che adesso si intravede appena guardando attentamente il quadro; in una Chiesa di Milazzo esiste un monumento coevo al quadro che reca lo stesso stemma Cocuzza, con la divisa centrata d'oro nel capo. Il blasone originale dei Cocuzza, secondo i vari nobiliari, è " d'azzurro, alla pianta di zucca sradicata fruttifera di tre pezzi d'oro ".

Da questi esempi abbiamo visto come in S. Lucia del Mela alcune famiglie nobili conservarono il proprio stemma (per esempio De Gregorio, Compagna), altre lo brisarono (Cocuzza, Crisafi), altre ne adottarono uno completamente nuovo (Rajneri).
Spero di non avere annoiato troppo con i miei ragionamenti.
Cordialmente,
Rosario
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Messaggioda T.G.Cravarezza » lunedì 16 febbraio 2004, 9:41

Gentili Signori,
ecco le immagini in questione:

Stemma inquartato Basile, De Gregorio, Crisafi, Cocuzza. 1760 circa.

Immagine

Stemma Basile 1760 circa.

Immagine

Stemma partito Basile-Scoppa. 1760 circa.

Immagine

Stemma partito Basile-Scoppa. 1800 circa.

Immagine

Stemma partito Basile-Compagna. 1800 circa.

Immagine
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 16 febbraio 2004, 17:02

Caro Rosario,
i numerosi ed interessantissimi esempi portatici nel forum mi confermano nella convinzione che il filetto in sbarra diminuito e centrato del suo stemma non sia affatto una brisura, bensì una vera e propria pezza volontariamente adottata come figura dell'arma.

É vero, come lei sottolinea, che in Sicilia si preferiva dare ai rami ultrogeniti delle famiglie uno stemma nuovo, o parzialmente modificato, rispetto a quello "di base", piuttosto che ricorrere al sistema delle brisure.

Giusto oggi stavo studiando l'arma dei Lanza, che per il ramo cadetto dei Lanza Trabia usavano un lambello d'azzurro come brisura del loro leone, il quale lambello diventava di rosso per i secondogeniti di tale ramo: questa sì che è una brisura! La sua, a mio parere, invece è una pezza.

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Messaggioda Messanensis » mercoledì 18 febbraio 2004, 10:20

Caro Frà Eusanio,
ma uno stemma parzialmente modificato (in cui è ancora possibile identificare lo stemma originale) non è uno stemma brisato? Modificare uno stemma in maniera tale da non impedire il riconoscimento dello stemma "di base" non significa applicare una o più brisure, se ad adoperarlo è un membro della stessa famiglia?
E poi c'è da considerare il fatto che su lapidi e palazzi i miei antenati facevano uso dello stemma originale. Che senso avrebbe avuto allora far raffigurare sui ritratti uno stemma diverso?
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 19 febbraio 2004, 18:46

Messanensis ha scritto:Caro Frà Eusanio, ma uno stemma parzialmente modificato (in cui è ancora possibile identificare lo stemma originale) non è uno stemma brisato?

Mica sempre... dipende se si vuole avere l'intenzione di brisarlo!

Modificare uno stemma in maniera tale da non impedire il riconoscimento dello stemma "di base" non significa applicare una o più brisure, se ad adoperarlo è un membro della stessa famiglia?

Diciamo meglio che mettere una brisura ad uno stemma significa modificarlo quel tanto che basta per dare risalto personale a chi la usa, pur lasciando ben capire da che ceppo egli proviene.
Questa è l'intenzione di cui parlavamo: e ciò prescinde da come la brisura viene araldicamente eseguita.


E poi c'è da considerare il fatto che su lapidi e palazzi i miei antenati facevano uso dello stemma originale.

Quale? É uno di quelli che vediamo qui sopra?

Che senso avrebbe avuto allora far raffigurare sui ritratti uno stemma diverso?


Penso che mi manca quest'originale per poterla capire appieno. Ma di certo il discorso sulle brisure non esce dai binari di cui sopra.

Binari che portano ad un'altra conseguenza: non è detto che due stemmi simili sia l'uno la brisura dell'altro, se la similitudine dipende da fattori che nulla hanno a che fare con la predetta volontaria intenzione...

Le faccio un esempio banale: il Comune fittizio di Roccacannuccia, su cui signoreggiarono i Pincopallino, sceglie di adottarne lo stemma ma lo priva di un elemento secondario. Questo avviene non certo per brisura (i titolari sono ben diversi e slegati fra loro), ma per pigrizia mentale, o per imitazione formale, o per devoto omaggio storico, o perché così il Comune userà uno stemma molto simile a quello che già si vede scolpito o dipinto per mezzo paese... :wink:

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Messaggioda Messanensis » venerdì 20 febbraio 2004, 9:06

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:Binari che portano ad un'altra conseguenza: non è detto che due stemmi simili sia l'uno la brisura dell'altro, se la similitudine dipende da fattori che nulla hanno a che fare con la predetta volontaria intenzione...

Le faccio un esempio banale: il Comune fittizio di Roccacannuccia, su cui signoreggiarono i Pincopallino, sceglie di adottarne lo stemma ma lo priva di un elemento secondario. Questo avviene non certo per brisura (i titolari sono ben diversi e slegati fra loro), ma per pigrizia mentale, o per imitazione formale, o per devoto omaggio storico, o perché così il Comune userà uno stemma molto simile a quello che già si vede scolpito o dipinto per mezzo paese... :wink:


Su questo non ci sono dubbi! Io non parlavo di due stemmi simili in generale, ma di due stemmi simili all'interno della stessa famiglia!

Inserisco due immagini dello stemma "originale", che erano già state oggetto di altra discussione (non so se adesso ricorda):

Immagine

Immagine

C'è da sottolineare come sul ritratto di un personaggio appartenente ad un altro ramo della mia famiglia si trova dipinto lo stemma che vedete sopra, ma con il canton franco di rosso (che copre la cometa). Secondo me si tratta di una brisura, così come nel caso degli stemmi dei miei antenati. A mio parere in entrambi i casi si applicano bene le sue parole e cioè: mettere una brisura ad uno stemma significa modificarlo quel tanto che basta per dare risalto personale a chi la usa, pur lasciando ben capire da che ceppo egli proviene .
Qual è la sua opinione?
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » venerdì 20 febbraio 2004, 16:55

:P Adesso sì! Adesso ci sono arrivato... :oops:

Ha ragione, caro Rosario, avevo già visto i due esemplari che con squisita cortesia ha voluto riproporci, e adesso vedo con chiarezza che la sua ipotesi è tutt'altro che improbabile. Sì, potrebbe ben darsi che, per non appesantire uno stemma già ricco di figure, si sia pensato di brisarlo con leggere variazioni cromatiche in alcuni suoi punti: un quarto franco di rosso, una sbarra diminuita, centrata ed abbassata di rosso (cioè la sua)...

Fra l'altro, avendo usato per entrambe il rosso su campo azzurro si è fatto un indiretto e colto riferimento all'uso francese: i gigli d'oro in campo azzurro dei re di Francia ricevettero le prime brisure proprio di rosso, e chissà se la cosa è nata involontariamente, o meno: sarebbe intrigante allargare un'eventuale indagine genealogica a questi risvolti araldici!

Mi scuso ancora per la caparbia insistenza con cui mi sono ripetuto ma, in buona fede, mi ero completamente dimenticato dei due stemmi di cui sopra. Ricordo però benissimo che già da tempo parlo della mia senescenza, e ora farei meglio a preoccuparmene... :cry:

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Messaggioda Messanensis » lunedì 23 febbraio 2004, 13:02

Caro Frà Eusanio,
non si preoccupi, può capitare a chiunque di non ricordare qualcosa! La sua senescenza, stia tranquillo, è ancora lontana!
Interessante il riferimento all'uso francese: non ci avevo pensato!
La ringrazio infine per la solita cortese disponibilità.
Rosario Basile

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