Vi posso fare una domanda?

Per discutere, di tutto un po' sulle nostre materie / Discussions of a general nature on our topics

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preciso e concludo

Messaggioda antonio_conti » mercoledì 26 febbraio 2003, 2:03

Gentile MCV,
il mio accenno ad un Suo precedente intervento mi serviva per spiegare il perché e il come del mio interesse per l’Araldica.
Che l’umanità sia sostanzialmente e pesantemente divisa lo dimostrano molte cose, il fatto che io sia in sovrappeso mentre a poche ore d’aereo qualcuno muore di fame, per esempio, e non sarò io a negarlo.
Col mio discorso un po’ caotico volevo significare che il mio interesse per l’Araldica coinvolgeva il fenomeno nobiliare come fenomeno storico (che poi ciascuno custodirà e valorizzarà come crede, se lo riguarda parsonalmente) non negandolo, ma considerandolo superato per come è stato prima e dopo la Rivoluzione Francese.
Certo uno stemma serve a individuare, quindi a specificare, a distinguere, ma come Lei stesso ricorda non è questione semplicemente nobiliare come molti credono.
Mi capita sovente di veder confuso il mio interesse per l’Araldica con una adesione a principi ed a concetti che invece non condividerei qualora venissero attualizzati. Per capirci, la Goliardia è ricolma di Duchi, Dogi, Principi, Marchesi, Conti, Baroni ecc. (l’uso del maiuscolo non è casuale) ed io stesso sono stato Duca di Urbino (detto in modo improprio) con poteri pressochè di vita e di morte sui Goliardi di quell’Università, ma si tratta di una sorta di grande gioco di ruolo (pur con tradizione centenaria) che costituisce un po’ la parodia del potere. Per intenderci, sono stato a capo di un Ordine (serissimo nel suo essere ORDINE Goliardico) ma aborro gli Ordini professionali e tutto quanto tenti o voglia ingessare la società. Così come tenderei, da ‘cittadino elettore’ a ricordare al ‘parlamentare’ che è tale per mio mandato (pur senza vincolo di mandato…) e non per altri motivi.
Diciamo che l’Araldica mi intriga, quella gentilizia, ma anche quella civica, quella ecclesiastica, quella militare e, appunto, anche quella corporativa (cui si riconnette, in senso lato, quella Goliardica) e tanto mi interessa che, per quanto mi è possibile la studio e la creo.
Mi interessano molto meno i discorsi sul valore intrinseco (ed extra storico) di una classe sociale “nobile” o “proletaria” che sia. Così, per concludere avrà notato che l’accenno ai miei ascendenti è solo a loro merito e non a mio vanto anche se ne sono orgoglioso.
La ringrazio per la gentilezza e per aver compreso lo spirito dialettico dei miei interventi e mi scuso per aver occupato altro spazio in questa parte del Formu non dedicata a discutere di questi concetti.

Un cordiale saluto a Lei ed agli altri partecipanti. :D

Antonio Conti
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Messaggioda pierfe » mercoledì 26 febbraio 2003, 2:06

A Conti scrive: …tra il Conca e il Foglia…) di passare la mia infanzia e la prima adolescenza a Ivrea (TO). Ivrea è sede di un celeberrimo Carnevale: lo Storico Carnevale di Ivrea, purtroppo noto soprattutto per la battaglia delle arance, ma che è costiuito da una serie di appuntamenti singolarissimi basati su un simbolismo e un rituale che (pur in evoluzione) sono pressoché costanti da oltre due secoli. Dunque riti e simboli (anche araldici) sono diventati, con lo Storico Carnevale di Ivrea, una mia passione direi epidermica.

PF degli Uberti scrive: Bravo è proprio così... avendo parenti ad Ivrea (una cugina di mio padre ricoprì il prestigioso ruolo di Mondina del carnevale negli anni 50) conosco bene il carnevale e la sua simbologia... E questa simbologia merita una studio che mai è stato fatto.

Antonio Conti scrive: Ciò detto, la mia famiglia paterna non ha alcuna origine nobile e credo proprio derivi da quella scimmia che nella notte dei tempi scese da un albero e cominciò a camminare eretta e ad usare il pollice… Questa mia famiglia di umili origini ha avuto modo, in poche generazioni, di fornire alla cultura (in senso ampio) personalità di un certo spessore tutte onorate e di specchiata onestà.

PF degli Uberti scrive: La cultura e l'onestà sono virtù che rendono l'uomo veramente "nobile" e parte di quella nobilà che non si disconosce e non si perde... Dovreste leggervi la Civile Conversazione splendida pubblicazione di un mio concittadino del XVI secolo Stefano Guazzo che era di una nobiltà vera ed indiscutibile... e che ha insegnato a molti inglesi compresi...

A. Conti scrive: Diversi autori lo sostengono ed io mi limito a citare nuovamente l’Arcivescovo Heim. L’Araldica non è patrimonio della nobiltà, pensarlo significa condannarla ad essere la “scienza vana, assurda, turiferaia” come lamentava Pietro Guelfi Camaiani nel suo celebre “Dizionario Araldico”. Su questo fronte il discorso sarebbe lungo, e quindi proseguo nel racconto da dove l’avevo interrotto.

PF degli Uberti scrive: L'araldica è nata per distinguere le persone durante i combattimenti, ma è stata usata subito da tutte le classi sociali. Mons. Heim a ragione!

A. Conti scrive: Iscrittomi all’Università di Urbino, proprio sull’onda di quanto visto nello Storico Carnevale di Ivrea, decisi di rifondare l’Ordine Goliardico di quella Università (il Maximus Ordo Torricinorum), Ordine che languiva in sonno sostanzialmente dai primi anni ’70.
Condividendo una frase del mitico Magnifico Rettore Carlo Bo: “Non si costruisce nulla senza la memoria, senza una base d’esperienza”, mi appassionai per la storia del ducato di Urbino non limitamdomi al periodo più celebrato di Federico da Montefeltro. Da qui un rinnovato interesse per l’araldica: quella dei Montefeltro e dei Della Rovere (quante imprecisioni si leggono sull’argomento!), ma anche per l’Araldica Goliardica.
La Goliardia è un fenomeno interessante. Un gioco, per certi versi, ma assolutamente serio, che vede (con una tradizione antica e una storia generale che risale al sorgere delle Università), una serie di Ordini costituiti come Stati. Ognuno con una gerarchia proria, propri dicasteri, propire onorificenze… anche in questo caso riti e simboli.
Dunque la Goliardia, un fenomeno che si lega con l’Araldica (ma anche con la Cavalleria) non solo per l’Araldica degli Ordini in quanto tali, ma anche per quella dei singoli Goliardi. Un’Araldica sovente di fantasia, a volte rigorosa, alle volte no.

PF degli Uberti scrive: Bravo è proprio così, come sai a Dublino al Congresso Internazionale di Genealogia ed Araldica era proprio sull'araldica degli Ordini Goliardici italiani e ti posso garantire che la sala d'onore (la più grande messa a disposizione dal Capo Araldo d'Irlanda) era strapiena e tutti sono voluti venire a sentire la mia relazione... e moltissimi si sono divertiti un sacco.
Qui rispondo all'e-mail che mi hai scritto. Purtroppo sino a che il Congresso non pubblica gli atti non posso fornirti la mia relazione perchè sarebbe scorretto nei confronti del Chief Herald. Ma desidero parlare con te di questi argomenti a lungo e per questo dobbiamo sentirti per telefono.
Mandami per e-mail il tuo numero di telefono dove posso trovarti domani cosi ci scambiamo idee su questo argomento.
In confidenza ai miei tempi la scintilla della goliardia era nascosta sotto la cenere e mi sono perso una bellissima esperienza che ti auguro di goderti in pieno... tuttavia fra gli onori che ho avuto in tutti questi anni uno di quelli che ho apprezzato di più è quello di essere stato nominato TUNO DE HONOR de la TUNA del Colegio Mayor Marqués de la Ensenada di Madrid (Il Collegio degli Hidalgos di Spagna) - fra l'altro onore che divido solo con S.E. Don Vicente de Cadenas y Vicent Cronista Rey de Armas del Regno di Spagna.
Per questo di dico che fai bene a riportare agli onori di un tempo l'Ordine Goliardico della tua Università.
Sai ho in progetto di censiere tutti gli Ordini Goliardici italiani e gli equipollenti nel mondo, lavoro che potremmo fare insieme e con l'aiuto di altri seri (si fa per dire) goliardi...

A. Conti scrive: A parte l’incontro genealogia-araldica nelle vicende dei miei avi, ripeto, l’interesse è la curiosità, che mi spingerà a ricercare (quando avrò il tempo e maggiori competenze) i miei avi sconosciuti.

PF degli Uberti scrive: Tutti gli avi meritano di essere onorati indipendentemente da cosa erano nella vita. Onorare gli avi è onorare i propri genitori ai quali dobbiamo la nostra vita. Considero uno dei più gravi crimini l'alterazione genealogica che è uno dei più gravi peccati che va contro il IV Comandamento.

A. Contri scrive: Piuttosto mi domando, esistono correnti di pensiero (diciamo così, schieramenti araldicamente intesi) nel mondo dell’Araldica?

PF degli Uberti scrive: Si c'è qualche corrente... e qualcuna anche in contrasto...
Io ad esempio sono considerato un rivoluzionario... eppure sono vicinissimo al pensiero degli araldici del mondo (Canada, SudAfrica, Spagna)... io penso che l'araldica per continuare a vivere deve adattarsi al "paesaggio " che la circonda :D :D :D
I parrucconi fanno male all'araldica perchè la uccidono giorno dopo giorno.
L'araldica è un linguaggio e la lingua si evolve sempre...
Come vedi abbiamo molti in comune e questo mi piace
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La storia minore si deve sempre raccontare.

Messaggioda Principe Gallo » domenica 19 novembre 2006, 14:10

Spett.le Pierfe,

Per quanto concerne la sua domanda di apertura a questa discussione, penso che sia una cosa innata dell'essere umano porsi domande e darsi un perchè. Detto questo, tutti quelli che nutrono un profondo sentimento d'amore per la storia vogliono prima di tutto capire il loro passato per capire la storia ad esso correlato. I grandi eventi storici non mi dicono nulla, sono già scritti nei libri, ma la storia minore che hanno effettivamente vissuto e fatto i singoli (dal plebeo al nobile) mi interessano nei loro aspetti più nascosti. Il problema principale di chi non ama la storia è quello di fermarsi alla sostanza e alle apparenze; nulla di più sbagliato !! Per fare un esempio un Re non Re perchè tutti devono riconoscere il suo diritto a regnare, un Re è tale perchè analizzando la storia del suo casato (tramite documenti sicuri) si scoprirà che era un "infame"(democraticamente parlando). Nel senso, che nei giochi di forza del potere antico, Lui è sorto al rango del Re perchè ha saputo nell'evoluzione della sua famiglia approfittare degli svantaggi e delle debolezze delle famiglie altrui. In altre parole, bisogna sempre ragionare con i valori delle epoche passate, non con i valori della epoche presenti.
La cosa che più mi dispiace osservare, facendo ricerche presso gli archivi di stato è vedere una mole cosi grande di dati storici, che inevitabilmente resterà sepolta fino a quando qualcuno non deciderà di svelare l'oscurità del tempo passato. Stiamo vivendo l'epoca di una "moderna archeologia", non più basata sui fossili, ma bensì sui libri.

Saluti, NHAB
Principe Gallo
 

Re: Vi posso fare una domanda?

Messaggioda Mic » domenica 19 novembre 2006, 15:09

pierfe ha scritto::?: come sapete mi occupo da oltre 25 anni di questi studi (ho 47 anni) e sarei molto interessato a conoscere il motivo per cui avete la passione per queste materie, e soprattutto quale è stato l'approccio e l'impressione che avete riportato con le persone che avete trovato sulla vostra strada e che dicono di essere esperte di queste scienze...
Mi fate sapere?
Pier Felice degli Uberti

PS :D vi prego di non diffamare nessuno!!!


Gent.le Dottore

per quanto mi riguarda in famiglia abbiamo vissuto con "educato distacco" la vicenda nobiliare del clan.
La "nobile" di famiglia era mia nonna paterna la quale era la prima a non dar peso al suo altisonante blasone.
Però la prassi ha voluto che inter nos se ne sia discusso e approfondito.
Con mio padre, mia zia, i miei cugini, mia madre abbiamo sempre discusso e ricordato magna pars delle storia della famiglia di mia nonna senza mai ostentare all'esterno della stessa.
La passione, se cosi la si può chiamare, s'è ravvivata allorchè dovetti mettere mano alla mia tesi di laurea.
(Sono laureato in Giurisprudenza con una laurea in Storia del Diritto Italiano.)
In quell'occasione ho abbinato le ricerche per la tesi alle ricerche sulla famiglia, agevolato dal fatto che consultavo gli stessi testi, dallo Spreti al Nobiliario di Sicilia, al Libro d'Oro a documenti notarili et cetera......
Tutto qui.


Cordialmente
Michele
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Messaggioda Reginella » domenica 19 novembre 2006, 18:01

Che bel quesito, questa si che è maieutica :D !
Perchè sono qui in un sito di araldica e genealogia? perchè mi sono sempre piaciute le "storie", sin da piccolissima, e crescendo ho amato sempre di più la storia.
Ho poi avuto la fortuna di essere stata "nutrita" da mio padre e dai miei nonni di storie riguardanti la nostra famiglia, tutti avevano e hanno il piacere di ricordare, raccontare avvenimenti piacevoli o terribili, l'orgoglio per le belle cose fatte dai nostri familiari, grandi o piccole che fossero.
Questa "storiografia familiare" aveva per me tre punti focali di interesse, principalmente:
-trattava di miei congiunti, di persone che potevo identificare e riconoscere nei visi dei miei (e nel mio :D ) tramite somiglianze di caratteri o di lineamenti, quindi sentivo tutti molto vicini nonostante fossero in realtà anche molto lontani nel tempo;
-parlavano di cose che mi piacevano: di cavalli, di terre, di case enormi e bellissime e piene di cose meravigliose, di zie sentimentali, di ombrellini e di ricami, di viali di alberi e di giardini, o di avventure di ragazzi un po' scapestrati ma allegri e coraggiosi....e anche cose meno piacevoli, come dissesti finanziari o sfortunati matrimoni di qualche cugina.
Comunque fossero mi interessavano, li sentivo davvero miei e avevo la netta impressione (anche a quattro anni :D ) di scoprire dei pezzi di me stessa ogni volta che mi raccontavano qualcosa riguardante la nostra famiglia e di questo ricordo anche il perchè - mi chiamo Maria come tutte le figlie primogenite di casa e questo mi faceva sentire fortemente parte di una catena non interrotta, una piccola parte di qualcosa che continuava da tanto tempo, una piccola parte che come le altre sarebbe cresciuta e avrebbe continuato ad aggiungere anelli;
-ho avuto la grande fortuna di crescere in una famiglia di persone dotate in modo notevole per la narrazione: mio padre, mio nonno, più di tutti mia nonna e le sue sorelle e il fratello (sette magnifiche signore e un bel signore, tra l'altro sono oggetto di studio da parte dei geriatri dell'Università di Bologna perchè hanno tutti passato i novanta anni in ottima salute
:wink: ), hanno tutti questo dono impagabile di riuscire a trasmettere ed insegnare, di farti sentire felice di ascoltare e alla fine ti ritrovi ad aver imparato qualcosa senza fatica.
Ed era così anche mio bisnonno (papà della nonna paterna), che scriveva racconti e "zirudelì" come le chiamiamo qui belli, interessanti e piacevoli anche dopo cent'anni buoni.
Ed ecco spiegata la passione per la genealogia, per la storia delle famiglie che poi crescendo si è allargata ed è diventata amore per la storia in generale.
L'araldica è una cosa aggiunta, una conseguenza direi:
mi ritrovo moltissimo in quello che ha già detto qualcun altro di più famoso prima di me, cioè che l'araldica è una utilissima scienza ausiliaria della storia.
La mia non è una famiglia titolata, non ho da sfoggiare corone di nessun genere (abbiamo solo uno stemma di cittadinanza, ma almeno è vecchiotto!) e non ho mai sentito parlare mio nonno di "cosa" erano lui e i suoi, o i suoi nonni (che erano proprietari terrieri, semplicemente ma da sempre):
questo l'ho imparato un po' alla volta crescendo, da persone al di fuori della mia famiglia ma che si incontravano quando andavo coi nonni o con mio padre o da sola in giro per il "nostro" paese;per tutti, anche dopo cinquant'anni che non avevamo più casa e terra lì mio nonno era sempre "il signore", e la mia la famiglia "d'i sgnor".
Come appellativo non è granchè, mi rendo conto, al confronto di conte o duca o marchese...ma io l'ho sempre sentito usare con un tono, con un rispetto e con una serietà che mi fa sentire molto, molto orgogliosa di loro, e del nostro nome.
Ecco, non sono orgogliosa di cosa fossero o di cosa avessero: sono orgogliosa del bel ricordo che hanno lasciato in chi li ha conosciuti,
quindi di come fossero e del rispetto che ho sentito nelle parole di chi aveva avuto a che fare con loro.
Perdonate la prolissità ed anche la prosopopea, ma è quel che sento.
MCM

"Non ristare!"
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Messaggioda Morello » lunedì 20 novembre 2006, 14:49

Gent.mi Amici Forumisti,
dopo aver letto quanto ha scritto Reginella non c'è molto da aggiungere. Io non appartengo ad una famiglia nobile, ma ad una famiglia del popolo, neppure borghese, ma credo cmq che ogni famiglia abbia diritto al proprio albero genealogico, ricostruito attraverso la documentazione e non inventato, io ad esempio sono arrivato fino alla seconda metà del 1600 per il momento. Lo stesso dicasi per lo stemma, che non vuol dire sinonimo di nobiltà, la nobiltà veniva simboleggiata, se non erro, dalla corona, e oltre la metà degli stemmi europei appartengono a famiglie non nobili. Molte famiglie popolane (si pensi ai bottegai, mercanti, lanai ed anche banchieri toscani del XIII-XIV sec.) avevano già lo stemma quando poi sono state nobilitate. Lo stemma per me deve rappresentare la storia del proprio cognome e/o della famiglia, delle sue tradizioni, della sua provenienza. Certo, oggi, porre un'elmo sopra allo scudo inventato, ma non rubato, è anacronistico, meglio senza, magari con un bel motto che ricordi qualche parente scomparso, i suoi ideali, i suoi progetti, i risultati raggiunti, ma soprattutto i suoi i nostri valori. Io sin da bambino sono stato un appassionato di storia e di genealogia (ricopiavo dalle enciplopedie gli alberi genealogici delle case regnanti e principesche), mi facevo raccontare dai parenti più anziani i ricordi e le storie di famiglia, le tradizioni, anche le leggende (sì, la mia famiglia ne ha una), ricostruivo l'albero genealogico attraverso i loro ricordi (ero arrivato al mio trisavolo Felice) In seguito ho cercato di applicare questa mia passione fanciullesca, sempre con correttezza, documentandomi, leggendo, e soprattutto senza rubare genealogie, cognomi, stemmi e storie agli altri, alla ricerca sulla storia della mia famiglia, senza rinnegare le origini, anzi ne sono orgoglioso. Grazie mille.
Serafini
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Messaggioda Federico B. G. » lunedì 20 novembre 2006, 17:18

Dopo aver letto con crescente interesse e piacere gli interventi di chi mi ha preceduto, vi racconto molto semplicemente come mi sono avvicinato a queste materie, interessanti, coinvolgenti e certamente molto utili per poter ricostruire perte della "micro" storia, come qualcuno l'ha chiamata, della nostra nazione, della nostra regione o riducendo ancora di più la scala di una famiglia, di un palazzo o di una villa (esempio che calza a pennello essendo io uno studente, friulano di 23 anni, di architettura...che sta facendo la tesi su un castello.... 8) )

Circa quattro anni fa è mancato mio nonno materno a cui ero e sono molto legato, egli era una persona colta, con moltissimi interessi e a cui piaceva raccontare e far "rivivere" la storia della famiglia, le leggende ( :) come ho scoperto molte altre famiglie ne possiedono...), le sue peripezie della seconda guerra mondiale e molto altro ancora..... Mi ricordo le lunghe passeggiate assieme, nelle quali, io gli chiedevo di raccontarmi quella cosa, o di parlarmi della storia di quella villa, di cosa era successo in quel luogo... eccetera.

Arrivando al dunque, circa due anni fa, è già passato così tanto tempo, decisi di andare in Prefettura per far aggiungere al mio anche il cognome della famiglia di mio nonno, principalmente per un fatto di estremo affetto nei suoi confronti e poi perchè, anche se lui aveva dei fratelli, loro hanno avuto tutti figlie femmine con le quali il cognome non avrebbe potuto continuare ad esistere nel tempo, si sarebbe così persa la "memoria" tangibile di mio nonno e della sua famiglia per le generazioni future.....

Riprendendo il "filo" del discorso, in Prefettura per la richiesta fra le varie carte e documenti da presentare dovevo anche allegare un albero genealogico delle persone "in vita" al fine di stabilire i legami di parentela per poter fare la richiesta di aggiunta del cognome...questa fu la scintilla che fece nascere in me questa passione per la genealogia, che mi spinse a conoscere moltissime persone interessanti, a toccare con mano documenti antichi, ad iscrivermi in questo interessante, amichevole e "disponibile" forum :D , a spostarmi ed a visitare belle città e paesi, ed a ...... massima soddisfazione....dare conferma ad una delle "leggende", o forse è meglio dire alla "memoria genetica" tramandata dalla famiglia di mio nonno e cioè quella della provenienza Austriaca della sua famiglia.

Questo è a grandi linee il motivo che mi ha fatto avvicinare a queste materie e mi ha fatto studiare, conoscere, aprezzare e voler sempre più comprendere la storia della mia regione e delle sue città.

L'araldica, come scienza collegata alla genealogia, ma anche alla storia, all'architettura e ad altre molteplici materie, ha cominciato ad incuriosirmi prima per gli interessi-esami universitari (come esami di restauro, nei quali dovevo studiare un palazzo, castello, villa che aveva affrescati o scolpiti numerosi stemmi), poi l'interesse è cresciuto allor quando avvicinandomi alla genealogia e ricostruendo l'albero genealogico della famiglia di mia madre ho cominciato a ritrovare ed a conoscere le famiglie legate alla sua, famiglie che possedevano uno stemma e che quindi per essere "meglio conosciute", da me, dovevano essere studiate anche sotto l'aspetto araldico.

Contraddicendomi rispetto agli iniziali propositi di semplicità-brevità, spero di non aver annoiato-innondato di parole gli amici del forum. :D

Cordialmente
“Perseverantia ad metam”
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Messaggioda Gian » lunedì 20 novembre 2006, 18:53

anche io ritengo che molto se non tutto sia già stato detto...anche io come molti di voi mi sono avvicinato alla genealogia e all'araldica da bambino ascoltando i discorsi dei "grandi"
la passione è poi aumentata quando da "grande" mi è stato concesso di guardare e leggere anche io le antiche carte della famiglia, conservate con gelosia e rispetto...
un sentito grazie a tutti gli esperti di questo forum!
Gian
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"hana wa sakuragi, hito wa bushi"
Gian
 
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Messaggioda Carfi » martedì 21 novembre 2006, 23:10

Sir Francis,
grazie per le lezioni di vita e di stile che vostra grazia ha voluto donarci.
Per essere stata Vostra Signoria un pirata (si può dire?), è una gran bella cosa.
Mi domando: se questi sani (senza ironia o sfottò) principii ci vengono da un pirata, seppur nobilitato, se non sia più logico che persone cossiddette "perbene" siano ancor più rispettose del prossimo, senza atteggiarsi a giudici supremi delle attività altrui?
Un mio amico, dr. prof. Luciano Baietti, nel luglio o agosto 2004, aveva ben 11 Lauree (foto sul Corriere della Sera in prima pagina). Tutte Lauree rilasciate dall'Università la Sapienza di Roma, alla quale continua a essere iscritto per ottenerne altre. Quindi potrebbe ben atteggiarsi a Mostro Sacro della Cultura, del Diritto, delle Scienze Psicologiche, delle Lettere, ecc.,ecc.,ecc..
Preferisce continuare ad insegnare Educazione Fisica in un Liceo dei Castelli Romani, senza montarsi la testa.

A Roma diciamo: "damose 'na calmata".

Sir Francis, quante navi ha saccheggiato questa estate? Ce lo confidi.

Cordialmente

Giuseppe Carfì di Serra Rovetto Boscopiano
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Messaggioda sir Francis Drake » mercoledì 22 novembre 2006, 1:10

carfi ha scritto:Sir Francis,
grazie per le lezioni di vita e di stile che vostra grazia ha voluto donarci.
Per essere stata Vostra Signoria un pirata (si può dire?), è una gran bella cosa.


Gentile Giuseppe, :P

un semplice Corsaro di Sua Maestà (peraltro fuori corso alla Facoltà di Arrembaggio & Saccheggio :D ) non può certo ambire a dar lezione alcuna, nè di stile, nè tantomeno di vita vissuta a gentiluomini più navigati. :oops:


Oh, certo che si può dire la parola "pirata"... siamo gente rispettabile sa? 8) Mica Vi fo saltare i boccaporti per così poco, non temete! :)

Svolgiamo un servizio di pubblica utilità per conto dello Stato. :roll: Ci occupiamo con alacrità di... conti pubblici e, badate bene, come li sistemiamo noi non li aggiusta proprio nessuno! :mrgreen:


Sto pensando di proporre i miei servigi anche qui in Terra Italica. Ma si vedrà... non mettiamo troppa corda al collo dell'impiccato. :roll:

Carfì ha scritto:Mi domando: se questi sani (senza ironia o sfottò) principii ci vengono da un pirata, seppur nobilitato, se non sia più logico che persone cossiddette "perbene" siano ancor più rispettose del prossimo, senza atteggiarsi a giudici supremi delle attività altrui?


Naturalmente la mia risposta è la Vostra, state certo. :wink:

Un mio amico, dr. prof. Luciano Baietti, nel luglio o agosto 2004, aveva ben 11 Lauree (foto sul Corriere della Sera in prima pagina). Tutte Lauree rilasciate dall'Università la Sapienza di Roma, alla quale continua a essere iscritto per ottenerne altre. Quindi potrebbe ben atteggiarsi a Mostro Sacro della Cultura, del Diritto, delle Scienze Psicologiche, delle Lettere, ecc.,ecc.,ecc..
Preferisce continuare ad insegnare Educazione Fisica in un Liceo dei Castelli Romani, senza montarsi la testa.


Il Vostro amico conferma un assioma: le grandi menti albergano spesso in un animo schietto e semplice. :D

A Roma diciamo: "damose 'na calmata".


Grazioso... noi a Londra si dice più semplicemente: "a few of understatement, please". 8) A Plymouth, dove abito, si va per le spicce ed è meglio sorvolare. :roll:

Sir Francis, quante navi ha saccheggiato questa estate? Ce lo confidi.


Vi dirò... :roll: a stento qualche trabaccolo con sopra poca gente... che s'è buttata subito a mare alla prima cannonata! :roll:

Molto maleducato da parte loro, in fede mia. :?

Vi riverisco

sFD
"Un gentiluomo di campagna inglese che galoppa dietro a una volpe: l'ineffabile nel pieno perseguimento dell'immangiabile."

(Oscar Wilde)

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Messaggioda renatocampofreda » venerdì 19 gennaio 2007, 20:41

Per rispondere alla domanda del Dott.Degli Uberti.Nel mio caso la curiositè si è fatta strada,in seguito ai racconti che ascoltavo da bambino,in famiglia,dalla mia nonna paterna e dalle prozie ,che pue essendo suore,quando venivano a trovarci,ci trattenevano con i loro ricordi,e con aneddoti che avevano ascoltato quando erano bambine.Poi capitò che con i miei fratelli ,trovammo un libro,nel quale si narravano le vite di alcuni briganti ,tra questi i Vardarelli,che agivano in Capitanata Molise,e circondari.Mio padre ci impedì di leggerlo,e noi fratelli rimanemmo con la curiosità di leggere" l'illeggibile".In effetti si parlava di un nostro antenato,il nonno del bisnonno,Tenente dei Reggimenti provinciali,che nel 1818 era stato l'artefice della distruzione della banda brigantesca,cosa per la quale ebbe dal Re una medaglia d'argento e molte lodi .In seguito ho voluto dare corpo ai racconti, per verificarne la veridicità,ed ho cominciato a studiare i documenti di famiglia,trovando riscontri a quanto ci era stato raccontato come una favola per intrattenerci.In seguito ho scoperto che anche nella mia come in tante altre c'è stata qualche pecora nera,ma anche questo fa parte della storia di famiglia e non va disconosciuta solo perchè non ha seguito il sentiero diritto.Distinti saluti.Renato Campofreda.
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Re: Vi posso fare una domanda?

Messaggioda pierfe » venerdì 19 gennaio 2007, 22:51

Wow!!!
Evviva Lei ha scritto quanto io volevo sentire, tutti hanno 2 genitori, 4 nonni, 8 bisnonni, 16 trisnonni, la maggioranza delle persone hanno fra i propri antenati persone normali (oggi come ieri c'è un solo Bill Gates, un solo Silvio Berlusconi, un solo Bin Laden ecc...), è meraviglioso leggere sotto polverosi libri abbandonati le vicende (piccoli fatti) della nostra storia di ogni giorno, vedere i momenti di gioia (le nascite, i patti dotali), i dolori (le morti, le confische, le perdite per inondazioni), una vita non poi tanto diversa da quella nostra...
Non dimenticherò mai il mio viaggio di nozze con Maria Loredana alla ricerca dei suoi avi paterni: Cannes, Caravaggio, Covo, Osio di Sopra, e di quelli della sua nonna paterna: Firenze, Castelfiorentino, Certaldo... o il momento in cui leggendo il testamento di Mastro Davitte (uno degli inventori del giardino di Boboli) vedo che era genero del Tribolo e la mia richiesta a Lory: "Chi è il Tribolo?"... Poche volte ho visto nei suoi occhi una gioia così profonda: "Ma non sai chi è? Ne parla il Vasari nelle sue vite...", immaginate per uno storico dell'arte come è Lory di avere scoperto di avere i geni dello scultore della Santa Casa di Loreto... Ma non solo, di avere fra i padrini di battesimo dei propri antenati anche Benvenuto Cellini.
Questa per me è la vera ricerca genealogica, la ricostruzione della propria storia di famiglia, un momento magico che porteremo sempre con noi per tutta la vita.
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Messaggioda Cottoneum » venerdì 19 gennaio 2007, 23:30

Aggiungo anch'io il mio contributo, avendo finora mancato agli insegnamenti salesiani (sempre che i miei interventi possano giovare al bene comune).

Da bambino, mi trovavo nel salone della casa di campagna di mio nonno, al cospetto di ritratti alquanto bizzarri. Uno vestito da donna, uno ritratto nudo, altri vestiti in maniera inusuale. Chiesi a mio nonno chi fossero quei tipi strambi. Mi rispose, in maniera piuttosto sommaria, che erano antenati, quello vestito da donna (un precedente Giovanni Cairo) e quello in toga erano padre e figlio, che avevano fatto costruire il Teatro del paese, inaugurandolo con una commedia scritta e stampata da loro, e così via...
Fu così che iniziai a provare affetto per quegli antenati, di cui oggi studio le vite e le discendenze. Antenati bizzarri, ma di cui sono fiero di portare il cognome (e in alcuni casi, anche il nome). :wink:
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