In che città si trova questo stemma?

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Messaggioda giacomodanesi » giovedì 26 ottobre 2006, 12:52

Nessun mio merito, caro Guido5. Ognuno deve farsi cireneo e portare a turno la propria croce... di conoscenze. Un caro saluto. Giacomo Danesi
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Messaggioda mcs » giovedì 26 ottobre 2006, 13:55

Grandissimo Guido :P ,

con la fantastica dritta di Giacomo, hai individuato la collocazione del cenotafio del Petrarca!

E' stata una delle tante "sorprese" trovate nella Cattedrale parmense... :2: ...davvero ricca di opere di grande interesse araldico!
Vi riporto l'intera iscrizione:

D.O.M.
FRANCISCO PETRARCHAE
PARMENSI ARCHIDIACONO
PARENTIBUS PRACLARIS GENERE PERANTIQUO
ETHICES CHRISTIANAE SCRIPTORI EXIMIO
ROMANAE LINGUAE
RESTITUTORI
ETRUSCAE PRINCIPI
AFRICAE OB CARMEN HAC IN URBE PERACTUM
REGIBUS ACCITO
S.P.Q.R.
LAUREA DONATO
TANTI VIRI
JUVENILIUM JUVENIS SENILIUM SENEX
STUDIOSISSIMUS
COMES NICOLAUS CANONICUS CICOGNARIUS
MARMOREA PROXIMA ARA EXCITATA
IBIQUE CONDITO
DIVAE IANUARIAE CRUENTO CORPORE
H.M.P.
SUFFECTUM
SED INFRA MERITUM FRANCISCI SEPULCRO
SUMMA HAC IN AEDE EFFERRI MANDANTIS
SI PARMAE OCCUMBERET
HETEPA MORTE HEU NOBIS EREPTI


Lo stemma "soggetto" di questo topic, siete proprio certi che sia di Pier Luigi Farnese?
E...dove potrei averlo fotografato :roll: ?

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Messaggioda Guido5 » giovedì 26 ottobre 2006, 15:25

Cara Cristina,
mi fai sentire piccolissimo... Per quanto riguarda l'attribuzione dello stemma a Pier Luigi Farnese, trovo un disegno identico su "Insegne e simboli", pag. 321, con la data 1537 che corrisponde alla nomina del suddetto a Gonfaloniere della Chiesa e a duca di Castro per grazia di papà Alessandro, divenuto papa il 14 ottobre 1534 con il nome di Paolo III. Quanto al luogo in cui hai scattato la foto ... l'ultima visita che ho fatto a Parma risale a quando lavoravo per il settimanale della Cisl: ho visitato quindi la Barilla, e altre aziende del settore e ricordo un pranzo luculliano.

Ciao a tutti!
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Messaggioda mcs » giovedì 26 ottobre 2006, 21:03

Caro Guido... :roll: ...
...e perchè mai ti sei rimpicciolito :shock: ?!?

La mia era una banalissima domanda :? ...che mi portava a mostrarvi un'altra immagine.
Attendiamo l'inserimento di Cravarezza.
Grazie :P .

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Messaggioda Guido5 » venerdì 27 ottobre 2006, 1:19

Una curiosità: del cenotafio di Petrarca nel Duomo di Parma non parla nemmeno la "guida rossa" del Touring Club Italiano. Vi si dice invece che da non lontano ci sono due dipinti (di Alessandro Araldi e Bernardino Gatti) che raffigurano san Bernardo degli Uberti (1060?-1133), fiorentino di nascita ma patrono principale di Parma dove è stato vescovo per trent'anni. Un "parente" del nostro "Pierfe"?

Ciao a tutti!
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Messaggioda pierfe » venerdì 27 ottobre 2006, 14:58

Guido5 ha scritto:Una curiosità: del cenotafio di Petrarca nel Duomo di Parma non parla nemmeno la "guida rossa" del Touring Club Italiano. Vi si dice invece che da non lontano ci sono due dipinti (di Alessandro Araldi e Bernardino Gatti) che raffigurano san Bernardo degli Uberti (1060?-1133), fiorentino di nascita ma patrono principale di Parma dove è stato vescovo per trent'anni. Un "parente" del nostro "Pierfe"?

Ciao a tutti!
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San Bernardo degli Uberti fu senza dubbio un grande santo e la mia famiglia almeno dal secolo XVI ne può provare la devozione.
Provare una devozione non vuol dire di avere la certezza documentale di essere di quella famiglia.
Il Giornale araldico genealogico diplomatico di Giovanni Battista di Crollalanza pubblica uno studio sui degli Uberti risultato vincitore del concorso 1895 della Regia Accademia Araldica Italiana scritto da Giuseppe Antonio Farinati degli Uberti di Verona.
A causa della morte dell'autore fu lo stesso Goffredo di Crollalanza a metterci mano e darlo alle stampe studiando la famiglia degli Uberti per 2 anni.
Nel testo si dice che gli Ubertis di Casale Monferrato (la mia famiglia) sono un ramo dei degli Uberti di Firenze, e dello stesso avviso è il prof. Renier che scrisse un fondamentale testo su Fazio degli Uberti, e cosi pure il de Rellis Orsini, e Vincenzo de Conti (autore della più importante opera sulla storia del Monferrato e di Casale Monferrato).
La mia famiglia prova l'uso dello stesso stemma dei degli Uberti di Firenze (in 3 varianti) almeno dall'inizio secolo XVI, ma i miei documenti scientifici parlano solo di un mio antenato diretto il nobile senatore Antonio de Ubertis (allora si usava il nome latino e non italiano, per esempio i Borboni usano "de Bourbon" in Francia, "de Borbon" in Spagna, "Borbonius" in latino) che nel 1484 firma la sentenza sulla nobiltà di Monferrato che prescriveva che per essere ammessi nel consiglio nobile di Casale erano necessari almeno 300 anni di more nobilium di cui erano sanabili al massimo 20 anni. Antonio faceva parte del consiglio di Casale, ma io sfortunatamente non ho mai visto la sua prova di ammissione e quindi non posso dire nulla a riguardo.
Sebbene la mia famiglia a memoria d'uomo ha creduto di essere un ramo della famiglia fiorentina (lo pubblicano vari giornali dall'800 ad oggi) e come dice Maria Loredana ci sono tanti altri indizi... (ad esempio l'uso nei documenti dell'inizio secolo XVI del soprannome "bandriatus" che secondo il latinista Pittano indica l'esiliato ovvero il messo al bando costretto a vita itinerante) sapendo bene che non si può provare - salvo rarissime eccezioni riferite a famiglie sovrane - nessuna genealogia a partire da una epoca così remota, mi limito a considerare una parentela con San Bernardo solo una piacevole tradizione, anche perchè la mia famiglia dal secolo XV metteva nome Bernardo ad almeno uno dei figli nati ed incrementava la devozione del Santo.
Sono soddisfatto tuttavia della mia famiglia monferrina che nel corso dei secoli ha saputo partecipare direttamente alla storia di quella sua terra ormai dimenticata, studiando il diritto (la prima laurea è del 1598), emergendo con scrittori per l'infanzia (il mio ricordo va a Teresah), amministrando con correttezza il potere civico (ininterrottamente dal secolo XVI al XX anche senza vergognarsi di un rivoluzionario giacobino), realizzando opere sociali (la Lega Nazionale contro la Tubercolosi e la Colonia Marina Alpina Casalese), partecipando con eroi al Risorgimento Nazionale, e vivendo con i piedi ben saldi sulla terra preferendo dedicarsi al bene dell'umanità anzichè al culto di una vuota ricerca di onori e di pompe per la propria famiglia già sicura e soddisfatta di sé stessa!
Contenti... dobbiamo essere sempre seri con se stessi se vogliamo discutere sugli altri!
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » venerdì 27 ottobre 2006, 22:26

Cari amici,
ulteriori fonti letterarie affermano che il Petrarca soggiornò a Parma dapprima da fine 1343 a fine 1344, presso l'amico Azzo da Correggio signore della città, per poi allontanarsene in occasione dei disordini che portarono gli Este a sostituire il da Correggio.

Poi il Poeta tornò in Parma nel 1348 per ricevere prima il canonicato, poi l'arcidiaconato nella locale "chiesa maggiore", ma pare che la coincidenza con la tremenda peste nera di quel periodo l'abbia indotto ad un soggiorno nuovamente breve.

A parte le pignolerie cronologiche, di cui il vecchio frate :oops: si scusa... occorre invece rivolgere un sentitissimo complimento a tutti per l'accurato ed elevato gioco di squadra di questo topic!

Ed un grazie particolare alla sempre vigile attenzione di mcs (e della sua :lol: macchina fotografica!).

Optime :D valete
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Messaggioda mcs » sabato 28 ottobre 2006, 8:28

Di nulla :oops: ...ci mancherebbe!

Grazie a tutti coloro che hanno contribuito a rendere culturalmente arricchente questa specie di indovinello :wink: !!!

Anche quando si parte "impreparati" per una semplice visita ad una città a noi "vicina", se si ha la voglia di osservare realmente ciò che si vede, si scoprono dei tesori "sconosciuti" :P ...
Certamente, avendo la fortuna di vivere in un paese come l'Italia dal passato ricco di trascorsi storici, vicende intricate e grandi maestri in ogni tipo di arte che ci hanno lasciato traccie del loro passaggio, siamo abituati ad essere circondati dalle opere d'arte al punto che nemmeno le vediamo più...
Trascorrere un'ora del nostro tempo girando con il naso per aria all'interno di una chiesa o di un museo, riempie gli occhi, la mente e il cuore :2: !
Senza contare che a Parma ci si delizia magnificamente anche il palato :mrgreen: !!!

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Messaggioda mcs » sabato 28 ottobre 2006, 9:56

pierfe ha scritto:...omissis...

Sono soddisfatto tuttavia della mia famiglia monferrina che nel corso dei secoli ha saputo partecipare direttamente alla storia di quella sua terra...
...ecc...
vivendo con i piedi ben saldi sulla terra preferendo dedicarsi al bene dell'umanità anzichè al culto di una vuota ricerca di onori e di pompe per la propria famiglia già sicura e soddisfatta di sé stessa!
Contenti... dobbiamo essere sempre seri con se stessi se vogliamo discutere sugli altri!
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GRANDISSIMOCAPO :P !

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Messaggioda giacomodanesi » sabato 28 ottobre 2006, 19:11

Cari Amici,
leggo quanto ha scritto il nostro presidente. Colgo dalle sue parole l'invito ad esser sempre seri. Ha ragione. Ma a volte, caro presidente, c'è il desiderio di lasciarsi andare. Ma sono certo che tu ci avrai già perdonato. Giacomo Danesi
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » domenica 29 ottobre 2006, 23:54

mcs ha scritto:Grazie a tutti coloro che hanno contribuito a rendere culturalmente arricchente questa specie di indovinello :wink: !!!

...sì, ma il primo di questi "tutti coloro"... sei tu che hai "lanciato il sasso"! :wink:

Anche quando si parte "impreparati" per una semplice visita ad una città a noi "vicina", se si ha la voglia di osservare realmente ciò che si vede, si scoprono dei tesori "sconosciuti" :P ...

Vero.
L'occhio attento e la mente "curiosa" sono scopritori sempre efficienti ed infaticabili.


Certamente, avendo la fortuna di vivere in un paese come l'Italia dal passato ricco di trascorsi storici, vicende intricate e grandi maestri in ogni tipo di arte che ci hanno lasciato traccie del loro passaggio, siamo abituati ad essere circondati dalle opere d'arte al punto che nemmeno le vediamo più...

Questo è tristemente vero...
...ma è anche vero che basta poco a risvegliare in noi il :P sentimento patrio ed il legittimo orgoglio (e la conseguente curiosità) verso ciò che è davvero nostro patrimonio comune...
...e non sto parlando soltanto :? delle partite della Nazionale di calcio...
...ma anche, e per esempio, delle Visite Araldiche Guidate IAGI.


Trascorrere un'ora del nostro tempo girando con il naso per aria all'interno di una chiesa o di un museo, riempie gli occhi, la mente e il cuore :2: ! Senza contare che a Parma ci si delizia magnificamente anche il palato :mrgreen: !!!
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Messaggioda T.G.Cravarezza » lunedì 30 ottobre 2006, 11:02

mcs ha scritto:Caro Guido... :roll: ...
...e perchè mai ti sei rimpicciolito :shock: ?!?

La mia era una banalissima domanda :? ...che mi portava a mostrarvi un'altra immagine.
Attendiamo l'inserimento di Cravarezza.
Grazie :P .

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Messaggioda mcs » martedì 31 ottobre 2006, 13:11

Eccolo :P !

Si tratta forse dello stemma del medesimo titolare di quelo precedente :? ?

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Messaggioda Guido5 » martedì 31 ottobre 2006, 14:04

Cara Cristina,
posso solo dirti che il primo ad avere quello stemma è stato Pierluigi Farnese (1503-1547), nominato Gonfaloniere della Chiesa nel 1537. Suo figlio Ottavio (1521-1586), secondo duca di Parma e Piacenza e secondo duca di Castro, riuscì però a mantenere sul proprio stemma il "palo di Gonfaloniere di Santa Romana Chiesa" (1566), come riconoscimento del suo potere da parte della Santa Sede. Dei successori non so...

Ciao a tutti!
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 31 ottobre 2006, 20:39

mcs ha scritto:Si tratta forse dello stemma del medesimo titolare di quelo precedente :? ?
mcs


La prima risposta è ovvia e banale (quasi come :twisted: la domanda...): sì, è lo stesso identico stemma dei Farnese! :mrgreen:

Anche se fra i due manufatti c'è un abisso, per stile, per manufattorialità, per eleganza complessiva.

Il primo dei due è più vecchio, e quindi risente appieno del periodo in cui fu voluto. La piena fioritura dei gigli farnesiani nella piana emiliana, sotto la protezione del Papa-papà Paolo III. Un manufatto superbo nel suo proporsi, nel suo (vogliamo dirlo?) imporsi, tanto da scatenare reazioni che sfoceranno in un :( truce delitto...

Il secondo è più giovane, di maniera, e risente anche lui del suo periodo. É l'epoca del "facciamolo-in-questo-modo-perchè-dev'essere-fatto-così", l'ennesimo esemplare di un copione già visto, il prodotto di una parabola forse colta nella fase finale, uno stemma senza emozioni, piatto come il suo bassissimo rilievo.

Ma entrambi accomunati dalla bellissima invenzione araldica la quale, per dare spazio e rilievo alla prestigiosa pezza dell'ancor più prestigioso Gonfalonierato della Chiesa, induce i sei gigli dell'arma Farnese ad abbandonare la normale disposizione 3, 2, 1 per indurli ad accompagnare il palo di Gonfaloniere in rigorosa specularità simmetrica.

Tre per parte, come soldatini, come scudieri, come paggetti, quasi come umili accessori di uno stemma che in realtà si basava su di loro.

Bene :D valete
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