Stemma araldico Accademia di Modena

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Stemma araldico Accademia di Modena

Messaggioda T.G.Cravarezza » lunedì 10 marzo 2003, 15:19

Nuovo lunedì e nuovo stemma araldico militare:

Immagine

Purtroppo non ho sufficiente tempo per blasonarlo (anche perchè non velocissimo), pertanto lascio ai preparati e gentili signori frequentatori il grato compito di tentare una blasonatura.
Naturalmente, appena potrò, mi cimenterò. Posso però già da subito proporre una discussione oltre la blasonatura: secondo Voi, non è errato posizionare una corona a tre punte d'oro su campo d'oro? (intendo il campo di sinistra con l'aquila coronata)
Cordialmente
Ultima modifica di T.G.Cravarezza il lunedì 24 marzo 2003, 12:36, modificato 1 volta in totale.
Tomaso Giuseppe Cravarezza
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Messaggioda MVC » martedì 11 marzo 2003, 12:55

Caro Tomaso,

in effetti la corona e d'oro su oro. Non solo: ci sarebbe anche il fatto che l'aquila è armata e rostrata sempre d'oro.
Ma poichè tale aquila rappresentava ( se non vado errato) lo Stemma di Torino, non è lecito modificarla in quanto arma di appartenenza.
Dunque potrebbe esserci un errore più sulla scelta del campo d'oro (ammesso che NON fosse di Torino, ma ora non l'ho ben presente) piuttosto che sull'aquila.

Così come a prima vista parrebbe errore la lancia banderuolata che è d'azzurro su campo di rosso.
Anche qui, però, essendo il gladio e la lancia decussati il simbolo dell'Accademia di Modena, non si sarebbe potuto modificarli.
In tal caso però, per il campo rosso, va tenuto presente che quand'anche esso si fosse fatto di metallo, l'errore si sarebbe spostato sul gladio anzichè sulla lancia....
Ritengo che l'errore qui non sussista poichè, in ogni caso, sarebbe stato impossibile rispettare la regola della sovrapposizione.

Provando a cimentarmi ( vado allo sbaraglio :D ) con una blasonatura, direi questo:

"Scudo Sannitico, Composto; Partito:
nel primo, di rosso, al gladio d'argento manicato d'oro, ed alla lancia d'azzurro, banderuolata dello stesso, posti in decusse e sormontati da due
stelle d'argento a cinque punte, ordinate in fascia,
nel secondo, d'oro, all'aquila di nero, lampassata dello stesso, armata, rostrata e coronata d'oro.

Caricato nel Posto d'Onore da uno scudetto Partito Semitroncato:
nel primo, di azzurro, all'aquila d'argento in volo abbassato, armata, rostrata e coronata d'oro, nel secondo, partito; il primo, di rosso, al cavallo d'argento inalberato e rivolto, il secondo, fasciato di dieci pezzi di oro e di nero, al crancelino al naturale,
nel terzo, gheronato di quattordici pezzi di azzuro e d'oro, allo scudo di rosso crociato d'argento.

Caricato nell'Ombelico da uno scudetto Inquartato:
nel primo e nel terzo, d'oro, crociato d'azzurro, nel secondo e nel quarto, di rosso, crociato d'argento e attraversato in Capo dal lambello d'azzurro.

Timbrato con la corona ad otto Torri (cinque visibili) d'oro, merlate ognuna di quattro pezzi dello stesso, murate, aperte e finestrate di nero, unite da quattro cortine sempre d'oro, merlate ciascuna di tre pezzi del medesimo, murate e finestrate di nero.

Sotto la Punta una lista bifida d'oro sopportante il motto: "UNA ACIES" in caratteri monumentali romani neri. "


In attesa di altri pregiati interventi
saluto cordialmente

MVC
MVC
 

Messaggioda T.G.Cravarezza » martedì 11 marzo 2003, 13:21

Preparatissimo Mauro Valerio,
concordo sul fatto che non si poteva fare altrimenti per collocare il gladio e la lancia nel campo di destra, come anche l'aquila coronata nel campo di sinistra. Più che errori, in questo caso, le considererei scelte dovute. Adesso come adesso non so esattamente il significato dell'aquila.

Vorrei però far notare due elementi della tua perfetta blasonatura di cui non sono molto convinto. In primis la blasonatura dello scudetto inquartato in ombelico. Attendendo sempre l'intervento del dott. Degli Uberti, già richiesto per lo stemma precedente dell'SMD, io so che l'inquartato andrebbe blasonato dal primo cantone a destra, per passare al secondo cantone a sinistra, fino ad arrivare al terzo cantone a destra e poi il quarto a sinistra. Mentre tu hai blasonato mettendo il quarto cantone a sinistra come terzo. Spero di essermi spiegato in modo decente. Cioè, io avrei blasonato: "nel primo e nel quarto, d'oro, crociato d'azzurro e nel secondo e terzo di rosso...." Insomma, qual'è l'ordine corretto di blasonatura?

Altro particolare riguardante invece la lista. Non sarebbe meglio indicare "lista incurvata con la concavità rivolta verso l'alto..." anzichè solo "lista bifida d'oro"? In quanto si potrebbe intendere un'altro tipo di lista.

Vorrei poi aggiungere alcuni elementi. In primis che il campo d'oro alla croce d'azzurro è lo stemma di Modena; quello del Piemonte lo conoscete tutti; il campo d'azzurro all'aquila d'argento in volo abbassato è lo stemma d'Este; il campo di rosso, al cavallo d'argento è lo stemma della Westfalia; il fasciato di dieci pezzi d'oro e di nero, al crancellino al naturale è lo stemma della Sassonia.

Attendendo il parere dei più esperti, porgo saluti sinceri.
Tomaso Giuseppe Cravarezza
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Messaggioda MVC » martedì 11 marzo 2003, 14:02

Caro Tomaso,
ti chiedo scusa, e anche a tutti i partecipanti al forum.
In effetti la mia svista è stata clamorosa e faccio ammenda.
La dizione corretta, per lo scudo in Ombelico, è come hai giustamente detto tu:
i quarti sono 1° e 4°, e 2° e 3°.

Mi sono un po' "impantanato" nel contare....Con tutte quelle partizioni e sottopartizioni... :oops:

Quindi nessun dilemma: è stata una mia svista nel conteggio e basta.

Per la Lista, invece, mi risulta che la sua forma o il numero delle sue pieghe sia del tutto irrilevante. Nel senso che non c'è una nomenclatura
o una distinzione precisa. Col solo termine di "Lista" si deve intendere appunto quell'elemento che sta sotto la punta e che solitamente reca un motto. Gli unici due attributi che le si concedono sono "Bifida" ( se le estremità terminano a lingua di serpente) e tutt'al più "Svolazzante" ( per indicare che è mossa e NON rigida).
Ma se anche tu la disegnassi con la "gobba" in alto anzichè in basso, sarebbe la stessa cosa. E l'Arma non cambierebbe di una virgola.
Stessa cosa se ci mettessi due pieghe laterali anzichè una per parte, ecc.

Un caro saluto
Mauro
MVC
 

Messaggioda T.G.Cravarezza » martedì 11 marzo 2003, 18:41

MVC ha scritto:
Per la Lista, invece, mi risulta che la sua forma o il numero delle sue pieghe sia del tutto irrilevante. Nel senso che non c'è una nomenclatura
o una distinzione precisa. Col solo termine di "Lista" si deve intendere appunto quell'elemento che sta sotto la punta e che solitamente reca un motto. Gli unici due attributi che le si concedono sono "Bifida" ( se le estremità terminano a lingua di serpente) e tutt'al più "Svolazzante" ( per indicare che è mossa e NON rigida).
Ma se anche tu la disegnassi con la "gobba" in alto anzichè in basso, sarebbe la stessa cosa. E l'Arma non cambierebbe di una virgola.
Stessa cosa se ci mettessi due pieghe laterali anzichè una per parte, ecc.


Puntuale Mauro Valerio,
su questo punto ritorniamo al discorso che avevo aperto sulla Commissione araldica e sull'utilità dell'araldica. Se io creo uno stemma araldico e decido di mettere la lista con la gobba in alto, ad esempio, vorrei che chiunque, anche fra 200 anni la riproducesse con la gobba in alto. Se fra 200 anni non avranno più rappresentazioni del mio stemma, ma avranno solo la sua blasonatura, se non è indicato il posizionamento esatto della lista, la potrebbero riprodurre, non so, con la gobba in basso, o senza curvatura etc.
Quindi è questo che voglio precisare: se effettivamente scopo della blasonatura e permettere a chinque la legga di farsi un'idea dello stemma e saperlo ripordurlo, io devo inserire nella blasonatura tutti quei dati necessari a riprodurre lo stemma come è stato cncepito dall'ideatore, compresa la gobba della lista, o la posizione della fiamma della granata etc.
Per questo motivo punterei alla creazione di vocabolari più precisi e di una commissione in grado di inserire in continuazione e soprattutto con giudizio, nuove terminologie ed elementi.
Cordialmente
Tomaso Giuseppe Cravarezza
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Messaggioda MVC » mercoledì 12 marzo 2003, 10:40

Caro Tomaso,

in effetti quello della precisione nelle Liste potrebbe essere un motivo di riflessione. Anche se non appartiene alla Tradizione.

Ma ti dirò di più: su un altro aspetto dell'Araldica è stato fatto l'esatto contrario di quello che tu auspichi; sto parlando delle fogge degli scudi.
Come sai ne esistono molteplici varianti, ognuna riferita a un determinato momento storico; ebbene ad un certo punto si è deciso ( per convenzione) di usare SOLO la foggia Sannitica ( o Moderna che dir si voglia).

Qui la questione NON è di INNOVARE, ma semmai di mantenere in vita quello che già esiste da secoli!!!

Ecco, prendi il mio Avatar, lì c'è lo Stemma della mia famiglia così come era alla fine del XVI secolo. La foggia è chiaramente di tipo "Accartocciato"...

Similmente, se guardi l'Avatar del caro amico RFVS, vedi che lì c'è uno scudo di foggia "Sagomata" ( tra l'altro è una versione dello stemma della sua Casata dipinto a cavallo tra '800 e '900 da un suo famosissimo Avo. Un noto pittore che ha dato lustro all'Italia fondando una corrente artistica e una scuola di pensiero)

Ora, se questi tipi di Stemmi OGGI dovessero essere stampati e/o pubblicati, specialmente nella manualistica, essi pererdebbero la loro forma per acquisire quella più impersonale e "neutra" di tipo "Sannitico".

E non credo che la cosa possa far piacere a nessuno. Così come sono nati, quegli scudi, tali dovrebbero restare. Per sempre!
E questo principio, appunto, potrebbe valere anche per le Liste ( o per altri elementi).

Tuttavia bisogna anche ammettere che queste modifiche non cambiano la sostanza delle Armi.
E se ( come è necessario) bisogna trovare un punto di accordo comune, per omologare il più possibile l'Araldica, si deve cercare necessariamente di MEDIARE .

Per cui, sinceramente, su questo punto sono combattuto...
Razionalmente mi rendo conto perfettamente che c'è bisogno di un compromesso, ma l'impulso più "passionale" mi spingerebbe a esigere
un rigore il più filologico possibile. Anche per il rispetto e per l'onore
delle tradizioni familiari...

Un cordiale saluto
Mauro
MVC
 

Messaggioda T.G.Cravarezza » mercoledì 12 marzo 2003, 10:53

Anche io sono combattutto tra due versioni. Una, quella di preparare un vocabolario fisso di elementi, terminologia, colori etc. che sia immutabile. CIoè, creiamo un vocabolario che restera per sempre "IL" vocabolario di araldica, con quegli elementi stabiliti, quella terminologia, quei colori e basta. In questo modo sicuramente si otterrebbe una perfetta scienza, un rispetto per la tradizione, impedendo di rendere ridicola l'araldica creando magari stemmi con elementi assurdi.
Il secondo putno di vista però è anche quello della persona comune che desidera crearsi uno suo stemma. Non si rispecchia però negli elementi presenti nell'araldica tuttora elencati. Magari vorrebbe inserire un "rzzo" perchè il padre era un'astronauta, o un aereo, perchè lui è pilota...magari vorrebbe utilizzaredue distinte tonalità di blu con due significati differenti etc.
Allora, logico che se permettessimo a chiunque di fare quello che vuole, non esisterebbe più l'araldica, quindi delle regole e molto ferree ci vogliono (ti assicuro che io sono tutt'altro che anarchico, quindi non ho asoslutamente intenzione di eliminare le regole :))
Però bisogna anche tenere il passo dei tempi, quindi aggiungere elementi nuovi, terminologie nuove...tutto questo però deve essere controllato. Per questo punto molto su una commissione che rediga una serie di vocabolari e appena se ne rende l'opportunità, li aggiorni con elementi nuovi. Qualche limitazione dovrà rimanere, non è possibile accettare qualsiasi elementi e qualsiasi colore, ci mancherebbe, ma sicuramente nemmeno bloccare il tutto a pochi elementi. Come ad esempio bloccare tutti gli scudi passsati per renderli tutti di tipo sannitico, non mi par corretto.
Cordialmente
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Messaggioda Reginella » domenica 8 ottobre 2006, 14:17

http://www.accademia21.it/lo_stemma_araldico.htm
Qualche informazione in più sul blasone dell'Accademia Militare di Modena
MCM

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Messaggioda Aesculapius » domenica 8 ottobre 2006, 18:27

Gentili amici,
credo, relativamente alla corona dell'aquila (d'oro su campo d'oro), si possa ritenere come un'appendice dell'aquila stessa (e quindi, come il rostro e gli artigli, possa essere rappresentata metallo su metallo senza per questo infrangere le leggi araldiche ( poichè "capi cuciti" :wink: , appendici e brisure fanno eccezioni alla regola che vieta "metallo su metallo e colore su colore").

Antonio
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Messaggioda Guido5 » domenica 8 ottobre 2006, 19:52

Aesculapius ha scritto:"capi cuciti" :wink: , appendici e brisure fanno eccezioni alla regola che vieta "metallo su metallo e colore su colore".

"Regola" che - come si è detto mille volte - è ignorata almeno quanto è rispettata, ergo regola non è, al pari della "consecutio temporum" per la lingua latina.

Ciao a tutti!
Guido5
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Messaggioda FML » domenica 8 ottobre 2006, 20:21

Aesculapius ha scritto:(omissis) credo, relativamente alla corona dell'aquila (d'oro su campo d'oro), si possa ritenere come un'appendice dell'aquila stessa (e quindi, come il rostro e gli artigli, possa essere rappresentata metallo su metallo senza per questo infrangere le leggi araldiche (poichè "capi cuciti" :wink:, appendici e brisure fanno eccezioni alla regola che vieta "metallo su metallo e colore su colore").

Carissimo amico Antonio 8),
queste affermazioni potrebbero scatenare discussioni :3: e, nella peggiore delle ipotesi, reazioni :1: che ci costringerebbero a rimanere davanti al computer da qui :? al prossimo Giubileo :lol:!!

Personalmente, in accordo con te :mrgreen:, ritengo che il tutto debba essere lasciato ai tradizionali usi e alle consuetudini.

Buona prosecuzione di Domenica :wink:!

Ferrante
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Messaggioda Aesculapius » domenica 8 ottobre 2006, 21:46

Caro Guido e Ferrante,
le regole si sa, sono fatte per essere trasgredite ma esse, pur sempre, esistono! Qualcuno parlava dell'inopportunità (araldicamente parlando) di porre la corona d'oro su un campo dello stesso metallo: sono intervenuto per dire che tale accadimento di per sè non costituisce reato :wink: ed ho poi riportato una frase tratta dal Tribolati il quale afferma che quella dei metalli e dei colori è tra le pochissime regole ad avere un senso ed una razionalità nel campo dell'araldica.
Non credo che ci sia molto da parlare (di certo non fino al prossimo Giubileo almeno :lol: ): credo, altresì, che si possa constatare l'esistenza di stemmi belli, antichi e finanche valenti che non rispettano tale regola.
Il fatto che la pizza sia mangiabilissima e saporitissima anche se condita con il fiordilatte non ci esime dal sottolineare che la pizza D.O.C. pretende di essere condita solo con mozzarella di bufala campana :wink: :wink: :wink:

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 9 ottobre 2006, 15:44

Aesculapius ha scritto:Caro Guido e Ferrante,
le regole si sa, sono fatte per essere trasgredite ma esse, pur sempre, esistono!

Paradossalmente (ma non troppo!) se non esistessero le leggi, i reati non esisterebbero... :twisted:

Qualcuno parlava dell'inopportunità (araldicamente parlando) di porre la corona d'oro su un campo dello stesso metallo: sono intervenuto per dire che tale accadimento di per sè non costituisce reato :wink: ed ho poi riportato una frase tratta dal Tribolati il quale afferma che quella dei metalli e dei colori è tra le pochissime regole ad avere un senso ed una razionalità nel campo dell'araldica...(omissis)...


...e soprattutto un movente storico che ne è alla base, anche se non la giustifica.

Bene :D vale
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Messaggioda antonio_conti » lunedì 9 ottobre 2006, 21:54

Interessante discussione,
mi permetto però di introdurre un'altra questione relativa alla composizione di questo stemma.
Ho letto anche io quanto scritto nel sito del 21° Corso dell'Accademia segnalato da Reginella. Ma... non l'ho trovato completamente soddisfacente.

Eccolo:
__________

L’Araldica del passato
Accademia di Torino.


Nel decreto istitutivo della Reale Accademia di Savoia (1°settembre 1677) è riportato lo stemma del Ducato di Savoia che, divenuto l'emblema dell'unico Istituto formativo degli Ufficiali di tutte le Armi dell’Armata Sarda continuò a restare in vigore anche dopo la proclamazione del Regno d'Italia, quando I’Accademia Militare limitò il suo compito alla preparazione degli Ufficiali di Artiglieria e Genio.

Con le Reali Lettere Patenti, datate 29 luglio 1933, Vittorio Emanuele III concedeva alla R. Accademia di Artiglieria e Genio di fare uso del motto araldico: “Icere et Disiicere - Fxtruere et Diruere ".

Dettato dal professor P. Ettore Stampini dell'Università di Torino e insegnante nella R. Accademia, il motto appare già nella medaglia-ricordo coniata il 1° settembre 1927 nella ricorrenza del 250° Annuale della Annuale dell'istituto.

Accademia di Modena.

Alla nuova Accademia, con le Lettere Patenti in data 4 ottobre 1928, fu concesso un emblema araldico riportante il gladio ed il ferro di lancia, attributi delle due Armi interessate. Il motto sotto lo scudo era 'Una Acies ". La Scuola Militare, (derivante dalla Regia Militare, Accademia come corso supplettivo ad essa con decreto Fanti del 9 maggio 1860), assunse la propria individualità, in virtù del decreto Pettiti Baglioni di Roreto del 18 settembre 1865, anche di Cavalleria.

Essa ebbe, dall'inizio del I923, il nome di Accademia Militare di Fanteria e Cavalleria, mutato poi il 18 marzo 1928, in quello di Regia Accademia di Fanteria e Cavalleria.

Lo stemma era ornato del capo di rosso alla croce d'argento (Savoia moderna), a chiaro riconoscimento della derivazione storica dell'istituto.

Con Lettere Patenti del 20 ottobre 1933, il motto venne modificato in quello di 'Preparo alle glorie d'Italia i nuovi eroi ".


L0 STEMMA ARALDICO ATTUALE

Solo nel 1950, il 30 maggio, il Presidente della Repubblica Luigi Einaudi, concesse l’attuale Stemma all’Istituto.

Immagine

Esso era impostato su di uno scudo sannitico bipartito in senso verticale; rosso a sinistra e d’oro a destra; sul rosso spiccavano il gladio e la lancia dello Stemma dell’Accademia di Modena, sull’oro l’aquila nera dello stemma di Torino. Al centro, tra i due colori, due scudi più piccoli, riportanti i simboli di Modena, del Piemonte, d’Este, di Nemours, di Westfalia e di Sassonia, simboli che intendevano ricordare le provenienze storiche e ambientali delle due Accademie ma che contenevano anche notevoli inesattezze.
Sopra lo Scudo una corazza con sovrapposto un elmo pretoriano con i simboli delle varie Armi.Sotto lo Scudo, su di una lista argentata, il motto che ritornava ad essere, semplicemente: “Una Acies”.
Nel febbraio del 1987, infine gli Stemmi dei Corpi e dei Reparti dell’Esercito vennero rivisti in base ai criteri comuni.

Immagine

Quello dell’Accademia, pertanto, risultò formato dallo Scudo Sannitico con invariate le precedenti suddivisioni e relativi contenuti, ma sormontato dalla corona turrita.
Il motto, inscritto in una lista bifida sottoposta, rimase: “Una Acies”.
____________

Devo confessare che il discorso non mi è risultato molto chiaro. L'aquila stemma di Torino... poi... :cry: . L'ammissione dell'esistenza di alcune "notevoli inesattezze" mi sembra un giudizio sensato e contenuto. A me pare un'accozzaglia araldica.

Mi sembra che il disegnatore di questo stemma, ma probabilmente chi ha preparato il bozzetto, ha mescolato diverse armi un po' alla rinfusa sistemando le poi con una disposizione araldicamente criticabile.

Direi che l'Accademia meriterebbe qualcosa di meglio :roll: .

Antonio :(
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Messaggioda antonio_conti » lunedì 9 ottobre 2006, 22:46

Ecco tre proposte per migliorare lo stemma dell'Accademia Militare di Modena. Mi sono divertito a pasticciare con Paint :D

a) Se si vogliono lasciare tutte le armi e le figure attualmente contenute nello stemma, si potrebbe realizzare un'arma come la seguente.

Immagine

La composizione mi sembra più armonica. Se agli scudetti che nello stemma attuale caricano il partito si vuole dare il maggior risalto potrebbe essere modifcato l'ardine dell'inquartato.


b) Se si vuole mantenere la caratteristica attuale dello stemma partito caricato da scudetti, io proporrei la seguente ipotesi "modenese".

Immagine

Sono eliminati i riferimenti pseudo sabaudi arruffatamente disposti, a vantaggio di uno scudetto tutto modenese, con un omaggio agli Este nel cui palazzo ducale è attualmente ospitata l'Accademia.


c) Se sivuole fare riferimento alla storia dell'accademia (geograficamente parlando) si potrebbe optare per quesy'altra soluzione.

Immagine

Lo scudetto è un partito semitroncato, nel 1° lo stemma di Modena (attuale sede dell'Accademia), nel 2° Torino, originaria sede della Reale Accademia di Savoja (XVII sec.), nel 3° Lecce, sede della ricostituita Accademia (Comando Speciale Regie Accademie, poi Regia Accademia Militare ) dopo la chiusura delle sedi di Torino e Modena conseguente all'8 settembre 1943.
Si veda il sito dell'accademia:
http://www.esercito.difesa.it/siti_scuo ... storia.htm

Naturalmente le soluzioni possono essere molte altre... io ho pensato a queste tre... inutilmente, visto che l'Accademia manterrà lo stemma attuale 8)

Antonio :wink:
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