da omero » mercoledì 4 febbraio 2004, 11:08
Caro Michele,
ecco ciò che ho trovato della famiglia in questione sullo Spreti (Vol. IV, pag. 437). Ti allego al più presto l'immagine dello stemma.
Spero di esserti stato di aiuto...
Martini (De)
Arma: Troncato: al I° d'oro, all'aquila di nero, linguata di rosso, posante sulla vetta di un monte di 5 cime, all'italiana, d'argento, caricato di uno scaglione di rosso, nascente sulla partizione; al 2° d'azzurro al giglio d'argento con una fascia dello stesso cannellata inferiormente, ritirata nella parte superiore del campo azzurro.
Cimiero: Mezz'aquila di nero, linguata di rosso, addossata ad un mezzo giglio d'argento.
Dimora: Trento.
Questa famiglia, molto nota nel Trentino, a quanto stabilisce la tradizione e come fu accertato in base a documenti, da una sentenza 7 settembre 1923 del Tribunale di Novara, è originaria di Peio, nella cui chiesa parrocchiale è la tomba di famiglia, che risale al 1600. Il primo di cui si ha memoria è un Martino Martini notaio, vissuto nella seconda metà del 1400. Uno dei suoi discendenti fu il celebre padre gesuita Martino, che nel sec. XVI fu il primo missionarioche andò in Cina e la percorse quasi intieramente facendo importanti studi specialmente geografici sul paese. Lasciò un'opera insigne intitolata: "Atlas cinensis". Hanno lasciata chiara memoria i due dottori Carlo Fabiano e Girolamo, vissuti nella seconda metà del seicento; il primo fu Assessore delle Valli di Non e di Cles, il secondo, chiamato dal Principe Vescovo di Trento, rimase fino alla morte suo segretario. Questa famiglia fu innalzata alla nobiltà dal Principe Massimiliano Dietrichstein (per autorità conferitagli dall'imperatore e re Ferdinando d'Austria) con diploma 27 nov. 1641 col predicato di Valle Aperta. Un ramo, di cui vivono ancora i discendenti, si trasferì prima a Salorno, poi a Trento. Giovanni Andrea , nato nel 1751 a Salorno, portatosi a Trento, vi occupò una posizione assai notevole, tanto che Carlo Teodoro di Baviera, Vicario Imperiale, con diploma 30 sett. 1790, lo innalzò alla dignità di cavaliere del S.R.I. con tutti gli annessi privilegi, autorizzandolo a portare lo stemma tuttora usato. La famiglia De Martini del Trentino è oggi quasi tutta sparsa nei vecchi confini d'Italia, perchè i suoi membri perseguitati dall'Austria, dovettero emigrare, parte nel 1848-49, e parte nel 1859-60. Nel 1848-49si distinsero nella difesa di Venezia e specialmente a Marghera i fratelli Federico e Martino, anzi il primo quale caèitano d'Artiglieria fu portato all'ordine del giorno della Repubblica veneta. Nel 1867 un terzo fratello Giuseppe morì nella lotta contro il colera ed ebbe la medaglia d'oro per i benemeriti della salute pubblica. La nobiltà ed il cavalierato del S.R.I. e lo stemma furono riconosciuti con Decr. Pres. 10 agosto 1924. Un altro ramo della famiglia che da Peio passò a Revò, fece capo al celebre Carlo Antonio, che tanto in diplomazia, quanto nella magistratura raggiunse le più alte cariche e fu Presidente della Corte Suprema di Giustizia a Vienna ed incaricato della compilazione del Codice Teresiano. Per questi ed altri meriti l'imperatore Giuseppe nel dicembre 1780, gli conferì il titolo di barone. Ebbe due soli figli maschi, Massimiliano e Paolo, morti senza prole. La famiglia è iscritta nel Libro d'Oro della Nob. Ital. e nell'El. Uff. Nob. Ital. coi titoli di nobile e cavaliere del S.R.I. (mf) in persona di Gian Carlo, n. a Novara 23 aprile 1860, di Martino e di Martina Caminada (Bologna). Fratello, (riconosciuto con D. P. 30 agosto 1926): Carlo, nato a Firenze 18 nov.1867. Cugini, che chiesero il medesimo riconoscimento, figli di Giuseppe Carlo Ruffino, di Giov. Giorgio; I. Federico Annibale, n. a Novara 9 ottobre 1864, spos. Verona 8 aprile 1896, con Clelia Bolognini, da cui: a) Gian Giorgio, nato a Verona 9 genn. 1897 (Bologna); b) Marcella Amalia, n. 14 ottobre 1898; c) Anna Maria, n. 13 genn. 1903; d) Amelia Gina, n. 20 luglio 1908; e) Maria Umberta Edmea, n. 18 genn.1912. 2. Antonio Giuseppe Vitichindo, n. Verona 29 dicembre 1867.
NB. con sentenza 11 genn. 1929 del Tribunale di Verona fu autorizzato a chiamarsi: de Martini de Valle Aperta.
Pier Carlo Omero Bormida
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~ Ex Tenebris Ad Lucem ~