Paper Hunt della Società V. Gonzaga

Manifestazioni ed eventi di organizzazioni in Italia e nel mondo/Demonstrations and events of organizations in Italy and in the world

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Paper Hunt della Società V. Gonzaga

Messaggioda Reginella » venerdì 6 ottobre 2006, 12:43

Domenica otto ottobre 2006 soci e amici della Società Caccia a Cavallo Vespasiano Gonzaga - Master il colonnello Vittorio Varrà - si incontreranno alle 10,30 per il paper hunt annuale ai Barchessoni di San Martino in Spino, a Mirandola di Modena.
:D
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Messaggioda Alessio Bruno Bedini » venerdì 6 ottobre 2006, 14:40

Buon divertimento! :D Deve essere un bellissimo posto .. http://www.comune.mirandola.mo.it/Citta ... essoni.htm :wink:
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Messaggioda Reginella » venerdì 6 ottobre 2006, 15:42

E' davvero bellissimo, un'oasi naturale incantevole nata attorno a quello che era il vecchio Deposito Cavalli dell'Esercito: cioè qui confluivano i puledri che le varie commissioni acquistavano in giro per il Regno, e stazionavano qui in attesa di essere smistati verso i vari reggimenti di destinazione.
Le costruzioni destinate al loro ricovero erano molto particolari ed assolutamente uniche (i Barchessoni appunto), a pianta circolare e ambiente interno unico (i cavalli stazionavano liberi all'interno), i tetti spioventi sostenuti da un'architettura bellissima di travi...una cattedrale per cavalli!!!! :D
Non so se riuscirò ad esserci anche io (negli ultimi due anni sto montando davvero molto poco :3: quindi non esco in caccia), ma sono sicura che si divertiranno moltissimo, accipicchia :oops:
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » venerdì 6 ottobre 2006, 16:05

Reginella ha scritto:...(omissis)...Le costruzioni destinate al loro ricovero erano molto particolari ed assolutamente uniche (i Barchessoni appunto), a pianta circolare e ambiente interno unico (i cavalli stazionavano liberi all'interno), i tetti spioventi sostenuti da un'architettura bellissima di travi...una cattedrale per cavalli!!!! :D...(omissis)...


...nessuna delle quali stemmata, temo... :cry:

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Messaggioda Reginella » venerdì 6 ottobre 2006, 16:22

Assolutamente no, edifici rustici di proprietà statale ad uso prettamente pratico...ve lo avevo detto no che dalle nostre parti siamo un tantino pragmatici???
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » venerdì 6 ottobre 2006, 16:49

Reginella ha scritto:Assolutamente no, edifici rustici di proprietà statale ad uso prettamente pratico...ve lo avevo detto no che dalle nostre parti siamo un tantino pragmatici???


É cosa pragmaticissima che lo Stato ribadisca di essere proprietario di un immobile rustico apponendovi al di sopra lo 8) stemma nazionale..

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Messaggioda Reginella » venerdì 6 ottobre 2006, 18:20

http://www.comune.mirandola.mo.it/Citta ... essoni.htm

Non c'è bisogno di dirvi che il puledro in primo piano in una delle fotografie non è esattamente un cavallo.
Potrebbe anche darsi che eventuali stemmi siano stati cancellati dal tempo o dalla mano dell'uomo, ma qui da queste parti si è molto sobri per quello che riguarda gli edifici di servizio.
Forse una tabella in metallo riportava qualcosa, ma non si conservano a lungo e c'è da tener conto dei cambi di regime politico...difficile che in un edificio militare dopo il '45 lasciassero per amor di coerenza i simboli regi.
Quindi potevano esserci magari, e poi tolti una volta cambiata la situazione politica.
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » venerdì 6 ottobre 2006, 18:23

Reginella ha scritto:...(omissis)...Potrebbe anche darsi che eventuali stemmi siano stati cancellati dal tempo o dalla mano dell'uomo,

...buona l'ultima, penso... 8)

...(omissis)...Quindi potevano esserci magari, e poi tolti una volta cambiata la situazione politica.


Anche l'assenza di simboli è un simbolo! :wink:

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Messaggioda Reginella » venerdì 6 ottobre 2006, 18:24

Meraviglioso, non avevo mai pensato lucidamente a questo lato della faccenda.
ottima osservazione, caro fra' Eusanio :D
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » venerdì 6 ottobre 2006, 18:53

:wink: ...tutto è segno, e nulla è segno...

...come il motto degli Challant tout est et n'est rien... 8)

...ma perchè :evil: finisco sempre fuori tema?

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Messaggioda Reginella » domenica 8 ottobre 2006, 14:46

Stamattina gli amici hanno galoppato, io tristissima ero impedita dai doveri familiari...malinconicamente condivido con Voi il racconto di uno dei nostri meet, pubblicato su "La Rivista di cavalleria" un paio d'anni fa... :roll:


Seguendo le tracce


Domenica 25 aprile 2004, la Società per la caccia alla Volpe “Vespasiano Gonzaga” di Sabbioneta, in provincia di Mantova, ha dato appuntamento a Soci ed amici per la prima caccia dell’anno. Le piogge di questa primavera avevano infatti impedito ai cavalieri di incontrarsi in marzo a Pomponesco sulle rive del Po come previsto dal calendario ma la giornata perfetta ha premiato i partecipanti della lunga attesa, regalando a tutti un tempo magnifico ed un susseguirsi di momenti davvero speciali. La caccia con i suoi rituali e la sua coreografia ha avuto la parte del leone nel catturare l’attenzione del pubblico presente, e l’Equipaggio dei Suonatori delle Reali Cacce di Venaria Reale, splendidi e perfetti nei loro costumi settecenteschi, ha contribuito in modo determinante a calare i presenti nell’atmosfera giusta e a sentirsi parte di un momento completo e compiuto, voluto e curato nei minimi particolari. Per le vie della Piccola Atene creata dal Duca Vespasiano si mostravano anche bellissimi tiri singoli, pariglie e addirittura un fiabesco tiro a quattro di andalusi grigi dell’A.v.e.l.a., gruppo che riunisce gli appassionati delle redini lunghe. Grazie ai cavalli Sabbioneta per un giorno è tornata a riecheggiare dei ferri sul selciato ritmati sul tempo di passi che sembrano arrivare sempre da ieri e portare qualcosa che si temeva di aver perso, e che mancava. I cavalli sono protagonisti anche alla Galleria degli Antichi di Palazzo Giardino, dove è stata allestita la mostra organizzata per l’occasione ed intitolata “Seguendo le tracce”: si parte dalle cacce della fine dell’ottocento nelle fotografie inedite di collezioni private che sfumano poi nelle cacce dei nostri giorni, raccontate dalle immagini splendide di Paola Bandiera e spiegate tramite annotazioni ad hoc e citazioni dai classici italiani dell’equitazione (Cossilla, Fè d’Ostiani, Roccagiovine) che evidenziano e sottolineano lo strettissimo legame del Sistema Naturale di Equitazione di Caprilli con l’equitazione di campagna, una volta necessaria a fini bellici ma che oggi possiamo praticare nel modo migliore proprio rifacendoci agli stessi principi, seguendo la direzione indicata dai nostri Maestri . Apparentemente il dispendio di energie e risorse relativi ad un passatempo come la caccia alla volpe possono sembrare sproporzionati, eppure le conseguenze di questa pratica sono state molto forti per tutto il mondo legato all’equitazione: il Marchese di Roccagiovine, militare ed istruttore attento e scrupoloso prima ancora che ottimo cavaliere, pensava che se i francesi avessero potuto disporre di soldati abili a cavallo come gli inglesi, e montati su cavalli altrettanto veloci e capaci di affrontare qualsiasi ostacolo in campagna probabilmente a Waterloo l’esercito di Napoleone non sarebbe stato colto di sorpresa dall’arrivo dei rinforzi nemici.
La capacità tecnica ed il coraggio allenati con l’equitazione (di campagna in generale e sugli ostacoli in particolare) produssero cavalieri militari che misero in luce le proprie doti di carattere in ben altri momenti che non quelli di un piacevole meet: basti pensare a Bolla, Bettoni Cazzago, Guillet.
Esposti nella mostra fotografie di collezioni private, articoli tratti da “Il Cavallo italiano”, una bella collezione di strumenti veterinari antichi del Colonnello Frare, oggetti ed abiti per la caccia appartenenti alla famiglia di Diofebo Meli Lupi Principe di Soragna portano davanti ai nostri occhi giornate trascorse molto tempo fa, ma che si ripetono uguali nelle sensazioni e nelle emozioni se seguiamo con attenzione e rispetto le tracce di chi è passato prima di noi.
Ma fuori della Galleria la mattinata è limpida e azzurra, il verde nuovo dei prati tutto intorno alle mura è stato lavato dal temporale della notte prima e sembra che il sole tiepido li voglia accarezzare per accertarsi che tutto sia in ordine, prima che passi il field al galoppo. Sul selciato della piazza risuona il trotto vivace dei cavalli che arrivano al meet, giacche rosse e nere si mescolano a qualche uniforme illuminata da stellette e mostrine. I cavalieri si radunano per il bicchiere della staffa, il Master riceve il saluto di ognuno, arrivano gli amici che seguiranno la caccia dalle carrozze lontani dall’azione ma pur sempre immersi nel vivo di questa splendida giornata. La musica dei corni della Venaria sottolinea e scandisce ogni passaggio e l’eco riflessa dai muri dei palazzi intorno sembra chiudere tutti in un momento unico e al di fuori del tempo portando piazza, palazzi, attacchi, cavalli e cavalieri in un luogo a parte, diverso da quello che era solo fino a un’ora prima. E non siamo più in una qualsiasi giornata di aprile dell’anno di grazia 2004 ma ad una caccia come tante altre già galoppate via negli anni trascorsi, corse a perdifiato dietro i cani . Gli unici a mancare sono proprio loro – i segugi e la volpe - ma la scelta di questa Società è organizzare paper hunts, cioè cacce simulate dove la volpe è rappresentata da un cavaliere; così facendo, i Soci della Vespasiano Gonzaga coniugano il desiderio di montare a cavallo nella natura impegnandosi in una disciplina che richiede tecnica e preparazione con il rispetto più completo della natura stessa, senza l’uccisione o la sofferenza di nessun animale. Cavalli e cavalieri escono dalle intatte mura rinascimentali per cominciare la caccia. Il Master, colonnello Vittorio Varrà, li guida lungo un percorso preparato ad arte che sfrutta le particolarità naturali della campagna mantovana per sorprendere e stimolare i cacciatori: anche i più esperti hanno visto messo alla prova il loro senso dell’orientamento dai continui cambi di direzione richiesti, le querce in molti punti formano una quinta a lato di sentieri e canali mascherando il tracciato e non permettendo ai cavalieri di anticipare visivamente tutto i percorso. Gli ostacoli fissi approntati per l’occasione sono invitanti e studiati in modo da impegnare i cavalli senza confonderli, con altezze adatte a tutti i cavalieri ma comunque divertenti. L’aria rinfrescata dal temporale di poche ore prima aiuta i cavalli nella fatica, il sole ha asciugato il terreno a sufficienza lasciandolo morbido e non troppo pesante, e terminata la caccia il field soddisfatto ritorna verso Sabbioneta dove i cavalli potranno riposare ed i cavalieri riunirsi al rinfresco organizzato a palazzo Forti. Gli attacchi che seguivano la caccia arriveranno più tardi, a causa di un piccolo incidente: una delle carrozze perde una ruota a causa di una buca ed il guidatore costretto a fermarsi lascia il legno sul posto in attesa del recupero, dimostrando nel momento sfortunato un àplomb ed una classe da vero gentiluomo. I due stalloni murgesi che formano la pariglia vengono staccati e presi sottomano dal groom che sale sulla predella posteriore della carrozza che li precedeva nella colonna e continuano così la passeggiata, con l’aria allegra di un paio di monelli che sono riusciti a marinare la scuola.
La giornata si allunga sotto le ombre del giardino dove l’ultima esibizione dei bottoni dell’Equipaggio di Venaria emoziona dentro anche i più rudi dei cavalieri presenti: cercano di nascondere sotto gilet e plastron un cuore che però su queste note si fa sentire, il rendez-vous e gli onori alla società sono cosi solenni e semplici da sembrare davvero l’unica voce adatta a raccontare una giornata come questa . E con il suo profumo antico, la venérie sembra ringraziare i presenti di aver reso possibile una volta ancora far vedere un mondo che se non fosse più voluto, ricordato o desiderato da nessuno sparirebbe per sempre dentro secoli ormai chiusi.
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