da Ardashir » giovedì 22 gennaio 2004, 12:15
Gentilissimi Signori,
forse, ora che il dibattito si è sviluppato, si può tentare di tirar le somme riguardo all'uso delle brisure negli eventuali stemmi arbitrari normati dal nostro "galateo".
Ciò che emerge chiaramente dal dibattito è lo scontro fra l'esagerata regolamentazione britannica in materia di brisure e la tradizione "italiana" (chiamiamola così per comodità pur sapendo bene di usare un termine improprio) che, qualora abbia fatto uso di questi carichi, non li ha voluti codificare e, soprattutto, non è quasi mai scesa a considerare il singolo soggetto ma, al massimo (come faceva giustamente notare il Signor von Trotta), i vari rami di una famiglia.
Tuttavia, sotteso a questo divario che potrebbe apparire legato alla pura distanza, stanno due concezioni dell'araldica assai diverse: l'araldica funzionale e quella che, in mancanza di un termine migliore, definirei semplicemente rappresentativa.
Se, infatti, seguiamo l'opinione del gentilissimo Signor Pasquini e di coloro che concepiscono lo stemma non solo come simbolo ma anche come somma delle caratteristiche sociali e politiche (e,addirittura, come emergeva da altri topic, professionali) di una famiglia fino al punto di dire che lo stemma potrebbe esser utilizzato come supporto dai genealogisti e da proporre uno statuto di famiglia in cui codificare eventuali brisure, allora, in effetti, la brisure diventa una necessità inderogabile.
Invece, se guardiamo all'altra concezione dell'araldica che qui emerge, quella più puramente rappresentativa, notiamo come essa cerchi di creare un legame non tanto fra l'arma e le caratteristiche concrete (politico\sociali o semplicemente ambientali) di una famiglia o di un individuo, ma fra quelle ideali ed astratte da cui l'intera stirpe (o gens, per riprendere il termine d'inizio topic) dovrebbe appellarsi, evitando al massimo un'eccessiva differenziazione interna dello stemma.
Per diverse ragioni, io credo che il galateo araldico di cui si parlva non possa che rifarsi a quest'ultima concezione, data l'estraneità dell'idea di araldica funzionale in ambito italiano. Inoltre, se lo scopo di un galateo araldico dev'esser quello di stimolare la creazione di nuove armi nelle modalità più corrette, non si può non richiamarci al fondamentale criterio della semplicità: se la brisure può venir naturale in un ambiente come quello inglese dove l'araldica è di casa, vice versa mi pare un po' assurdo proporla allo stesso modo in un contesto come quello italiano che, persino in periodi in cui l'araldica non era scienza di nicchia, la ignorava felicemente.
Se poi, per ragioni varie, una famiglia decidesse di dotarsi di brisure per i rami o per i singoli membri, lo faccia secondo regole proprie elaborate però con coerenza e, soprattutto, senza arrivare a caricare l'arma al punto da sepellire i carichi originali sotto lambelli o bisanti.
Cordiali saluti