cosa sono?

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cosa sono?

Messaggioda aramartis » mercoledì 30 agosto 2006, 13:27

Continua il mio viaggio nel centro storico di San Martino Valle Caudina (AV)... stamattina ho trovato quest'arma del 1757. A poca distanza c'è un portone con il simbolo della Farmacia, ma non sono riuscito a fotografarlo... esistono anche le arme dei mestieri?
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Qui non so neanche cosa rappresenti...sembra una spada, forse una croce...
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Re: cosa sono?

Messaggioda cipollone » mercoledì 30 agosto 2006, 14:23

aramartis ha scritto: A poca distanza c'è un portone con il simbolo della Farmacia, ma non sono riuscito a fotografarlo... esistono anche le arme dei mestieri?

certo che esistono! a Firenze le chiamavano "le ARTI"...

Nelle immagini postate più che stemmi vedo dei simboli: lo scudo è assente in entrambe e mi sembrano ricavate in bassorilievo in due conci di chiave giusto? Nel primo si distingue chiaramente un albero (pino?) e nel secondo una spada accostata da delle volute (???)
Ma la storia di questo/i palazzo/i che ci racconta? a cos'erano destinate le stanze alle quali si accede da questi due portoni ad arco?
:wink:
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Re: cosa sono?

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 30 agosto 2006, 15:52

cipollone ha scritto:
aramartis ha scritto: A poca distanza c'è un portone con il simbolo della Farmacia, ma non sono riuscito a fotografarlo... esistono anche le arme dei mestieri?

certo che esistono! a Firenze le chiamavano "le ARTI"...(omissis)...


...sì, ma (se l'emblema farmaceutico è dello stesso genere di queste due immagini) forse siamo di fronte a raffigurazioni di natura genericamente simbolica.

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Messaggioda aramartis » mercoledì 30 agosto 2006, 19:43

questi due simboli posso essere "le Arti"?
si, sono due conci di chiave(lo è anche quello della farmacia). La storia in questo caso non ci dice nulla...a memoria d'uomo sono due abitazioni.
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 30 agosto 2006, 20:06

aramartis ha scritto:questi due simboli posso essere "le Arti"?

Dubito molto...
...anche perchè, se in questo Comune fossero state attive simili corporazioni, ne troveresti traccia innanzitutto :wink: nelle fonti e nelle tradizioni, oltre che nelle pietre scolpite.


si, sono due conci di chiave(lo è anche quello della farmacia). La storia in questo caso non ci dice nulla...a memoria d'uomo sono due abitazioni.


...è una conferma al 8) dubbio di cui sopra!

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Messaggioda aramartis » giovedì 31 agosto 2006, 12:45

ho controllato: le uniche corporazioni esistenti in provincia erano religiose.
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 31 agosto 2006, 16:55

...quindi, quelle sculture sono (con estrema probabilità) semplici decorazioni artistiche.

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Messaggioda FML » giovedì 31 agosto 2006, 18:27

Gli oggetti raffigurati sui conci di chiave dei vecchi portali in pietra che lei, gentile Aramartis, ha fotografato e mostrato, non sono degli stemmi.
Come già altri colleghi ed amici del Forum hanno fatto notare, queste raffigurazioni rimandano a semplici abbellimenti che alcune famiglie più abbienti (o meno povere) fecero scolpire sugli archi lapidei d'ingresso delle loro case a partire dal XVI secolo fino agli inizi del XX.
L'Italia intera, nelle sue città, paesi e contrade, ne abbonda!
Considerando, pertanto, il diffuso utilizzo di questi "simboli familiari" e l'intento per cui si realizzavano si potrebbe affermare che ci si trova di fronte ad un fenomeno di para-araldica che, pur essendo ben distinto da questa scienza, ne imita in maniera povera il linguaggio (mutuandone ovviamente molte figure).
Girando nei centri storici (soprattutto medio-piccoli) del nostro bel Paese potremo così ammirare tanti conci di chiave su cui sono stati scolpiti animali, stelle, alberi, fiori, simboli di arti e mestieri, iniziali di nomi e, più di tutti, il celebre monogramma IHS, testimonianza che dalla famiglia che abitava in quella casa era nato un sacerdote.

Immagine
Monogramma del nome Iesus, diffuso da San Bernardino da Siena (sec. XIV) e utilizzato secoli dopo dalla Compagnia di Gesù (Gesuiti) come proprio stemma.

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Messaggioda Aesculapius » giovedì 31 agosto 2006, 18:57

Cari amici del Forum,
non v'è necessità di ricordarlo ma il monogramma IHS è l'acrostico di "IESUS HOMINUM SALVATOR"...
Repetita iuvant mihi :wink:

Antonio
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 31 agosto 2006, 19:01

Esatto, caro Ferrante.

Occorre però spendere due parole circa questo lato del discorso:
Ferrante Mancini Lucidi ha scritto:...(omissis)...si potrebbe affermare che ci si trova di fronte ad un fenomeno di para-araldica che, pur essendo ben distinto da questa scienza, ne imita in maniera povera il linguaggio (mutuandone ovviamente molte figure)...(omissis)...


É giustissimo iniziare a osservare con occhio attento anche i fenomeni simbolici affini all'araldica ma distinti da essa, e tali da ricadere in quella che si può definire para-araldica: il neologismo indica più "oggetti estetici" differenti, la cui natura si specifica come segue.

I primi e più diffusi di essi sono i manufatti le cui figure siano realizzate entro uno scudo, ed in forme araldiche, ma che non si abbinano a titolari esistenti o precisi (esempio: gli stemmi "inventati" in epoca barocca in favore di Adamo, Eva, e mille altri personaggi d'epoca prearaldica).

I secondi sono invece quelli che un titolare :wink: ce l'hanno... ma sono privi di almeno un elemento costitutivo dello stemma, di norma lo scudo (esempio: molti Papi fecero realizzare in Roma manufatti artistici di ogni genere, "personalizzandoli" con figure tratte dal loro stemma, come ad esempio Sisto V [Peretti] che pose il suo leone e le sue pere sull'obelisco di piazza San Pietro).

Ma, per rimanere all'esempio, mica 8) tutti i leoni visibili in piazza San Pietro sono da collegarsi a Sisto V...

...quindi, è opportuno limitare il concetto di figura "para-araldica" a quelle che effettivamente hanno legami diretti e dimostrabili con figure araldiche vere, e non a tutte le figure genericamente simboliche (le cui motivazioni ed origini di solito non si basano su uno stemma) come assai probabilmente sono quelle proposte da Aramartis.

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Messaggioda Aesculapius » giovedì 31 agosto 2006, 19:40

Caro Fra' Eusanio,
se posso esprimere un mio parere, sono perfettamente concorde con Lei :P Lei è riuscito però a verbalizzare ciò che io pensavo senza riuscire a dirlo...
In verità quei simboli presenti sugli onci di trave mi ricordano molto quei simboli apotropaici presenti su alcuni tetti dei trulli di Alberobello... sono dei simboli, alcuni anche con valore distintivo (nel senso che distinguevano un trullo da un altro e quindi una famiglia da un'altra) ma che sono ben lontani dall'essere equivalenti di uno stemma come lo intendiamo noi...

Saluti
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 31 agosto 2006, 19:44

...figure genericamente fitomorfe di questo genere abbondano su tutti i palazzi d'Italia...

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Messaggioda Aesculapius » giovedì 31 agosto 2006, 19:46

Certo,
ma non siamo di fronte a dei generici fiori "liberty" :wink: ma a figure fitomorfe e stilizzate... quasi simboliche ma nel senso, ripeto, religioso o apotropaico del termine...

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 31 agosto 2006, 19:49

...in 8) ogni caso, anaraldiche.

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Messaggioda FML » giovedì 31 agosto 2006, 22:12

Aesculapius ha scritto:Cari amici del Forum,
non v'è necessità di ricordarlo ma il monogramma IHS è l'acrostico di "IESUS HOMINUM SALVATOR"...


Forse sì, carissimo Antonio :wink:.
Stando ad alcuni, però, potrebbe anche significare In Hoc Signo (sotto questo segno), cioè sotto il segno della croce di Cristo che in effetti e poggiante sulla lettera H.
Io preferisco :D la versione di chi vi legge il monogramma del nome Gesù che in ebraico si dice Yeshua, forma abbreviata di Yehoshua (=Salvatore).
Tant'è che in non rari casi è scritta YHS.

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