...e per farmi perdonare cercherò di imbastire due pensieri sul terzo
stemmoide musicofilo qui proposto.
In effetti, a parte il
clone di Colonia, dei tre esso è il solo ad essere blasonabile, ma non mi lancerò nella descrizione. Non me la sento, e non perché non ne sarei capace...
Innanzitutto, per lo stile: è questione di gusti, ma la frammistione tra bidimensionalità e tridimensionalità mi suona stonata. Finché è il gatto del campo ad essere di due dimensioni, mi sta bene, ma l'ignoto volatile del cimiero no! Anche perché il flauto che esso impugna è a tutto tondo...
...come l'elmo e il mostriciattolo che circonda lo scudo, tronfi della loro volumetria, e del loro essere così
anaraldici: l'amico sebpasq vede nell'elmo il
briccone che per antonomasia identifica il bravo musicista che ha realizzato il disco, e io con lui, ma...
A sua volta, l'
ircoserpe (ignobile neologismo, che esorto i colleghi a dimenticare...) che avvolge lo scudo, è una curiosa e dubbiosa via di mezzo fra i colubri delle più antiche mitologie e gli incubi di generazioni di anglosassoni, inedito ma pur sempre "realistico" secondo i criteri estetici e simbologici degli albionici, ma...
...ma entrambi suonano agli occhi di un araldista come un vero e proprio sberleffo, fortemente cercato, voluto e raggiunto!
Ripeto: il disegno è a suo modo bello, senz'altro ben realizzato, anche abbastanza gradevole, a suo modo significativo, ma... è proprio il suo
significato (nemmeno troppo occultato) a renderlo un ottimo esempio di anaraldicità.
Bello sì, ma
stemmoide a tutti gli effetti, insomma...
Bene

valete