Brisure in Italia

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Brisure in Italia

Messaggioda Fabio Picolli » domenica 23 luglio 2006, 16:22

l'argomento è stato già più volte e in più occasioni, ma mi piacerebbe saperne di più!
come mai in Italia non si è mai avuta una regolamentazione delle brisure (vedi Regno Unito)?
come mai non si è mai sentito il bisogno di tale regolamentazione?
negli stati pre-unitari esistevano delle leggi a proposito?
nell'araldica sabauda quali erano le brisure (non solo per la famiglia reale)?
anche se non c'erano leggi, qual'era la cosuetudine per differenziare lo stemma di un primogenito da quello di un terzogenito?
esistono degli studi o proprio degli elenchi delle brisure utilizzate in Italia prima e dopo l'unificazione?
per ora sono queste le domande, ma sicuramente ce ne saranno delle altre :D !
grazie
fabio
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Brisure in Italia

Messaggioda alfabravo » domenica 23 luglio 2006, 21:46

Egr. Sig. Picolli,

intanto prenda queste note :)

I principali pezzi di brisura sono: lambello, bordura, bastone scorciato, filetto in sbarra, controfiletto, stelle, bisanti, anelletti, merlotti, conchiglia, cantone. la permutazione degli smalti si rivela più frequentemente in Italia, e specialmente a Venezia; vedi ad esempio Bon (1, partito d'argento e di rosso. 2, partito di rosso e d'argento) e Candiano (1, troncato d'oro e di rosso al leone dell'uno all'altro; 2, troncato di rosso e d'oro al leone dell'uno all'altro).
L'Italia, la cui araldica è stata improntata su quella tedesca, francese e spagnola, ha conservato il tipo di queste tre nazionalità per le sue brisure: nel Lombardo-Veneto sono brisati i cimieri; in Savoia e in Piemonte gli scudi, come pure nelle province meridionali, ove le bordure brisanti hanno il primo posto. LaToscana e gli Stati della Chiesa sono forse le uniche province ove le brisure scarseggiano.

Il 4 dicembre 1613 il Duca Carlo Emanuele di Savoia emanò la seguente ordinanza: "Proibiamo a tutti li naturali di qualsivoglia casato e famiglia l'uso dell'armi de' loro progenitori salvo col segno, barra o filo solito e che vi concorra il consenso in iscritto della maggior parte di quelli della medesima casata, famiglia e stirpe e che tale consenso sia da Noi confermato".

Scrive Antonio Manno nelle "Vicende dello Stemma sabaudo"
"All'epoca della morte di Beatrice, figlia di Tommaso I di Savoia (1266), le mogli portavano lo stemma pieno dei mariti. Spezzature troviamo invece negli scudi di Edoardo e Ajmone di Savoia, i quali, vivo Amedeo V loro padre, rompevano la pienezza dell'aquila con un lambello or di 3 or di 5 pendenti. Cioè dal 1308 al 1327 circa.
I figli legittimati di Savoia adotarono varie brisure nelle loro armi a distinzione della loro illegittimità. I conti di Collegno procreati da Antelmo, naturale di Filippo che fu nipote di Amedeo V, rompevano lo scudo pieno col filetto a sbarra di nero. poi i signori di Busca detti della Morea che tenevano lo stemma di questo principato cioè di rosso all croce d'oro ancorata, attraversata però per la spuria origine, da una sbarra di nero.
Lodovico, capostipite dei conti di Racconigi, portava il solito filetto di bastardiglia ed anche la croce caricata di 5 crocette dello smalto del campo, ma quando fu legittimato portò e tramandò ai suoi le armi degli Acaia, accostandole a guisa di sostegni da due spazzole d'oro col motto Tout Net per dimostrare la concedutagli purezza d'origine.
Queste tre linee di figli legittimati e cioè i Collegno, i Busca, i Racconigi appartenevano a tre linee degli Acaia.
Amedeo VII lasciò un figlio naturale, Umberto conte di Romont, luogotenete generale del Piemonte. Quetsi caricava la croce di 5 crescenti d'azzurro, attraversandola in banda con un filetto dello stesso..
Renato, detto il Gran Bastardo di Savoia, e lo era del Duca Filippo II alzava, prima la croce sbarrata col filetto nero; poi, dalla moglie dei Lascaris di Tenda, prese l'aquila bicipite inquartandola alla croce pura di Savoia"

Principe di Piemonte: di Savoia al lambello d'azzurro posto in capo.
Savoia-Aosta: di Savoia alla bordura di 12 pezzi d'azzurro e d'oro
Savoia-Genova: di Savoia all bordura di 12 pezzi di rosso e d'argento
Savoia-Acaia e, dopo la legittimazione del 1581, Savia-Racconigi
di Savoia al filetto di bastardiglia di nero
Savoia-Vaud: d'oro all'aquila di nero, lampassata e membratta di rosso, al
lambello dello stesso posto in fascia
Savoia-Ginevra: di Savoia alla bordura indentata d'oro
Savoia- Nemour: di Savoia all bordura di 12 pezzi di nero e d'oro
Savoia-Soissons: di Savoia alla bordura indentata d'azzurro

Distinti saluti da Ritter
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Re: Brisure in Italia

Messaggioda Fabio Picolli » mercoledì 26 luglio 2006, 10:33

Caro Ritter, per i problemi accaduti al sito la mia risposta precedente non è stata inserita!
grazie per le sue "note", davvero interessanti!

Ritter ha scritto:I principali pezzi di brisura sono: lambello, bordura, bastone scorciato, filetto in sbarra, controfiletto, stelle, bisanti, anelletti, merlotti, conchiglia, cantone.


quest'ordine rappresenta quello di genitura?

Ritter ha scritto:L'Italia, la cui araldica è stata improntata su quella tedesca, francese e spagnola, ha conservato il tipo di queste tre nazionalità per le sue brisure: nel Lombardo-Veneto sono brisati i cimieri; in Savoia e in Piemonte gli scudi, come pure nelle province meridionali, ove le bordure brisanti hanno il primo posto. LaToscana e gli Stati della Chiesa sono forse le uniche province ove le brisure scarseggiano.


qual'è il sistema differenziale in questi paesi?

Ritter ha scritto:Il 4 dicembre 1613 il Duca Carlo Emanuele di Savoia emanò la seguente ordinanza: "Proibiamo a tutti li naturali di qualsivoglia casato e famiglia l'uso dell'armi de' loro progenitori salvo col segno, barra o filo solito e che vi concorra il consenso in iscritto della maggior parte di quelli della medesima casata, famiglia e stirpe e che tale consenso sia da Noi confermato".


perchè a questo punto non si pensò di regolamentare le brisure, almeno nello stato sabaudo?

Ritter ha scritto:Scrive Antonio Manno nelle "Vicende dello Stemma sabaudo"
"All'epoca della morte di Beatrice, figlia di Tommaso I di Savoia (1266), le mogli portavano lo stemma pieno dei mariti. Spezzature troviamo invece negli scudi di Edoardo e Ajmone di Savoia, i quali, vivo Amedeo V loro padre, rompevano la pienezza dell'aquila con un lambello or di 3 or di 5 pendenti. Cioè dal 1308 al 1327 circa.
I figli legittimati di Savoia adotarono varie brisure nelle loro armi a distinzione della loro illegittimità. I conti di Collegno procreati da Antelmo, naturale di Filippo che fu nipote di Amedeo V, rompevano lo scudo pieno col filetto a sbarra di nero. poi i signori di Busca detti della Morea che tenevano lo stemma di questo principato cioè di rosso all croce d'oro ancorata, attraversata però per la spuria origine, da una sbarra di nero.
Lodovico, capostipite dei conti di Racconigi, portava il solito filetto di bastardiglia ed anche la croce caricata di 5 crocette dello smalto del campo, ma quando fu legittimato portò e tramandò ai suoi le armi degli Acaia, accostandole a guisa di sostegni da due spazzole d'oro col motto Tout Net per dimostrare la concedutagli purezza d'origine.
Queste tre linee di figli legittimati e cioè i Collegno, i Busca, i Racconigi appartenevano a tre linee degli Acaia.
Amedeo VII lasciò un figlio naturale, Umberto conte di Romont, luogotenete generale del Piemonte. Quetsi caricava la croce di 5 crescenti d'azzurro, attraversandola in banda con un filetto dello stesso..
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Distinti saluti da Ritter


da dove nacquero queste brisure?frutto della fantasia o hanno un loro significato?

dopo l'unificazione cosa accadde ai vari tipo di brisure?nel senso ci si trovava ora di fronte a più sistemi differenziali, anche completamente diversi tra loro, come è possibile che non si pensò di unificarli?
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p.s. caro Ritter mi dia del tu!!!
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 26 luglio 2006, 16:16

Caro Fabio,
se qui sopra a destra clicchi sul tasto "Cerca" e poi, sulla prima riga utile, scrivi "brisure", troverai in un batter d'occhio i link ai due topic che già dedicammo a suo tempo a questo discorso... :wink:

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Messaggioda Fabio Picolli » giovedì 27 luglio 2006, 14:07

Caro Frate
ben tornato!
beh ho spulciato un pò di vecchi topic, ma ho sempre delle domande lasciate in sospeso!
ok, in Italia non c'è mai stata alcuna regolamentazione in materia di brisure, ma, oltre a modificare o invertire gli smalti dello stemma, come funzionavano le differenziazioni?anche localmente!anche come consuetudini!
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Re: Brisure in Italia

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 27 luglio 2006, 16:27

...e per rispondere a queste domande sospese il vecchio frate si permette di riprendere i tuoi quesiti iniziali, ai quali :wink: l'amico Ritter aveva peraltro già dato buona risposta:
Fabio Picolli ha scritto:...(omissis)...
come mai in Italia non si è mai avuta una regolamentazione delle brisure (vedi Regno Unito)?

Attenzione: in Italia (come già ampiamente riferito) una regolamentazione si è avuta, ma senza spingerla ai livelli formali ed applicativi seguiti da altri (l'esempio dell'araldica britannica che tu hai riportato è solo il più noto e "pignolo" fra essi).

come mai non si è mai sentito il bisogno di tale regolamentazione?

Vale il discorso di prima: la causa va forse riscontrata nello spirito latino che impronta il nostro agire, più libero e creativo, e meno "inquadrato", rispetto ad altre mentalità.
Non dimenticiamoci che il fenomeno delle brisure richiede sempre una certa inventiva nell'apportare modificazioni ad un'arma già esistente, evitando nel contempo di scopiazzarne o ricalcarne un'altra.


negli stati pre-unitari esistevano delle leggi a proposito?
nell'araldica sabauda quali erano le brisure (non solo per la famiglia reale)?

A tutto questo è già stato risposto.

anche se non c'erano leggi, qual'era la cosuetudine per differenziare lo stemma di un primogenito da quello di un terzogenito?

In base a quanto abbiamo appena precisato, la risposta è: nessuna!
Tale genere di consuetudine è vigente altrove, non in Italia.


esistono degli studi o proprio degli elenchi delle brisure utilizzate in Italia prima e dopo l'unificazione?

Non mi risulta che vi siano libri dedicati all'argomento, ma potrei sbagliarmi.

per ora sono queste le domande, ma sicuramente ce ne saranno delle altre :D !
grazie
fabio


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Re: Brisure in Italia

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 27 luglio 2006, 16:38

Il vecchio frate, già che c'è, si permette di continuare il discorso, ma :oops: non certo per togliere la parola a Ritter! :wink:
Fabio Picolli ha scritto:...(omissis)...
Ritter ha scritto:I principali pezzi di brisura sono: lambello, bordura, bastone scorciato, filetto in sbarra, controfiletto, stelle, bisanti, anelletti, merlotti, conchiglia, cantone.

quest'ordine rappresenta quello di genitura?

No.
Ogni sistema araldico adotta o adottava criteri propri.
La lista di cui sopra raggruppa alcune fra le figure e le pezze da brisura più usate in Francia e in Inghilterra.
L'ordine di "genitura" è seguito tuttora in quest'ultima Nazione, e prevede (a seconda dei casi) fino a nove o dieci brisure per altrettanti figli di uno stesso padre.


Ritter ha scritto:L'Italia, la cui araldica è stata improntata su quella tedesca, francese e spagnola, ha conservato il tipo di queste tre nazionalità per le sue brisure: nel Lombardo-Veneto sono brisati i cimieri; in Savoia e in Piemonte gli scudi, come pure nelle province meridionali, ove le bordure brisanti hanno il primo posto.

Bellissimo il caso dei Sanseverino, di cui già parlammo a suo tempo.

LaToscana e gli Stati della Chiesa sono forse le uniche province ove le brisure scarseggiano.

qual'è il sistema differenziale in questi paesi?

In Toscana usavano assai la fantasia, mutando smalti, figure e pezze con assoluta libertà fino a creare spesso stemmi del tutto nuovi e diversi da quello di partenza.
L'esempio Albizzi di cui si parla in altro topic è solo uno fra i più semplici.


Ritter ha scritto:Il 4 dicembre 1613 il Duca Carlo Emanuele di Savoia emanò la seguente ordinanza: "Proibiamo a tutti li naturali di qualsivoglia casato e famiglia l'uso dell'armi de' loro progenitori salvo col segno, barra o filo solito e che vi concorra il consenso in iscritto della maggior parte di quelli della medesima casata, famiglia e stirpe e che tale consenso sia da Noi confermato".

perchè a questo punto non si pensò di regolamentare le brisure, almeno nello stato sabaudo?

La cosa ebbe regolamentazione, ma solo per la famiglia reale, nel 1890.

Ritter ha scritto:Scrive Antonio Manno nelle "Vicende dello Stemma sabaudo"...(omissis)...Principe di Piemonte: di Savoia al lambello d'azzurro posto in capo.
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Savoia-Acaia e, dopo la legittimazione del 1581, Savia-Racconigi
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da dove nacquero queste brisure?frutto della fantasia o hanno un loro significato?

Fantasia e consuetudini ebbero pari peso: la prima giocò soprattutto nelle cromie delle bordure, le seconde si riscontrano in filetto e lambello.

dopo l'unificazione cosa accadde ai vari tipo di brisure?nel senso ci si trovava ora di fronte a più sistemi differenziali, anche completamente diversi tra loro, come è possibile che non si pensò di unificarli?
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p.s. caro Ritter mi dia del tu!!!


Ciò invece ti conferma che le brisure sono state poco considerate ed usate nel nostro Paese.

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Re: Brisure in Italia

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 27 luglio 2006, 19:38

Ritter ha scritto:...(omissis)...Il 4 dicembre 1613 il Duca Carlo Emanuele di Savoia emanò la seguente ordinanza: "Proibiamo a tutti li naturali di qualsivoglia casato e famiglia l'uso dell'armi de' loro progenitori salvo col segno, barra o filo solito e che vi concorra il consenso in iscritto della maggior parte di quelli della medesima casata, famiglia e stirpe e che tale consenso sia da Noi confermato".
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"...(omissis)...I figli legittimati di Savoia adotarono varie brisure nelle loro armi a distinzione della loro illegittimità. I conti di Collegno procreati da Antelmo, naturale di Filippo che fu nipote di Amedeo V, rompevano lo scudo pieno col filetto a sbarra di nero. poi i signori di Busca detti della Morea che tenevano lo stemma di questo principato cioè di rosso all croce d'oro ancorata, attraversata però per la spuria origine, da una sbarra di nero. Lodovico, capostipite dei conti di Racconigi, portava il solito filetto di bastardiglia ed anche la croce caricata di 5 crocette dello smalto del campo...(omissis)...Amedeo VII lasciò un figlio naturale, Umberto conte di Romont, luogotenete generale del Piemonte. Quetsi caricava la croce di 5 crescenti d'azzurro, attraversandola in banda con un filetto dello stesso..
Renato, detto il Gran Bastardo di Savoia, e lo era del Duca Filippo II alzava, prima la croce sbarrata col filetto nero...(omissis)...


Carissimo Ritter,
a chiosa del tuo corretto ed articolato contributo, ed a conferma dell'assenza nel nostro Paese di "standardizzazioni" sul tema delle brisure, ci si può ben agganciare a questa parte del tuo discorso.

Il tuo dovizioso elenco di bande diminuite o ridotte a filetto di cui il Nord-Ovest è ricco può essere integrato con quella degli Challant, la maggior famiglia nobile valdostana che aveva per arma:
d'argento, al capo di rosso, alla banda diminuita di nero attraversante.

Antiche ipotesi vedevano in essa una brisura dell'arma del Monferrato (d'argento, al capo di rosso) dovuta a discendenza diretta, che il dato genealogico però non suffraga.

Viceversa, il dato storico vide che in epoche altomedievali i futuri signori del Monferrato estendevano la loro giurisdizione fin nella parte bassa della Valle d'Aosta, quella che sfocia nel Piemonte e sulla quale (dopo di loro) si insediarono gli Challant, che genealogicamente erano imparentati con i Savoia.

Ecco quindi che, se l'arma Challant brisa quella di Monferrato, lo fa per motivi "politici" e per una continuità di dominio, ma non di parentela.

Ed il bello è che, a loro volta, gli Challant si ramificarono in più dinastie (Ch.-Cly, Ch.-Chatillon, ecc.) i quali brisarono sì le proprie armi, ma ponendo sulla banda diminuita di nero (che era e restava comune a tutti) una o più figurine d'oro o d'argento (rami di palma, crescenti, code d'ermellino, colombe, ecc.).

Vedete quanto l'araldica permette alla fantasia di liberarsi e di esprimersi? É uno dei lati più belli della nostra scienza, forse uno fra i suoi momenti artistici e creativi più alti. :P

Sarebbe stato un delitto (o un'utopia) tentare di incanalarla nella freddezza di regole coercitive... :oops:

...non vi pare?

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Ultima modifica di fra' Eusanio da Ocre il venerdì 28 luglio 2006, 20:13, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda Fabio Picolli » venerdì 28 luglio 2006, 0:14

grazie mille ad entrambi!!!
mi state spingendo a prendere in mano quanti più stemmi diversi di una stessa famiglia e lavorare sulle brisure da essa adottate!la curiosità di sapere come si svilipparono le differenziazioni in Italia a seconda dei periodi e delle zone è tanta!
mi sa che farò tardi stanotte...!
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Brisure in Italia

Messaggioda alfabravo » venerdì 28 luglio 2006, 11:03

Ringrazio fra' Eusanio che battendomi in velocità, ha fatto il compito per me :D

Cordiali saluti da Ritter
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » venerdì 28 luglio 2006, 13:52

Fabio Picolli ha scritto:grazie mille ad entrambi!!!

Grazie a te per aver "dato il via" a questo topic.

mi state spingendo a prendere in mano quanti più stemmi diversi di una stessa famiglia e lavorare sulle brisure da essa adottate!

Sì, ma... :?

la curiosità di sapere come si svilipparono le differenziazioni in Italia a seconda dei periodi e delle zone è tanta! mi sa che farò tardi stanotte...!
fabio


...occhio :shock: a non vedere brisure dove non ce n'è!

É il :roll: rovescio della medaglia di quel che abbiamo detto finora: l'assenza di regolamentazione fa sì che tutto può essere la brisura di tutto, il che comporta numerosissime conseguenze negative.

Prima fra tutte, il confondere un errore esecutivo con una brisura volontaria...

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Re: Brisure in Italia

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » venerdì 28 luglio 2006, 14:05

Ritter ha scritto:Ringrazio fra' Eusanio che battendomi in velocità, ha fatto il compito per me :D

Beh, ma a :roll: differenza di come facevamo a scuola, qui non la smetteremmo mai di :P riempire fogli...
...seriamente: se ti ho "battuto sul tempo" in merito agli Challant, ti ho lasciato però tutto lo spazio che vuoi 8) su altri esempi!


Cordiali saluti da Ritter


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Messaggioda Fabio Picolli » venerdì 28 luglio 2006, 19:03

cercherò di verificare e confrontare prima di essere certo di trovarmi di fronta ad una brisura!
consultando il blaonario piemontese del Bona (un lavoro eccezionale) sto notando un amarea di modi diversi di brisare!
davvero interessante!
l'assenza di regole mi stimola ancora di più!
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » venerdì 28 luglio 2006, 19:08

Fabio Picolli ha scritto:cercherò di verificare e confrontare prima di essere certo di trovarmi di fronta ad una brisura!

Bravo.

consultando il blaonario piemontese del Bona (un lavoro eccezionale) sto notando un amarea di modi diversi di brisare!

Ad esempio?

davvero interessante! l'assenza di regole mi stimola ancora di più!

Questo è bene...

fabio


...ma ricorda che più l'ebbrezza è forte, più può trasformarsi in delusione cocente.

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Messaggioda Fabio Picolli » venerdì 28 luglio 2006, 19:33

prima di tutto sto iniziando a capire che la brisura in Italia fu usata per differenziare un ordine di nascita, ma per differenziare i vari rami che con i secoli si staccarono da una stessa famiglia!
esempi:
Challant :
D'argento al capo di rosso, con il filetto di nero in banda;

-Challant, Visconti di Aosta: Inquartato: I e IV, d'oro, all'aquila coronata di nero, armata di rosso, II e II, d'argento al capo di rosso, con il filetto di nero in banda;

-Challant di Cly: D'argento al capo di rosso, con il filetto di nero in banda caricato di tre crescenti d'argento;

-Challant di Châtillon, 1° ramo: D'argento al capo di rosso, con il filetto di nero in banda caricato di un anello d'oro ritirato verso il capo;

-Challant di Châtillon, 2° ramo: D'argento al capo di rosso, con il filetto di nero in banda caricato di una palma d'oro ritirata verso il capo;

-Challant di Ussel e St. Marcel: D'argento al capo di rosso, con il filetto di nero in banda caricato di una stella d'oro ritirata verso il capo;

-Challant di Aymaville: D'argento al capo di rosso, con il filetto di nero in banda caricato di una colomba d'argento ritirata verso il capo;

-Challant di Varey: D'argento al capo di rosso, con il filetto di nero in banda caricato di una moscatura di ermellino d'oro ritirata verso il capo.


Cacherano:
Fasciato ondato, innestato d'argento e di nero;

-Cacherano, conti di Rocca d'Arazzo: Inquartato, al 1º e 4º, d'oro all'aquila coronata di nero; al 2º e 3º, di rosso a tre monticelli d'argento, ristretti, sostenuti da un breve dello stesso, svolazzante in fascia, carico del motto "Mit Zeit", in minuscolo gotico, ciascun monticello carico di una pianta di semprevivo, al naturale; e sul tutto, fasciato ondato innestato, d'argento e di nero.

Alfazio:
Di rosso alla zampa d'oro, armata di nero.

-Alfazio-Grimaldi, conti di Bellino: Inquartato, al 1° e 4° di rosso alla zampa d'oro, armata di nero, al 2° e 3° fusato d'argento e di rosso.


Asinari:
-marchesi di Bernezzo e Clavesana: D'azzurro alla torre d'oro, la porta ferrata d'argento, con la bordura composta d'argento e di rosso;

-marchesi di Caraglio e S. Marzano: Partito, al 1º d'azzurro alla torre d'oro, con la bordura composta d'argento e di rosso, al 2º trinciato di rosso e d'argento;

-conti di Camerano: Inquartato, al 1º e 4º trinciato di rosso e d'argento, al 2º e 3º d'argento al trapano di nero, sul tutto una torre d'argento attraversante, e il tutto alla bordura composta d'argento e di rosso;

-signori di Orbassano e Virle: Inquartato, al 1º e 4º trinciato di rosso e d'argento, al 2º e 3º d'oro al trapano di nero e, sul tutto, d'azzurro, alla torre d'oro, la porta ferrata d'argento, con la bordura composta d'argento e di rosso.

Baratta:
D'argento a nove monticelli di nero isolati e ristretti, 3 2 1;

-consignori di Quattordio: D’oro a 9 monti, ristretti, di nero, 1, 2, 3, 2, 1, con la bordatura d’azzurro.

per ora mi fermo qui, ma ce sono tantissimi con cui divertirsi :D !
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