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sebpasq ha scritto:Egregi Signori
vorrei sottoporvi l'interessante questione del capo dottorale o capo di laurea: secondo il Bascapè-Del Piazzo è d'argento, caricato da un serto di alloro verde o oro (il Plessi ne distingue ben dieci esemplari). Esso spettava al membro di famiglia che fosse laureato e non era trasmissibile negli stemmi dei discendenti.
Le mie domande sono queste: secondo voi quando è stato creato questo capo?
É invenzione barocca, e che io sappia non è stato utilizzato al di fuori dell'ambito universitario bolognese di quel periodo
E ancora oggi è ancora uso inserire questo capon nel proprio stemma?
Non mi risulta
All'interno del capo si potrebbe inserire anche un riferimento grafico inerente all'Università in cui ci si è laureati?
E se si hanno più lauree?
Attendo con piacere i vostri interventi.
Saluti.
si arriva in cielosebpasq ha scritto:...(omissis)...Non credo che i capi di laurea facciano parte della cosidetta para-araldica, dopotutto testimoniare il fatto di aver conseguito una laurea non mi sembra una così secondaria: magari farlo nel modo più sobrio possibile, senza includere troppi simboli nel capo...(omissis)...
poi invece si slanciain un:
si potrebbe creare un capo così![]()
inquartato: nel 1 e nel 4 al serto d'alloro, nel 2 il simbolo del tipo di laurea (per esempio un pennello in storia dell'arte) e nel 3 lo stemma della città o dell'università dove si è conseguita la laurea.
![]()
Non mi sembrerebbe nulla di scandaloso, ma anzi un modo per far evolvere in modo sensato ed utile l'araldica.
Spero che uno dei prossimi obiettivi dello IAGI sia proprio quello di discutere le possibili variazioni dell'araldica in futuro e renderli "legittimi", altrimenti chiunque potrebbe sbizzarirsi a creare nuove regole che non hanno nulla a che vedere con l'araldica...(omissis)...
si arriva in cielo
si arriva in cieloT.G.Cravarezza ha scritto:Egregio Signor Forlanini,
condivido appieno il Suo discorso, ma vorrei porre una precisazione. E' sì vero che lo stemma araldico debba rappresentare l'essenza, la storia, le tradizioni, le virtù di una determinata famiglia e pertanto è assurdo inserire anche elementi indicanti riconoscimenti personali. Ma è altresì vero che lo stemma familiare possa essere uno, ben definito e quindi rappresentare le virtù, storia... della famiglia e poi, ogni membro possa inserire all'interno dello stemma personale anche elementi desunti dalla propria storia personale.
Quindi, ad esempio, lo stemma del Signor Rossi è ben determinato. Lo stemma del figlio è uguale logicamente a quello del padre ma con l'aggiunta del capo indicante la sua laurea. Insomma, non mi pare così scandaloso inserire anche elementi indicanti la proprie qualifiche personali all'interno del proprio stemma personale (senza logicamente eccedere nell'indicazione della propria profesisone et similia).
Nonostante quanto ho appena scritto, rimango comunque dell'opinione di rimanere molto sobri nel realizzare il proprio stemma.
Cordialmente
sebpasq ha scritto:Egregio signor Forlanini
capisco il suo punto di vista riguardo i troppi elementi che si dovrebbero inserire in uno stemma se dovessimo rappresentare tutte le nostre qualifiche, ma lei dimentica che a parte che la costruzione di uno stemma privato è personale e libera (e quindi uno ci può inserire i significati che preferisce (naturalmente legati alla propria realtà e non inserendo una concesione mai ottenuta) ), ma tenga presente che un individuo può avere anche più di uno stemma: per cui in uno di questi si potrebbe rappresentare graficamente anche una laurea o la professione che si esercita, non crede?
Più che come un'autoconcessione la vedrei come una testimonianza storica e anche pratica di un proprio titolo e come ha ricordato Fra Eusanio, Napoleone è stato alquanto geniale a creare la fitta rete di capi e quarti franchi ( che poi credo abbiano anche facilitato il lavoro degli storici nel loro lavoro.)
Così come in passato c'erano simboli per ogni arte anche oggi sarebbe molto utile creare dei simboli da legare alle varie professioni; non solo non ci vedrei nulla di scandaloso, ma in questo modo l'araldica assumerebbe un'utilità non indifferente; secondo me un modo per tenere viva l'araldica è che in futuro rappresenti cose come la propria professione o altre cose che in qualche modo ci individuino. Sinceramente continuare a raffiguare leoni e cavalli in uno stemma solo perchè sono dei simboli a noi cari non porta l'araldica ad un'evoluzione e quindi per me è naturale che essa serva degli scopi meno nobili come quello di rappresentare una laurea o una professione.
Spero che non prendiate queste mie tesi per "bestemmie araldiche", ma seppur in regole antiche secondo me l'araldica deve trovare nuove forme di espressione per mantenersi viva.
Forse sono un pò troppo aperto e anticonformista, ma queste sono le mie modeste opinioni a proposito, dopotutto sono solo un profano della materia e non certo un grande studioso, per cui...
Saluti.
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