fra' Eusanio da Ocre ha scritto:Caro amico,
siamo quindi nel bel mezzo di un vicolo cieco, perché l'oggettiva situazione odierna in cui si dibatte l'araldica statalmente intesa e tutelata non lascia affatto presagire una volontà pubblica di affrontare altri problemi in merito, e tanto meno di porre mano ai molti problemi (compreso questo) degli stemmi non pubblici...
Benevale
Gentilissimo Signor da Ocre,
l'errore, a mio avviso, è proprio quello di creder d'essere in un vicolo cieco.
E' facile arrendersi all'anarchia araldica rifiutandosi di sopperire alle lecune normative: ciò che secondo me andrebbe fatto, invece, è coinvolgere il mondo dei cultori dell'araldica nel voler definire, indipendentemente dalla legge, dei canoni da rispettarsi nella creazione di nuove armi che voglia essere seria e rispettosa delle tradizioni.
Non verrà accettata da alcuni? Continueranno ad esserci i profittatori e i creatori di pseudostemmi? Pazienza, almeno ci sarà, per chi lo vuole, un canone normativo sottoscritto dalle maggiori autorità ed associazioni che definirà chiaramente la fattispecie nell'attesa che , in un giorno ahimè lontano, il problema dell'araldica personale approdi nelle aule parlamentari.
Per questo, secondo me, è assurdo aspettare una legislazione statale in materia per occuparsi della questione. Anche perchè, credo, un simile tentativo di codifica potrebbe esser propedeutico al voelr sollevare il problema in ambito parlamentare.
Cordiali saluti

si arriva in cielo