La visita dei luoghi cesiani di Todi che ho effettuato Martedì 25 aprile è stata veramente interessante e ricca di un vasto panorama araldico non solo legato alla figura del vescovo Angelo Cesi.
Oltre alla stupenda Cattedrale tudertina, infatti, sono stato accompagnato insieme ad altre persone in tutti gli ambienti che nella città umbra furono realizzati per commissione del Vescovo umanista, come: il rinascimentale Palazzo Vescovile e l'annessa biblioteca, la chiesa del Ss. Crocifisso, la cripta della chiesa San Fortunato (dove riposano le spoglie di alcuni martiri cristiani originari di Todi e del celebre Fr. Jacopone da Todi) e la famosa Fonte Cesia, fontana pubblica costruita unendo i simboli araldici della famiglia Cesi con quelli comunali (v. immagine).
Angelo Cesi fu uno di quei vescovi cattolici nominati immediatamente dopo il Concilio di Trento, con l'intento di riorganizzare spiritualmente e materialmente la Chiesa locale (=Diocesi) loro affidata. Nel caso specifico, sull'esempio del grande Carlo Borromeo arcivescovo di Milano (col quale ebbe buona amicizia), il Cesi si adoperò affinchè la Chiesa riscoprisse dal punto di vista spirituale la semplicità e la bellezza delle origini. Per ciò che concerne gli aspetti più materiali, invece, egli rivitalizzò la Curia, il clero, la liturgia e l'apostolato. Si profuse personalmente per la formazione culturale dei sacerdoti, vigilando su di loro affinchè conducessero vita esemplare e fossero veri ministri di Gesù in seno alla popolazione.
Da tipico uomo del suo tempo incentivò l'architettura, la pittura la musica e tutto ciò che potesse migliorare l'aspetto degli edifici sacri e della liturgia.
Molti monumenti di Todi recano la sua insegna araldica che spesso, come già visto, presenta, oltre alla tradizionale arma di famiglia, il capo
d'oro a tre bande di rosso ispirato allo stemma di Pio V (Ghislieri) per riconoscenza nei confronti del Papa che lo nominò Vescovo di Todi.
Ferrante
P.S.: In alcuni affreschi del Palazzo Vescovile il suo stemma ha erroneamente il capo
d'oro a tre sbarre di rosso al posto delle esatte
tre bande 
....a causa di un pittore poco avvezzo alle regole araldiche (bravo Fra' Eusanio

)!