da G.R.Manzoni di Chiosca » sabato 2 settembre 2006, 5:31
Cari amici, tralasciando ‘leggende’ e racconti anedottici, cercherò di delineare, in sunto (cioè prendendo in considerazione solo gli agganci genealogici che ci interessano), i rapporti che legano i Manzoni della Valsassina (detti anche di Bergamo, di Milano e di Lecco), i Manzoni di Venezia, Padova, Agordo, Belluno e i Manzoni della Val Brembana (poi detti di Bergamo, di Solarolo, di Lugo Romagna, quindi Conti di Chiosca e Poggiolo). Per questo intervento devo ringraziare, alla memoria, mia padre Giovanni Manzoni, già custode dei nostri archivi di famiglia nonché storico e ricercatore, e tutti colore che, dopo la sua morte, avvenuta nel 1990, mi hanno aiutato ad approfondire ulteriormente le ricerche riguardanti il nostro casato.
Arma della Manzonia Gens della Valsassina, tratto dal libro delle famiglie Nobiliari di Milano edito nell’anno 1771, ma già inciso su di una lapide sepolcrale, datata 1581, oggi distrutta (ne restano le fotografie anteguerra), posta nella chiesa parrocchiale di Barzio: Interzato in fascia il 1° d’oro all’aquila di nero, coronata del campo; il 2° di rosso al manzo d’argento passante; il 3° bandato di argento e di rosso. Primo di questa Gens di cui si ha notizia è Giacomo (vissuto nella prima metà del XV secolo, non si hanno date certe né di nascita né di morte), da cui Simone detto Manzino (viv.1455), da cui Bartolomeo detto il Bono (viv.1494), da cui Pasio (viv.1507), da cui Giovanni Maria Claudio (viv.1570), da cui Giacomo Maria (n.1514 m.1606 conosciuto come Conte di Ravenna, Cavaliere Aurato del Sacro Palazzo e Aula Lateranense – sposa Elisabetta Casari), da cui Pasino (m.1592 – sposa Margherita Arrigoni), da cui Giacomo Maria (n.1576 m.1642 – sposa Ludovica Airoldi), da cui Alessandro (n.1626 m.1656 – sposa in prime nozze Francesca Piazzoni, dalla quale ha 2 figli, in seconde nozze Matilde Manzoni di Chiosca, dalla quale non ha figli), da cui Pietro Antonio (n.1656 m.1736 Notaio, Giureconsulto, Signore di Moncucco dal 1691 – sposa Margherita Arrigoni), da cui Alessandro Valeriano (n.1686 m.1752 Laureato in Legge, Signore di Moncucco – sposa Margherita di Fermo Porro), da cui Pietro Antonio (n.1736 m.1807 Signore di Moncucco – sposa in prime nozze Margherita Arrigoni, nipote della moglie del trisnonno, da cui non ha figli, poi, in seconde nozze, Giulia Beccaria Bonesana), da cui Alessandro (n.1785 m.1873 Scrittore, Senatore del Regno d’Italia). I Manzoni della Valsassina si estinguono con Enrico e Achille, morti alla fine del secolo scorso senza lasciare figli. I componenti di detta linea sono iscritti negli Elenchi Ufficiali Nobiliari Italiani a volte coi titoli di Don e Donna, di Signore e una volta di Conte di Moncucco, quasi sempre di Nobile.
Arma della Manzonia Gens di Padova dal Diploma Imperiale in data 15 novembre 1682: Inquadrato al 1° e 4° d’oro all’aquila bicipide di nero, coronata in campo; al 2° e 3°di rosso all’aquila bicipide coronata di argento; in centro sul tutto d’argento al manzo in nero passante. Detto ramo di Padova è iscritto nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana e nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano col titolo di Nobili poi di Marchesi. Primo di questa Gens di cui si ha notizia è Francesco da Bergamo (n.1586 m.1648 Uomo d’arme, assieme al fratello minore Giovanni, militante sotto le insegne della Serenissima Repubblica di San Marco, poi Mercante, entrambi figli di Antonio, fratello minore di Giacomo Maria dei Manzoni della Valsassina), da cui Giovanni, Giuseppe e Antonio (Mercanti ricchissimi che dal bergamasco, allora sotto il dominio di Venezia, si trasferiscono a Padova, venendo ascritti, in data 1669, nel Patrio Consiglio Nobiliare di detta città per poi ottenere, per motivi finanziari, in data 15 novembre 1682, il titolo di Marchesi conferito loro da Giovanni III di Polonia, titolo trasmissibile a tutti i maschi e le femmine delle loro linee discendenti; detto titolo venne riconosciuto in data 11 agosto 1685 anche dalla Serenissima Repubblica di San Marco la quale, dietro forte compenso di denaro, li aggregò anche al Patriziato Veneto e a quei Possedimenti in data 21 giugno 1687). Nelle “Memorie” di Giacomo Casanova viene menzionato il famoso salotto della Marchesa Manzoni di Padova, avente palazzo sul Canal Grande a Venezia. Invece Giovanni (Uomo d’arme e fratello minore di Francesco) diviene Patrizio di Venezia e il di lui figlio Antonio diviene Patrizio anche di Agordo e di Belluno. Detto ramo è iscritto nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana e nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano col titolo di Nobile. Arma della Manzonia Gens di Venezia, Agordo e Belluno dal Diploma Imperiale in data 31 ottobre 1820: Troncato di argento e di nero, alla banda di rosso, carica di tre bisanti d’oro, accompagnata nel 1° punto a sinistra da una testa di manzo nero, in maestà, anellata d’oro; nel secondo punto a destra da un covone d’argento.
I MANZONI DI CHIOSCA E POGGIOLO. Armi della Manzonia Gens della Val Brembana (località San Giovanni Bianco), poi detti di Bergamo, di Solarolo e di Lugo di Romagna: il primo, da Nobili, mantenuto fino al 1768, raffigura un Manzo bianco rampante con stella d’oro a cinque punte tra le corna, addossato a una quercia a colori naturali, il tutto in campo azzurro cielo e verde campagna; il secondo, con l’investitura al titolo di Conti di Chiosca e Poggiolo, Inquartato nel 1°, 2° e 3° d’azzurro al destrocherio armato al naturale tenente una mazza d’argento, posta in banda, con una stella d’oro a sei punte nel canton sinistro del capo; nel 4° d’argento a tre spine di pesce di rosso poste in fascia. Questo secondo Arme oltre ad essere riconosciuto ed iscritto nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano è anche rappresentato nelle Tavole Albriziane rappresentanti gli stemmi delle famiglie nobili del lughese alla metà del 1700. Primo di questa Gens di cui si hanno notizie dettagliate è Domenico Maria detto il Grinfia (n.1517 m.1583, figlio di Giovanni Maria di Valsassina – vedi sopra – e fratello di Giacomo Maria di Valsassina, n.1514 m.1606, conosciuto come Conte di Ravenna – vedi sopra; Domenica Maria era Uomo d’arme militante sotto le insegne della Serenissima Repubblica di Venezia e Patrizio di Ravenna). Altri personaggi della Manzonia Gens di Romagna: Matilde (n.1624 m.1687, che va sposa ad Alessandro di Valsassina nel 1654 – vedi sopra), Antonio (n.1665 m.1724 nobile di Lugo e Ravenna, Amministratore unico dei beni della Famiglia Bentivoglio di Bologna), Virgilio (n.1675 m.1735 Comandante delle Truppe Pontificie nella Legazione di Ferrara, Nobile di Lugo, Ravenna e Ferrara), Giuseppe (n.1701 m.1763 Capitano delle Truppe Estensi in Modena, Nobile di Lugo, Ravenna, Ferrara e Modena), Matteo (n.1708 m.1749 Capitano nelle Truppe Imperiali Austriache poi Frate Cappuccino, quindi Certosino in Ferrara), Antonio (n.1733 m.1799 Capitano nelle Truppe del Regno di Polonia, poi Comandante delle Truppe Estensi in Modena, Patrizio di Lugo, Modena e Ferrara, poi Conte di Chiosca e Poggiolo con Decreto del Duca Francesco III d’Este in data 23 novembre 1768), Virgilio (n.1736 m.1807 Colonnello nelle Truppe Estensi poi in quelle Papali), Giambattista (n.1762 m.1829 Capo degli insorti lughesi contro le Truppe di Napoleone nel 1796), Giacomo Maria (n.1816 m.1889 Volontario Garibaldino, Ministro del Tesoro durante la Repubblica Romana del 1849, Bibliofilo, Filologo, Bibliografo, Matematico, Ebraista etc. di fama mondiale, nonché insignito, per meriti, del Patriziato dalla Repubblica di San Marino), Angelo (n.1842 m.1895 Entomologo, Naturalista, Archeologo, Geologo di fama mondiale), Gaetano (n.1871 m.1937 Diplomatico, primo Ambasciatore italiano presso il Governo dei Soviet a Mosca, Ambasciatore italiano a Parigi, Senatore del Regno), Guido (n.1877 m.1953 Ufficiale di Marina, coi MAS di D’Annunzio a Bucari, poi Ammiraglio), Piero Manzoni (n.1933 m.1963 Artista di fama mondiale).
I MANZONI ANSIDEI. Luigi Manzoni di Chiosca e Poggiolo (n.1844 m.1905) sposò Francesca, ultima discendente della Nobile Famiglia Ansidei di Perugia. Al cognome Manzoni, del loro unico figlio maschio Giuseppe (n.1874 m.1942 Gran Cerimoniere alla Corte dei Savoia e Membro a Vita della Consulta Araldica Italiana), venne quindi unito anche quello Ansidei. Giuseppe Manzoni Ansidei sposò la cugina Beatrice Manzoni di Chiosca e Poggiolo (Presidentessa Internazionale della Società San Vincenzo De’ Paoli). Dal matrimonio nacquero Giacomo Maria (n.1904 m.1945 (Presidente-Amministratore della Fondazione Ad Studia Manzoni), Luigi (n.1906 m.1945 Diplomatico, Console Italiano a Berlino durante la RSI poi Segretario del Ministro della RSI Fernando Mezzasoma a Salò), Reginaldo (n.1907 m.1945 Ordinario della Cattedra di Chimica presso l’Università di Bologna). La Contessa Beatrice e i Conti Giacomo Maria, Luigi e Reginaldo Manzoni Ansidei verranno barbaramente trucidati, in località Frascata di Lugo, la notte del 7 luglio 1945, a guerra ormai finita da oltre due mesi, da un gruppo di partigiani comunisti. L’assassinio passerà alla storia come “l’eccido dei Conti Manzoni”. Di tale fatto hanno parlato Gianfranco Stella nel suo libro “L' eccidio dei Conti Manzoni di Lugo di Romagna” e Giampaolo Pansa nel suo libro “Il sangue dei vinti”. Arma dei Manzoni Ansidei: Inquartato nel 1° di azzurro al destrocherio armato tenente una mazza d’argento posta in banda con una stella d’oro a sei punte nel canton sinistro del capo; nel 2° d’argento a tre spine di pesce d’oro poste in fascia; nel 3° Partito: a) di rosso con bande in oro, b) di rosso con bande in argento; nel 4° con zampa in palo di leone rampante al color naturale. Con tale fatto detto ramo si è estinto.
I MANZONI BORGHESI. Agostino Bartolomeo Manzoni di Chiosca e Poggiolo (n.1846 m.1907 Patrizio di San Marino perché figlio di Giacomo Maria n.1816 m.1889 – vedi sopra – unisce al cognome Manzoni quello Borghesi, nobile famiglia di San Marino già imparentata coi Manzoni, il cui ultimo discendente, non avendo eredi, lascia tutti i suoi beni al suddetto). Da Agostino Bartolomeo nasceranno Angelo (n.1882 m.1950 Sette volte Capitano Reggente della Libera Repubblica di San Marino e Ministro Plenipotenziario presso il Sovrano Ordine di Malta) e Pietro (n.1886 m.1940). Da Angelo nasceranno Nicola (n.1921 m.2005 che non lascia figli maschi) e Marina (n.1918 m.2004). Da Pietro nascerà Bartolomeo (n.1910 m.1976 Pittore). Da Bartolomeo nascerà Gaetano (n.1939). Se Gaetano non avrà figli maschi anche detto ramo si estinguerà. Arma dei Manzoni Borghesi: Partito: nel 1° troncato: a) d’azzurro al destrocherio armato tenente una mazza d’argento posta in banda con una stella d’oro a sei punte nel canton sinistro del capo, b) d’argento a tre spine di pesce di rosso poste in fascia; nel 2° d’azzurro al grifo d’oro, la coda spezzata e sanguinante.
Motti d’Arme dei Manzoni di Chiosca e Poggiolo: “Ubi centrum ego sum” poi “Usque ad mortem et ultra”.
Motti d’Arme dei Manzoni Ansidei: “A Deo et ad Deum cuncta” poi “Fortiter et prudenter”.
Motto d’Arme dei Manzoni Borghesi: “Ad sidera”.
Fonti: “Manzonia Gens di Lugo di Romagna” di Giovanni Manzoni di Chiosca, Ed. Arti Grafiche Tamari, Bologna, 1967; “I Manzoni” di Giovanni Manzoni di Chiosca, Ed. Walberti, Lugo di Romagna, 1985; Archivi Generali Pontifici o dello Stato del Vaticano; Archivi Vescovili di Bergamo, Lecco, Padova, Venezia, Belluno, Bologna, Ferrara, Ravenna, Forlì, Imola, Faenza; Archivi Notarili di Bergamo, Milano, Padova, Venezia, Belluno, Modena, Bologna, Ferrara, Ravenna; Parrocchiali delle Diocesi di Bergamo, Lecco, Ravenna, Forlì, Imola, Faenza; Archivio “Fondazione Ad Studia Manzoni” di Lugo di Romagna (di cui ora sono il Presidente-Amministratore); Archivio di Famiglia Manzoni di Chiosca e Poggiolo di San Lorenzo di Lugo e Manzoni Borghesi di San Marino; Archivi Nobiliari della Famiglie: Emaldi di Faenza, Rossi di Bologna, Ricci Curbastro di Lugo, Bolis di Lugo, Cavallini di Lugo, Monsignani Sassatelli Morattini di Bertinoro, Rangoni di Modena, Aleotti e Massari di Ferrara, Calcagnini D’Este di Ferrara e Roma, Oddi Baglioni di Roma, Degli Oddi di Perugia (tutte Famiglie imparentate coi Manzoni di Chiosca); “Enciclopedia Storica e Nobiliare” di Vittorio Spreti e Collaboratori, Milano 1931; “Tavole Nobiliari dell’Istituto Albriziano”, Venezia 1765; “Elenchi delle Famiglie Nobili e Titolate delle Consulte Araldiche di Roma e Firenze”; “Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano”; “Libro d’Oro della Nobiltà Italiana”.
Grazie dell’attenzione. Un saluto. Vostro Gian Ruggero Manzoni di Chiosca e Poggiolo
Gian Ruggero Manzoni di Chiosca e Poggiolo