Sul sito del CGCNI alla discussione http://www.cnicg.net/forum/subject.asp? ... eid=2#8218 Certificazioni di nobiltà in Spagna firmato da Lucullus si legge:
Da Rivista Araldica, Mar-Apr.1984 –
L’ANNOSA SCONCERTANTE, IRRISOLTA QUESTIONE DEI TITOLI NOBILIARI ITALIANI OGGETTO DI RIABILITAZIONE IN SPAGNA.
Articolo del conte E. Capasso delle Pastene
Si può dire non passi mese senza che la Gacetilla del Estrado de Hidalguia, mensile dell’Asociacion de Hidalgos a Fuero de Espana, non riporti (e giustamente) il provvedimento o la richiesta di “riabilitazione” di antichi titoli nobiliari italiani, conferiti dai Sovrani spagnoli che regnarono anche su territori italiani.
I beneficiari o aspiranti, sono però per lo più, ma non necessariamente spagnoli, ed è sufficiente, in difetto di opposizione dei primi aventi diritto, che in qualche modo discendano da coloro che ebbero, contemporaneamente o dopo, investitura di feudi con incardinati
i titoli stessi. Dico in qualche modo, intendendo discendenze femminili e per di più lontane, giacchè tali riabilitazioni sono ottenibili, nonostante l’esistenza in Italia o altrove della discendenza diretta per linea maschile dal primo investito o di quella, prima successibile in linea femminile, quando si sia verificata tale successione regolarmente prevista nella legislazione di alcuni Stati italiani, e nonostante l’iscrizione delle medesime discendenze, con i titoli ufficialmente spettanti, negli elenchi della Consulta Araldica del Regno d’Italia, titoli che, ripeto sono gli stessi che, per l’attuale legge spagnola vengono trasferiti in altre famiglie.(1)
Omissis
Siamo in presenza di un’aberrante situazione: la vigente legislazione nobiliare spagnola, prende in considerazione titoli conferiti dai Sovrani Spagnoli, non come Re di Spagna, ma come Sovrani dei singoli stati italiani, le cui indipendenti corone si riunivano nella stessa persona di un Sovrano, Re quindi di più Regni aventi ognuno proprie ben distinte fisionomie, amministrazione e differenti leggi nobiliari. Titoli perciò concessi secondo le leggi dei diversi Stati e regolati attraverso gli organi degli stessi, e non del Regno di Spagna. Titoli italiani di pieno diritto, come lo sono quelli dell’Imperatore Carlo VI concessi in alcuni degli stessi Stati, senza che in seguito mai l’Austria fino al 1918 li considerasse austriaci o imperiali. Ed è persino superfluo riportare a dimostrazione, gli spiccioli esempi del titolo di Principe, conferito a Madrid, che, contemplato dalle leggi locali, abbonda nel Napoletano e in Sicilia, mentre è sconosciuto in Spagna e dalla legge spagnola, o quello di Duca, non conferito in epoca spagnola nel Milanese, perché, appunto nel Milanese, Duca e non più di Duca era il Sovrano di Milano, lo stesso che era Re in Spagna, a Napoli, in Sicilia, in Sardegna,ecc.
Tali concetti vengono del resto ribaditi autorevolmente e significativamente proprio da uno spagnolo che, oltre ad aver avuto con chi scrive più scambi di idee sull’argomento abbracciando in pieno le ragioni italiane, in due saggi (2) rifà la storia di come si è pervenuti alle riabilitazioni. Si tratta di Vicente de Cadenas y Vicent, oggi unico cronista re d’armi di Spagna, nonché Segretario Generale della “Hidalguia”, ben noto araldista e storico, che riposta inoltre nel suo secondo studio, tutto il resoconto sulla trattiva diplomatica, datoci nel novembre 1020 del compianto ed insigne studioso Duca Agostino de Vargas Machuca.
Omissis
Anche nel CNI, tutta la questione, proprio da chi scrive risollevata, è ancora alla prima fase di studio nell’incertezza di poter avanzare, con un minimo di successo, una circostanziata “memoria” alla Sezione Araldica della Segreteria Generale Tecnica del Ministero della Giustizia di Madrid.
Ed è di portata molto maggiore di quando ne scrivevano gli araldisti menzionati, per il moltiplicarsi delle “riabilitazioni” intervenute, con un elenco già sbalorditivo di titoli,antichi e spesso importanti, “caduti” e presi di mira (riabilitati e sotto riabilitazione” sempre in ascesa; elenco di interesse di diverse circoscrizioni nobiliari e riguardante oltre la metà dell’attuale nostro territorio nazionale, dal Milanese storico (vale a dire anche parte dell’odierno Piemonte), all’intera Italia meridionale (il Napoletano storico, che comprende gli Abruzzi e il Molise), alla Sicilia, alla Sardegna e, virtualmente allo Stato dei Presidi..
Omissis
Per ora – quando al corrente – non resta ai cittadini italiani interessati, che avanzare con lettera, opposizione formale al Ministero di Madrid, entro tre mesi dalla pubblicazione della richiesta di riabilitazione sul “Bollettino Ufficiale” del Regno di Spagna, riservandosi di presentare la documentazione del loro prioritario diritto entro un anno.
Trascorsi tali termini, si deve ricorrere alla via giudiziaria. La richiesta di riabilitazione – che prescinde, come si è visto, dall’esistenza fuori dalla Spagna della linea diretta di una famiglia – decade però, se il Ministero, entro due anni, non ricevesse la documentazione ritenuta sufficiente.
E. delle Pastene
Lvcvllvs.
1) L’articolo fu scritto nel 1984, proprio in concomitanza di questo…bussare disperato… alla seconda parte del Libro d’Oro con in mano…. le carte spagnole
. Ma tant’è….c’è gente che è dedita al taccheggio , altri borseggiano sull’autobus, altri ancora svaligiano le banche, e altri…che “se fregheno li mor…cci…” degli altri…. (N.d.Lv.)
2) de Cadenas: “Titulos concedidos in Nàples, Sicilia,Cerdena o MIlan por Monarcas espanoles que tambiem eram soberanos de aquellos Estados” – Madrid, Hidalguia,1982,Istituto Salazar y Castro e, dello stesso autore, quale comunicazione al XV Congresso Internazionale di Scienze Genealogiche e Araldiche di Madrid:
“NAturaleza del los titulos nobiliarios concedidos por Monarcas Espanoles en territorios que non costituìan la NAciòn espanola, como Soberanos de aquellos,Madrid 1982, Istituto Salazar y Castro (N. d.Art.)
Questa è la mia risposta:
Non capisco cosa voglia dire questo intervento in questo topic dove si parla di Certificazioni di nobiltà in Spagna. Enzo Capasso Torre scrive in merito alle riabilitazioni di titoli nobiliari che è argomento completamente differente e non ha nulla a che vedere con le certificazioni di nobiltà.
Pier Felice degli Uberti