Santi e Nobiltà

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 15 giugno 2006, 16:41

eugubino ha scritto:...(omissis)...In un disegno secentesco, riproducente però quel che allora restava di un ciclo di affreschi quattrocentesco

Quindi, entrambi ben posteriori all'attività del Serafico. :wink:

che una volta decorava uno dei due chiostri del convento francescano (oggi non resta più nulla), sono raffigurati due noti episodi della vita del Serafico (il ricevimento del primo abito e l'ammansimento del lupo). Sulla casa da cui esce lo Spadalonga che porge il saio a Francesco, si vedono disegnati vari scudi, tutti contenenti una o più spade...(omissis)...


A mente, mi pare di rivedere in tali scudi lo stemma tradizionalmente attribuito (a posteriori!) alla famiglia di Francesco.

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Messaggioda eugubino » giovedì 15 giugno 2006, 17:52

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Messaggioda T.G.Cravarezza » giovedì 15 giugno 2006, 18:43

Fabio Picolli ha scritto:ho appena inviato al gentile Tomaso lo stemma della famiglia Bulhoes che ho trovato in un sito porteghese di genealogia (non so se è affidabile http://genealogia.netopia.pt/familias/f ... php?id=186 )!
è diverso da quello di Wikipedia, provo a blasonarlo:
d'argento, alla croce scorciata di rosso, ogni braccio terminante con tre ghiande d'oro al picciolo di verde.
cimiero: una quercia di verde fruttata (d'oro?).

questa è blasonatura portoghese:
"De prata, uma cruz de vermelho solta, maçenetada de doze bolotas de ouro com casculhos de verde.
Timbre: uma aspa de vermelho, com seis bolotas do escudo nas pontas de cima, três em cada uma"

il cimiero non capisco se è blasonato con 6 ghiande o no! nel disegno le ghiande sono di più!

comunque mi sembra strano lo stemma di wikipedia :
gli scudetti d'azzurro con i cinque bisanti d'argento non era lo stemma della casa reale potoghese?
anche la casa di Albuquerque inquarta la sua arma con quella d'argento a cinque scudi di azzurro in croce, caricati di cinque bisanti del primo, disposti 2, 1, 2!

fabio


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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 15 giugno 2006, 18:50

Questa particolarissima croce è tuttora in uso nell'araldica civica portoghese, come si vede nell'arma del comune di Santo Antonio da Charneca:
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Messaggioda Guido5 » giovedì 15 giugno 2006, 22:50

Cari amici,
mi sembra evidente che i portoghesi identificano con Sant'Antonio di Padova/Lisbona la croce con le 12 ghiande dei Bulhoes: si vedano anche gli stemmi di Santo Antônio da Alegria e Santo Antônio do Aracanguá in Brasile al "classico" sito http://www.ngw.nl/...

Ciao a tutti!
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Messaggioda StefanoM » venerdì 16 giugno 2006, 11:04

Bulhão História

Consoante alguns genealogistas, a família que fez uso deste apelido proviria de um parente de Godofredo de Bouillon, o fundador do reino cristão de Jerusalém, que tivesse vindo com Henrique da Borgonha para a Península e aqui deixasse posterioridade.
É esta, uma lenda desprovida da menor verosimilhança. Sendo muito mais provável que o nome de Bulhão ou Bulhões derivasse da moeda assim designada, senão de uma quinta no termo de Lisboa que também assim se dominava. Santo António de Lisboa ou de Pádua, o grande doutor e pregador franciscano, chamou-se no século Fernão Martins e era filho de um Martim de Bulhão e de sua mulher, que os genealogistas dizem ter sido D. Teresa Taveira, filha de Paio Soares Romeu e de D. Sancha Henriques de Portocarreiro. Mas se parece ser verdadeira a filiação paterna do santo protector de Lisboa, tudo o resto se não encontra minimamente provado documentalmente. Nem sequer é possível garantir-se que o apelido Bulhões tenha derivado do Bulhão.

Armas
De prata, uma cruz de vermelho solta, maçenetada de doze bolotas de ouro com casculhos de verde.
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Títulos, Morgados e Senhorios
Senhores do morgado de Bulhaco

Anche in portoghese lo stemma è....lo stesso! :wink:

Caro Fabrizio e riguardo alla famiglia di Chiara d'Assisi cosa si sa?

Lo stemma di una santa celeberrima: Giovanna d'Arco.

http://www.jeanne-darc.com/

http://www.memodoc.com/articles-ste-jeanne-arc.htm

Esiste una genealogia della casata D'Arc?
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Messaggioda eugubino » sabato 17 giugno 2006, 9:18

StefanoM ha scritto:

Caro Fabrizio e riguardo alla famiglia di Chiara d'Assisi cosa si sa?



Spiacento, non posso aiutarti.



http://www.terrainvisibile.it/assisi/doc/ita/vitach.htm


Chiara nasce da una nobile famiglia nel 1194, da Favarone di Offreduccio di Bernardino e da Ortolana.
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Messaggioda Fabio Picolli » domenica 18 giugno 2006, 18:37

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:Questa particolarissima croce è tuttora in uso nell'araldica civica portoghese, come si vede nell'arma del comune di Santo Antonio da Charneca:
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come si blasona questa croce?
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Messaggioda StefanoM » martedì 20 giugno 2006, 9:57

Alcuni Santi e Beati...blasonati.

Sant'Alberto degli Abati da Trapani
Santa Maria Maddalena dei Pazzi
Santa Teresa Margherita Redi
Sant'Andrea Corsini
Il Beato Forte Gabrielli di Gubbio
Sant'Abbondanza di Spoleto
Il Beato Rodfolfo da Gubbio
San Bonfiglio dei Bonfigli di Osimo
Sant'Ubaldo Baldassini di Gubbio

Vi confesso la mia ignoranza sui santi blasonati della mia Regione.
Ne sapete qualcosa?
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Messaggioda marcoluca » martedì 20 giugno 2006, 10:53

Poichè siamo abruzzesi (io un po' meno) merita ricordare
San Camillo de Lellis fondatore dei Camillini o Camilliani.
San Camillo era di nobile famiglia teatina!
Nessuno dice la verità su di sé, perciò ciò che conta davvero è quello che le persone mostrano con le proprie azioni. (Sherry Argov)
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Messaggioda Guido5 » martedì 20 giugno 2006, 11:01

Caro Stefano,
il patrono dell’Abruzzo, il passionista san Gabriele dell'Addolorata (Assisi, 1838 - Isola del Gran Sasso, 1862) battezzato con il nome di Francesco era figlio di un Sante Possenti che credo nobile, visto che era governatore dello Stato pontificio. Aggiungo ancora:
- Berardo vescovo (Pagliara, metà del secolo XI – Teramo, 1123), sua sorella Colomba eremita (Pagliara 1100 – Monte Infornace, 1116) e, sembra, altri due fratelli, Nicola ed Egidio, appartenenti alla famiglia dei conti Pagliara, signori della Valle Siliciana.
- San Giovanni da Capestrano (Capestrano, L'Aquila, 1386 - Tarvisio, Villach, Austria, 23 ottobre 1456) figlio di un barone tedesco, ma di madre abruzzese.
Una ricerca più articolata la puoi fare dalla pagina web http://www.santiebeati.it/search/search.cgi. Dato il tuo nome, penso che tu non abbia dimenticato, fra i molti titolati illustri fuori regione, santo Stefano re d’Ungheria, san Luigi IX re di Francia e nemmeno san Luigi Gonzaga che si festeggia domani.

Ciao a tutti!
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Messaggioda Alessio Bruno Bedini » martedì 20 giugno 2006, 12:01

Bernardino da Siena, nato l’8 settembre 1380 a Massa Marittima (Grosseto) da Albertollo degli Albizzeschi e da Raniera degli Avveduti; il padre nobile senese era governatore della città fortificata posta sulle colline della Maremma.


Ritornato a Siena si trattenne per poco tempo, perché voleva ancora compiere una missione di predicazione nel Regno di Napoli, dove non si era mai recato, con l’intenzione di predicare anche lungo il percorso; accompagnato da alcuni frati senesi, toccò il Trasimeno, Perugia, Assisi, Foligno, Spoleto, Rieti, ma già in prossimità de L’Aquila, il suo fisico cedette allo sforzo e il 20 maggio 1444 fu portato in lettiga al convento di San Francesco, dentro la città, dove morì quel giorno stesso a 64 anni, posto sulla nuda terra come s. Francesco, dietro sua richiesta.
Dopo morto, il suo corpo esposto alla venerazione degli aquilani, grondò di sangue prodigiosamente e a tale fenomeno i rissosi abitanti in lotta fra loro, ritrovarono la via della pace.
I frati che l’accompagnavano, volevano riportare la salma a Siena, ma gli aquilani, accorsi in massa lo impedirono, concedendo solo gli indumenti indossati dal frate, oggi conservati nel convento della Capriola a Siena.
Nelle città dov’era vissuto, furono costruiti celebri oratori, chiese, mausolei, come quello di S. Bernardino nella omonima chiesa dell’Aquila, dove riposa.
Sei anni dopo la morte, il 24 maggio 1450, festa di Pentecoste, papa Niccolò V lo proclamò santo nella Basilica di S. Pietro a Roma. San Bernardino è compatrono di Siena, della nativa Massa Marittima, di Perugia e dell’Aquila.


http://www.santiebeati.it/dettaglio/27300
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Messaggioda danti73 » martedì 20 giugno 2006, 14:11

La famiglia di Santa Chiara (Scifi) era sicuramente nobile.
Discendeva dai conti di Castelli, ed erano imparentati con i conti di Sassorosso, la famiglia passò in Assisi con Offredo, trisnonno di Santa Chiara. Da lui nacquero Bernardino e il conte Monaldo. Da Bernardino nacque Offreduccio e da questi cinque figli: Paolo, Monaldo, Scipione, Ugolino e Favarone. Favarone, marito della beata Ortolana Fiumi di Sterpeto, era il padre di Santa Chiara, Bosone, della beata Caterina Agnese, Beatrice e Renenda. Scipione era il padre del sacerdote Rufino. Monaldo era il nonno del canonico Sivestro. Questi due ecclesiastici parenti di Santa Chiara furono tra i primi seguaci di San Francesco.
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Messaggioda Lasa pur dir » martedì 20 giugno 2006, 16:11

Cari amici,
e a proposito di santi abruzzesi come non citare San Francesco Caracciolo nato a Villa Santa Maria e per una curiosa circostanza patrono dei cuochi?

A volte l'errore di un portalettere può essere addirittura provvidenziale. Nel caso del nostro santo l'errore era quasi inevitabile: egli si chiamava Ascanio Caracciolo e aveva il recapito presso la Congregazione dei Bianchi della Giustizia, che si dedicava all'assistenza dei condannati a morte, presso la quale esercitava la stessa opera umanitaria un altro sacerdote con l'identico nome di Ascanio Caracciolo. La lettera era scritta dal genovese Agostino Adorno, venerabile, e da Fabrizio Caracciolo, abate di S. Maria Maggiore di Napoli. I due si rivolgevano ad Ascanio Caracciolo per chiedergli di collaborare alla fondazione di un nuovo Ordine, quello dei Chierici Regolari Minori. Ma a quale dei due Ascanio Caracciolo? Il postino la recapitò al giovane sacerdote, nato il 13 ottobre 1563 a Villa S. Maria di Chieti e trasferitosi a Napoli a ventidue anni di età per completarvi gli studi teologici. Gli anni della sua giovinezza erano trascorsi senza che nulla di particolare facesse presagire in lui la straordinaria attività apostolica che nella pur breve vita (morì a 45 anni) avrebbe svolto. Con i due committenti si recò all'eremo di Camaldoli per l'elaborazione della Regola, che papa Sisto V approvò il 10 luglio 1588. A Francesco Caracciolo si deve l'inserimento di un quarto voto, oltre ai consueti di castità, povertà e obbedienza: quello di non accettare alcuna dignità ecclesiastica. L'anno dopo Ascanio Caracciolo emetteva i voti religiosi assumendo il nome di Francesco. Nel 1593 la piccola congregazione, che aveva preso dimora in un'angusta casa nei pressi della Chiesa della Misericordia, tenne il primo capitolo generale e Francesco dovette accettare per obbedienza la carica di preposito generale. Intanto la giovane congregazione approdava a Roma, alla chiesa di S. Agnese in piazza Navona. Scaduto il suo mandato, tornò in Spagna dov'era stato già nel 1593 e vi fondò una casa religiosa a Valladolid e un collegio ad Alcalà. Fu maestro dei novizi a Madrid e di nuovo proposito della casa di S. Maria Maggiore di Napoli. Le molteplici attività avevano fiaccato la sua già debole fibra. Durante un soggiorno ad Agnone, presso i padri dell'Oratorio, cadde gravemente ammalato e morì il 4 giugno 1608. Il suo corpo, trasportato a Napoli, fu sepolto nella chiesa di S. Maria Maggiore. Il primo dei suoi tanti miracoli, la guarigione di uno storpio proprio durante i funerali, fu la scintilla che accese il gran fuoco della devozione dei napoletani verso questo santo "oriundo", canonizzato da Pio VII il 24 maggio 1807 ed eletto nel 1840 compatrono della città partenopea.

http://www.enrosadira.it/santi/f/france ... cciolo.htm

E' un santo al quale sono particolarmente "affezionato" avendo da bambino trascorso molti giorni nell'antico palazzo Caracciolo (credo di San Buono) a Villa Santa Maria, trasformato in convento, presso il quale viveva una mia prozia suora francescana.

Furono le suore del convento a raccontarmi la vita del Santo e a mostrarmi la cella nella quale venne murato vivo quando in gioventù si ammalò di peste... piuttosto impressionante!

Sempre cordialmente.

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Messaggioda Lasa pur dir » martedì 20 giugno 2006, 16:50

Non ho saputo resistere ed ho dovuto approfondire un po'.
Effettivamente persino Wikipedia sostiene che Ascanio Caracciolo fosse del ramo di San Buono, probabilmente riportando una notizia presente sul Dizionario bibliografico della gente d’Abruzzo dell'Aurini (a proposito sta per uscire una nuova edizione

Terzo dei quattro figli di don Ferrante Caracciolo, principe di San Buono, e di Isabella Barattucci, Ascanio (questo era il suo nome di battesimo) nacque nel feudo paterno da una delle più prestigiose famiglie del regno di Napoli.


Consultando però la genealogia dei Caracciolo di San Buono sul sito curato dall'ottimo Davide Shamà il Santo non compare.

Giustamente è inserito nel ramo dei CARACCIOLO PISQUIZI Duchi di Gesso e Principi di Villa dove infatti è possibile rintracciarlo.

L'equivoco probabilmente nacque dal fatto che, come si può leggere sempre su http://www.sardimpex.com, il feudo di Villa passò ai Caracciolo di San Buono per il matrimonio di Don Filippo Luigi (* Madrid 11-8-1713 + Roma 12-1-1777), Principe di Villa Santa Maria maritali nomine, Patrizio Napoletano, Cavaliere dell’Ordine di Malta con Donna Maria Eleonora Caracciolo 4° Principessa di Villa Santa Maria, Duchessa di Gesso e Marchesa di Alfedena, figlia di Don Filippo Duca di Gesso e di Donna Vittoria Piccolomini d’Aragona dei Principi di Valle (* Napoli 31-12-1720 + ivi 19-1-1798) avvenuto in Napoli 27 agosto 1747.

Un sentito grazie a Davide Shamà per la sua opera meritoria!

Sempre cordialmente.

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