Stemma della città di Gerusalemme

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Stemma della città di Gerusalemme

Messaggioda Davide Shamà » martedì 13 giugno 2006, 4:12

Quando Carlo VIII di Francia scese in Italia, nel 1494, passò in Toscana ed entrò in contatto con le autorità fiorentine. Uno dei diplomatici che si occuparono di tenere i rapporti con il sovrano fu Luca Corsini. Questo fu molto apprezzato da Carlo VIII, al punto che gli concesse d'inquartare lo stemma della città di Gerusalemme nel suo blasone. Domanda: possibile, al tempo esisteva uno stemma di questa città ? E se esisteva, com'era ? :)
Davide Shamà
 

Messaggioda Franz Joseph von Trotta » martedì 13 giugno 2006, 11:14

Credo sia possibile che in realtà lo stemma fosse quello usuale di Gerusalemme (croce potenziata con quattro crocette d'oro sull'argento) inteso come quello del Regno piuttosto che un differente stemma " civico" o "cittadino/comunale" gerosolimitano.
Lo stemma condiviso di capitale e regno in questo caso ben si adattava ad esprimere l'oggettiva identificazione e sovrapposizione simbolico-istituzionale tra i due livelli cittadino e statuale.

Altra cosa è, ovviamente, l'attuale stemma civico della Gerusalemme di Israele che raffigura un leone (di Giuda?) rampante di nero su un campo d'argento murato di nero tra due rami di ulivo.

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Messaggioda Davide Shamà » martedì 13 giugno 2006, 13:15

Franz Joseph von Trotta ha scritto:Credo sia possibile che in realtà lo stemma fosse quello usuale di Gerusalemme (croce potenziata con quattro crocette d'oro sull'argento) inteso come quello del Regno piuttosto che un differente stemma " civico" o "cittadino/comunale" gerosolimitano.
Lo stemma condiviso di capitale e regno in questo caso ben si adattava ad esprimere l'oggettiva identificazione e sovrapposizione simbolico-istituzionale tra i due livelli cittadino e statuale.

Altra cosa è, ovviamente, l'attuale stemma civico della Gerusalemme di Israele che raffigura un leone (di Giuda?) rampante di nero su un campo d'argento murato di nero tra due rami di ulivo.

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sì, in effetti ho pensato anche io la stessa cosa. Nelle note che ho letto dicevano, senza troppi dettagli, che il titolare dell'arma era il Re di Francia in quanto si credeva depositario dei diritti sul trono di Gerusalemme. La cosa cmq rimane stranissima, è la prima volta che leggo di una simile concessione. E' probabile che Carlo VIII abbia ripiegato su questo espediente in quanto già un avo di Luca Corsini, a seguito di una missione in Francia, aveva avuto concessione dei gigli reali nello stemma. Doveva aver finito gli stemmi... :D
Il blasone dell'antico regno di Gerusalemme mi era ignoto.
Davide Shamà
 

Messaggioda Franz Joseph von Trotta » martedì 13 giugno 2006, 13:46

Ma, come... signor Davide... un genealogista come Lei non conosce uno dei più noti stemmi storici ;)?
Nulla di male intendiamoci che io di genealogie so solo quelle di famiglia... comunque, allora, mi permetta di informarLa meglio con una blasonatura più "tecnica" che se no il frate mi tira le orecchie:

Stemmi del Regno di Gerusalemme:

Stemma arcaico (di uso variabile nei sec. XIII e XIV) : d'argento seminato di crocette d'oro alla croce potenziata dello stesso.

Stemma usuale (dal XIV s.): d'argento alla croce potenziata d'oro accantonata da quattro crocette dello stesso.

Di questo stemma ne abbiamo già scritto qui:
http://www.iagiforum.info/viewtopic.php?t=2665&start=15

«(...) La prima attestazione di un qualcosa di simile allo stemma di Gerusalemme- una croce vagamente trifogliata su un campo seminato di crocette - si trova su un controisigillo di Gualtiero di Brienne conte di Giaffa, (nipote del re di Gerusalemme Giovanni I di Brienne) del 1227.

Il primo stemma certo del Regno di Gerusalemme è su un cofanetto di artefice limosino del 1236 per S. Luigi dove compare la colorazione usuale.

Tutti gli stemmari europei del Medioevo, da quello di Matteo di Parigi in poi riportano sempre la colorazione argento/oro.

I re di Gerusalemme che effettivamente regnarono non usarono proprio nessuno stemma se non, tra i loro regalia, un sigillo non araldico (con veduta di Gerusalemme e sovrano assuso sul trono) ed una bandiera reale descritta da Fulcherio di Chartres come "vexillum album", da qui si ipotizza che possa essere stata monocroma bianca sul modello di vessilli similari del Medioevo.

Il buon Goffredo vivendo in epoca assolutamente pre-araldica non portò anch'esso nessuno stemma, se non il "vexillum milicie" consegnatogli nel 1099 dal Patriarca latino di Gerusalemme Daimberto da Pisa, vessillo sul cui aspetto nessuno può fondatamente esprimersi, se non con delle mere ipotesi. (...)».

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Messaggioda Davide Shamà » martedì 13 giugno 2006, 14:53

Franz Joseph von Trotta ha scritto:Ma, come... signor Davide... un genealogista come Lei non conosce uno dei più noti stemmi storici ;)?
Nulla di male intendiamoci che io di genealogie so solo quelle di famiglia... comunque, allora, mi permetta di informarLa meglio con una blasonatura più "tecnica" che se no il frate mi tira le orecchie:

Stemmi del Regno di Gerusalemme:

Stemma arcaico (di uso variabile nei sec. XIII e XIV) : d'argento seminato di crocette d'oro alla croce potenziata dello stesso.

Stemma usuale (dal XIV s.): d'argento alla croce potenziata d'oro accantonata da quattro crocette dello stesso.

Di questo stemma ne abbiamo già scritto qui:
http://www.iagiforum.info/viewtopic.php?t=2665&start=15

«(...) La prima attestazione di un qualcosa di simile allo stemma di Gerusalemme- una croce vagamente trifogliata su un campo seminato di crocette - si trova su un controisigillo di Gualtiero di Brienne conte di Giaffa, (nipote del re di Gerusalemme Giovanni I di Brienne) del 1227.

Il primo stemma certo del Regno di Gerusalemme è su un cofanetto di artefice limosino del 1236 per S. Luigi dove compare la colorazione usuale.

Tutti gli stemmari europei del Medioevo, da quello di Matteo di Parigi in poi riportano sempre la colorazione argento/oro.

I re di Gerusalemme che effettivamente regnarono non usarono proprio nessuno stemma se non, tra i loro regalia, un sigillo non araldico (con veduta di Gerusalemme e sovrano assuso sul trono) ed una bandiera reale descritta da Fulcherio di Chartres come "vexillum album", da qui si ipotizza che possa essere stata monocroma bianca sul modello di vessilli similari del Medioevo.

Il buon Goffredo vivendo in epoca assolutamente pre-araldica non portò anch'esso nessuno stemma, se non il "vexillum milicie" consegnatogli nel 1099 dal Patriarca latino di Gerusalemme Daimberto da Pisa, vessillo sul cui aspetto nessuno può fondatamente esprimersi, se non con delle mere ipotesi. (...)».

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La ringrazio per le informazioni! Non mi sono mai occupato di blasoni e onorificenze in vita mia. E' un ambito di ricerca che mi attira poco. Preferisco indagare la storia dei feudi e le relazioni di parentela.
Davide Shamà
 

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 13 giugno 2006, 16:12

Franz Joseph von Trotta ha scritto:...(omissis)...mi permetta di informarLa meglio con una blasonatura più "tecnica" che se no il frate mi tira le orecchie:

Stemmi del Regno di Gerusalemme:

Stemma arcaico (di uso variabile nei sec. XIII e XIV) : d'argento seminato di crocette d'oro alla croce potenziata dello stesso...(omissis)...


...non ti pare che manca :wink: qualcosa?

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Messaggioda Franz Joseph von Trotta » martedì 13 giugno 2006, 16:23

Ahia, ecco, lo sapevo che mi rovinavo con la mia tastiera... ehm... manca qualcosa? Dunque il campo è d'argento, seminato di crocette d'oro (direi che ci siamo), alla croce potenziata dello stesso... forse manca un "sul tutto" finale?
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 13 giugno 2006, 16:27

Franz Joseph von Trotta ha scritto:Ahia, ecco, lo sapevo che mi rovinavo con la mia tastiera... ehm... manca qualcosa? Dunque il campo è d'argento, seminato di crocette d'oro (direi che ci siamo), alla croce potenziata dello stesso... forse manca un "sul tutto" finale?
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...o meglio un :shock: attraversante?

Abbiamo :wink: un'immagine del sigillo da cui hai preso il blasone, caro Franz?

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Messaggioda Franz Joseph von Trotta » martedì 13 giugno 2006, 16:45

Giusto: vada per attraversante!

Dunque, no, sono andato a memoria ripensando ad un saggio del Collenberg degli anni '80 sull'araldica degli stati crociati - materia affascinante trattata in un passato colloquio internazionale dell'AIH - e allo stemma presente sul cofanetto di Luigi IX (oggi al Louvre) che ho nitido come immagine ma al momento mi sfugge in quale testo sia presentato in fotografia; in ogni caso era stato riconosciuto dal barone Pinoteau.

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 13 giugno 2006, 17:06

...un manufatto realizzato quando il re di Francia usava ancora il seminato di gigli...

...secondo te, è lecito pensare che l'inedito seminato di Gerusalemme sia stato (per così dire) "influenzato" dall'arma dell'augusto committente?

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Messaggioda Franz Joseph von Trotta » martedì 13 giugno 2006, 18:23

Potrebbe essere. Il tema mi ha sempre affascinato e tempo fa ne parlavo proprio con un caro amico araldista che ci sta lavorando da un po' e ne sta facendo un ampio studio. Fermo restando che il seminato è una tipologia classica e comune dell'araldica primigenia, il mio amico ha rilevato l'assonanza evidente - pur con dettagli diversi - tra lo stemma del regno di Gerusalemme e quello dell'impero Latino di Costantinopoli che, in parte, si può considerare molto simile: di rosso, alla croce d'oro accompagnata nei cantoni da cinque crocette poste 2,1,2, quella al centro chiusa in un anelletto circolare. Ora visivamente le crocette sebbene definite nel numero, appaiono un po' come un seminato. Ebbene le commistioni politiche e dinastiche fra i re di Gerusalemme e gli imperatori latini furono molto strette e, se consideriamo che la prima attestazione dello stemma latino è del 1206 anteriore di un trentennio a quello gerosolimitano, si può ipotizzare che il secondo possa essersi ispirato al primo, ipotesi che però deve tenere conto del suo contrario supponendo che l'eventuale esemplare più arcaico di quello di Gerusalemme non si sia conservato sino a noi (!) ipotesi non "peregrina" per ulteriori indizi probanti che, nel caso, ne retrodaterebbe di almeno quarant'anni l'esitenza.

Resta il fatto che la versione "arcaica" prima di scomparire coabita con quella usuale sino a tutto il '300 inoltrato

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