Scusate per il doppio post, ma dalla recente
discussione riguardo la blasonatura dello stemma dello Stato Maggiore della Difesa, mi è sorta una domanda: ma a cosa serve la blasonatura? Cosa serve blasonare un'arma?
I casi sono due:
1) o siamo degli esteti, dei filosofi dell'araldica e quindi godiamo solamente dei termini presenti nei vari vocabolari tecnici araldici, delle varie blasonature, dei vari stemmi, dei vari "ipse dixit"....
2) oppure cerchiamo di trovare una spiegazione per cui si blasona un'arma. La motivazione è molto semplice e pratica: si blasona un'arma per permettere, a chi non può visionare con gli occhi l'arma in questione, di farsi un'idea dell'arma e persino arrivare a riprodurla senza troppe difficoltà. Mi pare un intento nobile, materiale, pratico, corretto.
Ma allora, se affermiamo il secondo caso, dobbiamo attaccarci sì ai tecnicismi, ai vocabolari, ma non rimanere bloccati ad essi. Nel senso che, serve senz'altro una corretta interpretazione dei vari simboli, smalti, metalli, fogge dello scudo....che permetta di utilizzare in tutto il mondo o per lo meno con la medesima lingua, un egual blasonatura della stessa arma, senza rischiare che varie persone possano dare 50 blasonature differenti (anche se persino ciò non sarebbe così tanto da osteggiare, l'importante sarebbe riuscire ad arrivare allo scopo della balsonatura, cioè realizzare lo scudo senza vederlo), ma non dobbiamo rimanere bloccati se qualche termine è assente dai vocabolari ufficiali.
Comunque concordo nel desiderio di voler codificare i vari termini, simboli etc.
Detto questo però dobbiamo comprendere come l'araldica non debba rimanere una scienza ferma, immobile, ma debba evolversi (e lo afferma una persona di uno staticismo impressionante). Porto un semplice esempio (spero che il caro Mauro Valerio non me ne voglia se lo tiro in ballo): in una blasonatura io affermai "granata d'oro sormontata da fiamma rivolta verso sinistra". Sicuramente la proposizione poteva essere meglio espressa, con termini forse più corretti, però l'intento era appunto quello di indicare ad un probabile disegnatore, come fosse la granata. Il puntuale Mauro Valerio (MVC) commentò: "Per le granate io non aggiungerei il termine "fiamma", nè la sua postura, poichè, essendo la granata per definizione una "bomba esplosa o fiammeggiante", sarebbe pleonastico". Disse ciò perchè si riferì a quanto indicato da Montauto. Ma un possibile disegnatore, come disegnerebbe la fiamma? Magari rivolta a sinistra, rivolta a destra, centrale, magari piccola o enorme...insomma, magari non nel modo esatti di come la voleva realizzare chi ha ideato l'arma. Ugualmente per ciò che riguarda gli smalti. Ha ragione, per l'Araldica ufficiale, ad affermare che "un rosso scuro è ESATTAMENTE la stessa cosa di un rosso acceso", ma, secondo la mia opinione, se accettiamo questo, accettiamo perciò la prima delle motivazioni riportate all'inzio, cioè che la balsonatura è solamente un esercizio filosofico e aulico e basta. Non ha alcun utilizzo pratico. Se io dovessi realizzare uno scudo, ho bisogno di sapere se il rosso è scuro o acceso. Comprendo che l'Araldica ufficiale è ferma, a causa anche della rappresentazione nero su bianco, a pochi e singoli colori, però bisogna tenere conto che se vogliamo anche far rivivre questa stupenda scienza, dobbiamo tenere conto che io possa desiderare riempire un campo di azzurro ed uno di blu, colori completamente differenti, ma che per l'araldica si raggruppano in un unica dicitura.
Adesso, saltando i vari esempi che ho riportato, voglio solamente puntare su questo: qual'è appunto lo scopo della blasonatura e soprattutto ci possono essere delle diciture nuove, dei metodi nuovi per analizzare e soprattutto costruire (ricordiamoci che come cultori dell'araldica, non dobbiamo fermarci ad analizzare,ma dovremmo anche "realizzare" nuovi scudi) nuove armi?
Io quindi proporrei la creazione di una commissione araldica internazionale (come quella degli Ordini cavallereschi), composta dai massimi araldisti mondiali, con il compito di redigere un vocabolario ufficiale mondiale dei simboli da utilizzare, un vocabolario dei colori...così via. In modo che sia tutto ben spiegato e non ci siano controversie. Naturalmente questa commissione dovrebbe rimanere sempre attiva, in modo da poter aggiungere o modificare termini relativi ad elementi magari più moderni rispetto all'ultima edizione di tale vocabolario etc.
Attendendo Vostre appassionate e anche contrarie opinioni, porgo cordiali e "sanremesi" saluti.