da antonio_conti » venerdì 24 marzo 2006, 10:09
Gentile Anelli,
se cortesemente mi volesse inviare per mp il suo indirizzo sarò lieto di spedirle l’estratto della rivista “Pesaro città e contà” del 2003 con un mio piccolo intervento riguardante lo stemma dei Bonarelli Della Rovere. Nelle note potrà trovare qualche notiziola interessante per ricostruire un po’ della storia di quella sfortunata famiglia.
Tenga presente che io mi occupo di araldica (diciamo che cerco di capirne qualcosa…), e della genealogia e della storia delle famiglie mi occupo nel senso che sono quasi sempre strumenti indispensabili per il mio interesse. Va da sé che che queste ultime due materie devo affidarmi quasi totalmente alla competenza altrui… insomma sono un consumatore, non un produttore.
Il mio aiuto, quindi non potrà che essere molto limitato.
Comunque, la famiglia Bonarelli fu certamente una delle famiglie più importanti di Ancona, da questa famiglia nacque Pietro che entrò piuttosto giovane al servizio del duca di Urbino Guidobaldo II Della Rovere divenendone col tempo uno tra i consiglieri più intimi e fidati.
Questa vicinanza e la conseguita parentela con un’altra famiglia ‘cortigiana’ i Landriani (ramo trasferitosi dalla Lombardia), permise a Pietro di ottenere il 6 settembre 1559 il feudo di Orciano e l’aggregazione alla famiglia Della Rovere con concessione dell’uso del cognome e dell’arma (l’arma originaria dei Della Rovere, non l’arma ducale tout court).
Nasce così il ramo Bonarelli Della Rovere che potremmo definire più che di Ancona, di Pesaro.
Il favore del duca Guidobaldo per Pietro Bonarelli Della Rovere si concretizzò nella successiva concessione di altri feudi, privilegi, esenzioni fiscali e donazione di beni vari.
La fortuna di questo ramo dei Bonarelli finì con la fine della vita terrena di Guidobaldo II. Nel 1574, alla morte di questo duca, il successore Francesco Maria II cominciò una feroce opera di persecuzione contro quelli che furono gli artefici della politica paterna.
Guidobaldo II, soprattutto sul finire del suo governo, si ritrovò sommerso dai debiti e decise di aumentare alcune tasse provocando vasto scontento in tutto il ducato, ma soprattutto una vera e propria rivolta in armi della città di Urbino. Una rivolta che Guidobaldo represse col sangue rovinando definitivamente la fama di buon principe guadagnata (o che aspirava di guadagnare) fino ad allora.
Non furono solo il dissesto delle casse dello Stato ed il vasto malcontento popolare, ad indurre Francesco Maria ad accanirsi contro i ministri paterni (in particolare Bonarelli ed Antonio Stati), ci furono senza dubbio anche forti rancori personali e un’accusa -mai realmente provata- di un progetto di omicidio ai danni del novello duca negli anni in cui era principe.
I processi al Bonarelli ed allo Stati (quest’ultimo arrestato e torturato) durarono qualche tempo e si conclusero con condanne capitali e confisca dei beni precedentemente sequestrati.
Pietro Bonarelli salvò la vita grazie alla precipitosa fuga prima dell’improvviso tentativo di arresto, e si rifugiò in numerose corti dell’Emilia. La furia vendicativa del duca perseguitò Pietro Bonarelli ed i suoi congiunti anche in esilio.
Nella vicenda ho trovato interessante la pretesa di Antonio Stati (cavaliere di un importante Ordine cavalleresco spagnolo) di essere esente dalla giurisdizione del duca di Urbino (peraltro suo signore feudale) e di essere sottoposto alla giurisdizione esclusiva del Gran maestro dell’Ordine cavalleresco. Non servì a molto. Antonio Stati venne decapitato dopo un “regolare” processo.
In definitiva i Bonarelli Della Rovere (compreso Pietro condannato a morte in contumacia e spogliato dei feudi) mantennero il cognome Della Rovere nonostante tutta questa vicenda. Un fenomeno, questo, piuttosto frequente, in effetti…
Ho narrato la vicenda con assoluta a-scientificità, e per farmi perdonare riporto a vantaggio del Forum un po’ di bibliografia utile:
G. Scotoni, La giovinezza di Francesco Maria II e i ministri di Guidobaldo Della Rovere, Bologna, 1899.
C. Albertini, Patres Patriae. Cataloghi delle Famiglie patrizie antiche ed esistenti della Città di Ancona ecc., vol. I, ms. 249 della Biblioteca Benincasa di Ancona, a. 1788, pp. 49-73.
G. Campori, Commentario della vita e delle opere del conte Guidobaldo Bonarelli della Rovere, Modena 1875.
G. Pichi Tancredi, Arme delle antiche Famiglie nobili anconitane descritte con li suoi propri colori con l’aggiunta delle moderne aggregate: n. 241 a p. 91, n. 242 alle pp. 12 e 53 e n. 243 alle pp. 10, 11 e 12.
F. Ugolini, Storia dei conti e dei duchi d’Urbino, Firenze, 1859.
O. T. Locchi, La Provincia di Pesaro e Urbino, Roma, 1934.
Numerose carte nell’Archivio di Stato di Firenze, fondo del Ducato di Urbino e presso la Biblioteca Oliveriana di Pesaro.
E’ passato qualche anno da quella mia ricerca e francamente non ricordo di avere visto un albero genealogico dei Bonarelli o dei Bonarelli Della Rovere. Qualche indicazione sulle parentele si possono certamente rinvenire nei testi che ho citato.
Cordialmente
Antonio Conti
Libertà vo cercando