Uso delle decorazioni.

Per discutere sugli ordini cavallereschi e le onorificenze/ Discussions on orders of chivalry and honours

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quesito tecnico!

Messaggioda Fabio7131 » venerdì 24 marzo 2006, 14:28

Gentilissimi ed espertissimi amici,

avendo visto che tra di Voi ci sono Esperti di Faleristica vorrei porgere un quesito che non sono riuscito a risolvere poichè non ho trovato norme a riguardo.

Sull'uniforme di gala, nel caso il Militare (in questo caso io) fosse stato autorizzato a fregiarsi del "Distintivo d'Onore di Ferito in Servizio" dal Ministero Difesa come ci si comporta ?

Si fa mettere ? esiste un particolare formato per la gala?


Grazie per la gentile e competente risposta


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Messaggioda g.iaia » venerdì 24 marzo 2006, 15:08

Dunque...

per il distintivo di "ferito in servizio" le norme del Ministero della Difesa (ossia l'ormai famoso "Regolamento per la Disciplina delle Uniformi") prevedono:

"Art. 94
Ferito in servizio

Consiste, a seconda del numero delle ferite, in uno o più galloncini in filo di metallo argentato.
Le dimensioni e la forma sono identiche al distintivo di ferito in guerra".

Sempre l'articolo 94 poi enuncia il suo utilizzo: "Si applica, con un'inclinazione di 45° in avanti e in basso, sulla manica destra della giubba e del giubbetto, con modalità identiche a quelle prescritte per il distintivo di ferito in guerra. Il personale insignito di ambedue i distintivi (ferito in guerra e ferito in servizio) porta quello di ferito in guerra sopra quello di ferito in servizio".

Considerando che si parla solo di "giubba e giubbetto", credo sia ristretta all'uso solo nei casi in cui si indossano i suddetti indumenti. Varrebbe pero' la pena di chiedere chiarimenti alle AA.MM., in quanto nulla a mio parere impedirebbe di indossare il galloncino non solo su giubba e giubbetto ma anche sulla manica della giacca.

Saluti a tutti

G. I.
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Re: quesito tecnico!

Messaggioda T.G.Cravarezza » venerdì 24 marzo 2006, 15:33

Fabio7131 ha scritto:Gentilissimi ed espertissimi amici,

avendo visto che tra di Voi ci sono Esperti di Faleristica vorrei porgere un quesito che non sono riuscito a risolvere poichè non ho trovato norme a riguardo.

Sull'uniforme di gala, nel caso il Militare (in questo caso io) fosse stato autorizzato a fregiarsi del "Distintivo d'Onore di Ferito in Servizio" dal Ministero Difesa come ci si comporta ?

Si fa mettere ? esiste un particolare formato per la gala?


Grazie per la gentile e competente risposta


Fabio Gaspare Curone


Gentile Signor Curone,
non conosco la norma in questione, ma ho visto più volte ufficiali in uniforme ordinaria e di gala avere appuntato sulla spalla il galloncino dedicato al ferimento in servizio. Devo appurare se è corretto utilizzarlo anche sulla divisa di gala e sull'ordinaria o se è stato un arbitrio di quegli ufficiali.
Cordialmente
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grazie!

Messaggioda Fabio7131 » domenica 26 marzo 2006, 23:19

grazie per i chiarimenti

sull'uniforme ordinaria anche io indosso il relativo galloncino!

ma la gala??? non mi risulta si faccia


Rimango in attesa di altri chiarimenti da parte di altri Amici del forum
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giacca bianca

Messaggioda savoia.loveno » martedì 28 marzo 2006, 0:14

Reverendo don Iaia
ho notato che Lei è molto esperto in queste cose. Mi piacerebbe sapere con esattezza in quali occasioni ed in quali momenti della giornata si può
indossare la giacca bianca (panna/avorio) senza rendersi ridicoli. Una volta infatti in un albergo sono stato scambiato per un cameriere.
La ringrazio di cuore per una Sua gradita risposta.
savoia loveno.
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Re: giacca bianca

Messaggioda g.iaia » martedì 28 marzo 2006, 12:18

savoia.loveno ha scritto:Reverendo don Iaia
ho notato che Lei è molto esperto in queste cose. Mi piacerebbe sapere con esattezza in quali occasioni ed in quali momenti della giornata si può
indossare la giacca bianca (panna/avorio) senza rendersi ridicoli. Una volta infatti in un albergo sono stato scambiato per un cameriere.
La ringrazio di cuore per una Sua gradita risposta.
savoia loveno.


Caro savoia.loveno, ben volentieri rispondo alla sua cortese richiesta, ribadendo che non sono per niente esperto di queste cose. Condivido piuttosto per apprendere che per insegnare. :)

Purtroppo a quanto mi risulta la versione "estiva" della uniforme cosiddetta "da cerimonia" (ossia la versione con giacca bianca e pantaloni neri), è stata soppressa nel 2004; ad iniziare da quell'anno esiste ormai sia nella versione estiva che in quella invernale la sola variante nera.

"In uso ad Ufficiali e Marescialli si compone di giacca a doppio petto a sei bottoni con due tasche sui fianchi, senza pattina. I pantaloni di taglio classico in tessuto, come per la giacca, diverso a seconda della versione.
Con l'Uniforme in versione Invernale si può indossare la Mantella Blu Fanteria. Berretto rigido nero, guanti bianchi e scarpe basse nere completano l'Uniforme".

L'utilizzo è regolamentato dall'allegato A del Regolamento per la Disciplina delle Uniformi ai punti dal 22 al 25 e del 40 al 43. Potrà trovare il Regolamento all'indirizzo web:

http://www.difesa.it/casmd/smd/reparti/vreparto/disciplina-uniformi

e l'allegato A all'indirizzo:

http://www.difesa.it/NR/rdonlyres/2C6F7AE3-BE4E-4E24-BB2B-7ED6E298F8E3/0/allegatoa.pdf

Cordiali saluti.

G. I.
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Messaggioda Lord Acton » mercoledì 29 marzo 2006, 1:12

g.iaia ha scritto:"Art. 94
Ferito in servizio

Considerando che si parla solo di "giubba e giubbetto", credo sia ristretta all'uso solo nei casi in cui si indossano i suddetti indumenti. Varrebbe pero' la pena di chiedere chiarimenti alle AA.MM., in quanto nulla a mio parere impedirebbe di indossare il galloncino non solo su giubba e giubbetto ma anche sulla manica della giacca.


L'articolo 77 del sunnominato Regolamento prevede la obbligatorietà dell'uso dei distintivi rilasciati dal proprio dicastero o comunque da una Autorità Militare e per cui possono essere benissimo tutti indossati su tutte le uniformi, ivi compresa l'uniforme di gala.

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Messaggioda T.G.Cravarezza » mercoledì 29 marzo 2006, 9:02

milord ha scritto:
g.iaia ha scritto:"Art. 94
Ferito in servizio

Considerando che si parla solo di "giubba e giubbetto", credo sia ristretta all'uso solo nei casi in cui si indossano i suddetti indumenti. Varrebbe pero' la pena di chiedere chiarimenti alle AA.MM., in quanto nulla a mio parere impedirebbe di indossare il galloncino non solo su giubba e giubbetto ma anche sulla manica della giacca.


L'articolo 77 del sunnominato Regolamento prevede la obbligatorietà dell'uso dei distintivi rilasciati dal proprio dicastero o comunque da una Autorità Militare e per cui possono essere benissimo tutti indossati su tutte le uniformi, ivi compresa l'uniforme di gala.

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I distintivi di specializzaizone o di istruttore, a quanto io sappia, non si indossano sull'uniforma di gala.
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Messaggioda Lord Acton » mercoledì 29 marzo 2006, 16:32

T.G.Cravarezza ha scritto:I distintivi di specializzazione o di istruttore, a quanto io sappia, non si indossano sull'uniforme di gala.

A rigor di regolamento si dovrebbero indossare, soprattutto ora che sono diventati tutti nastrini, ad onor del vero non li ho mai visti indossati ma il regolamento prevede che lo siano.

A volte si possono fare anche scelte particolari, non sempre in linea con i regolamenti, ad esempio, mio cugino, tenente colonnello dei Carabinieri, porta sulla gala solo i nastrini degli Ordini Cavallereschi, e un nostro amico porta solo un nastrino, quello di Ufficiale dell'Ordine Militare d'Italia, che, dice lui, sintetizza tutto il resto.

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Messaggioda T.G.Cravarezza » giovedì 21 settembre 2006, 19:45

Gentili Signori,
rievoco questa interessante discussione, poichè mi è capitato tra le mani un notiziario del 1989 dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro - Luogotenenza dell'Italia Settentrionale. In ultima pagina, a firma del "Cerimoniere laico", Conte Cav. Gr.Cr Avv. Francesco Ferruccio Pozzi Luraschi di Lusarche, viene specificato "come si portano le insegne". Particolare nota riguarda lo smoking, dove segnalo la seguente precisazione: "si portano soltanto le decorazioni in formato miniatura sul risvolto sinistro della giacca; oppure una sola rosetta." Insomma, sembra che, almeno la Luogotenenza dell'Italia Settentrionale, considerasse, nel 1989, lo smoking come abito da sera formale e, pertanto, degno di decorazioni. Cosa ne pensate?
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Messaggioda Beniamino » sabato 23 settembre 2006, 20:09

Mi sembra una indicazione accettabile: considera la smoking una via di mezza tra l’abito (dove si può portare solo una rosetta) ed il frac (dove si possono usare le decorazioni nel formato regolamentare). Indicazioni simili a quelle da lei riportate sono tuttora in vigore nella Luogotenenza per la Sicilia.
Trovo invece meno accettabile l’uso di sostituire il frac con lo smoking, come sta avvenendo nella Luogotenenza per l’Italia Centrale dove il frac non viene mai indicato nelle note sull’abbigliamento.
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Messaggioda Aesculapius » sabato 23 settembre 2006, 21:11

Gentili amici,
ricordo come si usano le decorazioni sul frack:

le decorazioni si portano nel formato regolamentare:
- si usa una sola fascia di cavaliere di gran croce, portata sotto il panciotto della marsina; si porterà sopra il panciotto solo se presente il capo di Stato o il Gran Maestro dell'Ordine che ha conferito l'onoreficenza
- si usa una sola commenda che verrà portata sotto il nodo della cravatta
- si possono portare più placche
- tutte le altre decorazioni si portano in miniatura, o sospese ai singoli nastri oppure sospese ad una catenella d'oro sul risvolto sinistro della marsina.

(tratto da "Ordini cavallereschi ed onoreficenze" di P. degli Uberti)

Antonio
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Messaggioda T.G.Cravarezza » domenica 24 settembre 2006, 0:11

Il Signor Beniamino scriveva:
Mi sembra una indicazione accettabile: considera la smoking una via di mezza tra l’abito (dove si può portare solo una rosetta) ed il frac (dove si possono usare le decorazioni nel formato regolamentare). Indicazioni simili a quelle da lei riportate sono tuttora in vigore nella Luogotenenza per la Sicilia.
Trovo invece meno accettabile l’uso di sostituire il frac con lo smoking, come sta avvenendo nella Luogotenenza per l’Italia Centrale dove il frac non viene mai indicato nelle note sull’abbigliamento.

Rispondeva:
Gentile signore, non mi trova assolutamente in accordo; ritengo che sullo smoking sia di pessimo gusto portare le decorazioni in qualunque formato.

Penso che la risposta si possa trovare solamente nelle domande che avevo posto ad inizio di questa discussione:
Gentili Signori,
effettivamente l'argomento è di grande interesse, soprattutto per l'attuale "moda". Infatti, fino a 50 anni fa, era abituale l'uso del frac per gli eventi serali di una certa importanza, ma nemmeno eccessiva. Il frac quindi veniva indossato a teatro, ai balli et cetera. Lo smoking relegato ad abito da sera per eventi molto più informali (è nato infatti come "giacca dei fumatori", come giacca da relax). Uguale intendasi per l'abito da giorno. Il tight era utilizzato per le cerimonie mattutine e l'abito scuro relegato al lavoro ed alla quotidianità.
Il problema è che oggi queste regole sono state stravolte. Il frac è ormai totalmente scomparso, se non per il Vaticano e per rarissimi eventi. Lo smoking ha assunto invece il posto lasciato vuoto dal frac. Addirittura lo smoking ormai sta venendo sempre meno usato, ma comunque, almeno, viene richiesto laddove una volta si richiedeva il frac. Il tight invece è stato eliminato dal guardaroba, almeno in Italia, se non per il matrimonio (anche in questo caso, usato solo dallo sposo e dai parenti più stretti e non sempre). Insomma, sarebbe impensabile vedere, al giorno d'oggi, un invitato ad una parata militare mattutina, ad esempio, in tight, come sarebbe impossibile vedere alla prima dell'opera un frac.
Per questo motivo, le soluzioni sono solamente due.
1) Riportiamo in auge le "divise" dell'eleganza e della forma e ristabiliamo il loro corretto uso (ma questo dovrebbero farlo, non tanto gli invitati, quanto chi invita).
2) Accettiamo di considerare lo smoking e l'abito scuro da giorno come abiti formali in base alla circostanza e quindi utilizzabili con le decorazioni previste per tight e frac.

Io opterei per la soluzione numero uno, ma penso che non verrà recepita. Senza considerare che vedere sopra uno smoking o un abito scuro medaglie e collari lo troverei fuori luogo anche da un punto di vista estetico: sono abiti troppo comuni per sostituire delle autentiche divise come il frac ed il tight.
Cosa ne pensate?

Comprendo che non sia elegante riportare propri interventi, ma il fulcro della questione sono le due domande poste in neretto.
Io sono dell'idea che andrebbero ristabilite le "divise" maschili da cerimonia, cioè tight e frac, e riportato l'uso dello smoking a vestito meno formale utilizzato per intrattenimenti non ufficiali. In questo modo, si avrebbe pienamente ragione a sostenere che l'uso di decorazioni e rosette sullo smoking sia assolutamente fuori luogo.
Il fatto, però, è che al giorno d'oggi il frac ed il tight sono stati completamente banditi, anche da cerimonie ufficiali. Si mantiene il frac unicamente presso la Santa Sede, con molta difficoltà (ho visto ospiti in giacca e cravatta senza troppi problemi) e sempre più raramente nel protocollo diplomatico. A questo punto, quindi, se lo smoking, nella società odierna, sostituisce, de facto, il frac, è giusto trattarlo da abito da cerimonia. Trovo effettivamente risibile il fatto che su un normale abito da giorno sia corretto indossare una rosetta e poi sia considerato inelegante indossarla su uno smoking durante un ricevimento ufficiale, magari presso un'ambasciata. Per quanto io continui a considerare, secondo una mentalità romantica e ormai passata, sconveniente indossare decorazioni e rosette sullo smoking, è inevitabile che esso, al giorno d'oggi, salga di rango nella classifica degli abiti da cerimonia e sostituisca il frac. Questo almeno fino a quando i padroni di casa non preciseranno nuovamente sugli inviti "cravatta bianca", nelle giuste occasioni. In questo potrebbero fornire una mano i cerimonieri dei vari ordini cavallereschi, come l'OESSG, ripristinando l'uso del frac o della divisa dell'ordine al posto dello smoking.
Ultima modifica di T.G.Cravarezza il mercoledì 6 dicembre 2006, 0:32, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda Antesterione » lunedì 25 settembre 2006, 3:05

Salutando gli illustri membri di questa comunità, mi accingo ad aggiungere il mio pensiero a quanto già detto.

In effetti devo quotare quanto espresso da T.G. Cavarezza.

In particolar modo mi vedete assolutamente in accordo circa la necessità che nelle schiere dei cerimonieri in particolar modo per gli ordini cavallereschi che maggiormente ne hanno ufficializzato il ruolo all'interno di una delegazione vi siano persone non solo preparate (non voglio credere -ma sicuro di sbagliarmi come comprenderte da quanto mi accingo a scrivere-, per spirito romantico che chi occupi posizione di cerimoniere non sia preparato al suo compito) quanto soprattutto coraggiose nell'avanzare imperativi e dettare con la rispettabilità che la storia porta con se, le regole più consone ad esprimere al giorno d'oggi l'alta dignità degli Ordini in questione.

Inutile dire, se non cadendo nel retorico (ma non posso esimermi dal farlo), che oggi si è perso completamente (per non aggiungere "Drammaticamente") il senso del "Simbolo", della "Simbolicità", dell' "Appartenenza", della "Liturgia" e di tutte quelle ancor più minime o meno accortezze che distinguono le cerimonie civili da quelle tribali (con tutto il rispetto per le plurisecolari culture tribali che tanto potevano insegnare alla stessa cavalleria occidentale).

Ora è pressocché strano vedere come sia ammessa con maggiore tolleranza un'uniforme del Sovrano Militare Ordine di Malta, piuttosto che l'uniforme dell'Ordine Equestre del S.Sepolcro. Al di la dell'identità giuridico diplomatica dello SMOM, quando trattasi di presenza contemporanea, buon costume vorrebbe che tutti gli ordini siano chiamati a vestire secondo comuni criteri. Più semplicemente: Uniforme per gli insigniti di Ordini che ne prevedono una (non semplicemente storica), frac per coloro che vantano la loro appartenenza in Ordini che non avendo uniformi, si identificano per le sole decorazioni.

Questa superficialità nelle norme (anche vaticane) per le cerimonie (di minore o maggiore rilevanza) è ormai pericoloso costume che poco rende onore alla storia della chiesa, vedendo un progressivo quanto fastidioso, mi permettano l'uso di questo termine forte, "vergognarsi" delle proprie appartenenze. Dimenticando così che un abito religioso non lo si porta per se stessi, ma per rendere testimonianza della propria appartenenza e dell'Ordine cui si è deciso di dedicare la propria esistenza. Allo stesso modo, le decorazioni non sono certo atte a "significare" l'essenza del perché o il percome un insignito sia giunto a tale Ordine, né le sue qualità personali, quanto piuttosto sono significanza di rispetto che partendo dall'insignito si rivolge con grande omaggio all'Ordine e/o agli Ordini che ci concessero l'appartenenza. Se si vive la decorazione solo come pura vanità allora è logico che nel banale ed anche piuttosto patetico gioco a mascherare la propria condizione per umile arroganza, si gareggi a vestirsi nel modo più selvaggio ed antilogico/storico possibile. E sono ben conscio di coloro che obiettano rispondendo a chi vorrebbe usar l'uniforme che tali orpelli possano esser graditi a fanciulli ansiosi di sottolineare la propria appartenenza piuttosto che ai saggi. E se da un certo punto di vista si sarebbe tentati dall'acconsentire, ben altre prospettive ci dovrebbero condurre a ritrattare l'adesione ad una simile pretesa per comprendere come squalificare se stessi, squalifichi in ultima istanza o fors'anche in prima, anche l'Ordine cui apparteniamo.

Certo è che se tutti indossano abiti scuri, andare in uniforme risulti esperienza spiacevolissima che cadrebbe nel ridicolo rendendo scandalo e quindi producendo gli effetti esattamente contrari a quanto invece sarebbe auspicabile. A quel punto l'uniforme verrebbe vista come una "carnevalata" e tra il riso dei propri confratelli si porterebbe grave danno all'Ordine in essa uniforme rappresentato.

Allora quale la risposta al quesito?

Unirsi, associarsi, farsi corpo unico nelle delegazioni con i confratelli di comune sensibilità. GLi insigniti non sono poi un numero così alto da risultare incontrollabile. Gli Ordini più grandi e mi permettano, illustri, dettano in qualche modo le regole del buon costume cavalleresco dell'epoca, di certo perdono di autorevolezza (ma purtroppo non di autorità) se dettano regole che trascinano in basso i propri e gli altrui ordini.

Cosa ancor perggiore cari amici, vedere foto di Cavalieri dell'Illustre Ordine di S.Sepolcro, vestire giacche celestino e cravatte rosa con mantello e decorazioni, o in tv, vedere alla prima serata di un concerto, un tal signore con ben tre rosette sul bavero. :o

A questo punto, applicherei l'arlecchinesca moda di mettere le varie rosette di tutti gli ordini, al posto di ogni bottone della giacca :lol:

:1:

Mettere rosette sullo smoking a mio avviso è male minore se una cosuetudine vuole far vestire il cavaliere come nei giorni feriali, come quando si va in ufficio o si accoglie qualcuno in salotto in tenuta privata, in abito scuro.

Di certo il frac deve diventare insieme alle Uniformi ufficiali degli Ordini che ne hanno una, la prima scelta dei cerimonieri.
Cerimonieri che vanno in qualche modo stimolati a fare del proprio meglio, con consigli, con motivazioni addotte dalla logica e dal buon costume.

Importantissimo studiarsi la liturgia (per le celebrazioni religiose) ed i protocolli (per le varie occasioni), i significati simbolici delle insegne, la storia dell'Ordine della Cavalleria, quella del proprio Ordine, quella degli altri Ordini e dopo tutto ciò, rendervi giusto onore.

Ancora una volta, senza cadere in retorica ma ponendovi il giusto accento, è l'ignoranza il vero problema. Mascherata delle multiformi giustificazioni più o meno credibili.

Viva la bellissima ed evocativa uniforme che rende onore al proprio Ordine, viva il Frac che esalta la dignità dell'ordine nell'eleganza del suo insignito!

E pardon per l'eccesso di zelo e la lunghezza a dir poco spaventosa di questo post! Venia!
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Messaggioda Francesco Lupo » lunedì 25 settembre 2006, 10:02

Buongiorno,

Condivido in toto l'ultimo intervento.Oggi che si disattendono le più elementeri norme del bon ton, sarebbe auspicabile da parte di tutti coloro che amano il mondo della cavalleria "spingere" affinchè si torni a tutte quelle antiche consuetudini che erano segno distintivo indelebile di ogni Ordine Cavalleresco.
Ancora di più auspico che lo studio degli Ordini Cavallereschi e delle norme che ne regolano il cerimoniale sia impegno "doveroso" da parte di ognuno di noi,è davvero triste assistere a cerimonie con cavalieri vestiti con "l'abito della domenica" e che sopratutto non hanno idea del significato dei passaggi della cerimonia stessa.
Francesco Lupo
 

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