Egregio amico,
se è per questo, sono numerose le diocesi che dispongono di un proprio stemmario vescovile

... a patto di intendersi sul concetto di
stemmario 
! Mi spiego.
La raccolta degli stemmi dei vescovi di una Diocesi è un problema di ricerca storica che risente profondamente degli effetti (positivi o negativi, lo vedremo) di due concause: la prima, è l'assenza di fonti ufficiali ed univoche, e quindi la polverizzazione di esse in una miriade di testimonianze non sempre di facile reperimento e di valida qualità. Stemmi realizzati a stampa su documenti, o su timbri su ceralacca, o su lapidi tombali, o su manufatti religiosi, o su anelli, e così via, sono questi i documenti primari su cui, il più delle volte, il ricercatore deve allargare l'indagine

... nella speranza di trovarne

, e con tutta la cautela necessaria per esaminare lavori eterogenei per stile, materiale e abilità artigianale (a volte di scarso o nullo livello araldico).
La seconda è che, finora (e secondo me, a torto), questo ramo dell'araldica ecclesiastica è stato sottovalutato dagli studiosi, e quindi in pratica la stesura delle sequenze araldiche vescovili viene normalmente effettuata a livello locale e con il solo ausilio della buona volontà di chi intraprende l'operazione. Intendiamoci: lo zelo e la passione di questi volontari è encomiabile, e senza questi due requisiti nessuno studioso di nessuna materia può dare contributi adeguati alla propria scienza, qualunque essa sia. Non possiamo però negare che, spessissimo, a tali volontari mancano i
retroscena araldici per fare un lavoro tecnicamente accettabile...
Mi scusi la lunga premessa, ma era necessaria per inquadrare il perché della risposta al suo quesito.
Risposta che è: sì, a livello locale si trovano stemmari vescovili, ma bisogna essere fortunati...:
a) innanzitutto, che qualcuno nella Diocesi abbia fatto questo lavoro;
b) che esso sia tuttora disponibile al pubblico;
c) che, almeno nella riproduzione grafica, sia fedele agli stemmi rilevati.
In alcuni casi, le Diocesi (o altri soggetti) danno alle stampe veri e propri libri (due sono stati recensiti negli ultimi due numeri di
Nobiltà); in altri, soltanto brevi opuscoli; in altri ancora, dei
poster o altri supporti limitati alle riproduzioni grafiche; in altri, infine, hanno riprodotto gli stemmi vescovili all'interno di ambienti curiali o parrocchiali (affreschi, quadri, ecc.) dove uno, se può e in certi casi se ha il permesso, deve andarseli a cercare...
Come vede, l'argomento è ramificatissimo: e, per la o le Diocesi che la interessano, l'unico modo per andare a fondo della questione... è un contatto diretto con le singole Curie.
Bene

vale