Scusa il ritardo

,ecco il testo

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I cavalieri dimenticati:
L’ Ordine di San Giovanni di Gerusalemme.
Di Stefano Mari
Ultimamente in tutte le storie riguardanti il Medioevo i Templari c’entrano sempre indipendentemente dal fatto che tali asserzioni riguardo alla presenza di tale Ordine in un luogo o in un contesto storico ben preciso siano scientificamente fondate o no. In questa mia recensione i Templari non c’entrano assolutamente niente o meglio non ne sono i protagonisti. Questa trattazione riguarderà, infatti, i loro fratelli di spada meno conosciuti e celebrati; l'Ordine dei Cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme. L'Ordine Gerosolimitano venne fondato in Gerusalemme intorno ad un ospizio per pellegrini, che si dice creato da mercanti di Amalfi alle dipendenze dall'Ordine dei Benedettini, presso il Santo Sepolcro, intorno all'anno 1070. Dunque tale Ordine operava prima della Prima Crociata. L'ospizio era tenuto da fratelli laici ma quasi certamente non mancarono anche fratelli consacrati. Nel 1113, un privilegio del Papa Pasquale II riconobbe e coniferì indipendenza al nuovo Ordine, il cui scopo era di offrire aiuto ai poveri, ai pellegrini diretti ai luoghi santi insieme ad un ricovero ed alle cure necessarie in caso di infermità. Intorno al 1136 alla funzione di “servitium pauperum”, venne assegnata ai cavalieri la funzione militare intesa come “tuitio fidei”, cioè di difesa della fede. Tale mansione fu voluta da Fra Raymond de Puy, Maestro dell'Ordine. Il capitolo generale dell'Ordine venne riunito, per la prima volta, da quest'ultimo. In quest’assemblea venne sancita l'osservanza dei volti di povertà, castità e dell'obbedienza. In seguito Papa Callisto II confermò queste norme e prescrisse all'Ordine la Regola di Sant'Agostino. Col passare degli anni gli Ospitalieri presero l'abitudine di reclutare cavalieri tra la nobiltà. I membri vennero divisi in classi distinte: cavalieri (nobili), cappellani, a cui veniva affidata all'assistenza spirituale, serventi d'arme (ammessi senza prova di nobiltà e con la sola dimostrazione di non essere nati schiavi). Donazioni e lasciti, in virtù della potenza e del prestigio di cui godevano, fecero acquisire un'enorme patrimonio fondiario all'Ordine in Oriente come in Occidente. Dopo che Gerusalemme tornò sotto la giurisdizione degli Arabi, nel 1187 la sede principale dei cavalieri Ospitalieri divenne Acri, nuova capitale del Regno Latino in Terra Santa. Nel 1291 anche Acri venne espugnata ed i cavalieri costretti alla fuga. I superstiti si rifugiarono sull’isola di Cipro e li rimasero e vissero per quasi venti anni. Su quest'isola iniziò la tradizione marittima e navale dell'Ordine. Nel 1309 i Gerosolimitani conquistarono Rodi dove restarono fino alla 1523, data della prese della città ad opera del Sultano Solimano il Magnifico. Ancora una volta i cavalieri furono costretti a trovare una nuova patria, questa volta definitiva; Malta. Così dal XVI secolo in poi vennero conosciuti come i Cavalieri di Malta. Dal 1206 le proprietà dell’Ordine vennero raggruppate ed organizzate in Lingue, a carattere “nazionale”, in Priorati, a carattere regionale, e le Commende, a carattere locale. Il Priorato di Capua comprendeva: la Campania, la Calabria, il Molise interno e l’Abruzzo. Ogni Priorato aveva una propria sede ufficiale. Le commende riunivano una serie di edifici, case, terreni, chiese, castelli in ambito locale di proprietà dell’Ordine che venivano affidate in gestione ad un Commendatore. Nel 1177 il Vescovo di Sulmona Odorisio di Raiano concesse ad alcuni esponenti dell’Ordine Gerosolimitano un terreno in contrada “la Forma” per la costruzione di una chiesa ed un “hospitale” per un canone annuo di due libbre di cera da donare alla Cattedrale di S. Panfilo e la “quatrìa” da fornire in qualunque funerale. La Commenda dei Cavalieri sorgeva fuori dalla “Porta Nuova”, alla destra di chi usciva da questa, e si estendeva longitudinalmente dall’attuale scuola elementare all’attuale bar Mazzini. Le strutture di tale “hospitale”, se pur pesantemente modificate esistettero fino al 1935, data del loro abbattimento. La Chiesa e l’ospedale di S. Giacomo della Forma furono, dunque, una Commenda dell’Ordine dei Cavalieri Ospitalieri. L’ospedale godé dell’attenzione dei cittadini e ricevette molte donazioni per la redenzione della propria anima e per il “sussidio in Terra Santa” dove molti cavalieri erano impegnati nella Crociata contro i Mori. Sorpresa delle sorprese il 21 Gennaio 1321 all’Ordine Gerosolimitano vennero assegnate la chiesa e l’ospedale della SS. Annunziata (ACSA, sez. II, fasc .I, n. 3). Poiché l’ospedale di S. Giacomo della Forma non è nominato nel Catasto del 1373, si è supposto che tale struttura sia servita solo alle necessità dell’Ordine. Il terremoto del 1706 distrusse la chiesa ed il convento. Sul sito venne edificata, verso la metà dell’ottocento, una cappella dedicata alla “Vergine addolorata”, demolita, insieme a ciò che restava dell’ospedale, negli anni trenta per la nuova sistemazione della zona. Per quanto riguarda l’edilizia connessa a quest’Ordine mi sembra doveroso ricordare che i fabbricati che costituivano il nucleo della Commenda erano l’abitazione del Commendatore o casa commendale, una chiesa e l’ospedale, che veniva edificato nelle Commende che si trovavano su importanti vie di comunicazione come nel caso di Sulmona. Gli Edifici appartenuti all’Ordine erano sono accomunati da funzionalità, semplicità ed austerità. Unici elementi decorativi delle chiese Gerosolimitane furono gli stemmi dell’Ordine e dei commendatori o le lastre tombali dei cavalieri. Appare evidente nell’edilizia Ospitaliera l’adeguarsi alle caratteristiche costruttive del luogo, con l’assunzione di maestranze locali. Le Commende del Centro-Sud avevano carattere agricolo ed erano spesso distanti dagli abitati. Gli ospedali erano, in genere, costruzioni modeste, molto spesso porticati, con poche stanze ed un numero limitato di letti che accoglievano sia poveri che pellegrini. Queste strutture venivano, non di rado, edificate presso un corso d’acqua per facilitare il rifornimento idrico e consentire lo smaltimento dei rifiuti, ed erano di frequente ubicate vicino alle mura cittadine, come a Sulmona, o in zone che favorissero il proseguimento del viaggio. Anche in Raiano vi erano una chiesa ed un “hospitale” appartenenti all’Ordine. La chiesa di S. Giovanni, esistente già nel 1183, coni i suoi stabili annessi era, infatti, una commenda Gerosolimitana. Ai cavalieri Raianesi vennero affidate dal feudatario di Pratola, Andrea di Brancaleone le chiese di: S. Giovanni, S. Angelo in Valle, S. Cesidio e S. Maria degli Azzimi. Il 13 Novembre dell’anno 1294 Celestino V assegnò queste stesse chiese al monastero di S. Spirito. Questo è quanto le fonti, fin ora trovate, ci riferiscono riguardo agli stabili posseduti nel territorio Peligno. Mi sembra, in fine, doveroso ricordare come ancora oggi, a distanza di secoli, l’Ordine dei Cavalieri di Malta si prodighi per aiutare chi è nel bisogno, assistendo spiritualmente e materialmente uomini donne e bambini senza distinzione di razza, religione e stato sociale. Questo, a mio modesto parere, è l’unico, inestimabile tesoro di cui i Cavalieri di S. Giovanni ancora oggi sono detentori.
Da: “La Città” Mensile indipendente d’Abruzzo n° 7 del 2005, pp 5.
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Ma la chiesa di Santa Maria della ROSA si trova a Ferrara?
A prestissimo
StefanoM
