Stemmi del Belgio (reali e non)

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Stemmi del Belgio (reali e non)

Messaggioda marco foppoli » martedì 25 novembre 2003, 19:12

Gentili frequentatori del Forum,

essendo stato ospite del 2eme Salon de l’art héraldique tenutosi a Bruxelles nello scorso novembre, nell’elegantissima sede dell’ Association de la Noblesse du Royaume de Belgique, ho avuto modo di appurare una curiosità araldica che spero possa Vi possa interessare.

Da tempo mi chiedevo infatti se l’Arciduca Lorenz d’Asburgo-Este marito della principessa Astrid del Belgio come membro della Casa reale belga portasse le armi d’Asburgo-Este inquartate o partite con quelle del Belgio, un inquarto curioso che avrebbe ben dimostrato araldicamente la doppia natura dinastica ricoperta dall’Arciduca, membro cioé di entrambe le case reali.

Ebbene, ho avuto la fortuna di conoscere M.me Francoise Errembault du Maisnil che è, mi si passi il termine, l’attuale “pittrice araldica ufficiale” della Casa reale del Belgio, (ovviamente un’ottima artista araldica) che mi informava che no, l’Arciduca Lorenz porta l’usuale stemma d’Aburgo-Este (partito: nel 1° partito d’Asburgo, Austria e Lorena; nel 2° d’Este). Neppure per i figli della coppia al momento è stata prevista alcuna concessione e che sull’argomento pare ci sia un certo imbarazzo per la memoria storica legata agli Asburgo che in Belgio alcuni sentirebbero ancora come ex dominatori.

È rilevante notare che sono circa un’ottantina le nuove nobilitazioni all’anno concesse in Belgio che normalmente prevedono la concessione del titolo di barone ad personam e la nobiltà ereditaria alla famiglia dell’investito.

Ho visto anche lo stemma del Barone Mercx, (noto campione del ciclismo anni ‘70), che raffigurava una ruota di una bicicletta da corsa all’interno di un campo gheronato!

Un saluto, M. Foppoli
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Messaggioda pierfe » martedì 25 novembre 2003, 22:09

Il Belgio ha una interessante legislazione nobiliare, infatti permette il riconoscimento dei titoli stranieri ma il Sovrano non concede titoli nobiliari a persone provenienti da Paesi dove nel loro ordinamento non esiste legislazione nobiliare e quindi lo Stato non la riconosce.
Pier Felice degli Uberti

PS in Olanda presso il Consiglio della Nobiltà ho visto i meravigliosi stemmi dei membri della famiglia Reale vere opere d'arte araldica.
Pier Felice degli Uberti
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Messaggioda marco foppoli » mercoledì 26 novembre 2003, 12:38

Caro Degli Uberti,

pensa che anche vari italiani figli di immigrati nel Belgio hannno avuto la concessione del titolo nobiliare per loro meriti vari nella società belga, tra cui anche un noto cantante italo-belga degli anni '60 di cui purtroppo adesso non ricordo più il nome.

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 26 novembre 2003, 18:55

...potrebbe essere Salvatore Adamo (in arte, noto col solo cognome)...

Per caso, si ricorda com'è il blasone dell'arma Merckx?

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Messaggioda omero » mercoledì 26 novembre 2003, 19:06

Egregio Sig. Foppoli,

il fatto che anche degli italiani siano stati insigniti di un titolo nobiliare dai Reali del Belgio non può che farmi piacere: in passato i rapporti dei Belgi con gli stranieri non sono stati dei migliori. Mi riferisco ai poveri minatori nostri compatrioti che duramente si sono integrati con la popolazione, per non parlare della situazione nelle ex colonie. Ho vissuto tutta la mia infanzia nell'Ex Congo Belga (attuale Zaire) e Vi potrei raccontare aneddoti davvero raccapriccianti che hanno caratterizzato la condotta dei Belgi laggiù. Per fortuna i tempi sono cambiati, se non altro in questo!
Ben vengano dunque disquisizioni accademiche sugli stemmi che il Salon de l’art héraldique avrà offerto ai Suoi preparatissimi occhi :D !

Cordialmente
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Messaggioda marco foppoli » mercoledì 26 novembre 2003, 19:49

Gent. Sig. Omero

si, effettivamente nell'amministrazione delle proprie colonie il Belgio acquisì una pessima fama il cui ricordo dura tutt'oggi, doveva essere amministrazione davvero molto dura.

Potrebbe forse essere il cantante che lei cita anche se, onestamente non ricordo davvero il nome (ma penso che non vi siano stati molti cantanti italo-belgi in quel periodo)

Lo stemma di Eddy Merckx l'ho visto in un volume che raccoglie tutte le lettere patenti concesse nell'ultimo decennio e mi pare che fosse "gheronato di (... l'immagine era in b/n) alla ruota di bicicletta da corsa (facilmente) d'argento". corona baronale e cimiero "la ruota entro un volo di (...)"
Mi spiace non potere essere più preciso.

Tuttavia questi stemmi recenti sembravano spesso dei discutibili "curriculum vitae" in forma araldica: ho visto stemmi con palloni di calcio (suppongo emblemi di ex-calciatori?), pennelli, matite, gatti sornioni… insomma l'araldica moderna potrebbe essere anche un po' più rispondente al meglio della sua tradizione…

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Messaggioda marco foppoli » mercoledì 26 novembre 2003, 19:51

Gent. Sig. Omero

si, effettivamente nell'amministrazione delle proprie colonie il Belgio acquisì una pessima fama il cui ricordo dura tutt'oggi, doveva essere amministrazione davvero molto dura.

Potrebbe forse essere il cantante che lei cita anche se, onestamente non ricordo davvero il nome (ma penso che non vi siano stati molti cantanti italo-belgi in quel periodo)

Lo stemma di Eddy Merckx l'ho visto in un volume che raccoglie tutte le lettere patenti concesse nell'ultimo decennio e mi pare che fosse "gheronato di (... l'immagine era in b/n) alla ruota di bicicletta da corsa (facilmente) d'argento". corona baronale e cimiero "la ruota entro un volo di (...)"
Mi spiace non potere essere più preciso.

Tuttavia questi stemmi recenti sembravano spesso dei discutibili "curriculum vitae" in forma araldica: ho visto stemmi con palloni di calcio (suppongo emblemi di ex-calciatori?), pennelli, matite, gatti sornioni… insomma l'araldica moderna potrebbe essere anche un po' più rispondente al meglio della sua tradizione…

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 26 novembre 2003, 20:04

Egregio Signor Marco,
la ringrazio della precisazione sull'arma Merckx.

Sul merito delle figure oggi inserite all'interno di stemmi creati ex-novo, potremmo parlare a lungo... ha già letto, in altra parte del forum, l'analoga discussione sull'arma di Sir Paul McCartney?

In effetti, noi che abbiamo davanti agli occhi nove secoli di stemmi, non crediamo ai nostri occhi quando troviamo chitarre, palloni da calcio, locomotive, eliche del DNA, orbite molecolari, e quant'altro, ma...

...con analogo ragionamento, non troveremmo in nessuno stemma classicomaniche mal tagliate, né cannoni, né alcuna delle altre figure che il progresso dei singoli periodi ha saputo dare all'araldica.

Che è stata ed è tuttora una scienza viva...

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Messaggioda Carlo d'Ormea » mercoledì 26 novembre 2003, 20:29

Si, ma con "judicio"!

In una recente pubblicazione di Araldica Internazionale (autore Slatter, credo "The complete Book of Hekladry"), ho visto uno stemma concesso ad un giudice che si è occupato durante la sua carriera quasi esclusivamente di violenze sessuali a prostitute. Ebbene lo scudo riportava sei cambe di "ballerine" moventi da lati con calze a rate e giarettiere e scarpine rosse!

Oppure lo stemma di un famoso allevatore di stalloni. Lacio a voi immaginare quale fosse la figura araldica principale......
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Messaggioda omero » mercoledì 26 novembre 2003, 21:08

Gentili colleghi,

ho trovato questo link inerente il secondo Salon de l’art héraldique di Bruxelles cui accenna il Sig. Foppoli:

http://www.salonheraldique.be

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 26 novembre 2003, 22:10

...lo "judicio" implica una valutazione di merito.
Noi siamo studiosi o censori?
Oltretutto, noi italiani abbiamo lo stemma Colleoni, che può dare lezioni di storia a qualsiasi neostemma di ceppo britannico (e non solo) a contenuto similare.

Per l'amico Pier Carlo: grazie della segnalazione. É un sito da centellinare...

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 26 novembre 2003, 22:35

Caro Pier Carlo,
dal sito da te indicato (in particolare, dalla "Présentation") estrapolo la seguente affermazione:

"...L'héraldique, symbole de prestige et de pérennité, est une science vivante et très actuelle. Aux yeux de beaucoup, elle ne s'attache qu'à l'aristocratie alors que, depuis toujours, la bourgeoisie, les gens d'Eglise et les communes en ont usé afin de faire reconnaître leur signature ou leur propriété à l'époque où l'alphabétisation était fort peu répandue. L'usage d'armoiries s'est d'abord attaché aux domaines strictement militaire et familial, et est ensuite devenu plus commercial: Ferrari, Porsche, Peugeot, les grands domaines viticoles et de nombreuses entreprises en sont les preuves vivantes..."

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