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Don Domenico ha scritto:...ci tengo a precisare che non si ha l'intenzione di accaparrarsi titoli nobiliari, anche perché penso che essendo appartenuti a uomini che per condizione non poterono generare prole, non sia possibile "riscattarli" anche se appartenenti alla stessa cerchia parentale come ad esempio zii di trisavolo, ma di mantenere viva la storia familiare, di mettere nero su bianco ciò che fecero per la comunità, per la città, penso anche che così facendo si possa ispirare parte della comunità a fare la cosa giusta per la collettività, ma forse ho capito che si possa fare solo per uso privato o sotto forma di associazione...
Don Domenico ha scritto:Vi ringrazio tantissimo Sig. Matt, per queste precisazioni, come già detto in precedenza, io non sono come alcuni disperati che si vedono sui social, non cerco il titolo Nobiliare, non saprei neanche come usufruirne, ciò che cerco è poter tramandate per non dimenticare, non solo a livello familiare tra di noi, altrimenti sarebbe come una storiella raccontata tra parenti, ma di qualcosa di ufficiale, qualcosa documentato dove chiunque passa verificare, non perché gli è stato detto da un membro della famiglia, ma perché questi sono i fatti, per questo cercavo l'aiuto di un notaio dove mettere nero su bianco tutte le fonti e le documentazioni, ma ovviamente essendo tutto abolito dalla repubblica penso che tutto debba tacere, Cordialmente
Don Domenico
Vi ringrazio tantissimo Sig. Matt, per queste precisazioni, come già detto in precedenza, io non sono come alcuni disperati che si vedono sui social, non cerco il titolo Nobiliare, non saprei neanche come usufruirne, ciò che cerco è poter tramandate per non dimenticare, non solo a livello familiare tra di noi, altrimenti sarebbe come una storiella raccontata tra parenti, ma di qualcosa di ufficiale, qualcosa documentato dove chiunque passa verificare, non perché gli è stato detto da un membro della famiglia, ma perché questi sono i fatti, per questo cercavo l'aiuto di un notaio dove mettere nero su bianco tutte le fonti e le documentazioni, ma ovviamente essendo tutto abolito dalla repubblica penso che tutto debba tacere, Cordialmente
Don Domenico
Morti i vecchi ,i figli perdono le tracce della propria genealogia.
Non vanno oltre il limite dei loro nonni, non sanno piu' da dove provenga la loro famiglia.
Da quanti anni ,decenni o secoli abbia posto le radici nel paese dove loro vivono
Hanno solo vaghi ricordi su qualche episodio di vita significativo per i loro antenati avendone sentito il racconto durante qualche circostanza familiare ma senza la volonta' di farlo proprio, assimilandolo per tramandarlo ai propri figli
Lighthere ha scritto:Buongiorno,
mi ricollego a questa discussione per porre un altro quesito riguardante lo stemma araldico.
Nel caso in cui una persona decidesse di crearsi uno stemma araldico, anche in relazione a una discendenza appurata e di riproporre i simboli distintivi di quella casata e per la tutela legale del simbolo registrasse il simbolo come marchio?
Nel caso in cui lo stemma che si registra fosse in uso da un'altra famiglia nobiliare italiana , anche se legalmente il titolo non è riconosciuto dalla Repubblica, si può essere contestati dalla famiglia che detiene lo stemma, per la Repubblica italiana ci sono leggi che tutelano gli stemmi araldici assegnati in passato?
Ho provato a chiedere anche all'AI e questa è la sua risposta
Quando potrebbe essere registrabile
Un simbolo araldico di una famiglia nobiliare estinta può essere registrato come marchio presso l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi se:
non esistono più titolari o aventi diritto che possano rivendicarlo;
il simbolo non è notoriamente associato a una casata storica ancora riconoscibile;
viene usato come segno distintivo per prodotti/servizi;
non crea inganno o falsa attribuzione (es. far credere di avere legami nobiliari).
⚠️ I problemi principali
Qui è dove spesso la domanda viene respinta o contestata:
1. Possibili eredi “non evidenti”. Anche se la famiglia è “estinta”, potrebbero esistere discendenti collaterali o soggetti che rivendicano diritti storici o morali.
2. Valore storico/culturale. Se lo stemma è noto, potrebbe essere considerato parte del patrimonio storico, e il suo uso commerciale può essere visto come:
ingannevole;
contrario alla correttezza professionale.
3. Rischio di inganno del pubblico. Se il simbolo suggerisce prestigio, nobiltà o origine storica, l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (o l’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale) può rifiutarlo.
Cosa ne pensate?
Grazie
Alfonso
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