Araldica dei papi e dei cardinali

Discussioni ed informazioni sui tutti i testi che si possono reperire di araldica, genealogia, storia di famiglia, ordini cavallereschi e sistemi premiali / Discussions and information regarding all available texts on heraldry, genealogy, family history, orders of chivalry and systems of merit

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 31 gennaio 2006, 16:31

T.G.Cravarezza ha scritto:Bellissimi stemmi, anche se trovo un po' esagerato l'inquartato. Era sufficiente inserire una sola volta i due stemmi ed aggiungere lo scudetto. Così c'è una ripetizione eccessiva.


In effetti, caro Tomaso, Papa Leone XIII non risulta aver mai utilizzato tale stemma "pesante" durante il suo lungo pontificato.

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Messaggioda eugubino » martedì 31 gennaio 2006, 16:53

Gli autori della pubblicazione ringraziano il Crollalanza per il suo giudizio positivo e per i suoi suggerimenti.

Tanto per la cronaca.

Chi avrà avuto l'idea di quel pesante inquartamento?
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Messaggioda eugubino » martedì 31 gennaio 2006, 17:04

Trovato!!

p. 59

Giuseppe di Giovan Fausto.
Nacque il 31 gennaio 1724 (Battez. ad an.). Entrato monaco di Montoliveto Maggiore col nome di Giuseppe Bernardino, fino dal 7 febbraio 1739, stato sei anni segretario di due Generali dell'Ordine e tre anni della Congregazione del Capitolo tenuto in quell'Archicenobio, il 10 aprile 1771 ne fu dichiarato Abate, due giorni dipo Vicario di tutte le Congregazioni, e nel Capitolo del 13 maggio Generale di tutto l'Ordine. Nel 1767 cessato da quella dignità fu eletto Procuratore Generale, quindi nel 1774 creato Vescovo di Montalcino. Intervenne all'assemblea dei Vescovi riunita in Firenze per ordne del Granduca Leopoldo I nel 1787, ove portaronsi i prelati con i loro Teologi e Canonisti per discutere varie materie ecclesiastiche, cui diede origine il Vescovo Ricci di Pistoia colle sue innovazioni Giansenistiche. Morì il 24 aprile 1809. Furono eredi le due nipoti, Caterina, maritata a Ferdinando Pieri, e Faustina, innutta, onde tutto il patrimonio consistente nel Palazzo di Siena, oggi Grittarelli de' Santi, e nelle due tenute d'Argiano e di Torricella passò alla famiglia Pieri (Aurieri, Famiglie Nob. Sen.).
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 31 gennaio 2006, 17:10

eugubino ha scritto:Chi avrà avuto l'idea di quel pesante inquartamento?


Può ben darsi che si tratti di un inquartato usato tradizionalmente nella famiglia da decenni, sulla falsariga d'una moda formale che (per rimanere alle dinastie papali) nel secolo precedente fu usato da Papa Rezzonico e (limitatamente al primo anno di pontificato) da Papa Braschi.

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Messaggioda eugubino » sabato 4 febbraio 2006, 10:10

A proposito degli olivetani, ecco un loro stemma miniato su una pergamena dei primi del Cinquecento:

Immagine



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Messaggioda danti73 » sabato 4 febbraio 2006, 15:10

Risolta la questione del vescovo Giuseppe Pecci, per appagare la curiosità dell’amico Guglielmino ho consultato il libro di araldica cardinalizia del McCarthy e rintracciando lo stemma del cardinal Giuseppe Pecci, vescovo di Gubbio mi sono ritrovato lo stesso e identico stemma di papa Leone XIII, del fratello del papa, omonimo del vescovo di Gubbio (che in realtà porta nel capo lo stemma della Società di Gesù, al quale apparteneva) e quindi della famiglia Pecci di Carpineto.
La cosa mi meraviglia in quanto nell’albero genealogico dei conti Pecci, gentilmente fornitomi dal collega Eugubino, non vi è traccia del vescovo di Gubbio.
Si tratterà di un errore?
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Messaggioda eugubino » sabato 4 febbraio 2006, 16:16

E' una questione annosa, come già detto, se i Pecci di Gubbio derivino da quelli di Siena; se i senesi provengano dagli eugubini; se entrambi derivino da un'altro ceppo.

Andrebbe fatta un'attenta ricerca araldica e genealogica, almeno sul versante eugubino.
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Messaggioda danti73 » sabato 4 febbraio 2006, 19:17

La cosa strana è lo stemma...
Il fatto che sia identico a quello del pontefice si spiega solo con una parentela tra i due oppure un errore da parte dell'autore.
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Messaggioda eugubino » sabato 4 febbraio 2006, 20:12

Esatto... è proprio la questione dello stemma quella che desta la maggiore curiosità

Prima però di giungere a qualsiasi conclusione occorrerebbe verificare gli stemmari eugubini, un eventuale palazzo Pecci di Gubbio, i timbri e i sigilli usati da mons. Giuseppe Pecci (ne esistono ancora, io li ho visti); sarebbe necessario sapere come mai nel libro del McCarthy l stemma del Pecci eugubino è uguale a quello dell'omonimo senese, da dove è stato ripreso?

Solo con questi dati di base (almeno con questi dati) si potrebbe imbastire qualche ragionamento.
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Messaggioda danti73 » sabato 4 febbraio 2006, 20:54

Gentile Eugubino,
tu che li hai visti...ricordi per caso se il vescovo di Gubbio portava l'arma del pontefice?
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Messaggioda eugubino » sabato 4 febbraio 2006, 22:05

No, non lo ricordo.

Ma la prossima volta che andrò all'Archivio Vescovile verificherò la cosa per bene.
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 6 febbraio 2006, 17:00

danti73 ha scritto:La cosa strana è lo stemma...
Il fatto che sia identico a quello del pontefice si spiega solo con una parentela tra i due oppure un errore da parte dell'autore.


Nel libro in oggetto, di sicuro, vi è almeno un altro stemma cardinalizio disegnato in maniera imperfetta (quello del cardinale Martinez Somalo, camerlengo del Conclave 2005): i tre gigli nella prima parte del suo partito sono disegnati in palo, mentre il blasone (riportato dal McCarthy) li vuole in banda.

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Messaggioda danti73 » lunedì 6 febbraio 2006, 23:23

Mi son meravigliato nel vedere che una simile opera non fosse stata ideata in Italia dove le fonti in materia sono un pozzo ineusaribile.
Se le ricerche sono state fatte solo in parte in Italia non c'è da meravigliarsi di vari errori. Io non posseggo il primo volume ma mi piacerebbe sapere come ha disegnato gli stemmi dei cardinali cinque-seicenteschi di Torino (Domenico Della Rovere, Gerolamo della Rovere- che son convinto abbia riportato uguali mentre esiste una piccola ma reale differenza- oppure Iñigo D'Avalos). Credo che l'errore più grande sia
stato assegnare l'arma di famiglia ogni qual volta il cognome lo richiedesse...l'arma dei due omonimi Pecci ne è da indizio.
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Messaggioda eugubino » martedì 7 febbraio 2006, 17:58

Visto che la discussione si è oramai trasformata in argomento prettamente araldico, chiedo al gentile moderatore se non sia il caso di spostare il topic nel settore più appropriato.



Inserisco quattro stemmi della famiglia Pecci di Gubbio.
Sempre in attesa di andare a fotografare il sigillo di mons. Giuseppe Pecci.



1732

Immagine




1765


Immagine




1841 ca.

Immagine





metà XIX sec.


Immagine
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Messaggioda eugubino » mercoledì 8 febbraio 2006, 18:43

E' chiaro quindi che già a questo stato delle cose (indipendentemente da com'è il sigillo del card. Giuseppe Pecci di Gubbio) c'è qualcosa che non va!

Araldicamente parlando....
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