Ordine di S.to Stefano e Spigolature sul patriziato pisano

Per discutere sugli ordini cavallereschi e le onorificenze/ Discussions on orders of chivalry and honours

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Re: Ordine di S.to Stefano e Spigolature sul patriziato pisa

Messaggioda Cronista di Livonia » lunedì 7 ottobre 2024, 17:59

il-prof ha scritto:Mi limito a riportare questo documento:
Rivista Araldica, anno 1913, volume 11, pagina 381, Roma, Collegio Araldico: "Da informazione ufficiale assunta a Vienna togliamo quanto segue «A Sua Altezza I. R. il defunto Granduca Ferdinando IV di Toscana era stato permesso dall'Impero austro-ungarico e dagli Stati dell'Impero germanico, di conferire i tre Ordini toscani, inerenti alla Sovranità, che anche spodestato, rimase all'Augusto principe fino alla sua morte. Il titolo di Principe di Toscana fu solo autorizzato ai membri della famiglia granducale nati prima del 1866. Dopo la morte del Granduca (1908) tutti gli augusti figli del defunto dovettero solennemente rinunciare ad ogni qualsiasi diritto di cui personalmente ed eccezionalmente godeva il padre. Quindi il Gran Magistero dell'Ordine di S. Stefano per volontà di S. M. l'Imperatore e Re è terminato col defunto granduca, né più sarebbe accettato dagli augusti principi lorenesi"


Si, certo, sono perfettamente a conoscenza del "documento", ma ci sono diverse osservazioni da fare su questo "documento":

1.) Si tratta di un trafiletto su di una rivista privata, si parla di informazione ufficiale assunta da Vienna, senza citare la fonte o mostrare il testo, ammesso che la fonte fosse attendibile abbiamo nel migliore dei casi un riassunto italiano di un documento tedesco, è preciso? E' completo?
2.) tale asserzione è riportata in forma lievemente diversa anche in altri testi, in genere viene corredata della specifica che ciò era dovuto a scrupolo personale dell'Imperatore che non voleva irritare od essere scorretto verso l'alleato italiano, va infatti considerato il contesto storico nel quale avviene questo fatto. Dal 24 maggio 1915 tale alleanza era rotta e l'Austria vide nel nostro cambio di alleanza un tradimento, facendo venire meno la necessità di non irritare od offendere l'Italia
3.) il 2 novembre 1918 il Granduca titolare e Gran Maestro titolare riprendeva i conferimenti. L'Impero asburgico ancora esisteva, ma nessun provvedimento fu preso dall'Imperatore. Possiamo quindi ritenere che tale divieto sia decaduto il 2 novembre 1918 con l'effettivo esercizio delle proprie prerogative da parte del Gran Maestro titolare.
4.) Ci sono stati diversi tentativi di riprendere in mano l'Ordine stefaniano in Italia da parte del Regno e della Repubblica, in tutti i casi si parla sempre e chiaramente dei diritti degli Asburgo Lorena con cui si sarebbe dovuto trattare per poterli ottenere.
5.) In ogni caso il divieto imperiale non fa che confermare ciò che ho scritto prima, il Granducato e il Gran Magistero erano al limite nella disponibilità dell'Imperatore e non di altri (in realtà il Gran Magistero era almeno in parte nella parziale disponibilità della Santa Sede, essendo istituito con bolla pontificia).
Cordialmente,

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Re: Ordine di S.to Stefano e Spigolature sul patriziato pisa

Messaggioda Bessarione » lunedì 7 ottobre 2024, 19:31

Cronista di Livonia ha scritto:3.) il 2 novembre 1918 il Granduca titolare e Gran Maestro titolare riprendeva i conferimenti. L'Impero asburgico ancora esisteva, ma nessun provvedimento fu preso dall'Imperatore. Possiamo quindi ritenere che tale divieto sia decaduto il 2 novembre 1918 con l'effettivo esercizio delle proprie prerogative da parte del Gran Maestro titolare.

Potrei avere maggiori informazioni sui conferimenti del 2 novembre 1918 e in generale sui conferimenti tra la Prima e la Seconda Guerra Mondiale?
Pubblico alcuni estratti dalla Rivista Araldica relativi alla situazione dell'Ordine nella prima metà del secolo scorso.

1916 n. 9, pagg. 574-575 ha scritto:Per l'annessione dell'Ordine di S. Stefano a quello di Malta
[...]
L'ultimo Gran Maestro dell'Ordine di S. Stefano fu il Granduca Ferdinando IV di Loreno, poichè alla sua morte, la sua eredità non venne raccolta dai figli non essendo l'Ordine considerato appannaggio della famiglia granducale ma essenzialmente annesso alla sovranità della Toscana. [...] Ora, per iniziativa di alcuni membri dell'Ordine (il cui numero è oggi ridotto ai minimi termini) si presenterà una istanza al Gran Maestro dell'Ordine di Malta, affinchè si degni accettare l'annessione dell'Ordine di S. Stefano al suo, mutando ai cavalieri di S. Stefano viventi, la croce rossa nella bianca [...] In pari tempo, i cavalieri di S. Stefano, chiederanno al Sommo Pontefice che una speciale bolla confermi l'annessione.
[...]


1916 n. 10, pag. 639 ha scritto:Sacro Militare Ordine di Santo Stefano
Apprendiamo con piacere che l'egregio Conte Guelfo Guelfini Camajani [...] si sta ora adoprando efficacemente per ottenere l'intiera ed incondizionata adesione dei Cavalieri viventi e delle famiglie in qualche modo vincolate alla medesima, al Sacro Militare Ordine Sovrano di S. Giovanni (Malta) nel senso del progetto da noi caldeggiato nel fascicolo di settembre di questa Rivista.


1922 n. 5, pagg. 195-196 ha scritto:Ancora sulla rinascita del S.M.O. di S. Stefano P. e M.
[...] la Milizia, di carattere familiare, visse in Etruria fino all'annessione di questa al Piemonte, poi, soppressa dal Ministro Ricasoli, non fu più conferita per esplicita volontà del grande Imperatore Francesco Giuseppe II d'Habsburg il quale, riconoscendo l'unità italiana, non intese mancare in nulla nei suoi doveri verso lo Stato Italiano. Morto il Granduca di Toscana il 17 gennaio 1908, i diritti di quest'Ordine passavano alla persona di S.A.R.I. l'Arciduca Giuseppe Ferdinando d'Habsburg-Lotheringen [...]. Questo augusto principe, nato il 23 maggio 1872, è di pieno diritto, il Gran-Maestro del S.M.O. di S. Stefano Papa e Martire!
Infatti, essendo la Sacra Milizia proprietà di Sua Famiglia, i mutamenti politici di Stato, per quanto violenti siano stati, non hanno potuto ledere il diritto privato.
[segue una invettiva contro "certi individui [in Firenze] riuniti ad accolta [sic] hanno pensato di crearsi un merito presso qualcuno col pregarlo d'accettare, d'aggradire, il Gran-Magistero di S. Stefano P. e M. di proprietà della augusta Casa di Lorena"]
I Granduchi di Toscana sebbene si sottomettessero alla volontà del defunto Imperatore Francesco Giuseppe non per questo perdettero, e abbandonarono, il proprio diritto.
[segue un'altra invettiva]


1922 n. 4, pag. 148 ha scritto:Sulla rinascita dell'Ordine di S. Stefano P.M.
Si ha notizia che da Firenze, in questi tempi, s'intenderebbe fare rinascere quest'insigne Ordine.
[...]
In seguito all'unione della Toscana al Piemonte, riconosciuta dal defunto Imperatore Apostolico Francesco Giuseppe II d'Habsburgo [sic], questo sovrano dispose che l'Ordine non fosse più conferito, uniformando a tale volontà S.A.R.I. [sic] Ferdinando IV. Il Ministro Ricasoli lo dichiarava finito. La questione della rinascita porta l'altra del diritto al Gran-Magistero: la Casa di Lorena Toscana è la sola che legittimamente possieda l'eredità all'Ordine, poichè trattandosi d'una Milizia a successione familiare qualunque volta dovesse risorgere, anche in seguito a nullità dei trattati in merito, non potrebbesi legittimamente non considerare il diritto spettantele a meno che non si violi apertamente il diritto privato.
[segue un'analogia con l'Ordine Costantiniano]
Oggi è per diritto di successione Gran Mastro dell'insiegne milizia S.A.I.R. l'Arciduca Giuseppe d'Asburgo Lorena Granduca di Toscana [...]. Egli solo può continuare la Sacra Milizia che ben a ragione il generoso patriziato toscano vorrebbe continuata [...]


1924 n. 8, pag. 317 ha scritto:Stato attuale del Sacro Militare Ordine di Santo Stefano Papa e Martire
In questi ultimi tempi molto si è scritto per far rivivere quest'Ordine insigne,
[segue una breve sintesi della storia dell'Ordine fino alle disposizioni di Francesco Giuseppe II]
Infatti abbandonarono gli augusti principi Lorenesi il predicato di Toscana ed oggi soltanto spetta a S.A.I.R., l'Arciduca Giuseppe Ferdinando [...]. Spetta dunque il Gran Magistero dell'Ordine di S. Stefano a S.A.I.R. l'Arciduca Giuseppe Ferdinando d'Asburgo-Lorena, e quantunque, ossequiente alle disposizioni dell'Imperatore Francesco Giuseppe abbia abbandonato l'appellativo di Toscana, Egli solo ha la facoltà di disporre del Gran Magistero dell'Ordine di Santo Stefano, e qualora S.A.I.R. lo stimasse opportuno come sarebbe indubbiamente decoroso prima che si realizzassero progetti toscani che di tanto in tanto escono fuori da persone che non hanno nè la facoltà nè il diritto di disporre simili questioni, e che forse non sono spinte che da mire ambizionse e interessante [sic].
Siccome l'eccelso Ordine fu approvato da Pio IV sarebbe forse cosa lodevolissima che l'augusto Capo della I.R. Casa di Lorena cedesse il gran [sic] Magistero offrendolo alla Santità di N.S. Pio. [sic] XI.
[articolo firmato: "F. Pasini Frassoni ultimo dei Cavalieri Stefaniani"]


1937 n. 8, pagg. 372-374 ha scritto:Il glorioso ordine cavalleresco italiano di Santo Stefano
[...]
Oggi - in ubbidienza all'omnia quae orta sunt caduca - oggi nessuno più rappresenta il nobilissimo stuolo dei cavalieri di Santo Stefano.
Esso giace!
Se ben ricordiamo i tre ultimi cavalieri furono il marchese Costaguti, il conte Colloredo e il conte Ferruccio Pasini-Frassoni [...].
Però in questi ultimi tempi, si è venuto facendo strada il concetto dell'opportunità di una risurrezione dell'Ordine.
[...]


1937 n. 9, pag. 421 ha scritto:L'Ordine di Santo Stefano
[...]
oggi il Gran Magistero può essere esclusivamente esercitato da S.A.I. e R. l'Arciduca Francesco Ferdinando della Casa di Lorena Toscana che infatti, tuttora, si fregia del titolo e della Croce di Gran Maestro [...].
Nè è esatto che non esistano altri cavalieri dell'Ordine in quanto dobbiamo fra essi, anche, ricordare gli Arciduchi Francesco Salvatore, Pietro Ferdinando ed Enrico Ferdinando.
[...]


1940 n.6, pag. 284 ha scritto:Istituto dei Cavalieri di Santo Stefano
[...]
Non si tratta di una vera e propria rinascita del glorioso Ordine creato da Cosimo I nel 1571 e riconosciuto da Pio IV [...].
L'Istituto è stato eretto come ente morale con R.D. 14 settembre 1939 [...]


P.S.: che piacere poter rileggere i Suoi interventi caro Cronista!
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Re: Ordine di S.to Stefano e Spigolature sul patriziato pisa

Messaggioda Cronista di Livonia » martedì 8 ottobre 2024, 17:13

Caro Bessarione,

molte grazie per le cortesi parole, che ricambio con piacere.
Per ciò che riguarda le investiture del 2 novembre 1918 devo fare una correzione seria, ma non inficiante il discorso né il diritto degli Asburgo-Lorena-Toscana, a quanto da me scritto in precedenza, ricontrollando il testo, Emmerich Alois Steffanelli von Prenterhof non tu investito dell'Ordine stefaniano il 2.11.1918, ma dei titoli di Duca del Giglio e Conte del Palazzo Vecchio, l'informazione è tratta dal volume sull'Ordine di Santo Stefano di Gerald Warner of Craigenmaddie (pagina 311), ma ripetuta anche in altri testi. La sostanza però non cambia, infatti l'erede dell'ultimo Granduca riprendeva la pretesa al Granducato con la concessione di titoli toscani e con questa automaticamente quella al Gran Magistero.

Non ho trovato purtroppo un elenco di conferimenti tra le due guerre, ma lo stesso volume di cui sopra a pagina 314 riferisce che il Granduca Pietro Ferdinando fu l'unico, nei sei anni del suo Gran Magistero, a non nominare nuovi cavalieri, cosa che implica nomine precedenti e successive, anche se non molte in quanto alla fine della seconda guerra mondiale il Granduca e suo fratello Enrico Ferdinando erano gli ultimi due cavalieri stefaniani rimasti, stando sempre al testo citato sopra.

Resta vero che nei diversi tentativi di restaurazione dell'Ordine stefaniano fatti tra le due guerre si parlò sempre di trattive con gli Asburgo per i loro diritti al Gran Magistero e mai di altri. Idem nel 1948 in piena repubblica vi fu una proposta di sulla restaurazione dell'Ordine mediante superamento con al Santa Sede dei diritti "presunti o reali della Casa di Lorena" e di nuovo non di altri.

Per ciò riguarda il trafiletto della Rivista araldica apparso nel 1913, aggiungo che in un articolo a firma del Conte Ferruccio Pasini Frassoni del 1921 sulla Rivista del Collegio araldico si parla di divieto da parte dell'Imperatore e non già di rinuncia all'uso dei titoli e predicati toscani, quindi i dubbi sull'esatta formulazione di quella disposizione restano tutti.
Molto cordialmente,

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Re: Ordine di S.to Stefano e Spigolature sul patriziato pisa

Messaggioda Bessarione » giovedì 10 ottobre 2024, 19:16

Grazie per la Sua risposta (e per avermi fatto conoscere la pubblicazione di Gerald Warner of Craigenmaddie).
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Re: Ordine di S.to Stefano e Spigolature sul patriziato pisa

Messaggioda contegufo » venerdì 11 ottobre 2024, 13:31

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https://www.ibs.it/the-sacred-military- ... 8846711038

The Sacred Military Order of St. Stephen Pope and Martyr. Pisa: Edizione ETS. 2004.
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Re: Ordine di S.to Stefano e Spigolature sul patriziato pisa

Messaggioda Cronista di Livonia » lunedì 21 ottobre 2024, 20:09

Un piccolo, ma interessante aggiornamento.

Dopo una piccola ricerca fatta assieme ad un altro forumista su wikipedia ed abbiamo notato che molti degli Arciduchi del ramo Asburgo-Lorena-Toscana sono ritratti con le placche degli Ordini di Santo Stefano e di San Giuseppe sull'uniforme dell'Imperial-regio esercito in epoca successiva alla presunta proibizione da parte dell'Imperatore Francesco Giuseppe al Granduca titolare di avanzare le proprie pretese dinastiche.
E' quindi possibile che la proibizione riguardasse a.) l'utilizzo del titolo di Granduca b.) il conferimento degli Ordini al di fuori della famiglia. In tal caso non vi sarebbe mai stata alcuna interruzione dei conferimenti e nessun venire meno della titolarità.
Molto cordialmente,

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