Facendo delle ricerche sulla mia famiglia ho scoperto che due miei avi nel 1897 si sono molto probabilmente sposati solo civilmente in municipio, in quanto il matrimonio è registrato negli archivi del comune dove entrambi erano nati e residenti, ma è assente in quelli dell’unica parrocchia del paese.
Pur sapendo che in Italia dal 1865 il Codice Pisanelli aveva introdotto la possibilità di sposarsi esclusivamente con rito civile, ho comunque reputato la cosa alquanto inusuale, soprattutto se non stiamo parlando di un “emancipato” - passatemi il termine - grande centro urbano, ma il contesto è quello di due umili famiglie contadine di un paesino della campagna piemontese.
Ho provato quindi ad entrare nella mentalità dell’epoca chiedendomi quali potrebbero essere stati i motivi di tale scelta, e le uniche spiegazioni a cui sono giunto sono le seguenti:
- Idee politiche o religiose di uno o entrambi gli sposi (che erano comunque entrambi battezzati);
- desiderio di non dare scandalo e/o rifiuto del parroco di celebrare la funzione in quanto la sposa era incinta (il primogenito sarebbe nato 4 mesi dopo).
Ci sono altre ipotesi a cui non ho pensato?
Capisco che sia complicato rispondere oggi a tale domanda, ma basandoci su quelli che erano gli usi e costumi dell’epoca in contesti analoghi, quale è secondo voi la spiegazione più probabile di quanto avvenuto?

