Giurisprudenza e crimini nazisti

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Giurisprudenza e crimini nazisti

Messaggioda Bessarione » venerdì 30 dicembre 2022, 15:50

Prendo spunto da una notizia di qualche giorno fa per chiedere chiarimenti su una questione storico-giuridica, non attinente agli argomenti di cui si occupa il forum, ma mi permetto di porre ugualmente i miei dubbi, conoscendo le competenze di alcuni utenti.

Una dattilografa che lavorava nel campo di concentramento di Stutthof è stata riconosciuta colpevole di complicità nell'omicidio di 10.500 persone perché, pur essendo a conoscenza di ciò che avveniva nel campo, non ha fatto nulla per fermare le uccisioni.
Fonte

Mi chiedo quindi sulla base di quale norma giuridica si è potuto emettere tale condanna. Tra l'altro il processo si è svolto in modo preciso e scrupoloso, infatti la condanna è stata emessa da un tribunale "giovanile" (corrispondente al nostro tribunale minorile) data la giovane età dell'imputata all'epoca dei fatti.

Inoltre, se ben ricordo, il celebre saggio di Hannah Arendt riporta che Eichmann si difese affermando che i capi d'accusa che gli erano imputati non erano considerati reati nel luogo e nel momento in cui lui li avrebbe commessi e pertanto il processo non avrebbe dovuto aver luogo.

Anche al Processo di Norimberga, sempre se non mi sbaglio, era stato fatto notare che si stava applicando retroattivamente delle leggi, mentre altre erano basate su convenzioni internazionali a cui la Germania non aveva aderito.

Tralasciando i capi di accusa legati all'aver dato inizio a una guerra e la giustificazione di aver solo eseguito degli ordini, dal punto di vista meramente legale (su quello morale non si discute), sono (tutte) corrette le condanne per i crimini nazisti legati allo sterminio degli ebrei?
In hoc signo vinces
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Re: Giurisprudenza e crimini nazisti

Messaggioda pierluigic » venerdì 30 dicembre 2022, 19:52

Non sono un legale. Esprimo solo un' opinione personale
Io credo che la legalita' sia nelle leggi dello Stato, le leggi della comunita'
E' solo la sconfitta militare che mette gli sconfitti alla merce' di leggi imposte dai vincitori
La Giustizia a mia opinione e' un concetto puramente teorico
E come concetto anche molto vago
Noi siamo in grado di ragionare di giustizia ma non di fare giustizia
In pratica "fare giustizia" va collegato sempre ad uno scopo che si vuole ottenere
Lo stesso peso delle pene deve adeguarsi alla pericolosita' sociale presunta o percepita del reato e quindi e' variabile

A Firenze ed in altri comuni a fine duecento si fecero gli ordinamenti di giustizia. colpivano i Magnati cioe' i cittadini possenti con leggi antiegualitarie nel senso che i Magnati per uno stesso reato dovevano avere pene molto piu' severe di un popolano
Estirparono nel giro di poche decine di anni una classe sociale che era pericolosa per lo Stato che si voleva attuare

Fuori dal giudizio morale :
Nei turbini della storia finisce un'infinita' di persone
Gente ignara,la segretaria del lager che non era certo Eichmann , Eichmann
Non si seppero sottrarre, collaborarono in maniera diversa ,chi forse controvoglia chi voglioso di collaborare anche di piu', ebbero vantaggi molto diversi, provarono emozioni diverse nel farlo
Per chi non crede in un'altra vita vale solo : Guai ai vinti

Moralmente tremo all'idea che le cose potessero andare in maniera diversa. Abbiamo scampato una svolta tragica della Storia
E questa fragilita' della Storia non mi sembra comunemente recepita a fronte della potenza dei mezzi di persuasione di massa oggi esistenti
E' un tema che io credo lei abbia fatto bene a proporre Non e' male ogni tanto parlarne
Anche oggi in Iran vi sono leggi ingiuste e muoiono persone ma possono venirne fuori solo da soli come comunita'
Ogni intervento esterno sarebbe un abuso ingiustificato
Anche questa mia opinione come vede e' una sorta di connivenza ( pur senza interesse personale ) : ritenere si stia commettendo un'ingiustizia e giustificarsi di non intervenire
Non e' facile
Bisogna educare alla democrazia per tempo .Accettandone i limiti e capendone i pregi
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