Circa la chiave nello stemma del Regno d'Italia di Napoleone

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Circa la chiave nello stemma del Regno d'Italia di Napoleone

Messaggioda mty1805 » domenica 12 giugno 2022, 9:32

Salve a tutti, ho molte domande sullo stemma di Napoleone del Regno d'Italia, una di queste è:

Chiunque abbia familiarità con la storia della chiesa sa che il simbolo della chiesa è la croce della chiave d'oro e la chiave d'argento: la chiave d'oro simboleggia il potere in cielo e la chiave d'argento simboleggia il potere sulla terra. Allora perché la chiave incrociata sullo stemma del Regno d'Italia è dorata in tutte le illustrazioni a colori? Qual è il punto di fare questo?

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Di seguito si estrae una lettera registrata da Emanuele Pigni in STEMMI GENTILIZI E CIVICI CONCESSI DANAPOLEONE I COME RE D'ITALIA, pubblicata nel 2021:

Nel «Giornale italiano» n.39 dell'1 aprile 1805 ne fu pubblicata la seguente blasonatura ufficiale:

Entro un gran manto imperiale seminato di api, coronato dal diadema imperiale, attraversato diagonalmente per di sotto da due alabarde, che sopravvanzano ai quattro angoli, sta un'aquila colle ali spiegate, che negli artigli stringe il fulmine di Giove. Essa comprende un grande Quello di mezzo scudo presenta il colubro Viscontèo tagliato dalla ferrea corona del Regno d'Italia, stemma del ducato di Milano: quello in alto alla destra, le chiavi pontificie: sotto esso, l'Aquila Estense. In alto alla sinistra, Leone di S. Marco sotto quello, la croce di Piemonte, armi tutte il doppiavisi che indicano i diversi stati i quali di nuova composizione, Regno, onore, dalla quale pende la Stella, nuovo essa uno scudetto con entro la lettera N. Tale blasonatura fu ripubblicata nello stesso anno34 con la sola variante del gran manto imperiale seminato di mazzetti di fiori d'argento invece ch e di api.

Il testo sopra dice solo che la chiave rappresenta la chiesa. L'autore ritiene che altri si sbaglino su Parma-Farnese = chiavi e ombrelli.

Infine, sono uno straniero e alcune parole possono essere molto strane, grazie per la tua pazienza nel leggere.
Mr. MA Tianyi, Freelance wri​ter, coin collector.
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Re: Circa la chiave nello stemma del Regno d'Italia di Napol

Messaggioda Antonio Pompili » lunedì 27 giugno 2022, 12:45

mty1805 ha scritto:Chiunque abbia familiarità con la storia della chiesa sa che il simbolo della chiesa è la croce della chiave d'oro e la chiave d'argento: la chiave d'oro simboleggia il potere in cielo e la chiave d'argento simboleggia il potere sulla terra. Allora perché la chiave incrociata sullo stemma del Regno d'Italia è dorata in tutte le illustrazioni a colori? Qual è il punto di fare questo?

In araldica esistono regole e consuetudini, ma non dogmi. Nemmeno nell'araldica della Chiesa cattolica (che quanto alla sua fede invece dogmi ne conosce e ne difende). Soprattutto negli ultimi due secoli si è imposta la consuetudine (così diffusa da assumere quasi il valore di una regola ai nostri giorni) che le due chiavi siano una d'oro e una d'argento, con il significato simbolico del duplice "potere" sopra richiamato. Ma ancora fino ai primi decenni del XIX secolo la presenza dei due metalli per le chiavi petrine non era così consolidata. E più spesso era possibile vederle realizzate entrambe d'oro. Con buona pace di quanto affermava il compianto Mons. Heim, con eccessiva semplificazione circa questo punto.

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Di seguito si estrae una lettera registrata da Emanuele Pigni in STEMMI GENTILIZI E CIVICI CONCESSI DANAPOLEONE I COME RE D'ITALIA, pubblicata nel 2021:

Nel «Giornale italiano» n.39 dell'1 aprile 1805 ne fu pubblicata la seguente blasonatura ufficiale:

Entro un gran manto imperiale seminato di api, coronato dal diadema imperiale, attraversato diagonalmente per di sotto da due alabarde, che sopravvanzano ai quattro angoli, sta un'aquila colle ali spiegate, che negli artigli stringe il fulmine di Giove. Essa comprende un grande Quello di mezzo scudo presenta il colubro Viscontèo tagliato dalla ferrea corona del Regno d'Italia, stemma del ducato di Milano: quello in alto alla destra, le chiavi pontificie: sotto esso, l'Aquila Estense. In alto alla sinistra, Leone di S. Marco sotto quello, la croce di Piemonte, armi tutte il doppiavisi che indicano i diversi stati i quali di nuova composizione, Regno, onore, dalla quale pende la Stella, nuovo essa uno scudetto con entro la lettera N. Tale blasonatura fu ripubblicata nello stesso anno34 con la sola variante del gran manto imperiale seminato di mazzetti di fiori d'argento invece ch e di api.

Il testo sopra dice solo che la chiave rappresenta la chiesa. L'autore ritiene che altri si sbaglino su Parma-Farnese = chiavi e ombrelli.

Il riferimento araldico nello stemma composto allo Stato della Chiesa - e segnatamente alla Camera Apostolica - non può essere messo in dubbio, in base alla lettera scritta dal Marescalchi, ministro delle relazioni estere e membro della Consulta di Stato, indirizzata alla Consulta stessa (e citata nel libro di Pigni). Nel noto volume di Bascapè - Del Piazzo, Insegne e simboli (pp. 760-761) circa la presenza del gonfalone e delle chiavi decussate, innalzato sul "palo della Chiesa" negli stemmi dei Farnese in quanto Gonfalonieri della Chiesa, si fa erroneamente riferimento allo Stato pre-unitario di Parma-Farnese, con tanto di precisazione che questo emblema fu scelto per evitare i gigli... Ma questo - come anche l'altra tesi secondo cui la croce con il lambello rappresenterebbe l'arma di Bologna a smalti invertiti piuttosto che il Piemonte - non trova riscontro nei documenti, oltre a essere ragionevolmente meno sostenibile.

Infine, sono uno straniero e alcune parole possono essere molto strane, grazie per la tua pazienza nel leggere.

Mi pare lei sia stato molto chiaro. Da parte mia spero di aver capito bene e di aver risposto in modo da farmi capire con altrettanta chiarezza.
Approfitto per rivolgere una cara parola di benvenuto nel forum.
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Re: Circa la chiave nello stemma del Regno d'Italia di Napol

Messaggioda mty1805 » mercoledì 29 giugno 2022, 14:25

Antonio Pompili ha scritto:
mty1805 ha scritto:Chiunque abbia familiarità con la storia della chiesa sa che il simbolo della chiesa è la croce della chiave d'oro e la chiave d'argento: la chiave d'oro simboleggia il potere in cielo e la chiave d'argento simboleggia il potere sulla terra. Allora perché la chiave incrociata sullo stemma del Regno d'Italia è dorata in tutte le illustrazioni a colori? Qual è il punto di fare questo?

In araldica esistono regole e consuetudini, ma non dogmi. Nemmeno nell'araldica della Chiesa cattolica (che quanto alla sua fede invece dogmi ne conosce e ne difende). Soprattutto negli ultimi due secoli si è imposta la consuetudine (così diffusa da assumere quasi il valore di una regola ai nostri giorni) che le due chiavi siano una d'oro e una d'argento, con il significato simbolico del duplice "potere" sopra richiamato. Ma ancora fino ai primi decenni del XIX secolo la presenza dei due metalli per le chiavi petrine non era così consolidata. E più spesso era possibile vederle realizzate entrambe d'oro. Con buona pace di quanto affermava il compianto Mons. Heim, con eccessiva semplificazione circa questo punto.

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Di seguito si estrae una lettera registrata da Emanuele Pigni in STEMMI GENTILIZI E CIVICI CONCESSI DANAPOLEONE I COME RE D'ITALIA, pubblicata nel 2021:

Nel «Giornale italiano» n.39 dell'1 aprile 1805 ne fu pubblicata la seguente blasonatura ufficiale:

Entro un gran manto imperiale seminato di api, coronato dal diadema imperiale, attraversato diagonalmente per di sotto da due alabarde, che sopravvanzano ai quattro angoli, sta un'aquila colle ali spiegate, che negli artigli stringe il fulmine di Giove. Essa comprende un grande Quello di mezzo scudo presenta il colubro Viscontèo tagliato dalla ferrea corona del Regno d'Italia, stemma del ducato di Milano: quello in alto alla destra, le chiavi pontificie: sotto esso, l'Aquila Estense. In alto alla sinistra, Leone di S. Marco sotto quello, la croce di Piemonte, armi tutte il doppiavisi che indicano i diversi stati i quali di nuova composizione, Regno, onore, dalla quale pende la Stella, nuovo essa uno scudetto con entro la lettera N. Tale blasonatura fu ripubblicata nello stesso anno34 con la sola variante del gran manto imperiale seminato di mazzetti di fiori d'argento invece ch e di api.

Il testo sopra dice solo che la chiave rappresenta la chiesa. L'autore ritiene che altri si sbaglino su Parma-Farnese = chiavi e ombrelli.

Il riferimento araldico nello stemma composto allo Stato della Chiesa - e segnatamente alla Camera Apostolica - non può essere messo in dubbio, in base alla lettera scritta dal Marescalchi, ministro delle relazioni estere e membro della Consulta di Stato, indirizzata alla Consulta stessa (e citata nel libro di Pigni). Nel noto volume di Bascapè - Del Piazzo, Insegne e simboli (pp. 760-761) circa la presenza del gonfalone e delle chiavi decussate, innalzato sul "palo della Chiesa" negli stemmi dei Farnese in quanto Gonfalonieri della Chiesa, si fa erroneamente riferimento allo Stato pre-unitario di Parma-Farnese, con tanto di precisazione che questo emblema fu scelto per evitare i gigli... Ma questo - come anche l'altra tesi secondo cui la croce con il lambello rappresenterebbe l'arma di Bologna a smalti invertiti piuttosto che il Piemonte - non trova riscontro nei documenti, oltre a essere ragionevolmente meno sostenibile.

Infine, sono uno straniero e alcune parole possono essere molto strane, grazie per la tua pazienza nel leggere.

Mi pare lei sia stato molto chiaro. Da parte mia spero di aver capito bene e di aver risposto in modo da farmi capire con altrettanta chiarezza.
Approfitto per rivolgere una cara parola di benvenuto nel forum.



Grazie per la gentile risposta, raccoglierò con attenzione approfondimenti e materiali da tutte le parti. [cheers.gif]
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