Vernazzi parmensi

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

Moderatori: Novelli, Lambertini, Messanensis, GENS VALERIA, Alessio Bruno Bedini

Vernazzi parmensi

Messaggioda Marie Peracchi » domenica 19 dicembre 2021, 19:58

I Vernazzi di Pessola siano la stessa famiglia dei Vernazzi di Parma?
un ramo ? Pessola dista a 4,2 chilometri di Parma.
Chi ha informazioni a proposito di questa famiglia?
Grazie
Marie Peracchi
 
Messaggi: 112
Iscritto il: giovedì 21 ottobre 2010, 21:24

Re: Vernazzi parmensi

Messaggioda Marie Peracchi » lunedì 20 dicembre 2021, 12:52

Vernazzi grandi argentieri alla corte di Parma
sono della stessa famiglia dei....conti Vernazzi di Parma?
Anno 1000 capitano del popolo di Cremona ....poi podestà di Parma nel 13...
Tutti i Verazzi sono della stessa Famiglia o no ...
Marie Peracchi
 
Messaggi: 112
Iscritto il: giovedì 21 ottobre 2010, 21:24

Re: Vernazzi parmensi

Messaggioda Marie Peracchi » lunedì 20 dicembre 2021, 14:16

Quando parliamo di argentieri : sono artisti orefici
Marie Peracchi
 
Messaggi: 112
Iscritto il: giovedì 21 ottobre 2010, 21:24

Re: Vernazzi parmensi

Messaggioda pierluigic » martedì 21 dicembre 2021, 21:41

.
in attesa che qualcuno ferrato sulla storia emiliana e lombarda ti risponda con piu' competenza

alcune considerazioni
attualmente rarissimo in Italia
un poco piu' comune Vernazza che probabilmente e' legato al luogo ligure

Per quello che capisco io da google libri parebbero i Vernazzi di Cremona e quelli di Parma di diversa origine
Ma la rarita' del cognome da da pensare
Come da da pensare l'esistenza del cognome Vernazza con una possibile osmosi tra i due cognomi
Non ho capito nemmeno come gli autori leghino Vespasiano Vernazzi a quel Pino Vernazzi che e' il personaggio piu' rilevante dei Vernazzi cremonesi
uno intorno al 1680 l'altro intorno al 1280

Penso pero' esista qualche studio moderno sulle famiglie di Cremona e ritengo contenga informazioni anche per i Vernazzi
Anche su Luigi Natale Vernazzi orefice ed argentiere e' impossibile non esistano informazioni visto la sua notorieta' artistica
( esiste una via a Parma a lui dedicata )

Un albero genealogico per i cremonesi potrebbe esistere essendo patrizi cremonesi , conti austriaci e conti parmensi ma
nel caso andrebbe completamente verificato ( Archivi di Stato ) per l'uso frequente di alterazioni

Per la tua domanda iniziale tieni poi conto che era abitudine della nobilta' dell'ancien regime depurare gli alberi dai parenti poveri
in questo modo evitavano villici o poveri indesiderati che potevano provocare disdoro ed anche competitori in successioni ereditarie
Quindi penso dovrai scoprire da sola l'eventuale esistenza di rami secondari attraverso una ricerca genealogica ad hoc
.
.
pierluigic
 
Messaggi: 2046
Iscritto il: lunedì 5 settembre 2005, 22:40
Località: la spezia >>>> pierluigi18faber@libero.it

Re: Vernazzi parmensi

Messaggioda Marie Peracchi » mercoledì 22 dicembre 2021, 17:59

Grazie per le info. il cognome Vernazzi comincia nel 1000+ uno è detto capitano del popolo e durante secoli sono detti di famiglia normale... non sono patrizi o nobili. Nei documenti la grafia è allora Vernazza anche Pino è Vernazza, è detto da Vernazza cremonese? Era canonico. dopo indifferentemente abbiamo la grafia Vernazza o Vernazzi
Quanto ai Vernazzi parmensi il papa durante il medioevo chiede a Pino che ragruppa i suoi guelfi in Capelletti (cioè portato dai prelati dunque guelfi) di andare a Parma e Piacenza. Si puo' pensare che tutti loro hanno creato una discendenza in queste città e dintorni...che oggigiorno non sanno quale è la loro storia.
E' vero anche che una popolazione abbia potuto venire da Vernazza...nessuna data negli archivi - direzione la regione parmense dove l'economia vi era cosi'fiorente? lascia un vuoto. Il medioevo non è abbastanza conosciuto...peccato...
Marie Peracchi
 
Messaggi: 112
Iscritto il: giovedì 21 ottobre 2010, 21:24

Re: Vernazzi parmensi

Messaggioda pierluigic » mercoledì 22 dicembre 2021, 20:40

.
fai bene attenzione a quando nascono i cognomi nei luoghi teatro delle vicende
Non ti fidare delle cronache. Anche le piu' attendibili tendono a proiettare nel passato la loro realta' quotidiana
Giovanni Villani a Firenze retrodata i cognomi di un secolo.
Quando dici
il cognome Vernazzi comincia nel 1000+

dubito sia cosi

Serve la consultazione dei documenti coevi
E' possibile ( senza prove ) che il cognome Vernazzi sia esistito per molti secoli nell' individuare la famiglia cremonese che sembra essersi estinta nel xix secolo e che viene nobilitata in diverse occasioni oltre ad avere vicende storicamente rilevanti
Molto piu' difficile e' capire se e' la stessa famiglia di Luigi Natale parmigiano che appare nei documenti senza titolo nobiliare

Ma qui occorre qualcuno che conosca i documenti e la storia di quei luoghi
.
pierluigic
 
Messaggi: 2046
Iscritto il: lunedì 5 settembre 2005, 22:40
Località: la spezia >>>> pierluigi18faber@libero.it

Re: Vernazzi parmensi

Messaggioda Marie Peracchi » giovedì 23 dicembre 2021, 16:52

Si' un buon vecchio albero genealogico conviene , per questo domando agli esperti dei- nostri avi-
certo la famiglia Vernazzi-Fondulo si è estinta. d'altronde la famiglia Fondulo era al suo inizio popolare...
Estinta es. : in Inghilterra hanno scoperto grazie al DNA che un uomo falegname di professione era il discendente d'un re d'Inghilterra
tramite le donne...
anche le famiglie reali es. la spagnola sono Borbone tramite le donne ecc...
se abbia notato non sono le cronache che parlano... dei Vernazzi/zza in Cremona ma l'Archivio municipale con le schede di ogni capitano e podestà del popolo...con la storia della famiglia
come già detto la famiglia Vernzzi/zza comincia con un canonico : cioè abbia discendenti collaterali o ?
allora : che mettere sulla parola discendenza
i cognomi non sono arrivati ex nihilo ed in una regione sono stati e rimangono ancora molto gli stessi , la mescolanza non si è sempre fatta , e le " dispenses"
sono state spesso chieste alla Chiesa , per ragioni di salute della discendenza
in conclusione DNA e albero genealogico possono risponderci... ciao !
Marie Peracchi
 
Messaggi: 112
Iscritto il: giovedì 21 ottobre 2010, 21:24

Re: Vernazzi parmensi

Messaggioda Nessuno » sabato 1 gennaio 2022, 12:11

Vernazzi può derivare da Vernaccia e, se si leggono con attenzione i rogiti dei notai, si può notare che gran parte dei terreni componenti l'ager cremonensis erano coltivati a vite (al contrario di oggi: la bassa pianura lombarda è praticamente la fiera della scoperta dell'America, in quanto è quasi tutta coltivata a mais per la zootecnia).

I Vernazzi sono tra quelle famiglie che ancora nel Duecento avevano canonici della Cattedrale, ed era prerogativa del patriziato di primissima data occupare tale posizione. Non erano moltissimi i documenti fruibili in cui era menzionato interamente il capitolo cattedrale in quell'epoca: in una menzione dell'intero capitolo si leggono anche appartenenti alle famiglie Archidiaconi, Madalberti, Bonseri, Oldovrandi, Giroldi, da Casalmorano, Lanzoni, da Dovara, Ponzoni, Bovi, da Sommo. Sono tutte famiglie del patriziato cittadino. I Vernazzi, quindi, erano già in vista da molto presto nella storia della città di Cremona, al contrario di altre famiglie che sono sbucate dal nulla dopo le rivolte dei popolari e che hanno fatto fortuna grazie a tale rivolgimento sociale: penso sia assai normale che tale famiglia, in tanti anni di storia, si possa essere moltiplicata a tal punto da avere molte diramazioni, anche cadute in disgrazia. I da Sommo, per esempio, avevano un ramo nel comune di Casalbuttano che in cinque generazioni è decaduto economicamente (ma non socialmente, in quanto manteneva il privilegio di occupare seggi di deputato e console nel comune stesso di Casalbuttano).

I Fondulo, per quanto si sa, non erano propriamente di origine popolare: erano forse milites di Soncino o discendenti dei milites del neonato borgofranco (ovviamente, infeudato è termine improprio).
Nessuno
 
Messaggi: 304
Iscritto il: lunedì 9 febbraio 2009, 22:08

Re: Vernazzi parmensi

Messaggioda Nessuno » sabato 1 gennaio 2022, 12:33

pierluigic ha scritto:.
fai bene attenzione a quando nascono i cognomi nei luoghi teatro delle vicende
Non ti fidare delle cronache. Anche le piu' attendibili tendono a proiettare nel passato la loro realta' quotidiana
Giovanni Villani a Firenze retrodata i cognomi di un secolo.
Quando dici
il cognome Vernazzi comincia nel 1000+

dubito sia cosi

Serve la consultazione dei documenti coevi
E' possibile ( senza prove ) che il cognome Vernazzi sia esistito per molti secoli nell' individuare la famiglia cremonese che sembra essersi estinta nel xix secolo e che viene nobilitata in diverse occasioni oltre ad avere vicende storicamente rilevanti
Molto piu' difficile e' capire se e' la stessa famiglia di Luigi Natale parmigiano che appare nei documenti senza titolo nobiliare

Ma qui occorre qualcuno che conosca i documenti e la storia di quei luoghi
.


Giustissima osservazione: nell'elenco dei decurioni di Cremona, infatti, ci sono notizie a dir poco "sorprendenti". L'unica cosa sicura sono i documenti autentici, non elenchi fatti a posteriori che prima del 1200 lasciano un po' a desiderare. Per esempio, la famiglia Ponzone/i nell'anno Mille non aveva certo un cognome: infatti, intorno al 1000 è menzionato probabilmente un suo antenato come testimone in un atto nelle vesti di agente per il presule cremonese in quel di Bergamo per un'occasione particolare. Era un Ponzio senza cognome. Gli storici hanno ipotizzato che potesse essere un antenato dei Ponzone per la rarità del nome di battesimo: ovviamente, il cognome sarà nato qualche generazione dopo solo grazie alla ripetizione di quel nome nel nucleo familiare.
Nel cremonese, solamente i capitanei vescovili avevano, allora, una specie di predicato che sarebbe divenuto cognome: da Casalmorano, da Ossolaro, da Paderno, da Sommo, da Casalbuttano, ecc... E neppure erano considerati cognomi, infatti, i da Casalbuttano sono diventati Catani passando per Nome capitaneus/catanius de Casalebutano nel corso del Duecento.

Sono sincero su una cosa: forse (e sottolineo il forse) l'unico cognome cremonese ad essere esistito già in qualche maniera fissato in una forma quasi definitiva nell'XI secolo è Archidiaconi: nel 1050 circa (vado a memoria) in Pratobisio (odierno Castelvisconti) è annoverato un de Archidiacono tra i capitanei vescovili. Ovviamente, Archidiacono non è un luogo che era stato dato al capitaneo, bensì, probabilmente, una specie di definizione di nucleo familiare da parte della comunità: sono i figli dell'arcidiacono, perché in famiglia quasi tutti fanno l'arcidiacono.

Gli altri cognomi sono nati tra i secoli XI e i secoli XII: molti sono nel secolo XII già in forma cognominale de + ablativo plurale, lasciando intendere che almeno 3 generazioni prima poteva essersi formato l'embrione del cognome o il cognome stesso. Faccio un esempio di cognomi ben documentati in quanto legati alla curia di Cremona: nel 1249 il podestà di Romanengo è un Lanzoninus de Lanzonis (de Lanzonibus). Il podestà era probabilmente stato scelto dalla curia tra i suoi più stretti collaboratori (infatti, ancora nel 1270 si trovano tantissimi de Lanzonibus nel comune di Casalbuttano, dove la Curia aveva molti beni, agenti pro canonica cremonense: erano tutti investiti di beni dalla curia stessa, proprietari di terreni propri confinanti con altri sempre registrati a loro nome ma a titolo di agenti pro canonica cremonense, ecc... Ovviamente, il caso vuole che, tra i tanti de Lanzonibus, ci sia stato anche un Lanzoninus con il fratello Lafranchus). Ora, se nel 1249 il cognome era già formato, significa che il padre e il nonno con una probabilità molto vicina a 1 abbiano già portato tale cognome, quindi, retrodatando il tutto, almeno a metà del 1100 ci poteva essere un cognome già formato. Sicuramente, anche da prima di quella data, in quanto gli strumenti notarili riportano già forme cognominali intorno ai primi anni del 1100. Al contrario, sempre nel 1249 ci sono persone, accanto a quel Lanzoninus, senza un cognome formato al 100%: il massaro di Romanengo è un Ottolino de Petro Cathenacio e il tesoriere un Ottone de Vaiono: tutti cognomi che sono o toponimi, o patronimici de + nome all'ablativo singolare o degli aggettivi legati al padre che solamente più tardi sarebbero divenuti cognomi veri e propri.
Nessuno
 
Messaggi: 304
Iscritto il: lunedì 9 febbraio 2009, 22:08

Re: Vernazzi parmensi

Messaggioda pierluigic » sabato 1 gennaio 2022, 13:56

-
Per Nessuno
La penso allo stesso modo

i primi modi di cognomizzazione ( quasi sempre non definitivi ) sono legati ai luoghi su cui si detenevano poteri signorili e a famiglie che detenevano cariche perlopiu ecclesiastiche ( come per quelle famiglie che sostituivano i Vescovi nei vuoti della carica )
poi e' seguita la forma "i filii di ............." o "i nipoti di ............"

Nei nostri studi io cerco sempre di porre in rilievo come non si possa prescindere dalla conoscenza di un intervallo di datazione dei primordi della araldica e della cognomizzazione
Escludendo per ora Venezia ( che va studiata a parte ) credo che la molla che ha favorito il passaggio dal sistema patronimico al sistema cognominale sia stata l'araldica
Il segno grafico in una societa' in gran parte analfabeta io credo abbia avuto il potere dirompente di congelare il patronimico e farlo divenire cognome
E questo credo sia avvenuto quasi ovunque in Italia nel corso del XII secolo

Credo non si possa prescindere da questa conoscenza perche' questa datazione sbugiarda tutti quegli assurdi studi genealogici che pretendono di dare uno stemma ai paladini o un cognome alle famiglie del ceto dirigente. Ma non solo . A Firenze ne viene sbugiardato il cronista Giovanni Villani e Dante Alighieri stesso. Questi sbagliavano in buona fede proiettando la loro realta' ai secoli precedenti
Dante Alighieri ci racconta :

............che il marchese Ugo di Toscana concesse il cingolo militare e il privilegio di inserire il suo stemma i "tre pali d’argento in campo rosso” nel loro a poche ( e quindi di antichissima nobiltà ) famiglie fiorentine

Dante ci racconta cio' che lui credeva vero ai primi del trecento

Dante credeva vero che Ugo di Toscana avesse un suo blasone. Oggi sappiamo che non era possibile

Ma questo ci dice qualcosa in piu'

Ci dice che qualche erudito molto prima di Dante aveva assegnato al Marchese Ugo un'insegna parto della sua fantasia ,

Nella convinzione che ogni grande uomo dell'antichita' avesse uno stemma suo , gli eruditi del XIII secolo avevano cioe' inventato cio' che non trovavano e lo avevano cosi imposto alla convinzione comune

Dante Alighieri ha fatto da cassa di risonanza a questa invenzione fino ai giorni nostri


Giovanni Villani nomina a ridosso del 1000 una infinita' di famiglie con un cognome che oggi sappiamo dai documenti coevi non potevano ancora avere



Altrettanto giuste le considerazioni sul diverso peso sociale dei rami dell'albero genealogico di una famiglia
Niente di nuovo sotto il sole. Anche oggi come ieri in uno stesso albero ci sono i parenti potenti e quelli impotenti
Durante l'ancien regime i genealogisti e le stesse famiglie operarono una potatura degli alberi eliminando i parenti poveri che creavano disdoro e che avrebbero potuto creare complicazioni ereditarie nei frequenti fedecommesso

Per cui l'unica strada percorribile oggi per eventuali rami secondari utile a dimostrare non trattarsi di omonimia ma di parentela e' una seria ricerca genealogica

Chiederei a Nessuno di aggiungere le considerazioni sui documenti cremonesi ( molto interessanti ) anche sul post

http://www.iagiforum.info/viewtopic.php?f=6&t=23279&p=255187&hilit=bizzocchi#p255187

in modo che possa essere un post ancora piu' utile
-
pierluigic
 
Messaggi: 2046
Iscritto il: lunedì 5 settembre 2005, 22:40
Località: la spezia >>>> pierluigi18faber@libero.it

Re: Vernazzi parmensi

Messaggioda Nessuno » sabato 1 gennaio 2022, 15:54

Perdonatemi, ve ne prego, l'imperdonabile mio errore dovuto alla scrittura da telefono di cremonense: intendevo, ovviamente, pro canonica cremonensi.
Nessuno
 
Messaggi: 304
Iscritto il: lunedì 9 febbraio 2009, 22:08

Re: Vernazzi parmensi

Messaggioda Nessuno » sabato 1 gennaio 2022, 16:18

pierluigic ha scritto:-
Per Nessuno
La penso allo stesso modo

i primi modi di cognomizzazione ( quasi sempre non definitivi ) sono legati ai luoghi su cui si detenevano poteri signorili e a famiglie che detenevano cariche perlopiu ecclesiastiche ( come per quelle famiglie che sostituivano i Vescovi nei vuoti della carica )
poi e' seguita la forma "i filii di ............." o "i nipoti di ............"

Nei nostri studi io cerco sempre di porre in rilievo come non si possa prescindere dalla conoscenza di un intervallo di datazione dei primordi della araldica e della cognomizzazione
Escludendo per ora Venezia ( che va studiata a parte ) credo che la molla che ha favorito il passaggio dal sistema patronimico al sistema cognominale sia stata l'araldica
Il segno grafico in una societa' in gran parte analfabeta io credo abbia avuto il potere dirompente di congelare il patronimico e farlo divenire cognome
E questo credo sia avvenuto quasi ovunque in Italia nel corso del XII secolo

Credo non si possa prescindere da questa conoscenza perche' questa datazione sbugiarda tutti quegli assurdi studi genealogici che pretendono di dare uno stemma ai paladini o un cognome alle famiglie del ceto dirigente. Ma non solo . A Firenze ne viene sbugiardato il cronista Giovanni Villani e Dante Alighieri stesso. Questi sbagliavano in buona fede proiettando la loro realta' ai secoli precedenti
Dante Alighieri ci racconta :

............che il marchese Ugo di Toscana concesse il cingolo militare e il privilegio di inserire il suo stemma i "tre pali d’argento in campo rosso” nel loro a poche ( e quindi di antichissima nobiltà ) famiglie fiorentine

Dante ci racconta cio' che lui credeva vero ai primi del trecento

Dante credeva vero che Ugo di Toscana avesse un suo blasone. Oggi sappiamo che non era possibile

Ma questo ci dice qualcosa in piu'

Ci dice che qualche erudito molto prima di Dante aveva assegnato al Marchese Ugo un'insegna parto della sua fantasia ,

Nella convinzione che ogni grande uomo dell'antichita' avesse uno stemma suo , gli eruditi del XIII secolo avevano cioe' inventato cio' che non trovavano e lo avevano cosi imposto alla convinzione comune

Dante Alighieri ha fatto da cassa di risonanza a questa invenzione fino ai giorni nostri


Giovanni Villani nomina a ridosso del 1000 una infinita' di famiglie con un cognome che oggi sappiamo dai documenti coevi non potevano ancora avere



Altrettanto giuste le considerazioni sul diverso peso sociale dei rami dell'albero genealogico di una famiglia
Niente di nuovo sotto il sole. Anche oggi come ieri in uno stesso albero ci sono i parenti potenti e quelli impotenti
Durante l'ancien regime i genealogisti e le stesse famiglie operarono una potatura degli alberi eliminando i parenti poveri che creavano disdoro e che avrebbero potuto creare complicazioni ereditarie nei frequenti fedecommesso

Per cui l'unica strada percorribile oggi per eventuali rami secondari utile a dimostrare non trattarsi di omonimia ma di parentela e' una seria ricerca genealogica

Chiederei a Nessuno di aggiungere le considerazioni sui documenti cremonesi ( molto interessanti ) anche sul post

http://www.iagiforum.info/viewtopic.php?f=6&t=23279&p=255187&hilit=bizzocchi#p255187

in modo che possa essere un post ancora piu' utile
-


Esattamente, sono d'accordissimo con Lei. Di fatto, anche Cremona, come, praticamente, quasi tutta Italia, ha avuto la sfortuna onomastica di essere passata sotto il giogo dei popoli germanici che non avevano un cognome e viaggiavano di patronimico. Del resto, come dice giustamente Lei, una realtà praticamente mai recisa dall'albero della tradizione onomastica romano-bizantina come Venezia deve essere studiata a parte.

Per quanto riguarda le considerazioni sui rami meno importanti dei vari alberi genealogici, sono ancora più che d'accordo con Lei. Tuttavia, almeno nella zona del cremonese, tale operazione è ritardata, per quanto ho potuto constatare nei miei studi, al periodo spagnolo: durante tale dominazione, infatti, si ha il lento ma costante smantellamento di tutto il sistema preesistente, che era assai variegato in quanto alla stratificazione sociale. Ad esempio, esistevano anche i nobiles loci: famiglie di nobili rurali senza un titolo ma legalmente riconosciute come nobili e, almeno nei casi che ho potuto constatare, di condizione nobile ab immemorabili (questa volta scrivo da pc e gli aggettivi della seconda classe non sono più un problema [thumb_yello.gif] ), in quanto non esiste una data di inizio della loro nobiltà. Ho raccolto anche prove del declino inesorabile di tale forma di nobiltà, voluto dagli spagnoli e, ahimè, anche dal patriziato di Cremona città. Mi è capitata tra le mani, dopo lunghe ricerche, una lamentela di una famiglia di nobiles loci di Casalbuttano, i Mangioni (famiglia di cui sicuramente nessuno ha mai sentito parlare, in quanto non appare in nessun osannato elenco ufficiale e il cui stemma è assolutamente sconosciuto) ancora nella seconda metà del Quattrocento, scrivevano a Galeazzo Maria Sforza chiedendogli di aiutarli nel far valere la loro nobiltà, già riconosciuta da Francesco Sforza e addirittura dai Visconti, ma completamente calpestata dai decurioni di Cremona. Molte altre famiglie di nobiles loci (in verità, non molte) sono riuscite a sopravvivere per maggior tempo solamente grazie ai legami familiari con famiglie del decurionato cittadino... per poi finire nell'oblio del mancato riconoscimento del loro ceto una volta terminate tali connessioni. Del resto, nessun membro di tali famiglie era denominato nob: d. negli atti: la condizione di nobiltà viene alla luce solamente nei documenti ufficiali. Ancora nel primo decennio del Cinquecento i Veneziani si sono premurati, durante il loro brevissimo periodo di dominazione su Cremona (che siano benedetti!) di fare dei censimenti per far pagare a tutti le tasse. Orbene, in tali censimenti le vecchie famiglie dei nobiles rurali erano normalmente censite come nobili senza tanti problemi.
Per rendere l'idea delle connessioni tra membri del patriziato cittadino e tali famiglie di piccoli nobili rurali, posso citare numerosissimi esempi: i Corbani di Annicco che avevano vincoli matrimoniali nel Quattrocento con alcuni rami dei Mainardi patrizi migrati in Annicco stessa, i Pasini di Casalbuttano che avevano vincoli matrimoniali ancora a metà Cinquecento con gli Schinchinelli (un Battista Pasini, di professione calzolaio e nobiletto del luogo di Casalbuttano, aveva sposato la figlia del giureconsulto e nobile patrizio cremonese Carlo Schinchinelli, di quella famiglia che neppure due generazioni dopo diventerà, grazie agli spagnoli, feudataria di Casalbuttano), i Lanzoni di Casalbuttano che avevano vincoli matrimoniali con i Sommi patrizi cremonesi (per esempio, un Antonio Lanzoni era sposato con Francesca Sommi, figlia del patrizio Buzzaccaro, il quale era addirittura imparentato, grazie alla madre, con gli Attendolo). E ne avrei anche altri di esempi che si sprecano. Vogliamo parlare di stemmi? Quelle famiglie, ancora nel Seicento, cioè in un periodo in cui ormai non hanno più nessun privilegio, ancora utilizzavano uno stemma. La prova? Basta andare a vedere le visite pastorali, specialmente nelle parrocchie di campagna: tutte hanno dei sepolcri nelle chiese parrocchiali con lo stemma (anche se non descritto) o l'impresa dell'arme gentilizia, altari, anconette donate con impresse le loro armi gentilizie. Alcune ancora avevano una sorta di privilegio di frequentare i luoghi dell'unica nobiltà tollerata dagli spagnoli, nobili feudali e patriziati civici, e, grazie al loro nome, riuscivano ancora a diventare canonici della cattedrale o parroci nelle parrocchie urbane (dove avevano il loro stemma di famiglia impresso dappertutto, dalle porte della loro abitazione, alle cornici dei dipinti donati dai loro familiari). Personalmente, ho studiato per molti anni le famiglie più in vista di Annicco e Casalbuttano e potrei parlarne per ore: dico solamente che negli atti notarili secenteschi, alcune famiglie bandite dallo Stato di Milano e rifugiatesi nel Mantovano, cioè in uno Stato "estero", godevano di trattamenti che in madrepatria erano solamente riservati alle due uniche forme di nobiltà tollerate dagli Spagnoli (come detto poco sopra, nobili feudali e patrizi civici): illustris dominus, multum magnificus dominus. Solo un caso?

Perdonate lo sproloquio...
Nessuno
 
Messaggi: 304
Iscritto il: lunedì 9 febbraio 2009, 22:08

Re: Vernazzi parmensi

Messaggioda pierluigic » sabato 1 gennaio 2022, 19:57

-
per NESSUNO

lei dice delle cose molto interessanti

ed i suoi studi sono molto interessanti

spero lei abbia scritto qualcosa sui risultati delle sue ricerche

In realta' come ci insegna anche oggi la macrostoria difficilmente si puo' dominare lungamente un territorio militarmente , lo si puo' fare solo economicamente col consenso piu' o meno soddisfatto della popolazione quando questa si senta integrata
la storia italiana si differenzia da quella europea per l'importanza politica delle citta' rispetto alla campagne
Il controllo militare nell'Alto medioevo in Italia e' legato al controllo delle citta'
Le campagne erano incontrollabili ed il loro controllo era legato all'accordo con dei "dominus loci"

Eviterei la parola nobilta' ma userei ceto dirigente sia nelle citta' che nelle campagne

Nell'alto medioevo l'Italia tutta e' spogliata di popolazione da guerre , carestie e pestilenze , Tre al massimo quattro milioni di persone in tutta Italia , Roma praticamente deserta,
Il controllo militare puo' essere esercitato praticamente solo sulle citta'
L'Italia dell'alto medioevo stremata da guerre e pestilenze era un paese abitato da tre quattro milioni di persone . Voleva dire camminare per giorni e giorni potendo non incontrare anima viva

Quando sento parlare d'Italia conquistata dai Franchi mi viene da sorridere
Formalmente governata da pochi emissari di Carlo, in pratica soggetta a tributi , e governata in accordo col ceto dirigente locale per buon conto adottante gli usi e costumi dei vincitori

-
pierluigic
 
Messaggi: 2046
Iscritto il: lunedì 5 settembre 2005, 22:40
Località: la spezia >>>> pierluigi18faber@libero.it


Torna a Storia di Famiglia e Genealogia / Family History and Genealogy



Chi c’è in linea

Visitano il forum: Alessandro 1984, Google [Bot] e 7 ospiti