Come leggere la Storia

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Come leggere la Storia

Messaggioda pierluigic » venerdì 19 novembre 2021, 12:36

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Professor Le Goff, perché ha scelto la storia?

«Mi ha sedotto da sempre. Però l’importante è capire quale storia. A me piace la storia che ti vedi passare davanti agli occhi. Negli Anni Trenta vivevo a Tolone con i miei genitori. Mi accorsi che per le strade si vedevano sempre più automobili e nelle case sempre più telefoni e frigoriferi. Noi eravamo una famiglia della piccola borghesia, mio padre era professore d’inglese, e non avevamo né automobile né telefono né frigorifero. C’era la ghiacciaia, e sento ancora il venditore ambulante di ghiaccio urlare per strada: "La glace! La glace!". E allora mi facevano scendere per comprarlo. Ma questo non è importante. L’importante, per me, è stato capire molto presto che l’avvento del frigorifero e la scomparsa della ghiacciaia era un avvenimento storico, perché cambiava la vita quotidiana, la vita delle persone, molto più delle guerre e dei Re. Per me, la storia è sempre stata storia sociale».


intervista di Alberto Mattioli a Jacques Le Goff e pubblicata su "La Stampa" il 28 Gennaio 2012


Le Goff ha riscritto temi e metodi della ricerca storiografica, innovandoli, ampliandoli, fondendo la storia con l’antropologia, non smettendo mai di chiedersi il perché delle cose e mantenendo sempre viva la curiosità, la voglia di andare a vedere, e conoscere, l’uomo, nascosto dietro il personaggio storico. Svelare il corpo, il quotidiano, dietro la patina del tempo e del mito.

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Re: come leggere la Storia

Messaggioda pierluigic » sabato 25 dicembre 2021, 20:46

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Questo Natale e' il primo senza il prof Alfeo Giacomelli ed e' capitata l'occasione di ricordarlo

Questa e' la premessa di Alfeo Giacomelli alla ricerca genealogica sulla famiglia Lenzi
Esprime tutta l'importanza che una ricerca genealogica puo' avere nella ricostruzione della macrostoria

Quando cominciai a lavorare alla ricostruzione genealogica e patrimoniale dei Lenzi lo feci non certo nell'intento di "nobilitarli", ma in un progetto di ricostruzione – tendenzialmente per totalità - delle famiglie dell'area porrettana, nel contesto di una ricerca mirante a ricostruire i caratteri originari dell'area, l'evoluzione del paesaggio e dell'agricoltura, degli insediamenti e delle famiglie appunto, il lavoro agricolo ed artigianale, i commerci, le mutazioni nel tempo della pietà religiosa, della mentalità e del costume, la cultura materiale, ecc. Insomma una ricerca storica e antropologica localmente ristretta quanto, nelle ambizioni, estesa nel tempo e totalizzante. Mi incoraggiavano e mi furono di notevole esempio ed aiuto le ricerche degli indimenticabili amici Leonello Bertacci e Paolo Guidotti e, per la storia delle istituzioni religiose, di Mario Fanti. Di Leonello voglio ricordare soprattutto la grande capacità di lettura dei documenti medievali, l'amore per la storia e i beni culturali dell'Appennino, la grande conoscenza di estimi e rogiti che gli permisero di redigere brevi ma precisissime schede su case e famiglie di una vastissima area della montagna nostra. Ma anche per la sua morte precoce Leonello lasciava, oltre le rapide schede pubblicate, solo appunti frammentari che nessuno ha cercato di vedere se fossero utilizzabili. Forse no perché li ricordo dispersi nei suoi quadernetti, confusamente (siamo in un periodo antecedennte ai computer) che probabilmente solo lui poteva rintracciare. Ma fu soprattutto da lui che appresi l'importanza degli estimi, ovviamente insieme ai rogiti notarili, sia per la ricostruzione del paesaggio e degli insediamenti sia al fine della ricostruzione delle famiglie, anche se l'uso che io ne feci divenne quasi subito più sistematico e totalizzante. Lo stesso si può dire di Paolo Guidotti, che aveva sui documenti della montagna la stessa erudizione ma che concentrò la sua attenzione su un'area più limitata, il Castiglionese dei Pepoli, riuscendo a darne un quadro per molti versi esemplare. Della competenza e dell'erudizione di Mario Fanti non è neppure il caso di parlare anche se, per la vastità delle sue conoscenze archivistiche e delle sue ricerche, ci ha dato solo alcuni esempi, comunque fondamentali, di storia ecclesiastica della montagna. Rispetto a Bertacci e Guidotti io portavo forse problematiche più affinate sulla moderna storiografia, specie francese, ma a frenare anche le mie ricerche specifiche vennero la molteplicità delle ricerche e degli interessi avviati e, dall'altro, il notevole ampliamento, tendenzialmente totalizzante, dell'area, anche solo appenninica, coperta. Anche i miei studi specifici sono rimasti perciò frammentari e largamente inediti (forse proprio per le parti più sintetiche) ma credo a mia volta di aver lasciato una non piccola traccia di metodo e di essermi talora imbattuto in documenti insperati, di grande valore e capaci di modificare in profondità la tradizionale e stereotipata visione della montagna. Penso in particolare alla Cronaca "contadina" del capugnanese Desiderio Zanini e penso alla leggenda di S. Acazio di Montovolo, segnalatami da Mario Fanti, ma da me interpretata e collocata in un contesto totalmente innovativo e rilevante, e potrei continuare con altri esempi ancora.

La cronaca Zanini fu particolarmente importante perché dimostrava che un intellettuale e una comunità "contadini" della fine del '500 potevano essere perfettamente aggiornati sulle problematiche politiche, giuridiche e religiose del loro tempo, potevano abbozzare una storiografia – per quanto frammentaria – persino d'avanguardia nelle metologie, anticipando le più avanzate metodologie attuali, e, tra l'altro avviando con estrema precisione la ricostruzione del paesaggio, degli insediamenti e la genealogie di tutte le famiglie, in parte per orgoglio di nobiltà contadina e comunista, in parte anche per esigenze pratiche (ad esempio quella di conoscere i gradi di parentela ed affinità ostacolanti i matrimoni secondo le nuove disposizioni tridentine). Lo studio delle fonti criminali, che dopo Ottavio Mazzoni Toselli sembrava essere stato dimenticato, alla luce di queste problematiche, si rivelò altrettanto importante e innovativo anche perché permetteva di entrare direttamente nel vivo della vita quotidiana, della mentalità e dei valori, della vita materiale, ecc. come nessun'altra fonte, ben più dei pur importantissimi rogiti notarili e ben più di molte fonti un po' burocratiche e standardizzate, come ad esempio le pur importanti visite pastorali.

E intanto, dalla correlazione di tante fonti, era presto saltata la visione tradizionale della montagna e della società montanara. Dallo studio diretto e sistematico delle fonti la montagna non appariva più un luogo periferico di emarginazione e di povertà, ma, al contrario, e non solo per il medioevo ma per tutta l'età moderna, un luogo di intenso popolamento, di grande rilevanza strategica, di notevole rilevanza economica e commerciale (talora anche di produzioni protoindustriali), costantemente correlata con la città ed anzi, anche per le diverse migrazioni, correlata a più stati, inserita in giochi politico – militari e diplomatici di vasto raggio, strettamente correlata alla città e capace di apportare ad essa un costante e notevole ricambio demografico e produttivo. Anche sotto l'aspetto intellettuale il quadro appariva estremamente variegato e complesso. Insomma si era presto sfaldata l'immagine di una montagna e di un mondo popolare totalmente marginali e subordinati e per contro era emersa potentemente la compenetrazione delle due società urbana e rurale, delle due culture, alta e accademica e popolare, delle economie, ecc. In questo contesto anche la storia delle famiglie era divenuta molto più complessa e problematica, ciò che era già stato perfettamente intravisto da alcuni più puntuali storici del passato, ma che, dallo studio sistematico, appariva in tutta la sua ampiezza.

(continua)
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Re: Come leggere la Storia

Messaggioda pierluigic » lunedì 10 gennaio 2022, 14:05

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l'homo sapiens accumula esperienze
alcune dirette
molte di queste esperienze sono preferibilmente indirette
( i genitori insegnano al bambino a non giocare con i fiammiferi e che il fuoco scotta e consuma le cose )
poi crescendo incontra "i saggi" , i maestri , i filosofi . i mistici cosi in questo rapporto di apprendimento che genera un rapporto alunno-insegnante s'inseriscono molte istituzioni sociali

la societa' che tende a regolare i rapporti gerarchici con l'interno e con l'esterno
la storia che cerca di dare una spiegazione agli avvenimenti
la Scienza
la Religione che cerca di dare una spiegazione alla vita e alla morte
............

poiche' in nessuna di queste cose vi sono sicurezze, ciascuno di noi assume delle convinzioni
Sono i punti fermi le convinzioni
Una casa solida non puo' essere costruita senza fondamenta
I punti fermi sono necessari alla nostra vita non e' necessario siano veri basta siano coerenti nel piano generale del nostro pensiero

Fortunatamente invecchiando sono diventato ateo e spero di morire cosi avendo acquistato una sorta di razionalita' , un pregiudizio di meno
E cio' mi ha liberato da un condizionamento pesante , potendo perseguire la giustizia sociale solo credendo nella giustizia sociale come un valore, senza aspettarmi premi o punizioni da degli dei che non esistono
La storia l'ho sempre vista come qualcosa che non si doveva comprendere in un modo solo , che non si doveva giudicare se non in casi estremi , ma si doveva solo raccontare il piu' fedelmente possibile esprimendola secondo i vari punti di vista ma liberandola dalle passioni e dai vantaggi di parte
Raccontandola nelle sue conseguenze come esperienza
La storia in definitiva e' quello che e' l'esperienza per un uomo : l'esperienza dell'umanita'

Quello che mi ha sempre colpito della "storia" e il suo ripetersi magari in forme diverse ma in sostanza uguali. Il suo ripetersi negli errori
Come se non fosse servito a niente aver sbagliato
Dell'essere la barbarie dietro l'angolo anche nel momento del massimo trionfo della civilta'
Il prevalere continuo della forza e della prepotenza
La santificazione religiosa della forza e della prepotenza in modo contrario ai principi che esalta
la santificazione sociale della forza e della prepotenza
Il silenzio a cui sono condannati gli innocenti e i deboli

Forse, mi dico , bisogna iniziare a leggere la storia in maniera diversa
non fornendo alibi alle ingiustizie
Mettendo in discussione quelli che sono stati e sono ancora alcuni principi della nostra educazione

Il massacro degli ebrei nei campi di concentramento in esaltazione della razza ariana e' avvenuto ieri dopo secoli di cristianesimo e quindi mi sembra ancora possibile domani

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Re: Come leggere la Storia

Messaggioda pierluigic » mercoledì 2 marzo 2022, 1:07

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Come leggere : L'esaltazione della guerra

Su questo post avrei poi voluto scrivere del posto occupato dalla guerra e dalla logica della guerra nello scrivere la storia e nel leggerla
Scrivere sulla guerra , sull'aggressione giustificata come l' accettazione della logica del piu' forte
Scrivere di come la guerra sia stata spesso il parto della mente di un uomo solo o di un pugno di uomini
Di come la guerra sia stata poi subita da tanti poveri cristi che sono andati a morire per la gloria di un grande statista o un grande condottiero
Ed e' il Barbarossa , Carlo V, Luigi xiv, Bonaparte................. e sono carestie distruzioni amputazioni malattie morti poverta' fame .........
Ed abbiamo esaltato la violenza ed ignorato se non disprezzato il debole e l'uomo imbelle.......................il vigliacco che non vuole morire

Putin mi ha strappato la penna di mano prima che potessi iniziare a scrivere

Ma e' successo un qualcosa che non ricordo sia mai successo
E sono rimasto sorpreso E sono pieno di speranza per il futuro
In tanti stanno provando ad isolare i violenti facendo prevalere pensieri nuovi

----possibile mai che abbiamo imparato qualcosa dal passato ?
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Re: Come leggere la Storia

Messaggioda Elmar Lang » mercoledì 2 marzo 2022, 9:43

La storia, mi spiace dirlo, ma "è maestra di niente" e quello che sta succedendo in questi giorni sta a dimostrarlo.

Temo che pagheremo a prezzo carissimo la nostra miopia.

E.L.
Non fidatevi mai delle statistiche, se non siete stati voi a falsificarle. (P. Kalpholz)
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Re: Come leggere la Storia

Messaggioda pierluigic » mercoledì 2 marzo 2022, 10:21

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Non parlo di politica non e' il luogo ma di concetti

la "vera" storia e' maestra
ribadisco la "vera" storia e' per l'umanita' come l'esperienza per un uomo e non puo' essere altrimenti

Io in un angolo di questo post vorrei mettere in evidenza l'uso distorto della storia che viene spesso "adattata" ai propri sentimenti
( e questo capita sovente anche nel forum )
che e' distorcere le cause e gli effetti
Hai un cacciavite e vuoi usarlo come apriscatole non ti devi lamentare se funziona male
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