Grazie
c'e' stato un fraintendimento
come mi capita, seguo il mio pensiero e non ho spiegato sufficientemente cio' che avevo in testa
lo stemma abbozzato dei carnesecchi e' in seconda linea ( la mia curiosita' al proposito e' solo se lo stemma Carnesecchi puo' essere confuso con quello di qualche altra famiglia ) ci possono essere piu' motivi per giustificare quella bozza nessuno dimostrabile
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Non conosco l'editoria del tempo ed ho cercato di capire il progetto degli editori e mi e' parso curioso
d'altro canto era prevedibile vi fosse una fase intermedia
il gusto del pubblico ( una platea ristretta ) era abituato a manoscritti impreziositi da miniature
gia' definire la tiratura da dare a un'opera stampata era un azzardo
dunque sono 33 le copie rimaste
io mi sono avvicinato alla cosa attratto dallo stemma carnesecchiano
poi mi e' balenato che la cosa potesse avere alla base una fase produttiva curiosa
ho trovato al momento una decina di copie
Siamo a venti anni dalle prime opere a stampa con un pubblico che vede nel libro un oggetto prezioso aldila' del contenuto
So che talune copisterie di amanuensi a quei tempi erano gia' da considerarsi industrie editoriali , non ho conoscenza di quanto lavorassero sul venduto e di quanto affrontassero il rischio d'impresa con creazione di scorte di magazzino o la distribuzione ai cartolai in conto vendita
Johannes Neumeister era di base un copista
Costituì a Foligno una società . Insieme a lui i fratelli Mariotto ed Emiliano Orfini, nobili imprenditori folignati. Emiliano, vista la sua attività di orafo e di zecchiere pontificio, con le sue capacità incisorie, disegnò le lettere e caratteri necessari per la stampa. Nacque così la prima società tipografica, che stampò, nel 1470, il ‘De bello italico adversus Gothos' di Leonardo Bruni e l'anno seguente, nel 1471, le ‘Epistolae ad familiares' di Marco Tullio Cicerone.
Unitosi a loro Evangelista Angelini di Trevi, notaio e figlio di notaio , abitante in Foligno, si dedicarono a stampare 800 copie della Divina Commedia di Dante Alighieri, il che avvenne nei locali della casa dell'Orfini
La cosa che mi ha colpito e' la copia priva totalmente di elementi decorativi e di capoversi che mi ha portato a pensare che questo fosse lo scarno risultato che gli stampatori volevano ottenere dalla stampa
Faccio pero' fatica a concepire un progetto editoriale che si limitasse solo ad una stampa cosi incompleta
Sarebbe stato piu' semplice fare qualcosa di gia' stampato in tutte le sue parti e semplicemente provare a venderlo
Ho immaginato avessero pianificato quindi un progetto in cui la stampa sostituiva solo il copista: Una fase di transizione nella storia dell'editoria
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http://www.carnesecchi.eu/divcompulita1.jpg[/url]
Ed ho visto copie con i soli capoversi costruiti in maniera molto semplice e con miniature scarne ( l'edizione economica ? )
http://www.carnesecchi.eu/capoverso1.JPGhttp://www.carnesecchi.eu/capoverso2.jpghttp://www.carnesecchi.eu/capoverso5.jpgQuindi ho trovato queste due : qualcosa di piu' elaborato e con lo spazio per lo stemma in bianco ( edizione d'elite con optional )
Ed ho immaginato qualcuno che volesse speculare sul valore aggiunto di una miniatura complessa ( miniatore o libraio )
http://www.carnesecchi.eu/capoverso6.jpeghttp://www.carnesecchi.eu/divcomsenza.jpgL'unica copia ( che al momento ho ritrovato ) con stemma seppur abbozzato e' quella col presunto stemma Carnesecchi
Come dicevo mi pare una fase di transizione nella storia dell'editoria , naufragata nell'insuccesso ed abbandonata ma interessante
Tornando allo stemma che mi ha spinto a queste considerazioni :
Mi ha colpito per via delle barre al posto delle bande che mi portava ad escludere che l'autore dello schizzo fosse un Carnesecchi ( a meno che lo stemma non sia di un'altra famiglia )
Ho pensato ad un regalo di nozze alla fine non concretizzatosi ( ma i motivi della bozza possono essere i piu' disparati )
I redattori della scheda del CERL sull'incunabolo pensano ai Carnesecchi e alla leonessa di San Miniato per via di una concessione fatta a Matteo Carnesecchi nel 1491.
Ma la cosa che mi disturba e' la distanza cronologica 1472--1491 ed il fatto che la leonessa di San Miniato impugna uno stocco (nella bozza mi pare piu' una mazza)
E propendo per uno stemma matrimoniale Ad esempio un uomo Carnesecchi con una donna dei Bonaccorsi corazzai anch'essi di San Giovanni / Drago con data vicina al 1472
Matrimonio di cui al momento non ho pero' conoscenza ma che dovrebbe comunque prevedere nascite 73..76