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Nessuno ha scritto:Decisamente NON d'accordo con la petizione: è la maniera più rapida per perdere il già ridotto patrimonio documentario parrocchiale. Se dovesse passare, centinaia di persone senza alcuna cognizione né rispetto per il patrimonio documentario sfrutterebbero la visita in un archivio per poter uscire di casa in assenza di altre scuse. Una volta invasi gli archivi da tali perditempo, la probabilità che i registri vadano perduti si avvicinerà sempre più a 1.
Per quanto riguarda gli Archivi di Stato, sono d'accordo per il fatto che il patrimonio sarebbe comunque protetto meglio, ma sarebbero presi d'assalto dai medesimi eroi della passeggiata a tutti i costi.

FP ha scritto:Nessuno ha scritto:Decisamente NON d'accordo con la petizione: è la maniera più rapida per perdere il già ridotto patrimonio documentario parrocchiale. Se dovesse passare, centinaia di persone senza alcuna cognizione né rispetto per il patrimonio documentario sfrutterebbero la visita in un archivio per poter uscire di casa in assenza di altre scuse. Una volta invasi gli archivi da tali perditempo, la probabilità che i registri vadano perduti si avvicinerà sempre più a 1.
Per quanto riguarda gli Archivi di Stato, sono d'accordo per il fatto che il patrimonio sarebbe comunque protetto meglio, ma sarebbero presi d'assalto dai medesimi eroi della passeggiata a tutti i costi.
Ma la gente non sa neanche che esistono gli archivi...sono 19 anni che frequento archivi e non ci vedo praticamente nessuno. Anche all'Archivio di Stato di Roma vedevo sempre 3-4 persone in sala studio che, con tutte le dovute accortezze, consultavano i faldoni.
Figurarsi gli archivi diocesani o parrocchiali! Là proprio non ci va nessuno.
In ogni caso penso che nella fase 2 si penserà a ingressi contingentati e a ricerche per corrispondenza, non farebbero mai entrare orde di Lanzichenecchi!
Elmar Lang ha scritto:Perché, non d'accordo?
Gli archivi erano consultabili prima di quest'epidemia e dovrebbero esserlo nuovamente.
Mi pare non vi sia nulla di strano.
Elmar Lang ha scritto:Gli archivi erano consultabili prima di quest'epidemia e dovrebbero esserlo nuovamente.
il-prof ha scritto:Elmar Lang ha scritto:Gli archivi erano consultabili prima di quest'epidemia e dovrebbero esserlo nuovamente.
Dopo l'epidemia potranno essere nuovamente consultabili; durante, è tutto chiuso e così deve essere, senza eccezioni, nemmeno gli archivi.
Credo che gli studiosi possono pazientare ancora qualche settimana, o no?
Nessuno ha scritto:(…) molte persone divanate e con il guardo fisso sul televisore ascoltano la notizia -> gran parte delle medesime persone scopre che il cervello in dotazione permette loro di fare 2+2 -> comprendono che la visita presso un archivio è la scusa che ancora cercavano per uscire di casa (…)
Perdonatemi, ma io giro per gli archivi della mia Diocesi da più di 10 anni e SO quale parte del patrimonio documentario è andata perduta. Io SO che è colpa di persone che dalla sera alla mattina vogliono scoprire gli antenati se alcuni registri adesso non si trovano più nella Parrocchia che li ha prodotti, bensì in qualche abitazione privata... perché sì, è proprio così che dicono: "In quel registro ci sono i miei antenati, adesso me lo porto a casa". Molti ragionano così, purtroppo. E, vorrei che mi credeste, anche molte persone laureate che si sono impegnate come archivisti e ricercatori, purtroppo, colti da improvvisa sete di conoscenza del proprio passato, hanno letteralmente deturpato i registri ponendo segni indelebili a latere degli atti di loro interesse.
Io sono uno di quelli che ha dovuto sudare 70 volte 7 camicie per risolvere un problema di omonimia che, al contrario, sarebbe stato risolto in un batter di ciglio se il registro X non fosse stato rubato da uno di quegli eroi che non conoscono gli archivi. Ancora oggi sono alle prese con quel problema di omonimia e, quasi sicuramente, non lo risolverò mai, grazie alla brava gente di cui sopra.(…)
Siamo seri: c'è gente che arriverebbe a trafiggersi il palmo della mano con un chiodo arrugginito per aver l'opportunità di uscire di casa... Andare in un archivio è indolore.

Elmar Lang ha scritto:
Mi spiace vedermi costretto ad intervenire nuovamente.
Pare evidente che per Sua fortuna, Ella non è costretto in casa, con innanzi a sè un futuro altamente incerto, a causa della situazione contingente.
La prego di tener presente, che gran parte delle persone che Lei definisce "divanati e con il guardo fisso sul televisore", in massima parte sono persone che -ripeto- alla fine di questa triste pantomima saranno senza lavoro e, con ogni probabilità, lo resteranno, nel disastro sociopolitico verso il quale stiamo scivolando molto rapidamente.
Si tratta di persone che meritano rispetto e comprensione. Persone il cui "cervello in dotazione" (parole Sue), verrebbe usato molto più volentieri non già per lo stereotipo dell' "uscita di casa" (che ormai pare stigmatizzata peggio dello stupro di minori, e divenuta oggetto di delazione e spionaggio condominiale), quanto per poter degnamente portare a casa il sostentamento per le rispettive famiglie.
Il Suo intervento non è stato né rispettoso, né ironico, bensì profondamente arrogante e pieno di tronfia superbia.
Io, nel mio piccolo, frequento archivi da oltre quarant'anni e, pur con il giustificato pessimismo che ho nella visione della tutela dei Beni Culturali, non vedo il pericolo di orde di "divanati" (parole Sue) intenti a devastare il patrimonio documentario di Parrocchie, Abbazie ed altri luoghi, ecclesiastici e non, deputati a preservare la memoria storica.
La esorto perciò, prima di vedere la (potenziale e non provata) pagliuzza nell'occhio di un ipotetico, improbabile prossimo, di pensare alla trave nell'occhio di coloro che Lei stesso ha rammentato essere parte degli abituali frequentatori d'archivio.
Direi, in conclusione, che Lei ha perso un'ottima occasione per rimanere in silenzio; quel silenzio che è anche meravigliosa caratteristica degli archivi.
Con ogni augurio per il futuro e per le importanti ricerche che La vedranno protagonista nel dopo-contagio,
E.L.
FP ha scritto:Onestamente non pensavo di trovare posizioni così divergenti.
Da indiscrezioni pare che gli archivi e le biblioteche apriranno il 4 maggio solo per ricercatori universitari ma se non altro faranno ricerche per corrispondenza e nel caso delle biblioteche anche il prestito.
Non penso che questa iniziativa possa aggravare l'emergenza se tutte le norme di sicurezza verranno rispettate.
In questo modo inoltre le paventate orde barbariche non verranno in contatto in nessun modo con i preziosi documenti.
Nessuno ha scritto:FP ha scritto:Onestamente non pensavo di trovare posizioni così divergenti.
Da indiscrezioni pare che gli archivi e le biblioteche apriranno il 4 maggio solo per ricercatori universitari ma se non altro faranno ricerche per corrispondenza e nel caso delle biblioteche anche il prestito.
Non penso che questa iniziativa possa aggravare l'emergenza se tutte le norme di sicurezza verranno rispettate.
In questo modo inoltre le paventate orde barbariche non verranno in contatto in nessun modo con i preziosi documenti.
Nella mia zona ce lo siamo ripetuto per settimane, con il risultato che, mentre altrove i contagi scendevano, qui continuavano a crescere (insieme ai deceduti)...
Io davvero non so dove Lei viva, ma qui è una catastrofe: il numero di casi sulla popolazione totale è altissimo.
Per quanto riguarda le orde barbariche, ovviamente, io ho risposto "archivisticamente"... poi qualcuno ha deciso di portare la discussione ai più elevati livelli etici e dei massimi sistemi e sono sceso con la mano pesante sulla mannaia anch'io... perché, davvero, perdonatemi tanto, ma nelle mie zone troppe persone hanno perso e continuano a perdere qualcuno e qualcosa. Il contagio qui non si è mai fermato.
FP ha scritto: dovuta anche a politiche scellerate (mettere malati di Covid nelle case di riposo per esempio) e tenere aperte moltissime aziende con centinaia di lavoratori magari senza protezioni.

Tilius ha scritto:FP ha scritto: dovuta anche a politiche scellerate (mettere malati di Covid nelle case di riposo per esempio) e tenere aperte moltissime aziende con centinaia di lavoratori magari senza protezioni.
Nelle aziende le protezioni ci sono e vengono usate.
Assai più che negli ospedali o nelle RSA.
Infatti non si sono verificati focolai nelle aziende (diversamente da quanto invece accaduto per le RSA e gli ospedali).
Cerchiamo di fare meno qualunquismo su cose che a tutta evidenza non si conoscono (quel "magari" é oltremodo indicativo in tal senso).
Grazie.
FP ha scritto:In ogni caso il tema erano gli archivi e non penso siano stati e possano essere fonte di alcun male se gestiti bene.

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