Alessio Bruno Bedini ha scritto:nicolad72 ha scritto:Alessio Bruno Bedini ha scritto:o sono dell'idea che la nobiltà per esistere non necessiti del riconoscimento del diritto pubblico.
Secoli di storia ti smentiscono. Un nobile non riconosciuto come tale che nobile è? rimane un nobile self-styled... alla stregua dei tanti che tali si professano e che tali non sono!
Dunque anche chi discende dai Principi Carafa o dai Principi Barberini, oggi non è nobile perché non ha un riconoscimento pubblico?
Noi dobbiamo tenere sempre presente che la nobiltà si può intendere
solo come status di privilegio riconosciuto dall'autorità Statuale.
La nobiltà è anche l'insieme dei soggetti che ne beneficiano e lo storico Marc Bloch definisce "nobiltà" la classe dominante che abbia uno statuto giuridico suo proprio, che confermi e materializzi la superiorità che essa pretende.
In Italia è così? NO, dall'entrata in vigore della Costituzione il 1° gennaio 1948 ovvero 72 anni fa la nobiltà non è riconosciuta, quindi per dirlo semplicemente non esiste, perchè nessuna autorità pubblica da valore ad essa.
Dobbiamo abituarci ad essere chiari e corretti. Poi se dentro le nostre case o in determinati gruppi di persone (quando sono esenti da pregiudizi, invidie e rivalità) vogliamo ancora credere a quello che lo Stato non vede più, facciamolo pure, ma è un fenomeno limitato di nessun rilievo sociale, del resto i bambini giocavano a fare il re, le streghe, le fate e via dicendo.
Per dar peso a queste illusioni si perde quello che esiste ancora ed ottusamente non lo tuteliamo.
Approfondite l'argomento e vedrete che esiste ancora una tutela (che non ha carattere nobiliare perchè non più possibile e meno ancora sarebbe attuale nella nostra società), sto parlando di eredità incorporee, identificazione personale, diritto al nome e alla sua espressione grafica e via dicendo, ovvero tutto quello che da qualche anno dico e solo i più arguti seguono e si sono tutelati (Dom Duarte di Braganza è stato l'esempio di questo mutamento nel nostro tempo).