La soluzione del problema non risiede nella tradizione storica, ma nel diritto. Il diritto internazionale consuetudinario e pattizio sul punto ha stabilito delle regole
Il punto di partenza è il congresso di Vienna del 1814 – 1815 che individua quali siano le famiglie sovrane ossia quelle che come tali (regnanti ed ex-regnanti) vennero riconosciute in quell’assise. Il resto è fuffa.
Quindi una casa che regnò nel 1500 (la data è casuale) ma che come sovrana o già sovrana non venne riconosciuta in quell’assise o successivamente ad essa (solo per quelle che successivamente a quella data ascesero al trono come ad esempio i Bernadotte) non gode delle prerogative di cui oggi stiamo discutendo.
La possibilità di fondare nuove istituzioni di natura cavalleresca non è riconosciuta neppure agli ex-sovrani (ossia ad un re che perde il suo trono a cui sono riconosciute prerogative sovrane più ampie rispetto ai meri capi di casse già regnanti). A prova di ciò deduco gli esempi che abbiamo avuto negli ultimi decenni (guarda Umberto II di Savoia, Michele di Romania, Simone di Bulgaria) infatti ben si guardarono dall’istituire una volta perso il trono istituzioni di questo tipo.
Il diritto vigente, ben sintetizzato nei principi ICOC (che si è un ente privato, ma le norme che ha sintetizzato non sono regole create da lui – non ne ha l’autorità – ma ha censito – leggasi: si è limitato a raccogliere e sintetizzare - le regole vigenti), che afferma che nessuno che non goda di piena sovranità possa istituire simili istituti.
Se VE di Savoia in luogo dell’Ordine al Merito Civile avesse istituito un sistema premiale differente (io qualche tempo fa suggerii qualcosa di simile alle onorificenze al merito di CRI – visto che le case già sovrane hanno uno status giuridico assai simile a quello dell’ente nato dalle convenzioni di Ginevra) nessuna critica si sarebbe potuta muovere.
Certo un Ordine Cavalleresco è appagante e più attraente di un sistema premiale fatto di medaglie ma qua si parla di legittimità che vale di più del piacere, ma in questi ultimi tempi il piacere ha evidentemente un peso maggiore del diritto.



