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GENS VALERIA ha scritto:Le famiglie dinastiche appartenenti Jure sanguinis a una Casa Sovrana (cioè aquelle case regnanti o ex regnanti il cui rango sovranovenne riconosciuto internazionalmente all’epoca delcongresso di Vienna o più tardi, - vedi princìpi ICOC -) per conservare intatta la loro validità morale, storica, cavalleresca e nobiliare devono accettare le regole dinastiche tramandate, non accettarne alcune e rigettarne altre in base alla convenienza attuale e contingente, altrimenti rischiano in toto, come minimo, la loro rispettabilità ed autorevolezza.

Cronista di Livonia ha scritto:Perché un atto del genere possa essere valido dovrebbe avere il consenso come minimo di tutti i dinasti e probabilmente anche di eventuali organi od assemblee della propria nobiltà (in Italia forse sia del CNI che della Consulta dei Senatori del Regno?).
Cordialmente,
Il Cronista di Livonia

Cav.OSSML ha scritto:Poichè le disposizioni di S.A.R. il Principe Vittorio Emanuele come Duca di Savoia, Capo della Real Casa e Gran Maestro degli Ordini Dinastici della Real Casa di Savoia, trasmesse per conoscenza a tutte le Case Reali, sono da intendersi quali deliberazioni di carattere interno alla Real Casa di Savoia (l’Ordinamento dello Stato Nobilitare Italiano non subisce pertanto alcuna alterazione e continuerà a seguire norme e criteri sanciti con il R.D. 21 Gennaio 1929 n. 61 che approva l’Ordinamento dello Stato Nobiliare del Regno d’Italia, in parte modificato dal successivo R.D. 9 Ottobre 1930 n. 1405), ritengo che il consenso al CNI, sempre ammesso e non concesso che sia necessario, non debba comunque essere rilasciato.
Di Consulte dei Senatori del Regno purtroppo ne esistono due, e quella fedele al ramo Savoia-Aosta è ovviamente contraria alle disposizioni emanate da S.A.R. il Principe Vittorio Emanuele.
Come dicevo in un mio precedente intervento, ritengo che gli ulteriori dinasti non mancheranno di dare il loro consenso all´operato di S.A.R. il Principe Vittorio Emanuele.

Cav.OSSML ha scritto:Di Consulte dei Senatori del Regno purtroppo ne esistono due, e quella fedele al ramo Savoia-Aosta è ovviamente contraria alle disposizioni emanate da S.A.R. il Principe Vittorio Emanuele.Come dicevo in un mio precedente intervento, ritengo che gli ulteriori dinasti non mancheranno di dare il loro consenso all´operato di S.A.R. il Principe Vittorio Emanuele.
Infatti, finché il Capo della Real Casa di Savoia avrà dei sostenitori, dei simpatizzanti e dei seguaci e disporrà di Ordini Cavallereschi Dinastici
avrà un senso e rappresenterà uno suo specifico compito e prerogativa stabilire regole e/o direttive alle organizzazioni e alle persone che fanno
capo allo stesso.
Nell’ambito di questa prerogativa il Capo della Real Casa di Savoia è libero di decidere quello che sembra più opportuno per la conduzione della
parte pubblica della sua dignità e status giuridico e quindi anche di decidere sulle modalità di trasmissione della primogenitura e della
rappresentanza della sua Casata
La questione non è sociologica, ma giuridica.
Rientra tra i poteri di un Capo di Casa Reale non più Sovrana quello di modificare le leggi di successione dinastica?
La dottrina prevalente dice: NO.
Nei vari post ho letto diverse tesi, ma tutte di natura sociologica. Poiché la questione è innanzitutto giuridica (esiste un potere, se si da cosa
promana, quali sono i suoi limiti e via dicendo) parlare di sociologia può esser bello, ma in merito poco afferente.
Cronista di Livonia ha scritto:Se di Consulte se ne considerano due allora vi devono essere anche due Capi di Casa Savoia, altrimenti la Consulta è una sola, quella nominata dal legittimo Capo di Casa Savoia, S.A.R. il Principe Reale Ereditario Vittorio Emanuele di Savoia, Duca di Savoia.
Personalmente ritengo che la Consulta, se interpellata, seppur con alcuni voti contrari, potrebbe anche approvare. Che mi risulti al momento non è stata ancora chiamata a votare, bensì, stando alla stampa, informata con una telefonata (immagino nella persona del Presidente della Consulta).
Quanto ai dinasti invece ho serissimi dubbi che questi seguiranno visto che due hanno già espresso pubblicamente parere contrario (sulla stampa nazionale, tant'è). Restiamo con i piedi per terra per favore.
Io sono fedele e sempre sarò fedele al legittimo Capo di Casa Savoia, e per fattori anagrafici è probabile che la questione mi riguardi solo a livello meramente teorico, ma personalmente non seguirei un Capo di Casa Rossi o Tartufon o Abdelhamed, che potrei nel migliore dei casi considerare al più un mio pari.
Cordialmente,
Il Cronista di Livonia
buggi ha scritto:(…) Dopo Emanuele Filiberto, principe di Venezia, l'erede di Casa Savoia è e rimane Amedeo di Savoia duca d'Aosta.
GENS VALERIA ha scritto:Aimone Savoia Aosta(1900) rinunciò nel 1943 a far parte del asse successorio sovrano italiano in quanto fu acclamato , si fa per dire , re di Croazia col nome di Tomislavo II , ciò comportava la rinuncia anche per i suoi eredi diretti.
GENS VALERIA ha scritto:Amedeo (1945 ) all'accademia navale di Livorno ,giurò fedeltà alla Repubblica Italiana , come fece il figlio Aimone ( 1967 ), sia nel collegio militare Morosini sia all' accademia navale. Accettò inoltre la croce dell'Ordine al Merito della Repubblica ( italiana ).
Cronista di Livonia ha scritto:GENS VALERIA ha scritto:Aimone Savoia Aosta(1900) rinunciò nel 1943 a far parte del asse successorio sovrano italiano in quanto fu acclamato , si fa per dire , re di Croazia col nome di Tomislavo II , ciò comportava la rinuncia anche per i suoi eredi diretti.
Vero, ma imposizione fascista, mai gradita da Aimone e poi prontamente cancellata. Da considerarsi sostanzialmente nulla.
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