Devo ringraziare l'ottimo giornalista di Piacenza il dott. Renato Passerini che ha colto in pieno il senso della mia relazione, e che ripeto ringrazio vivamente.
Anche tu Marco devo ringraziare per essere stato il "missionario" che ha reso pubblico l'articolo in questo forum.
E grazie anche a Pierluigic per essere il solo che è intervenuto dimostrando una apertura di pensiero che ho trovato all'estero e non in Italia.
So bene di essere l’unico “diverso” in questo ambiente dove ci sono schiere di megalomani, palloni gonfiati, ipocriti, fuori di testa e dal mondo, e ci tengo a dire che il mio unico scopo è stato ed è ancora quello di cambiare seriamente le carte in tavole, se ci sto riuscendo non lo so, ma è certo che in questo mondo sta cambiando qualcosa… e senza dubbio questa evoluzione avviene grazie alle nostre istituzioni.
Il mio ambito d’azione non è solo quello degli sfigati che si occupano di queste materie nel nostro Paese, che credono di rappresentare una conoscenza, mentre rappresentano solo sé stessi, ovvero il nulla.
Ormai conosco approfonditamente tutto questo “mondo” nei suoi vari settori dove la situazione per fortuna è molto diversa da quella italiana.
A Salt Lake City a Rootstech ci sono sempre circa 30.000 (trentamila) persone presenti, a Londra quest’anno oltre 9.000 e solo pochi hanno la “mania nobiliare”, ma quei pochi sono molti di più di quelli che un appassionato conosce in Italia.
Parlare di nobiltà fa sorridere in una Repubblica, la Sovranità affievolita è un escamotage italiano perché quelli che erano ordini cavallereschi del passato possano sopravvivere ed essere ancora… purtroppo spesso un business; gli ordini dinastici se siamo seri sono modeste associazioni (che potrebbero se ben gestite essere no profit volte ad aiutare una piccola popolazione di disagiati).
Noi siamo quelli che facciamo davvero cultura in queste materie, e per essere sincero, io sono il direttore responsabile di 2 riviste Nobiltà e Il Mondo del Cavaliere dove ci sono anche articoli di cui non condivido il pensiero, ma a differenza di altri che pubblicano battendo i lidi degli amateurs dell’araldica, della genealogia, e degli ordini cavallereschi, ho rispetto del pensiero di chi la pensa diversamente da me, del resto la gente sa leggere e può valutare gli articoli per quello che sono, ma se il lettore ha avuto la pazienza di prendere visione delle nostre norme editoriali, comprenderà che quanto viene pubblicato lo è per “grazia” di qualcuno che è realmente sopra le parti.
Se volete un aggancio concreto alla realtà dovreste sentire questo video
https://www.youtube.com/watch?v=tEX0i-1-4t4E sottolineo che ho avuto una evoluzione di pensiero in questi 40 anni, perché all’inizio ero un ragazzo che non provenendo da una Famiglia che aveva tutelato i propri diritti nobiliari durante il regno d’Italia, e non accontentandosi della prestigiosa storia, voleva fare “riconoscere” i propri diritti nobiliari ad ogni costo nei modi che allora si conoscevano e si ritenevano validi essendo venduti come una sorta di panacea; mentre spesso oggi rappresentano giustamente solo il pensiero privato di privatissime istituzioni.
Nel mio percorso ho avuto la fortuna di avere un grande sponsor nella persona di don Vicente de Cadenas y Vicent, l’ultimo Cronista de Armas del regno di Spagna, che fu il fondatore della Real Asociacion de Hidalgos de España - RAHE, questa conoscenza mi ha cambiato la vita e se sono qui a scrivere queste righe è proprio perché la mia vita ha preso una nuova direzione dal suo incontro.
Ho avuto la fortuna di avere avuto amici che con me hanno dato vita a tutto quello che vedete di noi sul web e sulle riviste, uno di questi è il Signore che ha aperto questo post, e che è oltre ad uno dei miei più cari amici (un fratello minore visto che ha qualche mese meno di me) anche uno degli insostituibili artefici del rispetto che godiamo nel mondo.
Un’ultima caratteristica è che nessuno di noi vive del lavoro di queste materie, anzi ci rimettiamo del nostro, e anche qui tutti gli amministratori e moderatori da anni lavorano con costante dedizione gratuitamente (anche se i consigli che vi danno commercialmente avrebbero un costo elevato…), solo perché hanno un ideale e questa è una caratteristica che ci distingue e ci onora!
Per fare un esempio durante la mia permanenza nel Comitato Scientifico del Ministero dei Beni Culturali per il XXIII Congresso Internazionale di Scienze Genealogica e Araldica, sono stato l’unico che non ha mai voluto rimborsi e gettoni di presenza (sono andato a mie spese visto che la banca per cui lavoravo mi pagava lo stipendio), escludendo però la colazione nel self-service dell’Archivio Centrale dello Stato dove ho accettato il pasto pagato dal Ministero; e così come presidente della Confédération Internationale de Généalogie et d'Héraldique – CIGH non ho mai chiesto e non chiederò mai un rimborso (nemmeno per stampare il biglietto da visita), e se vedete bene tutti i congressi e colloqui che organizzo per le associazioni a cui appartengo, per mio volere non hanno costi di iscrizione (unici casi nel mondo). Per tutti questi motivi, penso di avere il pieno diritto di parlare come meglio credo e magari in toni un po’ coloriti come oggi, per spiegare questa materie a chi è interessato.
Se poi avete letto l’articolo dovreste comprendere che se volete un futuro nella società dovete rivolgervi unicamente a Famiglie Storiche (d’Italia e d’Europa), in caso contrario continuare a sognare tranquillamente.