da Antonio Pompili » lunedì 7 ottobre 2019, 22:03
Cari amici,
penso che sia meglio limitarsi, in questi nostri spazi, a riflettere insieme e a discutere (sempre con serenità nel confronto) circa le discipline di cui qui ci occupiamo.
Personalmente, dal punto di vista della sintassi araldica, questo stemma lo trovo più che accettabile. Per evitare il contatto tra due colori con limitato contrasto quali sono il verde e l'azzurro, avrei preferito invertire l'ordine cromatico dei pezzi del fasciato ondato posto a rappresentare il mare. Ma è solo una questione di gusto personale.
L'emblema della Compagnia di Gesù è in linea con la scelta di tanti prelati (se non tutti, quasi) che provengono dai gesuiti.
Felice di vedere il verde come campo principale, colore raro nell'araldica in generale, ancor più raro (soprattutto come campo principale dello scudo) nell'araldica ecclesiastica contemporanea. Una nota di originalità che, nel contesto di un uso della simbologia e degli smalti spesso appiattito e ripetitivo tra gli stemmi prelatizi, non guasta davvero.
Sulla realizzazione grafica, che - potrei sbagliare - mi sembrerebbe piuttosto un collage di figure e ornamenti provenienti da diverse fonti, non mi pronuncio, perché non essenziale ai fini di una riflessione sull'arma in sé.
QUI FACIT VERITATEM VENIT AD LUCEM (Gv 3,21a)
TU SCIS QUIA AMO TE (Gv 21,17b)